Per salvare il pianeta, si dovrebbe passare alla dieta mediterranea in tutto il mondo. E’ la ricetta che il celebre economista Jeremy Rifkin ha fornito ieri nel corso di un seminario alla facoltà di architettura di Valle Giulia a Roma, sottolineando come:
Forse nessuno sa che la seconda causa di cambiamento climatico al mondo è l’emissione di CO2 derivante dall’allevamento di animali, ovvero dalla grande quantità di carne che consumiamo. Per abbattere le emissioni bisogna quindi passare alla dieta mediterranea, come in Italia, mangiando molte verdure e frutta.
Anche gli esperti di clima vengono quindi in aiuto della nostra cucina, al punto che Rifkin ha aggiunto:
E’ un problema molto serio ma nessuno dei governanti ne parla, perfino Al Gore non ha mai toccato l’argomento. Abbiamo così paura da non riuscire a cambiare le nostre abitudini alimentari, eppure non è così terribile la dieta mediterranea.
Vi segnalo una bella intervista in esclusiva fatta dai colleghi di Polisblog a Jeremy Rifkin al Festival Città Imprese 2009.
Rifkin sostiene che la rivoluzione energetica, così come lui la immagina, partirà dall’Europa ed è per questo motivo che lui visita spesso anche l’Italia. Qui la galleria di immagini.
Ma perché la rivoluzione energetica non potrebbe partire dagli USA? In proposito dice:
Non è proprio così: lui è molto più avanti rispetto ad altri governanti del pianeta, comprende questione come il cambiamento del clima, non è come gli altri… ha delle buone idee, ma non ha la visione distributive… ho incontrato molti leader europei nei mesi scorsi, e loro invece hanno questa visione. Negli Stati Uniti ci sono le più grosse industrie di energia rinnovabile, sia nell’eolico che nel solare, ma sono sempre uno step intermedio, verso il quarto step, che sarà quello di world wide web dell’energia. C’è ancora, negli Usa, una visione centralista, dell’energia…

Avete sempre sognato di rivolgere una domanda a Rifikin su tematiche ambientali ed energetiche? Di farvi spiegare direttamente da lui perchè l’idrogeno sì, l’eolico forse e il nucleare no? Bene, domani sarà possibile, dalle 11 alle 12, sentire Rifkin che risponde a tutte le domande e ai dubbi degli italiani, in diretta da Rovereto, grazie al progetto Avoicomunicare, .
Per porre a Rifkin la vostra domanda, potete compilare il form on-line e sperare che il consigliere sull’energia di Obama risponda alla vostra. Qualora abbiate ancora dubbi o domande in sospeso, potete proporle anche a ecoblog e, nel nostro piccolo, cerceremo di darvi risposta!
Jeremy Rifkin ha partecipato alla conferenza di presentazione del Pears (Piano energetico-ambientale regionale siciliano), voluto dalla regione Sicilia e dal Presidente Raffaele Lombardo e ispirato alla sua filosofia.
In pratica in Sicilia ognuno produrrà da se l’energia di cui ha bisogno ricorrendo alle energie rinnovabili che ritiene più idonee.
Lombardo dal canto suo ha spiegato, come riferisce Suddest, che per la Sicilia gli obiettivi sono il 5-5-5:
cinque milioni di abitanti in Sicilia, cinque miliardi di euro di investimenti e cinque anni per fare diventare le energie rinnovabili patrimonio della comunità. I piccoli impianti potranno soddisfare il bisogno individuale, puntando su generatori eolici verticali e piccoli pannelli solari e incentivando chi li produce.
Continua a leggere: Palermo, Rifkin dice no al nucleare in Sicilia e Lombardo boccia l'eolico
Parte dalla Sicilia, l’autorizzazione, per tutti i cittadini, con il Pears (Piano energetico ambientale) alla microgenerazione e non solo.
