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Buone notizie per Capri: Terna avvia l'iter per la costruzione del cavo sottomarino, addio alla centrale elettrica a gasolio

pubblicato da Peppe Croce

Buone notizie per Capri: Terna avvia l'iter per la costruzione del cavo sottomarino, addio alla centrale elettrica a gasolio

Terna rende noto di aver avviato l’iter burocratico per la costruzione dell’”anello elettrico” tra Capri, Ischia, Procida e Torre Annunziata. Si tratta di un cavo ad alta tensione, in gran parte sottomarino, che collegherà elettricamente le isole con la terraferma.

Ciò permetterà, a lavori ultimati, di mandare in pensione la vecchia e inquinante centrale elettrica a gasolio di Capri, con grande vantaggio per l’ambiente. Ma anche per la sicurezza: più volte è capitato, infatti, che l’obsoleto impianto di produzione di energia elettrica andasse in tilt causando incidenti e incendi.

La nuova linea, anche per questo, garantirà un servizio migliore per i capresi e i turisti: meno interruzioni elettriche, una linea più stabile, il tutto con meno emissioni inquinanti e zero CO2 in atmosfera: l’elettricità consumata a Capri, Ischia e Procida, infatti, verrà in futuro prodotta fuori dalle isole, ottimizzando il sistema elettrico campano.

Secondo Terna, se non ci saranno intoppi burocratici, i lavori per il nuovo cavo inizieranno nel 2011 e dureranno un paio di anni.

Via | Terna
Foto | Flickr

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Frana a Ischia: Legambiente accusa la mancanza di attenzione politica verso la Campania

pubblicato da missunderstanding

legambiente su frana ischia

La frana di ieri a Ischia, episodio nel quale ha perso la vita una ragazza e circa venti persone sono rimaste ferite non è un caso, ma la conseguenza di anni di mancata attenzione politica, abusivismo e dissesto idrogeologico causato dall’uomo, come già segnalato in seguito al disastro di Messina. Così Legambiente, attraverso un comunicato stampa giunto alla nostra redazione, condanna l’incuranza della classe dirigente e l’incuria dei cittadini della Campania, regione dai piedi d’argilla.

Secondo i dati di Legambiente, l’86% dei comuni delle cinque province campane sono classificati a rischio idrogeologico. L’81% delle amministrazioni ha abitazioni nelle aree golenali, negli alvei dei fiumi e nelle aree a rischio frana, il 25% delle municipalità monitorate presenta interi quartieri in zone a rischio, mentre il 44% ha edificato in tali aree strutture industriali. In più, nel 23% dei casi presi in esame, nelle zone a rischio sorgono strutture sensibili come scuole e ospedali, oltre a strutture di ricezione turistica.

Ischia non fa eccezione in questo quadro di dissesto e abbandono: l’isola nota per le sue bellezze naturali, è anche conosciuta per l’abusivismo edilizio che la caratterizza, oltre che per i numerosi incendi che rendono il terreno ancora più instabile. Sebbene non si conoscano ancora le cause della frana di ieri, oltre alle piogge e ai cambiamenti climatici, le responsabilità sono sicuramente da cercare nell’azione impunita dell’uomo.

Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, ha commentato così l’accaduto:

Abbiamo a che fare anche con gli effetti dei cambiamenti climatici in atto. Ma le piogge sempre più concentrate hanno conseguenze ancora più disastrose in quei territori dove già sussistono condizioni di rischio idrogeologico elevato, problemi di abusivismo, incuria del territorio e della sua vegetazione. (…)Bisogna affrontare subito le questioni strutturali e politiche che possano metterci al riparo dal ripetersi di eventi di questo tipo. La gestione accurata e sistematica del territorio deve essere una priorità politica tanto del governo centrale quanto degli enti locali“.

Foto | Flickr

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