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A Bruno Gambarotta il premio Pensieri&Pedali di Euromobility

pubblicato da Marina

Bruno Gambarotta in bicicletta Il signore che vedete accanto è il giornalista Bruno Gambrotta, appassionato di bicicletta. Ha ricevuto ieri il Premio Pensieri&Pedali perché non solo è rappresentante del mondo dello spettacolo ma è un convinto sostenitore della bici. Lui è torinese e Torino con Milano è risultata essere una delle città in cui il bikesharing è molto usato e apprezzato.

La premiazione a Gambarotta è stata inserita nella cornice della conferenza nazionale e annuale “Mobility Management”organizzata da Euromobility e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, Regione Piemonte e Comune di Torino. Tra l’altro è stato anche presentato un corto sull’evoluzione della mobilità dal 1861 a oggi, lungo, dunque i 150 anni dall‘Unità d’Italia.

E tra le tante dichiarazioni ne è emersa una a proposito degli incidenti in bici che non hanno copertura assicurativa. L’Inail ha promesso che entro breve potrebbe essere proposta una soluzione per chi usa la bici come mezzo di trasporto durante il tragitto di lavoro. Ha detto Arcangelo Merella Presidente di EuroMobility:

Il Presidente di Inail Marco Fabio Sartori, pur riservandosi di meglio definire la questione nell’ambito di un tavolo tecnico cui è invitato a partecipare Euromobility, ha dimostrato sensibilità e apertura al problema. Siamo pertanto fiduciosi che questa lunga battaglia, portata avanti anche da Fiab, possa nel breve termine giungere ad una positiva soluzione.

Via | VGlobale
Foto | VGlobale

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Torino, processo Eternit: chiesti 246milioni di risarcimento dall'INAIL

pubblicato da Marina

la lista di alcuni deceduti per malattie collegate all'inalazione di amianto

E’ iniziato ieri a Torino con l’udienza preliminare, il maxi-processo all’Eternit che dovrà fare luce sulla morte di circa 3000 persone. L’INAIL ha richiesto un risarcimento di 246milioni di euro che dovrebbero sborsare, se giudicati colpevoli i due unici indagati: Stephan Schmidheiny, 62 anni, di professione miliardario, oggi divenuto sostenitore delle cause ambientaliste e il barone belga Jan Luis Marie Ghislain De Cartier De Marchienne, 88 anni, accusati di disastro doloso e di omissione dolosa di controlli antinfortunistici (sapevano e non hanno fatto nulla per evitare le inutili morti) proprietari dei 4 stabilimenti Eternit di Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli).

Nella foto in alto la lista di alcune persone decedute per malattie legate all’inalazione di amianto, lista consultabile sul documento di rinvio a giudizio. Le morti, però non riguardano solo gli “addetti ai lavori” ma l’amianto è stato inalato anche da chi abitava nelle vicinanze delle fabbriche che lo lavoravano.

Scrive l’INAIL:

Basta il conteggio delle vittime per dare la portata della tragedia: 1.378 a Casale Monferrato (più sedici di una ditta esterna), 118 a Cavagnolo, due a Rubiera e 384 a Bagnoli. A questi si aggiungono 697 operai gravemente malati e i privati cittadini: un deceduto a Cavagnolo, 252 a Casale Monferrato, quattro a Rubiera, tre a Bagnoli. Un vero “disastro”, come si legge nel capo d’accusa, generato dalla dispersione nell’aria delle fibre d’amianto. “

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