La Regione, sia per rientrare negli obiettivi di Kyoto, sia per sfruttare l’energia solare, ha voluto seguire, alla lettera, le indicazioni di Jeremy Rifkin a proposito della terza rivoluzione industriale, presentando un piano energetico ambientale che lascia ampia libertà ai siciliani, aiutati da finanziamenti europei, di scegliersi la fonte energetica pulita che preferiscono.
Il Pears, sarà presentato a Palermo il prossimo 13 marzo proprio da Raffele Lombardo (nella foto), Presidente della Regione e da Rifkin. Ma in cosa consiste? Spiega la Presidenza:
Il Pears punta a diffondere su tutto il territorio regionale sistemi eolici di piccola taglia per le famiglie e la comunità, reti elettriche intelligenti, sistemi di accumulo e trasporto a idrogeno. Mira anche a far fronte alle necessità dell’industria attraverso sistemi solari termodinamici ispirati alla tecnologia innovativa a sali fusi, introdotta dal premio Nobel Carlo Rubbia. La Sicilia svilupperà in parallelo tutti e quattro i cosiddetti pilastri della terza rivoluzione industriale: energie rinnovabili, edifici a energia positiva, idrogeno e “smart grids” che permetteranno di conseguire la progressiva decarbonizzazione del sistema produttivo siciliano.
Via | Sicilia News 24
Foto | Raffaele Lombardo
“Noi vogliamo far nascere qui nella nostra università un master di specializzazione in Comunicazione e gestione delle energie rinnovabili”, mi dice al telefono Valeria Serpentini, Presidente dell’Associazione Perugia Erasmus Project che ha invitato a nome dell’associazione che rappresenta e dell’Università per stranieri di Perugia, domenica scorsa , Jeremy Rifkin a parlare alla platea di studenti, circa 200, rapiti dalle sue parole (tra qualche giorno metterano su you tube il filmato della conferenza).
E il messaggio di Rifkin è così rimbalzato tra le antiche mura dell’ateneo perugino. Mi dice Valeria:
Ci ha parlato della terza rivoluzione industriale e del fatto che l’Italia e l’Europa debbano essere pronte ad entrarci. Come le due precedenti anche la terza rivoluzione industriale si basa sulla comunicazione e sulle energie e ci ha ricordato che la Comunità Europea è nata basandosi sull’acciaio e sul carbone e che ora bisogna ripensarla sull’idrogeno. Nel futuro, la comunicazione di seconda generazione, cioè quella di internet, si unirà alla rivoluzione della distribuzione delle nuove forme di energia e da questa unione si realizzerà la terza rivoluzione industriale, una sfida che le piccole aziende necessariamente devono cogliere.
É stato inaugurato mercoledì scorso il primo idrogenodotto sotterraneo per aree urbane del mondo: alla presenza del Presidente della Regione Toscana, nella zona industriale orafa di San Zeno, nei pressi di Arezzo sono stati aperti i rubinetti per aziende e case della zona che potranno utilizzare l’idrogeno prodotto in loco tramite il fotovoltaico.
Un progetto co-finanziato da privati e dalle istituzioni politiche locali: Regione Toscana, Comune e Provincia di Arezzo, Gruppo Sapio, Exergy Fuel Cells e Cooperativa del Sole hanno siglato l’accordo quattro anni fa, investendo circa un milione di euro. Oggi hanno dimostrato che la capillare diffusione dell’idrogeno, sebbene abbia dei costi superiori ad altre energie rinnovabili (vedi l’eolico ed il fotovoltaico) viene ancora fortemente sostenuta da Jeremy Rifkin proprio perché può esser prodotta praticamente ovunque.
L’idrogenodotto si trova a un metro e venti centimetri di profondità e traporta idrogeno puro alle 42 aziende e all’HydroLab, il laboratorio dimostrativo dedicato alle energie rinnovabili, dove sono state collocate due celle a combustibile da 1Kw e con un impianto fotovoltaico per la produzione di idrogeno rinnovabile dall’acqua attraverso l’elettrolisi.
