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Conto Energia: le vostre esperienze

pubblicato da Bricke

Esempio Conto EnergiaIl GSE ci dice che gli impianti fotovoltaici che sfruttano l’incentivo del Conto Energia sono quasi 10.000 per una potenza di circa 98.000 kW. Volendo tramite Atlasole possiamo anche sapere dove sono intsallati.

Oggi, come anticipato, vi forniamo un intervista ad un proprietario di un impianto fotovoltaico:

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Il biologico è per tutti. Intervista a Andrea Ferrante Presidente A.I.A.B.

pubblicato da Marina

Il logo AIAB

Dopo le accese discussioni a proposito dei post “Cibi alle diossine. Parliamone!” e “L’agricoltura secondo Monsanto” dove i vostri commenti sono scivolati sui prodotti derivati da agricoltura biologica e sulla loro, o meno, salubrità, ho contattato Andrea Ferrante, presidente A.I.A.B. (Associazione italiana per l’Agricoltura biologica) 39 anni, siciliano, agronomo, che ci chiarisce un po’ di luoghi comuni che girano sull’agricoltura biologica. L’intervista è avvenuta due giorni fa al telefono (impossibile seguirlo nei suoi spostamenti) e a bruciapelo gli ho posto la domanda sulle aflatossine.

D.: Presidente, alcuni lettori sostengono che le aflatossine sono presenti nei prodotti Bio e non nei prodotti OGM. E vero?
R.: Questo è un argomento che viene tirato fuori ciclicamente. Secondo gli scienziati del Sagri, il mais Bt è più sicuro per la salute, perché contiene un bacillo che allontana la piralide, un insetto che stimola la produzione di tossine nella pianta. Il punto è che le aflatossine le troviamo indipendentemente dal metodo di produzione, dal fatto che sia un seme OGM, a causa del cattivo stato di conservazione del mais o per un errato sistema di raccolta. Ricordo che le principali aflatossine che si trovano nei cereali, sono del genere fusarium, che trova la condizione ottimale di sviluppo in presenza di azoto nitrico e replicazione della stessa coltura sul terreno. L’agricoltura biologica come principio obbligatorio, usa azoto organico e pratica la rotazione delle colture. Il problema si pone invece, seriamente, nella filiera di conservazione e trasformazione.

D.:Gira voce che il vino prodotto biologicamente serva a tagliare quello prodotto in maniera tradizionale e con qualche problema di pesticidi…
R.: Se così fosse si tratterebbe di frode in commercio e andrebbe denunciata. E’ da tener presente che se i Nas svolgono in un anno 11mila controlli, noi ne effettuiamo 60mila. Purtroppo il regolamento comunitario in materia di agricoltura biologica è in vigore da 19 anni e ancora non si è percepito che il livello di controllo e sicurezza per i prodotti biologici è molto severo. I produttori biologici, in termini di occupazione, sono più forti di Telecom e Fiat messi assieme e muovono un volume di affari pari a 2miliardi di euro annui. Se non sono certezze queste.

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L’altra campana: i padani vogliono gli OGM

pubblicato da Marina

La "torta" dei si agli Ogm
L’argomento, lo premetto, è intricato. Quando si parla di opinioni a favore degli OGM si rischia di dare sempre informazioni sbagliate. Ma io penso che sia sempre giusto ascoltare “l’altra campana”. Vado con i piedi di piombo e molti dati da esporre, e prendo spunto innanzitutto dai commenti fatti a proposito del post “ Il mondo secondo Monsanto” dove un paio di lettori molto appassionatamente hanno iniziato una disputa sui vantaggi e gli svantaggi delle coltivazioni OGM. La positività è stata incardinata sul problema delle aflatossine. E Ecoblog con largo anticipo aveva lanciato la discussione nell’affollatissimo post di Bricke.

Per l’ascolto dell’”altra campana” parto dalla rilevazione di un sondaggio condotto da Demoskopea per conto di Assobiotec sulla “Percezione degli OGM presso i maiscoltori lombardi” bene su 532 intervistati il 59% dice di conoscere le resistenze del mais OGM alla piralide (farfalla infestante). E il 67% si dichiara disponibile a coltivarlo nella propria azienda. Non solo. Ma il 74% si dice disponibile a sperimentarlo in campo. E non parliamo di “agricoltori sciolti” ma di iscritti alla Coldiretti, Cia e Confagricoltura.

Intanto l’Inran (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione) nei giorni scorsi ha presentato “ Ricerche sugli OGM in agricoltura” durata due anni e tra i primi risultati riporta:” I risultati preliminari hanno messo in evidenza alcune modificazioni della risposta immunitaria sia intestinale che periferica, suggerendo che sarebbero opportune indagini più approfondite sulla risposta immunitaria per definire la reale sicurezza d’uso del mais Bt”. Oltre a tutta un’altra serie di scarse convenienze sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista della resa agricola.

