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Tutti gli articoli con tag impianti

Esplosione Ecotec, per la Uilcem è tutto ok: "Nessun danno alle persone o all'ambiente"

pubblicato da Peppe Croce

Cosa ne pensano i sindacati degli incidenti nei poli petrolchimici? L’esplosione all’impianto della Ecotec, avvenuto all’interno della raffineria Eni di Gela il 18 maggio offre l’occasione per chiederglielo. A rispondere, in questo caso, è il segretario generale provinciale della Uilcem di Caltanissetta, Silvio Ruggeri.

Ruggeri, innanzitutto, minimizza: un “impiantino” che serviva a depurare i fumi della raffineria si è staccato da terra ed è scoppiato. Le cause? Un “imprevisto di processo”. I danni alle persone? Nessuno, non è successo niente perché non c’erano operai in zona. L’unico ferito, infatti, ha avuto la fortuna di trovarsi abbastanza distante dal serbatoio esploso e non si è fatto quasi nulla. Gli è andata bene, se fosse stato più vicino piangeremmo un morto.

Nessun accenno o dettaglio, invece, per le conseguenze che l’incidente potrà avere sui processi della raffineria di Gela e, di conseguenza sul suo impatto ambientale. Sarebbe ingenuo, però, pensare che l’impianto saltato in aria servisse solo a togliere di mezzo la puzza del petrolchimico anche perché, di solito, se un prodotto di raffineria puzza vuol dire che inquina anche.

Insomma, la presa di posizione della Uilcem è un esempio lampante di come opera un sindacato in un contesto “difficile” quale quello di un petrolchimico in una zona economicamente depressa (cioè il classico posto dove di solito si piazza una raffineria): va tutto bene, ma gli incidenti aumentano di numero e noi vigileremo. Senza però occuparsi dell’ambiente e della salute, dei lavoratori e dei cittadini.

L’intervista è da tenere a mente, per il futuro…

Via | Video Uno Gela

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Rinnovabili, Antitrust: senza le linee guida discriminazioni tra operatori

pubblicato da Peppe Croce

L'Antitrust chiede l'approvazione delle linee guida per le rinnovabiliL’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha diramato oggi una nota, tramite il suo sito web, con la quale chiede al Governo, alla Conferenza Stato-Regioni e ai presidenti delle Regioni italiane di accelerare l’iter che dovrebbe portare all’approvazione delle linee guida sullo sviluppo delle fonti rinnovabili.

Previste dal decreto legislativo 387 del 2003, le linee guida dovrebbero fornire un quadro normativo omogeneo e chiaro per tutte le Regioni in fatto di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili: cosa, quanto e dove si può installare e cosa no. Ma, dopo quasi sette anni, ancora le linee guida sono allo stato di bozza.

L’antitrust, però, chiede che si faccia in fretta perchè senza le linee guida si rischiano discriminazioni tra gli operatori:

Nell’attesa dell’approvazione della regolamentazione a livello nazionale, le Regioni hanno legiferato in modo autonomo, adottando leggi e atti di indirizzo (tra cui Linee Guida e Piani energetici regionali) privi di un comune denominatore che hanno dato origine a contesti normativi di riferimento significativamente difformi, con particolare riguardo alle condizioni richieste per operare nel settore. Ciò si è tradotto nell’introduzione di ostacoli diretti e indiretti nell’accesso al mercato, nonché di ingiustificate distorsioni della concorrenza tra operatori localizzati in diverse aree del territorio nazionale

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La Micronesia fa ricorso contro la centrale a carbone ceca di Prunéřov

pubblicato da missunderstanding

centrale prunerov

L’Arcipelago della Micronesia, una federazione di 600 isole situate a 3000 km circa dall’Australia, ha chiesto al Ministero dell’Ambiente di Praga di rivedere un progetto relativo all’espansione di una centrale a carbone della Cez. Che nesso c’è tra la Micronesia e l’impianto della centrale di Prunéřov nella Repubblica Ceca?

Le isole della Micronesia sono situate a livello del mare, e a causa dell’aumento dei livelli dell’acqua rischiano di essere sommerse, mentre la Cez, il più grande produttore energetico ceco, continua ad aumentare i suoi profitti nonostante la crisi, ed ha così deciso di ampliare la centrale di Prunéřov, forte del fatto di aver modernizzato gli impianti ed aver ridotto le emissioni.

Alla Micronesia, però, la riduzione di 3 milioni di tonnellate l’anno di Co2 dichiarata dalla Cez non basta: ogni espansione della centrale ceca mette in pericolo la sopravvivenza dell’arcipelago. Protestano gli abitanti della Micronesia ed in Europa manifestano simbolicamente per la Micronesia gli ambientalisti cechi e tedeschi, mentre si aspettano le valutazioni sull’impatto della centrale a carbone ceca chieste dal Ministero dell’Ambiente di Praga ad una commissione indipendente internazionale.

via | terranauta

Foto | Flickr

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La Puglia è il polmone nero dell'Italia: inquina il 90% dell'aria con le sue emissioni

pubblicato da missunderstanding

puglia polmone nero d'Italia

Mai come oggi mi risuona nelle orecchie il motivetto di Caparezza Vieni a ballare in Puglia e mai come oggi penso alla promozione turistica, al tanto parlare di voler moltiplicare gli impianti di rinnovabili in questa terra baciata dal sole per gran parte dell’anno, agli impianti eolici che fanno business ma le cui pale son ferme nonostante i venti che attraversano il territorio, mai come ora penso che si parli tanto e si mostri il meglio per coprire il peggio.

