Abbiamo parlato del Kite Gen (qui ad esempio), ma il nuovo impianto si presenta ancor più rivoluzionario nelle sue dimensioni. Infatti è composto da un anello di 20 Km di dimetro (come il Grande Raccordo Anulare di Roma) da cui partono una serie di leggeri profili alari che volano ad una altezza di 10 Km vincolati alla base attraverso delle funi che hanno il compito di farla girare e produrre così energia.
Questo immenso impianto è stato studiato per essere installato in mezzo al mare ma soprattutto per produrre una quantità di energia elettrica che potrebbe essere sufficiente a coprire il fabbisogno elettrico del nostro paese anche in giornate non particolarmente ventose. Lo scopo di questa tecnologia è proprio quella di sfruttare la fonte energetica eolica altrimenti non sfruttabile con i comuni generatori.
Il cervello del progetto è un software che pilota automaticamente i profili alari ricevendo dati radio dai sensori avionici montati a bordo, in maniera che le traiettorie di volo possano essere controllate e normalmente dirette a massimizzare la produzione di energia. Inoltre il software permette di far girare la base alla velocità desiderata.
Mi sono reso conto solo ora che mi ero dimenticato di mettere nella nostra lista di link (che vedete in basso a destra) il blog del Kite Wind Generator.
Ho rimediato ora, sperando che siate in molti ad andare a leggerlo, se non altro perché è il blog del progetto italiano per l’energia rinnovabile più innovativo e sostenibile ch’io abbia mai visto in 27 anni di lunga vita. Scusate se è poco.
Vi ricordate il bellissimo progetto italiano Kite Wind Generator? Ne abbiamo parlato diverse volte qui su Ecoblog intervistando anche il suo inventore, Massimo Ippolito. Per quanti di voi sono vicini alla Lombardia, consiglio la conferenza che si terrà a Milano il prossimo 2 marzo.
Di seguito il comunicato dell’iniziativa e i dettagli per partecipare all’evento
Continua a leggere: Kite Wind Generator, l'energia del futuro

Vi ricordate la nostra intervista all’inventore del Kite Wind Generator? Bene, la prospettiva di produrre Gw e Gw di energia pulita completamente rinnovabile, sta riscuotendo interesse anche all’estero. I newyorkesi di Treehugger.com hanno pubblicato oggi l’intervista, ripresa e tradotta, che Ecoblog ha fatto a Massimo Ippolito, lo scienziato italiano che sta progettando il KiteGen.
Vi do questa notizia con molta gioia e un po’ di emozione, perchè Treehugger è uno dei nostri siti preferiti in assoluto, un weblog che consideriamo un “mostro sacro” dell’informazione ambientale on-line. In quanto a traffico ed autorevolezza è il primo blog ambientalista al mondo, ma è anche il fenomeno editoriale di un magazine che in un paio d’anni di fuoco si è imposto fra i grandi, ormai in grado di confrontarsi con la popolarità di giganti come Nature.com.

Prendete una serie di enormi aquiloni simili a quelli usati nel Kite Surf. Metteteli a mille metri da terra e fateli volteggiare su loro stessi. Alla base rimane invece un carosello che girando produce energia. Ma non è energia qualsiasi: è energia pulita e rinnovabile.
E’ italiano lo scienziato che sta progettando l’eolico del futuro e si chiama Massimo Ippolito.
Ecoblog lo ha intervistato in esclusiva.
Come è avvenuto il processo creativo che ha fatto scattare la
scintilla di questa idea?
Bella domanda…, Temo che la formazione di una idea sia un processo
inconoscibile.
Devo però dire che ho precedentemente partecipato in attività in programmi di ricerca industriale, negli ambiti della controllistica, nella misura inerziale del movimento e nella strumentazione di volo, legando queste competenze alla consapevolezza del problema energetico il passo diventa breve.
Viste le premesse e le competenze acquisite nel tempo, penso, che sarebbe stato imperdonabile non arrivare a ipotizzare il concetto KiteGen.
Ma è vero che un KiteGen potrebbe fornire la stessa energia di una centrale nucleare?
Si, abbiamo fatto delle simulazioni fino a 1GW, l’equivalente di circa 1 centrale nucleare corrente, e molto probabilmente si potranno ottenere potenze ancora maggiori.
L’esagerazione è solo apparente; deriva dal fatto che la singola macchina può essere modulare e scalabile con relativa facilità.
Realizzando un Kitegen sempre più grande il fronte vento intercettato e la potenza generabile crescono con il quadrato del diametro della turbina, mentre i costi di impianto crescono solo linearmente, quindi è nell’ordine delle cose che quando ne avremo dimostrato il funzionamento in scala ridotta si tenderà a fare delle macchine molto grandi.

E l’energia che si otterrebbe dal KiteGen sarebbe completamente pulita o ci sono dei limiti ambientali di cui bisogna tenere conto?
Nell’ottica della pesante colonizzazione del pianeta che conduciamo, nessuna attività umana è completamente pulita. Anche il KiteGen dovrà fare uso di acciaio e di cemento ma il giacimento di energia rinnovabile a cui si rivolge è molto grande, anche se non infinito, in un ottica di sfruttamento in larga scala si potrebbe andare ad intaccare tale giacimento con conseguenze sicuramente da valutare.
Ciò rappresenta una preoccupazione che pongo chiaramente, però, mi piacerebbe che il successo che ci attendiamo nella realizzazione di questa macchina possa diventare anche un momento di riflessione sul modello di sviluppo della società che è stato condotto finora ed in modo non sostenibile con la chiara complicità e la cattiva abitudine alla quale ci ha
abituato il petrolio.
A che punto è il progetto? Ci sono i finanziamenti o come è accaduto in altri casi, un’idea italiana finirà per essere sviluppata all’estero?
Siamo abbastanza vicini a far produrre dell’energia elettrica ad un profilo alare, ciò in seguito alla intensa attività di validazione, emulazione e di dettagliata verifica delle ipotesi scientifiche di base.
Attualmente il progetto sta ancora procedendo con piccoli finanziamenti, ma l’entusiasmo delle molte persone che ci lavorano penso stia cominciando ad influenzare anche le istituzioni finanziarie e politiche.
Il KiteGen è un progetto molto complesso che richiede somme di denaro adeguate, ma più che altro richiederà finanziatori sufficientemente visionari, coraggiosi e informati che riescano a recepire le implicazioni e la portata del progetto.
I tempi di realizzazione sono evidentemente una funzione delle somme investite e della qualità delle collaborazioni. Ho caparbiamente insistito a proseguire e proporre il lavoro di ricerca qui in Italia dove ho creato, nel corso dei decenni della mia attività professionale, una preziosa ed
amichevole rete tecnica e scientifica.
Per sapere di più:
Massimo Ippolito
Sequoia Automation S.r.l
Un articolo su Aspo Italia che spiega il funzionamento del KiteGen

Leggo su Travelblog dello Snowkiting Tour 2006. Che cosa c’entra con l’ecologia? Nulla, escluso il fatto che uno scienziato italiano ha avuto un’idea che potrebbe risolvere la crisi energetica nella maniera più sostenibile immaginabile. E tutto a partire dalle vele dei kite…