L’inquinamento luminoso è sempre stato considerato di ordine secondario rispetto a quelli di tipo acustico e atmosferico. In realtà, esso avrebbe effetti preoccupanti sull’avifauna alterandone i comportamenti riproduttivi, non solo - quindi - modificando bioritmi e abitudini, come è facile osservare di notte sugli alberi delle nostre città… Ad affermarlo, è un recente studio del professore Bart Kempenaers del Max Planck Institute for Ornithology.
Più in dettaglio, i ricercatori hanno analizzato gli effetti dell’illuminazione artificiale su alcune specie di uccelli che, pur vivendo in aree boschive, si trovano in prossimità di strade molto illuminate. Hanno così potuto appurare che tutti i maschi che posizionati a distanze sufficientemente limitate da una intensa fonte luminosa, tendono a cantare molto prima di quelli che si trovano più lontani dalla stessa. E le femmine, di conseguenza, stimolate da questi canti “affabulatori”, arrivavano in numero maggiore rispetto a quanto normalmente accade nelle parti più buie di foresta e, spesso, indipendentemente dalla reale “possenza e dalla qualità riproduttiva” dei maschi interessati. Si metterebbe, di conseguneza, a dura prova il principio della selezione naturale avvantaggiando, spesso, proprio i soggetti più deboli. E, questo, sottolinea Kempenaers,non è affatto un vantaggio. Inoltre,
i maschi dormono meno e sono più a rischio di predazione se iniziano a cantare con molto anticipo rispetto all’alba.
Ma l’intensa illuminazione artificiale arrecherebbe problemi anche agli uccelli migratori che sarebbero disorientati dalle forti intensità luminose e facendo perdere colpi anche al loro complesso sistema di “navigazione”. A tal proposito, il gruppo ambientalista della Grande Mela, Nyc Audubon, ha dichiarato che ogni anno, durante la stagione migratoria, oltre 80.000 uccelli si schianterebbero contro i grattacieli della City perché attirati dalle luci.
Ed infatti, in questi giorni, proprio nella metropoli statunitense, si sta portando avanti il progetto “lights out” che propone lo spegnimento delle lampade più disturbanti ai piani più alti degli edifici durante ore notturne.. Intanto, altrove - in particolare in Germania e Olanda -, alcune aziende sono già all’opera per arginare il problema tentando di mettere a punto luci che abbiano un impatto ambientale ridotto…
Via | science codex, max planck institute
Foto | Flickr
Esiste un paese in Italia dove le strade, i parchi e le gallerie sono illuminate non da lampade ad incandescenza, ma da LED. Torraca, comune in provincia di Salerno di poco più di 1.200 anime, vanta un impianto di illuminazione comunale a LED. Per la cittadina sono installati 700 punti luce per un investimento, grazie a fondi regionali, di 280mila euro che si prevede rientreranno entro 6 anni.
L’impianto è stato realizzato dalla Elettronica Gelbison di Ceraso e ha generato un risparmio energetico del 65%, una riduzione dei costi di manutenzione del 50% e dell’inquinamento luminoso del 90%.
Il comune sarà al centro di un convegno internazionale organizzato dal sindaco della cittadina, Daniele Filizola. L’incontro, dal titolo “La via del risparmio energetico. Il caso Torraca, prima Led City al mondo”, si terrà il 30 novembre e il 1° dicembre a Torraca.
In quella occasione L. Di Fraia dell’università di Napoli dirà al pubblico perché i numeri relativi al risparmio energetico, manutentivo, etc… riportati in questo articolo non sono corrispondenti alla realtà.
L’alba di lunedì 13 agosto sarà il momento migliore per guardare le stelle cadenti. E’ quello il momento in cui la densità dei detriti della cometa Swift-Tuttle sarà maggiore. Passato quel momento ci vorrà un altro anno prima che l’orbita terrestre e quella della stella cometa (o meglio dei suoi resti) si incontrino nuovamente.
l’UAI (Unione degli astrofili italiani) organizza delle serate in tutta Italia per permettere al pubblico di osservare il cielo insieme a degli esperti. Il calendario delle iniziative astronomiche e’ on line nel loro sito.
Poi ci sono le iniziative controsenso, come quella organizzata dal Movimento Turismo del Vino.

Circa un anno fa, nel mio blog personale, prendendo spunto da un articolo su Repubblica, parlai del Dibawatt, grazie a Blogeko mi è tornato in mente.
Il Dibawatt è un aggeggio che, una volta installato nei lampioni, permette di risparmiare soldi. Il risparmio è garantito da un minor consumo di energia e dalla riduzione di manutenzione.
Grazie alla sua funzione di anti-shock il Dibawatt evita i sovraccarichi di tensione durante l’accensione. Questa funzione di “stabilizzatore” permette di alimentare le lampade con la stessa tensione, anche su strade lunghe, migliorandone l’efficienza e la durata. Tutto ciò si trasforma in un aumento della vita della lampada con una drastica riduzione degli interventi di manutenzione.
Un’altra funzionalità interessante del Dibawatt è il dimmer, in parole povere è possibile impostare la potenza assorbita in orari prestabiliti. Un po’ come con le nostre luci di casa quando aumentiamo o diminuiamo l’intensità della luce (purtroppo non sempre i dimer casalinghi diminuiscono i consumi). E’ inutile, per esempio, illuminare a tutta manetta una piazza al crepuscolo o nelle ore tarde della notte quando la piazza diventa deserta.
Mi piacerebbe conoscere l’esperienza diretta di qualche comune ma, purtroppo, non so quanti assessori, impegnati magari a concordare la cresta sui canoni di manutenzione dell’illuminazione, leggano Ecoblog. Magari mi sbaglio…
A noi semplici cittadini non rimane altro che inviare una email o un fax ai nostri rispettivi comuni per informarli.
Magari anche il nostro Ministero dell’Ambiente in un ottica di risparmio energetico ed abbassamento di inquinamento luminoso potrebbe darsi una mossa.
Per ulteriori informazioni: Eligent.