La regione Puglia è la regione italiana che inquina più di tutte, alla faccia delle leggi, dei turisti e degli abitanti. Sono stati da poco presentati i dati dell’ARPA Puglia sulla qualità dell’aria, basati sui dati Ines del 2006 che analizzano le emissioni nell’atmosfera. Di seguito la lista che conferisce alla Puglia il premio polmone nero per emissioni nell’aria, dove la Puglia è prima in Italia per:

  • emissioni di Anidride Carbonica (il 21,23% del totale nazionale viene emesso in atmosfera da industrie che hanno sede in Puglia);
  • emissioni di Benzene (46,13% del totale nazionale);
  • emissioni di Idrocarburi Policiclici Aromatici (95,48% del totale nazionale)
  • emissioni di Ossido di Azoto (19,63% del totale nazionale)
  • emissioni di Ossido di Zolfo (23,27% 46,13% del totale nazionale)
  • emissioni di Monossido di Carbonio (81,11% del totale nazionale)
  • emissioni di particolato (62,23% del totale nazionale)
  • emissioni di Diossine (91,96% del totale nazionale)

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Nello Utah, il più grande impianto geotermico degli ultimi 20 anni

pubblicato da eymerich

Zona geotermica nela parco di YellowstoneRaser Technologies ha annunciato la settimana scorsa che ha completato la costruzione di un impianto geotermico su una delle più grandi fonti geologiche di calore degli Stati Uniti scoperte negli ultimi 25 anni.

La maggior parte degli impianti geotermici viene costruita in 5-6 anni, mentre questo è stato costruito in soli 6 mesi, usando tecnologie proprietarie della Raser; si tratta inoltre del primo impianto completato nello Utah in 20 anni, uno Stato che in America è quello con maggior dipendenza dal carbone, infatti è stimata in circa il 93% del totale l’elettricità ricavata da tale fonte fossile nello Utah.

Secondo la Raser l’energia che si può ricavare da questo impianto potrà rifornire un terzo di tutte le abitazione dello Stato usando una nuova tecnologia a bassa temperatura inventata dalla UTC Power per generare energia elettrica annullando le emissioni di gas serra. La compagnia spera di rendere definitivamente funzionante il nuovo impianto prima del 2009.

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SolarWash - Lavaggio automatico per pannelli solari

pubblicato da eymerich

Pulizia dei Pannelli SolariDella necessità di tenere continuamente puliti i pannelli solari non se ne parla tanto, eppure è risaputo che dei pannelli sporchi non svolgono al meglio il loro lavoro e il loro rendimento può calare anche del 25%. OCS Energy è una compagnia californiana che progetta soluzioni per ottimizzare le prestazioni dei pannelli e si è occupata di questo problema con un sistema automatico di pulizia.

A guardare il video, questa sorta di tergicristallo non sembra faccia niente di eclatante a parte innaffiare i pannelli, eppure è il primo sistema di questo tipo ad essere messo in commercio e stando alle dichiarazioni del costruttore, ottimizzando le prestazioni si abbrevia il tempo necessario perché un impianto a pannelli ripaghi dell’investimento iniziale, riducendo anche il lavoro di manutenzione dello stesso.

SolarWash si collega ad una matrice di pannelli e viene pilotato da un microprocessore, fornendo agli operatori del settore una soluzione chiavi in mano senza dover andare a lavare ciascun pannello singolarmente; il sistema include degli erogatori di ricambio, un’interfaccia web per il controllo remoto, e una logica di controllo PLC.

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Prevista in Italia la nascita di una Clean Energy Farm

pubblicato da Simone Muscas

Sistema eolico solareL’amministrazione comunale di Sadali, piccolo paesino della Sardegna, ha avviato un progetto davvero interessante per valutare la possibilità di mettere su una Clean Energy Farm. Si tratta in sostanza di un parco di produzione energetica, di potenza nominale complessiva di circa 100 MW, la cui caratteristica fondamentale è quella di essere composto da una triplice tipologia di impianti: un impianto fotovoltaico, uno eolico e uno solare termico. Il progetto (che porterà avanti Uni Wind) potrà essere determinato con puntualità solo a seguito dell’individuazione della combinazione delle tre tecniche di produzione. L’interessante iniziativa permetterà pertanto di creare un sistema con le più mature tecnologie rinnovabili presenti sul mercato.

