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Tutti gli articoli con tag india

Uranio, scoperta in India la più grande miniera: nucleare avanti tutta

pubblicato da Marina

miniera di uranio di tumalapalle

Sarebbe stata scoperta in India la più grande miniera di Uranio. La dichiarazione arriva da Srikumar Banerjee Ministro per l’energia nucleare che riferisce che la miniera di Tummalapalle in Andhra Pradesh sarebbe in grado di fornire fino a 150mila tonnellate di uranio.

L’annuncio è stato fatto in occasione della posa della prima pietra della nuova centrale nucleare di Rawatbhata in Rajasthan con quattro reattori da 700 MW. In India già sono presenti 25 centrali nucleari e altre sono in via di costruzione tra cui quella di Jaitapur in Maharashtra, in collaborazione con i francesi di Areva. Questo impianto sorgerà in una zona altamente sismica che sta vendendo le accese proteste dei cittadini. La zona destinata alla centrale è stata militarizzata e le associazioni ambientaliste hanno inviato una lettera al Presidente Nicolas Sarkozy per invitarlo a non far replicare la catastrofe nucleare di Fukushima Daiichi anche in India.

Dunque, ecco che l’annuncio del Ministro Banerjee assume tutt’altro sapore. Infatti nella sua dichiarazione, riportata dal The Hindu spiega che alla miniera di Tummalapalle le opere esplorative sono tutt’ora in corso e che allo stato attuale in India si stimano disponibili riserve di uranio pari a 175mila tonnellate di uranio. Anche se ha specificato che:

La riserva locale di uranio non è ancora sufficiente a soddisfare la domanda complessiva per lo sviluppo nucleare del paese. Ci sarebbe ancora un gap significativo e ne dovremo importare ancora. L’energia nucleare è assolutamente essenziale per soddisfare la crescente fabbisogno energetico del paese. Se l’economia deve crescere del 9 per cento annuo, abbiamo bisogno di un 10 per cento di crescita nella produzione di elettricità. Noi non possiamo fare a meno dell’energia nucleare.

Via | The Hindu, Le Monde, One in India, Athirady
Foto |Ucil

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India, gufi a rischio estinzione causa Harry Potter

pubblicato da Marina

Gufi a rischio estinzione in India

In India gufi e civette non hanno vita facile, tanto da rischiare l’estinzione. La causa è dovuta all’eccessivo interesse mostrato dopo la saga dei film di Harry Potter. Tutti i ragazzini indiani vogliono uno di questi rapaci in casa. Ma l’ambiente domestico non è adatto e dunque gufi e civette muoiono. L’allarme lo lancia Jairam Ramesh Ministro indiano per l’ambiente durante la presentazione di un rapporto sull’avifauna indiana.

A peggiorare la situazione anche la festività di Diwali, conosciuta anche come Festa delle luci, in cui si celebra, tra ottobre e novembre, la vittoria del bene sul male. Ma purtroppo a rimetterci le penne proprio gufi e civette usati durante i rituali magici. E la saga di Harry Potter ha, in un certo senso, alimentato ulteriormente queste credenze.

Ha detto Mr. Ramesh:

I gufi sono tanto importanti per il nostro ecosistema, come le tigri.

Via | Times of India

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iPad a 35 dollari. Ed è pure fotovoltaico...

pubblicato da Peppe Croce

Sull’utilità di questo fantastico prodotto di Apple ormai nessuno ha più dubbi. Il prezzo, però, ancora spaventa qualcuno: centinaia di dollari sono veramente tanti per qualunque gadget elettronico, anche per il più figo…

Soluzione: l’iPad a 35 dollari. Esiste ed è pure fotovoltaico, nel senso che ha la ricarica solare (ma è opzionale) e lo faranno a breve in India: è stato progettato dai ricercatori dell’Indian Institute of Technology e dall’Indian Institute of Science per dare un pc agli studenti meno abbienti e colmare il digital divide. Ovviamente non sarà Apple ma un tarocco.

Fa piacere, però, che gli ingegneri indiani nel “prendere spunto” dal prodotto di Apple abbiano anche avuto un occhio di riguardo per l’ambiente pensando alla ricarica solare. Opzione tutt’altro che inutile in un posto come l’India dove, nei villaggi, avere l’energia elettrica è tutt’altro che scontato.

Via | Fotovoltaico Blog
Video | Youtube

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Nucleare pulito: per la fusione i soldi non bastano, servono altri fondi per il progetto Iter

pubblicato da Peppe Croce

La fusione controllata, ritenuta da molti la risposta definitiva ad ogni problema di approvvigionamento dell’energia senza aumentare le emissioni di CO2, si fa sempre più lontana.

