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Cambiamenti climatici: le mucche sono da assolvere?

pubblicato da Marina

Le mucche responsabili dei cambiamenti climatici? Mi scrive Caludio Costa, medico veterinario consulente ambientale coopagri il quale mi spiega che secondo i dati da lui analizzati relativi al Rapporto ISPRA sulle emissioni zoogeniche, per intenderci le emissioni di metano ad opera dei ruminanti, che interessano gli allevamenti, sono errati e in un certo senso colpevolizzano la zootecnia.

Fino ad oggi la tendenza è stata quella di dire che gli allevamenti intensivi di bovini, ma anche di altri animali, inquinano quanto i SUV.

Secondo il rapporto dell’ISPRA, gli allevamenti inquinano, anche se i gas serra sono in diminuzione,:

risulta che nel 2006 il 79% delle emissioni è stato determinato dagli allevamenti bovini: il 41% deriva dalle vacche da latte, e il 38% dagli altri bovini. L’80% delle emissioni di metano dovute a fermentazione enterica provengono da Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte (in testa alle emissioni), Sardegna, Veneto, Campania, Lazio e Sicilia.

Ma rispetto alla responsabilità dei bovini delle emissioni nell’atmosfera di metano non è d’accordo Claudio Costa. Dopo il salto le sue motivazioni.

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Cambiamenti climatici: è il sole non il tuo Suv

pubblicato da Marina

Sole contro suv Prima di sparare sulla sottoscritta, vi chiarisco il titolo: E’ il sole non il tuo SUV è un libro scritto da John Zyrkowski che proviene dal settore automobilistico avendo lavorato anche per Toyota. Bè direte, cosa volevi scrivesse, uno che si occupa di automobili, che il cambiamento climatico sia dovuto proprio alle vetture? Certemente le assolve!

Ebbene, ad avergli dato credito è stata APS American Physical Society attraverso il DailyTech.

E infatti Jeffrey Marque editor di APS ha detto:

Vi è una notevole presenza di persone, all’interno della comunità scientifica, che non sono d’accordo con la conclusione che IPCC che le emissioni di CO2 siano di origine antropica e che sia l’uomo il principale responsabile del riscaldamento globale che si è verificato dopo la rivoluzione industriale.

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Come cambia il clima secondo il Worldwatch Institute

pubblicato da Roberto Bosio

Il Worldwatch Institute è uno dei più importanti istituti di ricerca ambientale degli Stati Uniti, e da venticinque anni pubblica un rapporto annuale - lo State of the World, tradotto in più di trenta lingue - ricco di dati e informazioni, che rappresenta una fonte importante per conoscere, non solo lo stato del mondo, ma anche quello dei sistemi umani nelle loro relazioni con i diversi ecosistemi e le risorse naturali di tutto il mondo.

L’edizione 2009 si concentra sui cambiamenti climatici e raggruppa 47 tra i principali studiosi al mondo sul tema. Parte dai dati del quarto rapporto di valutazione dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) . I gas ad effetto serra sono aumentati, passando dai 22,6 miliardi di tonnellate di anidride carbonica prodotti nel 1990 ai 31 miliardi del 2007 - per una crescita del 37% -, provocando un aumento della concentrazione di CO2 (+2,2 parti per milione l’anno, e non più 1,5), e delle temperature globali - 11 degli ultimi 12 anni sono tra i più caldi da quando ci sono misurazioni.

Per questo la task force di scienziati ONU ha affermato chiaramente che “il riscaldamento del sistema climatico è inequivocabile, come è ormai evidente dalle osservazioni degli aumenti nelle temperature medie globali dell’aria e degli oceani, il diffuso scioglimento delle nevi e dei ghiacci, e l’aumento della media globale del livello dei mari”.

La differenza sta nelle stime. L’Ipcc prevede un aumento nel livello degli oceani per lo scioglimento dei ghiacci di 59 centimetri in questo secolo, mentre il Worldwatch Institute disegna scenari in cui la crescita dei mari si misura in metri e non in centimetri. Difficoltà di prevedere il futuro che riguardano anche le disponibilità di cereali a seguito dei cambiamenti climatici. In Africa, tra i 75 e i 250 milioni di persone dovranno far fronte a carenze idriche, a causa del cambiamento climatico, entro il 2020. E alcuni paesi africani vedranno anche dimezzarsi la loro produzione agricola per questo problema.

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A Natale regala l’albero da piantare nel bosCo2 in Piemonte

pubblicato da Francesca Cencetti

Natale ecologicoPer un Natale ecologico Legambiente e l’associazione ambientalista AzzeroCO2 propongono di regalare un albero da piantare in quello che diventerà il bosCo2 di Natale d’Italia. Niente che riguardi la propria casa o l’ufficio, ma un regalo virtuale tra amici e colleghi che permetterà interventi di forestazione, iniziando dal Piemonte nel Parco fluviale del Po e dell’Orba.

Il progetto intende approfittare del Natale per permettere ai cittadini di dare un contributo alla riduzione della Co2, uno dei gas maggiormente responsabili del riscaldamento globale. A garanzia del proprio impegno ci sarà l’attestato che certifica l’acquisto, il tipo di albero e il luogo dove sarà piantato e i più volenterosi potranno anche verificare lo sviluppo del progetto in loco e chiedere un riscontro dei dati che riporteranno la quantità di anidride carbonica assorbita dagli alberi, calcolati sulla base dei Good Practice Guidance for Land Use, Land-Use Change and Forestry della Ipcc.

Via| Legambiente
Foto | Flickr

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Franco Ortolani: "Non confondiamo il cambiamento climatico con l’inquinamento atmosferico"

pubblicato da Marina

Inquinamento atmosferico e cambiamento climatico

Ricevo dal prof. Franco Ortolani, ordinario di geologia e Ordinario di Geologia e Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, Università di Napoli Federico II, due studi inerenti il cambiamento climatico e l’inquinamento atmosferico.

