Ancora polemiche sullo spot pro nucleare trasmesso sulle principali emittenti tv del paese commissionato dal Forum Nucleare di Chicco Testa e pagato dalle principali multinazionali dell’energia nucleare che hanno intenzione di partecipare al grande affare del ritorno italiano al nucleare.
Dopo le critiche provenienti dagli Ecodem, è stato il turno di una lettera di Antonio Di Pietro che si chiedeva come fosse possibile far passare per neutrale uno spot che indirizza ad un sito pro atomo:
il quesito proposto dal “Forum” (tu che posizione hai, favorevole o contrario all’energia nucleare?) è solo apparentemente neutro ma in realtà è sostanzialmente ingannevole, giacchè finalizzato solo ad un sottile ma perverso “gioco comunicativo”: quello di invitare il lettore ad informarsi meglio attraverso il sito “www.forumnucleare.it”
Continua a leggere: Il Forum Nucleare non si nasconde: è pro atomo
Ieri, con 320 voti a favore e 270 contrari, il Governo ha ottenuto la fiducia alla Camera sul decreto Ronchi, già approvato al Senato, e che riferisce – all’articolo 15 - sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali tra i quali la vitale, indispensabile, acqua. Prima, l’Aula aveva bocciato pregiudiziali di costituzionalità dell’opposizione al decreto.
Ma la cosa più inquietante è che la norma “incriminata” è stata inserita all’interno di un decreto legge sugli oblighi comunitari, solo che - di fatto - le intenzioni dell’UE sono state, volutamente, travisate: laddove l’Europa si muoveva verso una pacifica libertà di scelta di gestione da parte delle comunità locali, il nostro esecutivo ha voluto leggervi un invito a privatizzare il servizio idrico.
E’ quanto affermato da Roberto Fazioli, docente di economia all’università di Ferrara, a Viaemilianet.
Immediate, si sono levate le proteste, peraltro già caldamente annunciate nei giorni scorsi. In particolare, svettano dal fronte degli oppositori al decreto il WWF, Federconsumatori e Adusbef - l’AssociazioneDifesa Utenti Srevizi Bancari e Finanziari - i quali sottolineano la necessità di un subitaneo confronto nazionale sul tema attraverso gli Stati Generali dell’acqua, in modo tale da convogliare tutti gli attori interessati alla questione per la ricerca di soluzioni condivise per il governo, la tutela e la gestione idrica. Se il problema non dovesse venire altrimenti risolto dal Parlamento, già tuona da più parti lo spettro della raccolta firme per il necessario referendum abrogativo.
La denuncia arriva a mezzo video, quello in alto, messo in rete dall’IDV di Di Pietro a proposito dell’interrogazione parlamentare fatta ieri pomeriggio al Governo, in materia nucleare. La richiesta fatta dall’On. Anita Di Giuseppe riguarda i siti dove potrebbero essere costruire le centrali nucleari, comunque resi noti entro il prossimo dicembre. Nell’interrogazione viene richiesto, infatti al Governo, di confermare o smentire un elenco ufficioso di dieci siti che a vario titolo potrebbero ospitare centrali nucleari. Dice l’On.Di Giuseppe:
Si è diffusa la notizia di una lista stilata da incaricati del Governo che conterrebbe il nome di dieci siti ospitanti, vale a dire Monfalcone, Scanzano Jonico, Termoli, Palma, Oristano, Chioggia, Caorso, Trino Vercellese, Montalto di Castro e Termini Imerese. Il gruppo dell’Italia dei Valori intende sapere se il Governo possa confermare o smentire questa notizia, visto che tra i criteri di esclusione ai fini dell’individuazione dei siti dovrebbero, peraltro, essere tenute in debita considerazione sia la vocazione turistica di una determinata area, sia l’eventuale presenza sullo stesso territorio di industrie o di impianti di produzione energetica.
Risponde il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito:
A tal proposito, preciso che la delega contenuta all’articolo 25 della cosiddetta legge sviluppo, un importante provvedimento varato recentemente dal Parlamento, definisce principi e criteri direttivi per l’emanazione dei decreti che definiranno i dettagli relativi alle diverse fasi del programma nucleare del nostro Paese. Il Governo, pertanto, è delegato a definire i criteri per la localizzazione degli impianti e non già a stilare elenchi di alcun tipo. Questo credo che sia importante da precisare rispetto alla prima richiesta dell’onorevole.
Ma l’On. Di Pietro spiega:
L’articolo 25 prevede il semplice parere della Conferenza unificata che dirà quel che gli pare e piace, ma il provvedimento non ha bisogno del parere obbligatorio e vincolante della Conferenza unificata. Quindi, di fatto il Governo deciderà da solo, tant’è vero che più della metà delle regioni hanno già fatto ricorso alla Corte costituzionale per conflitto di attribuzione (tanto per chiarire i fatti).

In questo post parleremo dei programmi delle liste Partito Liberale Italiano, Per il bene comune, Italia dei Valori.
Il Partito Liberale Italiano prevede l’intensificazione dell’azione per la risoluzione dei più gravi problemi strutturali del Paese, a cominciare da quello del riequilibrio tra il Sud e il resto dell’Italia soprattutto nel campo delle infrastrutture e dei servizi e da quello energetico.
Nel settore dell’energia, in particolare, comincia ad apparire evidente come, anche in un ottica di diversificazione, l’energia nucleare si stia affermando come quella più rispettosa della salute e dell’ambiente.
» Programma Partito Liberale 2008
Il partito Per il bene comune dice no alle grandi opere (Tav, ponte sullo stretto, rigassificatori, inceneritori). Intende:
Procedere ad un Piano energetico nazionale sulle esigenze della collettività, non su quella delle aziende;
Difendere l’acqua come bene comune che deve restare pubblico;
Sviluppare le fonti rinnovabili di energia, con esplicita esclusione dei rifiuti;