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L'agricoltura secondo Monsanto

pubblicato da Marina

E’ un po’ la Milena Gabanelli d’oltralpe. Marie-Monique Robin è una che sta pestando duramente i piedi alla Monsanto con “Le mond selon Monsanto” (la presentazione del film-documentario nel trailer che vi segnalo sopra) che è anche DVD riservato alle scuole e libro presentato nei giorni scorsi alla Fiera del libro di Parigi. Oggetto del documentario i disastri ambientali seminati in giro per il mondo dalla Monsanto. E’ andato in onda l’11 marzo su Arte7.

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La Campania, la monnezza e i Ponzio Pilato

pubblicato da Marina

La puntata di Report del 9 marzo mi ha fatto rabbrividire. E ne parlo a qualche giorno di distanza poiché ho avuto bisogno di riflettere. Caso ha voluto che proprio la mattina di domenica ho scritto il post “Sotto la monnezza le verità di Napoli” dove ho provato a ripercorrere un po’ la situazione rifiuti in Campania.

Premetto che vivo ad Acerra, proprio il comune oggetto della disamina sia di Report sia del documentario “Biùtiful Cauntri”. Abito in una masseria, circondata da villette campagnole dove ogni famiglia possiede il proprio orto e alberi da frutta. Qui intorno tutti hanno i loro piccoli allevamenti di polli e conigli. Ogni giorno mi regalano verdure, frutta e uova, poiché la mia casa è l’unica nuova e avendo i garage sotto non è stato possibile prevedere per me un orto da coltivare. Li vedo dalle mie finestre, coltivano senza fertilizzanti chimici e anticrittogamici. Sono attenti alle potature. Insomma hanno la sapienza tipica dei contadini.

Vi aggiungo che volendo esco con la mia telecamera digitale e metto su un servizio alla Iovene. Basta che mi sposto a circa 2km dal mio domicilio, o che vado a frugare tra le stradine alle spalle dei grossi centri commerciali e vedo quanto fin qui è stato documentato. Il parere dei sindaci è altrettanto facile da raccogliere.

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Compost nei suoli e si riduce il gas serra: intervista a Favoino

pubblicato da Marina

Compost urbanoRicollegandomi ai post di PiccoloSocrate relativi al compost ho intervistato al telefono Enzo Favoino, agronomo, docente della scuola Agraria di Monza e esperto del Ministero dell´Ambiente, già consulente del Comune di Trento e autore di un prestigioso studio pubblicato assieme a Dominic Hogg: “The potential role of compost in reducing greenhouse gases ” da cui emerge che il trattamento biologico dei rifiuti è considerato una delle risorse possibili per la loro gestione in ambito agricolo. Innanzitutto per il “sequestro” di anidride carbonica nel terreno.

Usare i concimi organici, come ad esempio quelli derivati dal compostaggio, potrebbe aumentare l’ammontare di carbonio immagazzinato in questi suoli e contribuire in modo significativo alla riduzione delle emissioni di gas serra. Oltre che a migliorare la qualità del terreno a a prevenire l’inaridimento.

Professore Favoino, nello studio parla di “sequestro” dell’anidride carbonica nel suolo. Cosa significa esattamente?
Il “sequestro” del carbonio nel suolo è stato riconosciuto dal Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici e dalla Commissione europea come una delle possibili misure attraverso le quali le emissioni di gas serra possono essere ridotte. Una stima del valore potenziale presume che il 20% della superficie di terreno agricolo della UE potrebbe essere utilizzato come un pozzo di carbonio e potrebbe rappresentare circa il 8,6% di riduzione totale delle emissioni obiettivo.

Un aumento di appena dello 0,15% di carbonio organico nei terreni seminativi, per un anno, in un paese come l’Italia implicherebbe il “sequestro” della stessa quantità di carbonio nel suolo, attualmente rilasciato in atmosfera.

Inoltre, l’aumento della materia organica nel suolo può causare altri gas e migliorare la lavorabilità dei suoli, la ritenzione idrica, favorire meno di produzione e di uso di concimi minerali e di pesticidi, e ridurre il rilascio di ossido di azoto.

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Ricercatrice d'alta quota

pubblicato da viviana

Ricerche atmosferiche sull'Everest Oggi facciamo due chiacchiere con Angela Marinoni, ricercatrice del CNR di Bologna nonché mia ex-compagna di università e grande amica. Angela si occupa di studio dell’inquinamento atmosferico, presente e passato, ed grazie al suo lavoro ha girato parecchio. Ad esempio oggi mi scrive da un posto remoto ma importante per la ricerca Italiana.

Ciao Angela, mi puoi dire dove sei?
Sono in Nepal, nella Valle del Khumbu …a pochi passi dal Monte Everest! E qui oltre alla piramide dell’Everest c’è un’altra piramide, fatta di vetro e metallo.