Il progetto Iter, punta di diamante della ricerca nucleare internazionale (vi partecipano Unione europea, Stati Uniti, Cina, Giappone, India, Russia e Corea del sud), continua ad incontrare problemi. Soprattutto economici.

La Commissione europea ha infatti comunicato all’Europarlamento che i soldi stanziati fino ad oggi per il progetto Iter non basteranno: da un’ipotesi iniziale di spesa di 2,7 miliardi di euro si passa a 7,2 miliardi.

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Coca Cola condannata: dovrà risarcire 350 milioni di euro all'India per inquinamento ambientale

pubblicato da Peppe Croce

Inquinamento e prosciugamento della falda: maxi multa per la Coca Cola in IndiaSecondo quanto riporta “Il Manifesto”, la multinazionale delle bevande Coca Cola sarebbe stata condannata a pagare un maxi risarcimento ad uno Stato del sud dell’India: 352 milioni di euro per inquinamento ambientale, danni alla falda acquifera in un villaggio dello Stato di Kerala.

La vicenda, per come la riporta il quotidiano romano, ha i classici connotati dello sfruttamento coloniale: nel 2000 l’azienda americana apre uno stabilimento in un piccolo villaggio e inizia ad attingere acqua potabile dai pozzi della zona. Dopo poco arriva ad emungere un milione e mezzo di litri da sei pozzi lasciando a secco la popolazione locale.

Come se non bastasse, Coca Cola non applica il trattamento dei reflui industriali dello stabilimento ma, al contrario, vende i reflui “tal quali” agli agricoltori del villaggio spacciandoli per compost agricolo. In quel compost, che in realtà era un rifiuto, c’erano parecchi metalli pesanti come il piombo, il cadmio e il cromo; tutta roba che non aiuta nè l’agricoltura nè la salute umana.

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Gli eco guerrieri di Chandi Fortress

pubblicato da missunderstanding

Quello che avete appena visto è il trailer di Chandi’s Fortress, un film a budget zero girato su videocassette riciclate, con una telecamera a mano. Il film, che parla della lotta per la difesa dell’area naturale di Chandigarh, in India, è stato selezionato per il Green Lifestyle Film Festival a Los Angeles.

Chandi’s Fortress, di Gaurav Chabra, racconta la storia della difesa del patrimonio naturale di Chandi da parte degli abitanti, contro l’insensibilità dell’amministrazione, pronta a distruggere il territorio e a sacrificarne la bellezza ed il valore in nome della civilizzazione e dello sviluppo. Potete vedere il secondo video promozionale del film qui, ed augurare buona fortuna a Chandi’s Fortress e ai suoi guerrieri, che hanno già vinto la loro prima battaglia.

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Frode internazionale di H&M? Il cotone organico certificato di H&M non è così organico

pubblicato da missunderstanding

H&M cotone organico

H&M, la catena svedese di abbigliamento a poco prezzo, ha una linea di vestiti in cotone organico, o almeno così fa credere ai suoi clienti. L’edizione tedesca del Times ha infatti denunciato la frode: il cotone organico certificato di H&M sarebbe contaminato con cotone modificato geneticamente, tutt’altro che naturale.

Ad analizzare i campioni è stato il laboratorio indipendente Impetus, che ha trovato cotone OGM in più del 30% dei capi analizzati. Andando indietro nella catena produttiva, si è scoperto che tutto il cotone utilizzato proviene dall’India, uno dei maggiori esportatori al mondo di cotone organico.

La direzione di H&M, in una mail a Ecouterre, dice di non avere alcuna colpa in merito e che non vi è ragione alcuna di credere che il cotone organico usato nella fabbricazione dei suoi tessuti provenga da semi OGM, anche se vi è la probabilità che le fibre siano state contaminate in fase di produzione del tessuto. Sotto accusa, e già multate, ci sono anche due agenzie per la certificazione: EcoCert e Control Union, che potrebbero aver certificato come organico anche il cotone usato nella fabbricazione di capi di abbigliamento per altre marche.

Chi sono i colpevoli in questa storia? H&M dice di non essere a conoscenza della presenza del cotone GM, l’Autorità Indiana dell’agricoltura, Apeda, parla di frode su larga scala e critica la Control Union, che si difende dicendo che in nessuna delle aziende produttrici di cotone sono stati usati - né trovati - semi geneticamente modificati.

Via | Ecotextile, Ecouterre

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Strage di animali in Russia: morte sette tigri e una leonessa

pubblicato da missunderstanding

tigre circo
Il circo russo Mectha, il cui nome significa sogno, era in viaggio da Khabarovsk, nell’estremo oriente russo verso Yakutsk, in Siberia. Tutt’altro che da sogno si è rivelata la traversata transiberiana, soprattutto per gli animali del circo: lungo il tragitto sono morte sette tigri indiane e una leonessa africana, mentre una femmina di orso dell’Himalaya è in gravi condizioni. Alcuni animali, tra cui un cane, rinchiusi nello stesso scompartimento con gli animali morti, sono sopravvissuti.