Nel primo,Non confondiamo il cambiamento climatico con l’inquinamento atmosferico, fa riferimento all’analisi dei dati ricavati dagli archivi naturali del Mediterraneo, che hanno consentito agli studiosi di ricostruire gli andamenti climatici nelle ultime migliaia di anni.

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Riscaldamento globale sopravvalutato? Smentita di APS

pubblicato da simona

riscaldamento globaleIl riscaldamento globale è stato sopravvalutato? APS ( American Physical Society) nega e riafferma, attraverso il suo sito web, la dichiarazione del 18 novembre 2007: “le emissioni di gas serra causate dalle attività dell’uomo stanno surriscaldando il pianeta”.

La causa di questo malinteso sembra sia stata un articolo pubblicato sul forum di APS da parte di Christopher Monckton, un politico ed ex consulente assicurativo dell’amministrazione di Margaret Thatcher. L’articolo sosteneva che l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) avrebbe sopravvalutato la sensibilità del clima terrestre all’anidride carbonica o comunque su quanto le temperature medie possano cambiare data una determinata quantità di andride carbonica all’interno dell’atmosfera.

Una nota successiva ha però affermato che l’articolo non sarebbe stato visionato dai colleghi, in disaccordo con le posizioni di Monckton. A dimostrazione di ciò sulla homepage di APS è stata riconfermata la precedente dichiarazione del 2007, dichiarando inoltre l’inoppugnabile evidenza, sostenuta anche dall’intera comunità scientifica, che il surriscaldamento globale esiste e che devono essere prese immediatamente soluzioni per mitigare il problema.

Via | DailyTech.com

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Oggi presentato il rapporto finale dell'IPCC sui cambiamenti climatici

pubblicato da viviana

Uscito il Rapporto Finale IPCC Oggi a Valencia l’IPCC, il comitato delle Nazioni Unite per i Cambiamenti climatici, presenta il rapporto finale sui cambiamenti climatici. Un documento che ribadisce quanto detto nei tre precedenti resi pubblici durante l’anno, ovvero, che il cambiamento del clima è in atto e che l’uomo ne è la principale causa. In particolare, in questa sintesi finale l’IPCC vuole portare idee e consigli per il futuro, soprattutto per le misure da adottare alla scadenza del famoso Protocollo di Kyoto nel 2012, che sarà anche il tema della Conferenza Mondiale sul Clima di Bali il prossimo mese.

Dunque il rapporto ci ricorda che le emissioni di gas-serra in atmosfera sono aumentate del 70% e che grazie “a noi” la temperatura media della terra aumenterà tra 1,8°C e 4°C. E che tutto questo provoca lo scioglimento di poli e ghiacciai, l’espansione degli oceani, il rischio di estinzione per il 30% delle specie viventi.

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Le acque dei fiumi diverranno salate

pubblicato da lumachina

strati di sabbia aiutano l'avanzata del cuneo salino. foto Dan..Il mare, aumentando di livello, risale lungo le foci dei fiumi verso l’interno, sia in superficie sia nelle falde, e l’acqua non sarà più potabile come prima. Il 40% della popolazione mondiale vive entro 60 Km dalle coste. Ecco perché il problema e’ serio.

Motomu Ibaraki, della Ohio State University, ha simulato il comportamento del cuneo salino partendo dalle previsioni di innalzamento del livello dei mari contenute nel rapporto dell’IPCC e ha presentato i suoi risultati a Denver (Colorado) alla conferenza della Geological Society of America. Oltre alla perdita di costa, si potrebbero verificare problemi per l’agricoltura e per il consumo umano di acqua.

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Christy dell'IPCC dice no al catastrofismo e critica Al Gore

pubblicato da Matteo Razzanelli

Christy, Nobel IPCC attacca il catastrofismo - Foto: NASAJohn R. Christy - uno fra le migliaia di scienziati che hanno partecipato all’IPCC - ha scritto giovedì scorso un editoriale sul Wall Street Journal in cui sbeffeggia Al Gore (”la cui impronta ecologica schiaccerebbe il mio intero quartiere”) e critica duramente il catastrofismo di molti scienziati del panel internazionale sui cambiamenti climatici. Pare che lo scienziato abbia anche rifiutato la sua quota spettante del premio Nobel.

Per Christy, “Madre Natura opera ad un livello di complessità che, per il momento, va oltre le possibilità di comprensione dei comuni mortali (come gli scienziati)”. L’IPCC nel denunciare l’emergenza clima fa sfoggio - secondo lo scienziato americano - di una sicurezza esagerata, che non ha solide basi scientifiche. Tutta questa sicurezza si baserebbe infatti su due soli elementi: i modelli climatici - definiti da Christy “utili”, ma “mai” utilizzabili come “prova” - e la “coincidenza” che i mutamenti dell’anidride carbonica e delle temperature globali mostrano una lasca corrispondenza nel tempo.

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Nobel per la pace assegnato ad Al Gore e IPCC

pubblicato da lumachina

Nobel assegnato ad Al Gore e IPCC per i cambiamenti climatici. foto nando.quintanaIl gruppo di scienziati che fa parte dell’IPCC e il politico divulgatore Al Gore hanno vinto il Nobel per la pace.
La guerra che cercano di fermare e’ la più grande guerra mondiale mai vista, quella dell’umanità contro il proprio pianeta e contro se’ stessa.

La motivazione spiega che sono stati scelti per i “loro sforzi nel costruire e divulgare maggiori conoscenze riguardo i cambiamenti climatici indotti dall’uomo, per per aver posto le basi delle misure necessarie a contrastare tali cambiamenti”.

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