Una piramide artificiale sull’Everest! Che cos’è?
Nel 1990 il Comitato Ev-k2-CNR ha installato una struttura di vetro e alluminio a forma di piramide, alta una decina di metri, che su tre piani ospita vari laboratori di ricerca. I ricercatori possono proporre dei progetti e, se vengono finanziati, vengono qui per condurre ricerche ambientali di scienze della terra, medicina e fisiologia, ma anche studi antropologici o tecnologici.

E che fai di bello lassù?
Sono qui ad “aggiustare” degli strumenti di misurazione delle particelle atmosferiche di una stazione che si trova a quasi un centinaio di metri sopra la piramide.

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Valentina Pisani e l'arte di riciclare: niente si distrugge, tutto si trasforma

pubblicato da Matteo Razzanelli

arte riciclo
Per la serie vivere di ecologia, vi segnaliamo un’intervista di Pinkblog a Valentina Pisani, un’artista che la pinkie Missunderstanding ci presenta con parole bellissime:

[…] un talento che dona agli oggetti una seconda vita; un’artista che scova l’anima impolverata delle cose in disuso e la fa rivivere in creazioni originali; un’ecologista che riusa, ricicla e ricrea. Valentina è un architetto, ma dal 2000 si occupa di eco-arte: l’atto creativo si ispira ed utilizza l’oggetto-rifiuto delle discariche, ormai giunto alla fine della sua vita, e gli offre un’altra funzione, un futuro diverso, l’opportunità di ricominciare una nuova vita… Le sue opere nascono, quindi, come idea di trasformazioni, sono oggetti in trasformazione, o trasformati.

Insomma, questa artista parte dall’idea che dovrebbe avere ognuno di noi prima di gettare alcunché: gli oggetti “inutili”, non sono rifiuti, ma materia che deve trovare una nuova collocazione, una seconda vita. Tutto ciò che è rifiuto è un male per l’ambiente, ma può tramutarsi in risorsa. Valentina Pisani cerca dunque negli oggetti buttati questo potenziale misconosciuto.
Un lavoro interessante, che per Valentina è la quotidianità: lo si capisce bene da quello che dice.

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Aprire un Bed&Breakfast biologico

pubblicato da lumachina

Progetto di impresa biologico: un B&B

Per la serie “vivere di ecologia” questa settimana ho intervistato Barbara e Michele Fenati, che hanno aperto il primo B&B biologico di Roma.

Che cosa ha di diverso il vostro da un normale B&B?
Noi siamo a Roma ma in una zona residenziale verde e molto tranquilla, quando abbiamo pensato di aprire un B&B abbiamo ristrutturato la casa utilizzando le vernici naturali della Solas e abbiamo arredato le camere e alcuni bagni utilizzando materiali naturali come sassi e legni portati dal mare sulla spiaggia. Inoltre tutti i detergenti che utilizziamo per lavare la casa, le lenzuola e gli asciugamani sono ecologici.

Ma la cosa che ci caratterizza di più e probabilmente il fatto che le nostre “abbondanti” colazioni sono preparate con prodotti 100% Bio, inoltre facciamo colazioni ad hoc per i nostri ospiti che soffrono di particolari intolleranze alimentari (celiachia, intolleranze al latte, lieviti, zucchero, pesticidi, conservanti, etc…).

Come è nata l’idea di aprire una attività ecologica?
L’idea è nata dalla nostra sensibilità verso i temi ecologici, siamo vegetariani e abbiamo un negozio Bio da 12 anni e quindi è stata una “naturale conseguenza” dare questa impostazione al B&B.

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Riciclare PC per beneficienza

pubblicato da Gianluca Pezzi

James BurgetSpesso abbiamo visto foto riguardanti le discariche di pc e componentistica varia.

Da Ossblog, la notizia di un concorso indetto da CNN per “persone normali” che diventano “eroi”. Tra i molti c’è James Burgett, con una idea semplice quanto meritoria di segnalazione.

James prende vecchi pc e li risistema, installando sistemi operativi con software libero, quale Ubuntu o, più probabilmente, Xubuntu. I pc “rigenerati” vengono donati a persone disagiate, scuole e associazioni, mentre per il lavoro stesso di ripristino Burgett si fa aiutare da persone che stanno lottando contro la dipendenza da stupefacenti o che si stanno riprendendo da problemi psichici.

I numeri prodotti dalla sua iniziativa sono sorprendenti. Stando ai dati della CNN Burgett processa ogni mese 10 tonnellate di rifiuti elettronici, ed a oggi è riuscito a donare in tutto il mondo circa 16.000 pc funzionanti. Il tutto, ricordiamolo, utilizzando materiale che sarebbe andato in discarica.

Su CNN.com il video con l’intervista a James Burgett.

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