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Le 4 città verdi dell'Islam che diverranno esempio di sostenibilità: Bogor, Sana'a, Medina e Salleh

pubblicato da missunderstanding

bogor

Dopo la Dichiarazione di Istanbul dei Paesi Islamici per la tutela ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici, il mondo musulmano si è riunito a Bogor, in Indonesia, per il primo Congresso Generale sull’argomento.

Durante il Congresso, terminato ieri, un comitato ha eletto quelle che saranno le prime 4 città verdi del mondo islamico, da prendere come esempio per uno sviluppo sostenibile delle grandi metropoli. Sono Bogor in Indonesia, Sana’a nello Yemen, Medina in Arabia Saudita e Salleh in Marocco, selezionate e candidate a diventare esempio per i numerosi giganti dell’Asia, che non figurano certo tra le città più virtuose del mondo per quanto riguarda vivibilità e ambiente.

Le quattro città verdi saranno monitorate dall’Associazione Musulmana per l’Azione contro i Cambiamenti Climatici (MACCA) e saranno il terreno fertile per far crescere esempi di gestione sostenibile da riproporre nelle città degli altri 30 paesi dell’Islam.

via | Hendrasiry Blog

Foto | Flickr

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Il nuovo aeroporto di Istanbul Sabiha è il più grande edificio a prova di terremoto

pubblicato da missunderstanding

aeroporto istanbul sabiha terremoto

Il nuovo e secondo aeroporto internazionale di Istanbul Sabiha, nella parte asiatica della città, è il più grande edificio al mondo in grado di resistere al terremoto. L’aereoporto di Sabiha, dedicato alla prima donna pilota turca, Sabiha Gökçen, si trova nella parte di Istanbul che risentì maggiormente del terremoto del 1999, quando migliaia furono i morti e milioni di persone si rifugiarono sulle rive del Bosforo terrorizzate.

Qualsiasi scossa di terremoto colpisca ora l’antica Costantinopoli, il nuovo aereoporto resterà in piedi: la sua struttura è in grado di resistere ad una magnitudo 8.0 e l’intero complesso è progettato per rimanere operativo in caso di emergenza ambientale, o di guerra. Una struttura in grado di resistere al terremoto, perchè progettata grazie a nuovi sistemi di simulazione che permettono di predire come un edificio si comportarà in caso di scosse, è fondamentale per una città come Istanbul, situata vicino al punto di confluenza di 3 placche tettoniche e unita solo da un ponte sul Bosforo.

La struttura dell’aeroporto di Istanbul Sabiha è stata realizzata attraverso l’ Earthquake Protection System, grazie all’inserimento di circa 300 sistemi isolanti che, in caso di terremoto, isolano l’edificio dal suolo e gli permettono di muoversi assorbendo l’energia delle scosse. Riuscite ad immaginare un edificio grande quanto un aeroporto internazionale che oscilla in base alle scosse? Potrebbe capitare di vedere anche questo, purchè serva a salvare vite umane e a garantire i soccorsi.

via | Gizmodo

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Turchia, la diga di Ilisu affogherà la memoria storica e culturale della Mesopotamia

pubblicato da missunderstanding

Diga Ilisu

Nel sud dell’Anatolia, in Turchia, sorge il sito archologico di Hasankeyf, che sta per scomparire, destinato ad essere affogato dalla diga di Ilisu per volere di Ankara. A nulla, fino ad ora, sono valse le proteste di intellettuali, storici, ambientalisti di tutta Europa: la memoria e la testimonianza di 10.000 anni di storia scompariranno sotto la forza dell’acqua.

La diga di Ilisu fa parte del Grande Piano Anatolico, che prevede di incanalare in grandi infrastruttre - grazie all’appoggio di banche ed istituti di credito internazionali - le acque del Tigri, in una zona vicina ai confini caldi con la Siria e l’Iraq. Il governo turco continua, impassibile, il suo cammino, spalleggiato da Svizzera, Austria e Germania che sembrano intenzionate a prendere parte al progetto.

In difesa del sito archeologico di Hasakeyf si sono sollevate le più grandi personalità della cultura turca: il premio Nobel Orhan Pamuk, lo scrittore Yashar Kemal, il cantante Tarkan, perchè la memoria di Hasakeyf non può essere sommersa dalle acque. Il sito è un museo a cielo aperto, conserva la memoria di 10.000 anni di storia e di tutti i popoli che lo hanno attraversato e vi si sono insediati: Assiri, Parti, Romani, Bizantini, Arabi, Ottomani. Nella zona sorgono moschee e palazzi sospesi sulle acque del Tigri, ci sono grotte abitate scavate nella roccia, ci sono antichi cimiteri e resiste ancora un ponte sul Tigri costruito dagli Assiri. Come si può distruggere tutto questo per una diga?

Oltre ad Hasakeyf, la diga distruggerà ben 289 siti archeologici, patrimonio culturale di tutta la Mesopotamia, senza che né la protesta d’élite, né l’accordo delle reti dell’acqua durante il Forum mondiale sull’acqua a Istanbul, siano riuscite a fermare il dannoso progetto. Gli osservatori più acuti sospettano che la costruzione della diga sia un modo per ottenere il controllo sul territorio, là dove la questione dell’acqua si interseca con quella curda. Per saperne di più e per fermare la costruzione della diga in Turchia e salvare Hasankeyf, gli altri siti archeologici e gli abitanti della zona, Stop Ilisu!

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