Tra poche settimane partirà anche la fornitura domestica che permetterà di tagliare i costi del trasporto su gomma e dello stoccaggio e soprattutto, renderà il comune aretino energeticamente indipendente: la produzione locale di energia e di calore sarà quindi sufficiente a sopportare i consumi sia industriali che domestici con l’ulteriore vantaggio di sganciare queste zone dal petrolio e dal gas. La crescita economica sostenibile dunque, è sganciabile dalle politiche delle lobby petrolifere.
Via | LaStampa.it
Dal mese prossimo l’Italia avrà la prima rete per la distribuzione di idrogeno prodotto con fonti alternative: per mostrare al grande pubblico l’iniziativa che aprirà in Puglia, è arrivato in Italia l’ economista Jeremy Rifkin già da tempo sostenitore dei progetti verdi.
Finalmente in Italia possiamo guardare con un po’ più d’ottimismo: i 5 milioni di euro investiti nel progetto dal Ministero dell’Ambiente, dalla Regione Puglia e dall’Università dell’idrogeno permetteranno di avere i primi 5 distributori di idrometano, una miscela composta per il 30% di idrogeno e per il restante 70% di metano: in ogni provincia della Puglia sarà possibile scegliere tra idrogeno puro, metano e idrometano. Una buona notizia per le 600mila auto a metano che già circolano in Italia, che non dovranno fare alcuna modifica per fare il pieno in queste nuove stazioni di servizio.
“Si potrà viaggiare leggeri, con un carburante regalato dal sole e dal vento” sostiene RifKin perchè si abbatteranno del 20% le emissioni inquinanti: per l’idrometano è un debutto su scala mondiale, visto che al mondo esistono soltanto altri 15 distributori e la filiera dell’idrogeno pulito, ottenuto utilizzando fonti rinnovabili, sta nascendo in Italia, nella Puglia, la futura California italiana così come l’ha definita il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio.
L’acqua locale sarà la fonte primaria per la produzione dell’idrogeno: è la dimostrazione che la terza rivoluzione industriale (secondo Rifkin) seguirà uno sviluppo flessibile e decentrato e l’energia dovrà esser presa e distribuita creando un sistema affidabile e sicuro per le generazioni future.
Via | RaiNews24
Puntuale come un orologio, torna EcoDilemma, la rubrica che punta a dividere gli ecologisti… ed a chiarirsi le idee.
Uno degli argomenti che più causa discordie tra gli ambientalisti è quello delle celle a combustibile, che dovrebbero essere la next big thing in fatto di mobilità personale.
Continua a leggere: EcoDilemma: Economia dell'idrogeno: futuro della civiltà umana o bufala?
Jeremy Rifkin ha sequestrato le penne dalle prime file, per impedire alla gente di distrarsi scrivendo e prendendo appunti: voleva la massima attenzione disponibile.
Era stato invitato al festival della biodiversità del Parco Nord di Milano e ha iniziato parlando del picco del petrolio e di come le stime più ottimistiche ci diano altri 20 anni (i pessimisti parlano di 3 anni) prima della fine della nostra era. Quando il petrolio inizierà a scarseggiare, i prezzi saliranno e si potranno fare affari d’oro; per questo le compagnie petroliere ostacolano il passaggio massiccio alle rinnovabili e all’autoproduzione di energia.
Ha poi descritto un futuro ideale senza carbone “pulito” e senza nucleare “sicuro”. E’ stato molto duro sulla fattibilità tecnica, sulla convenienza economica e sulla lungimiranza geologica di stoccare la CO2 nel fondo degli oceani. Ha ricordato come i nuclearisti abbiano aperto le centrali dicendo ai governi “dateci soldi e tempo, che un modo di gestire le scorie lo troveremo”. Soldi e tempo ne hanno avuti e le scorie ancora aspettano una sistemazione sicura. Secondo Rifkin i carbonai di oggi usano la stessa retorica: “Presto, serve energia, dateci soldi e il permesso di aprire nuove centrali a carbone, che a dove mettere la CO2 penseremo in seguito”.
Continua a leggere: Rifkin parla di idrogeno e di rinnovabili