
Le faglie dell’Abruzzo, fratture nella roccia come quella nei pressi di Paganica, da cui ha avuto origine il catastrofico terremoto dei 6 aprile, preoccupano i geologi italiani, che temono il ripetersi di eventi simili.
Gli esperti di scienze della terra si sono dati appuntamento ad un convegno organizzato all’ISPRA dal Servizio Geologico d’Italia, proprio per fare il punto sulla situazione faglie a un mese e mezzo di distanza da quanto accaduto all’Aquila.
La frattura di Paganica è profonda ben nove chilometri, e alla sua altezza continuano a strofinarsi l’una contro l’altra le due masse rocciose delimitate dalla spaccatura.
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Il suolo italiano è sicuramente uno dei più ricchi del mondo sotto molti punti di vista, non ultimo quello delle creature che lo abitano. Il nostro Paese ha infatti un numero impressionante di specie del suolo, superiore a chiunque in Europa.
Delle 486 specie di miriapodi (millepiedi) conosciute nel continente, ben 162 sono in Italia, esattamente un terzo del totale. Il 58% degli pseudoscorpioni europei (minuscoli scorpioni di pochi millimetri di lunghezza) sono endemici italiani: si trovano solo e unicamente sul nostro territorio.
Non solo: in Italia esistono 6mila 600 specie di mosche, zanzare e moscerini (insieme fanno parte dell’ordine dei ditteri) delle 15mila presenti in tutta Europa. Una ricchezza di specie che origina da milioni di anni di migrazioni della microfauna dal nord Europa, dai Balcani e dal Mediterraneo.
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Continua ad aumentare il numero di veicoli circolanti in Italia, che nel 2007 ha raggiunto la cifra record di 50 milioni 159mila e 45, in aumento del 10,9% rispetto al 2000, secondo i dati contenuti nella pubblicazione “Analisi dei dati italiani del trasporto su strada 2000-2005-2007”, pubblicata nei giorni scorsi dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).
La regione con più veicoli in assoluto è la Lombardia, che supera i sette milioni (7.922.559), mentre Lazio, Campania, Sicilia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana e Puglia si collocano tra i 2,5 e i 5 milioni e tutte le altre regioni al di sotto del milione e mezzo.
In particolare, nel 2007 il Lazio aveva 5.159.075 veicoli, la Campania 4.589.331 e la Sicilia 4.252.493, mentre la regione che ne aveva di meno era la Valle D’Aosta, con appena 194.442, anche se erano ben 1.543 per ogni mille abitanti, risultato condizionato dal particolare regime fiscale della regione, per cui molte imprese vi immatricolano macchine che poi circolano altrove.
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Il 1 e 2 aprile sarà presentato ufficialmente da ISPRA (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale) il V Rapporto sulla qualità ambientale nelle aree metropolitane all’11ma Conferenza Nazionale delle Agenzie, all’interno di Ecopolis che si terrà alla Fiera di Roma.
Dalle anticipazioni date la situazione dei livelli di PM10 nelle metropoli è decisamente preoccupante. Secondo le anticipazioni dell’ISPRA:
Su 33 città monitorate, soltanto 4 (Bolzano, Pescara, Campobasso e Potenza) sono riuscite a contenere il numero di superamenti giornalieri dei livelli di pm10 nei 35 giorni previsti dalla legge. Una conferma che le città italiane sono sempre troppo inquinate e che a livello decisionale vanno prese misure più drastiche perché lo stato di salute dell’ambiente urbano condiziona pesantemente la qualità di vita dei cittadini.
Per quanto riguarda i rifiuti, secondo il Rapporto Rifiuti 2008 diminuisce il volume prodotto pro-capite grazie all’aumento della raccolta differenziata:
Notizie positive anche per la raccolta differenziata, che nel Paese ha raggiunto il 27,5% della produzione totale di rifiuti, in aumento dell’1,7% nel 2007, per quanto ancora lontana dal target del 40% fissato per il 2007 dalla legislazione. Il Nord supera abbondantemente l’obiettivo, con il 42,4%, mentre ne restano lontani il Centro, con il 20,8%, e il Sud che si ferma all’11,6%: la conferma dai dati per regione, con il Trentino Alto Adige e il Veneto che vanno oltre il 50%, rispettivamente con il 53,4% e il 51,4%, mentre balza al terzo posto il Piemonte, che col 44,8% cresce di quattro punti e scavalca la Lombardia (44,5%).Al Sud, una menzione speciale per la Sardegna, che con l’attivazione di specifici sistemi di raccolta anche domiciliare fa un grande balzo in avanti, passando dal 9,9% del 2005 al 27,8% di oggi, mentre restano sotto il 10% le altre regioni del Mezzogiorno, esclusa la Campania.