Tra le ipotesi principali per spiegare l’elevato numero di decessi tra gli animali, due le più probabili: gli animali sono stati trasportati verso la Siberia in carri non riscaldati e potrebbero essere morti a causa delle bassissime temperature, oppure potrebbero essere stati soffocati con il gas di scarico.

I custodi hanno detto di aver controllato gli animali ogni due ore, aprendo i carri per cambiare l’aria. Mentre la polizia indaga e ascolta gli alibi dei proprietari e degli addetti al controllo degli animali da circo, noi ci chiediamo perché si continuino ad usare gli animali negli spettacoli da circo, sottoponendoli a stress innaturali e a morti tragiche, ben lontani dai principi del benessere animale.

via | bbc

Foto | Flickr

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India: elefanti fuori dagli zoo ritornano nelle riserve

pubblicato da alessandra

Per le loro caratteristiche fisiche e biologiche, oltreché per le particolarità comportamentali e sociali, gli elefanti indiani sono da considerarsi assolutamente inadatti alla vita in cattività che potrebbe mettere a rischio il loro stato di salute e le capacità riproduttive. E’ questa la splendida eppure banalissima motivazione addotta dall’Autorità Centrale dei Giardini Zoologici Indiani per giustificare un importantintissimo provvedimento, reso noto proprio in questo giorni, che comporterà a breve la reintroduzione in natura di tutti gli splendidi pachidermi attualmente detenuti all’interno degli zoo indiani.

Certamente il provvedimento non è totalmente scevro da considerazioni di tipo economico legate al turismo più o meno naturalistico che, ogni anno, porta con le migliaia di presenze all’interno delle riserve, anche migliaia di dollari nella casse dello Stato. Eppure, è impossibile non esserne, almeno un pò, contenti. Ovviamente, sarebbe più che auspicabile che questo genere di considerazioni venissero applicate a tutte le situazioni di sfruttamento degli elefanti e degli animali in genere, ma la consapevolezza che qualcosa cominci a muoversi, seppure solo altrove e non Italia, non può non generare un pizzico di gioia.

Giovanni Guadagna, responsabile dell’Ufficio cattività dell’ENPA, commenta così questa notizia:

mentre l’India libera gli elefanti dagli zoo per restituirli ai parchi naturali, l’Italia, con la scusa di presunti progetti conservazionistici, premia anche economicamente le strutture della cattività animale. Alcuni mesi fa, toccò alla Bolivia darci il buon esempio con la chiusura dei circhi con gli animali; adesso è il turno dell’India. Saremo in grado di seguire il buon esempio?

Via | ENPA
Foto | Flickr

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Greenpeace e Amnesty International insieme sul Bhopal Bus

pubblicato da alessandra

Impossibile non conoscere la tragedia di Bhopal, in India: decine di tonnellate di isocianato di metile e oltre 12.000 Kg di reagenti chimici fuoriuscirono dallo stabilimento della Union Carbide provocando fumi tossici e devastando quanto trovarono sul proprio percorso. L‘eco mortale di questo disastro ambientale ancora si aggira nei luoghi che ne costituirono il triste proscenio. A quasi 25 anni di distanza da quell’orribile 2 dicembre 1984, in cui persero la vita circa 25.000 persone oltre a un numero imprecisato di bovini e altri animali – necessari alla sopravvivenza di queste genti - nessuna azione di bonifica è stata intrapresa dal governo indiano e quanti ci si aspetterebbe paghino per quell’infausto incidente sono ancora in attesa di un giudizio, all’ombra dei sopravissuti.

Satinath Sarangi, fondatore emerito del Gruppo d’informazione e azione su Bhopal fa sapere che:

ancora oggi oltre 100.000 persone, esposte alle esalazioni tossiche e alla contaminazione del terreno e dell’acqua di Bhopal, continuano a soffrire mentre sale il numero delle morti premature. In tutto questo, le responsabili Union Carbide e Dow Chemical continuano a evadere la giustizia e a evitare di assumersi ogni responsabilità legale per i danni causati a Bhopal.

Per ricordare tutto questo e, insieme, per cercare di raccogliere i fondi necessari alla vita delle persone che ancora vivono in queste zone, in Italia è arrivato in questi giorni il Bhopal bus con una rappresentanza dei sopravvissuti a questo immane disastro. A ospitare la delegazione sono Greenpeace e Amnesty International. Domani, dopo aver toccato Milano, il Bhopal bus sarà a Roma. Per il calendario degli eventi in programma cliccare qui.

Foto| Flickr

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