Il costo medio per la produzione di 1 MW di energia è stato stimato a circa Euro 5,5 milioni per l’ impianto fotovoltaico, circa Euro 1,5 milioni per l’ impianto eolico e a circa Euro 3,5 milioni per quello a tecnologia solare termica. Al momento i rappresentanti dell’amministrazione locale hanno concesso a Uni Wind di installare sui terreni un sistema anemometrico finalizzato a rilevare, per un periodo di 12 mesi, l’andamento della forza e la direzione prevalente del vento. A tal riguardo, l’esito delle menzionate verifiche anemometriche consentirà alla società di poter valutare con precisione la grandezza e la localizzazione dell’impianto di produzione di energia eolica, rispetto agli impianti fotovoltaico e solare termico. Verrà pertanto definita quale potrebbe essere la combinazione ottimale per la realizzazione dell’intero parco energetico.

Via | Milano.finanze.it
Foto | Flickr

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Nascerà in Sicilia un impianto solare di 800 MWh all'anno

pubblicato da Simone Muscas

Energia dal soleNon solo nucleare in Italia, ma anche qualche iniziativa che potrebbe mettere tutti d’accordo. Nascerà infatti a Ribera, in provincia di Agrigento, un impianto a concentrazione solare. Lo realizzerà una società formata da “Xeliox” ed “EoloEnergia”. L’impianto sarà capace di generare oltre 800 Megawattora l’anno e produrrà elettricità in grado di soddisfare i consumi medi di almeno 200 famiglie.

Qualcuno storcerà il naso pensando che la capacità produttiva sia abbastanza limitata, tuttavia, considerato il ritardo dell’Italia nell’installazione di questo tipo di tecnologie rispetto ad altri paesi “meno soleggiati”, ci sarebbero le condizioni sufficienti per accogliere la notizia positivamente. Gli impianti solari scelti sono quelli a concentrazione (tecnologia Csp) che utilizzano la radiazione diretta del sole.

La tecnologia è basata su degli specchi che concentreranno la radiazione in un unico fuoco al cui interno scorre un fluido termovettore che trasferisce il calore a un generatore di vapore per la produzione di elettricità. Nell’impianto le parabole porteranno ad elevate temperature un olio contenuto in un reticolo di tubi. Questo olio, trasferendo il calore, alimenterà un generatore da oltre 200 kW elettrici.

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Energia solare per un intero gruppo di case.

pubblicato da simona

Solar panelsNasce Drake Landing Solar Community, la prima comunità nord americana che utilizza energia solare, situata precisamente nella città di Okotoks, Alberta, Canada. Il progetto mostra come sia possibile condurre uno stile di vita sostenibile in ogni abitazione. Sono stati installati 800 pannelli solari posizionati sui tetti di case e garage che producono 1,5 mega-watt di energia termica in estate e forniscono calore per gli impianti di riscaldamento. L’intero sistema soddisfa il 90% del fabbisogno di acqua calda e riscaldamento di tutte le 52 abitazioni del complesso edile.

Una soluzione di etilenglicole scorre attraverso un sistema di tubature che unisce l’intero schieramento di pannelli solari. Questi ultimi assorbono l’energia solare e riscaldano la soluzione di glicol etilenico che raggiunge il centro energetico della comunità. Il calore viene quindi trasferito dal convertitore di calore ad un serbatoio d’acqua e, a questo punto, la soluzione di etilenglicole ritorna al gruppo di pannelli solari. Attraverso una serie di tubature l’acqua riscaldata viene trasferita nel sotterraneo sistema di immagazzinamento di energia termica, riscaldando il terreno circostante fino a 80 gradi centigradi. Tutto questo procedimento fornirà nei mesi invernali acqua calda e riscaldamento per l’intero complesso edile.

Le case, costruite una accanto all’altra per ridurre la lunghezza del sistema di tubature, sono tutte costruite utilizzando materiali prodotti localmente ma, cosa non meno importante, sono stati utilizzati anche materiali riciclati. Le case sono state certificate dallo Standard R-2000 della Natural Resources Canada per la razionalizzazione del consumo energetico e dal programma Built Green™ Alberta. L’esperienza della Drake Landing Solar Community può servire per qualsiasi complesso edile.

Via | Inhabitat.com
Foto | Flickr

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Si sfrutta anche il letame suino

pubblicato da simona

maialiBuone notizie dal campo delle bioenergie: il letame suino è un’importante fonte di biogas. Questo gas produce energia per la rete elettrica nazionale, il teleriscaldamento o il riuso nelle stesse aziende agricole. Inoltre i resti della trasformazione diventano un sottoprodotto che può essere impiegato come compost per concimare o come fertilizzante agricolo, grazie all’azoto contenuto.

Esempi di utilizzo di questa fonte li troviamo in Veneto, dove sono già presenti 20 impianti a biogas, per un totale di 23 milioni di tonnellate all’anno di biomassa di cui 6,5 milioni solo di liquame, che producono quasi 45 milioni di metri cubi di biogas e una potenzialità degli impianti che supera i 15,5 MegaWatt elettrici.

Secondo gli esperti di Veneto Agricoltura affinché questo tipo di bioenergia sia ampiamente utilizzato sono necessari investimenti e leggi che consentano una semplificazione burocratica finalizzata a incrementare questo approccio alternativo all’approvvigionamento energetico, anche per le piccole aziende agricole.

Via | Ansa.it
Foto | Flickr