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Tutti gli articoli con tag km zero

Ikea delocalizza dall'Asia e sceglie produzioni Made in Italy

pubblicato da Marina

Lars Petersson amministratore delegato Ikea Italia

Ikea ha deciso di delocalizzare una parte consistente delle produzioni in legno spostandole dall’Asia al Triveneto. Di fatto i nuovi mobili saranno prodotti a Km0. Già gli svedesi acquistano italiano per il 38% dal Veneto, per il 30% dal Friuli Venezia Giulia e per il 26% dalla Lombardia. La scelta perciò non sembrerebbe dettata solo da una necessità di sostegno all’immagine o per dirla proprio tutta di greenwashing. Probabilmente siamo più nel campo di una interessante visione del risparmio di risorse che si fonda su materie prime di qualità e elevate competenze disponibili in loco.

Di fatto nel 2011 l’Italia è stata il terzo fornitore dopo Cina e Polonia con l’8% di prodotti per lo più mobili in legno pari a 1 miliardo di euro di acquisti per il colosso svedese. Spiega questa virata economica in favore dell’Italia Lars Petersson amministratore delegato Ikea Italia:

Ikea è alla ricerca continua di possibili sviluppi degli acquisti in Italia che punta ad incrementare. Abbiamo individuato nuovi partner italiani che hanno preso il posto di fornitori asiatici, grazie alla loro competenza, al loro impegno e alla capacità di produrre articoli caratterizzati da una qualità migliore e a prezzi più bassi dei loro concorrenti asiatici.

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Orti urbani sul pick-up, l'ortomania si fa strada a New York

pubblicato da AlterEco

trick farm orto su pick up

Piccoli orti urbani crescono… in posti inconsueti come il cassone di un pick-up. Lui è Ian Cheney, un residente di Brooklyn stanco di nascondersi dietro la solita scusa della mancanza di aree coltivabili a New York per non dare sfogo al suo pollice verde.

Cheney, di professione regista, si è trasferito a New York nel 2009 e non sapendo dove coltivare prodotti biologici, ha deciso di creare un orticello nel retro di un vecchio pick up, un orto-giardino ambulante a tutti gli effetti. Saranno contente le piante, di andarsene in giro per la Grande Mela a respirare un po’ di smog, se non altro cambiano aria.

Certo i prodotti di questo orto on the road non potranno fregiarsi dell’etichetta km zero. Da questa esperienza, oltre ad erbe aromatiche ed ortaggi immediatamente disponibili, è nato però un film, Truck Farm, che ha vinto numerosi premi e si è meritato più di una menzione speciale ai festival del cinema ambientale di tutto il mondo.

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Matrimonio ecologico, il primo è a Pontedera

pubblicato da Marina

nozze ecologiche

Stephanie di professione organizza eventi ecologici. E poteva non organizzare il suo matrimonio in stile ecofriendly? Eh no! Ecco dunque sul diario Alessio e Stephanie le dritte per gli invitati alle sue nozze totalmente ecologiche con Alessio che si terranno il prossimo 9 luglio a Pontedera (leggere per credere!).

Dunque le partecipazioni sono state inviate via mail; il dress code è piuttosto articolato:

Indossare un abito in materiale naturale (cotone bio, canapa, lino, fibra di mais..); Indossare un abito che avete già nel vostro armadio; Comprare un abito vintage (usato); Noleggiarlo; Farvi prestare un abito da amici e parenti;Indossare un abito realizzato col riciclo creativo. Per quanto riguarda la scelta dei nostri abiti, Alessio ha optato per il prestito da un parente e Stéphanie per il noleggio.

Capitolo trasporti, anche qui ci sono suggerimenti per una mobilità sostenibile con concorso finale:

In bici; A piedi; Car sharing (viaggiate insieme, ed evitate l’uso di una macchina per ogni invitato); Utilizzate auto ibride, con motori elettrici e carburante ecologico; Motorini elettrici;Prendete il treno. Date libero sfogo alla vostra fantasia! Chi utilizzerà il mezzo più ecologico potrà partecipare ad uno dei concorsi a premi che abbiamo indetto per il nostro matrimonio. Ricchi premi e cotillon!

E il menù? Ma che domande! Sarà a Km zero con prodotti di stagione biologici. E per i regali? C’è l’imbarazzo della scelta: dall’adozione a distanza al sovvenzionare un progetto sostenibile. Luna di Miele? Verso mete eco per un turismo responsabile. E le foto? Saranno pubblicate sul sito. E se li invitate a cena porteranno loro tutto il materiale video.

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Dimmi cosa mangi e ti dirò quanta CO2 emetti

pubblicato da Peppe Croce

Dimmi cosa mangi e ti dirÃ�² quanta CO2 emettiIl Wwf, in collaborazione con l’Università della Tuscia e la II Università di Napoli si è inventato il “carrello della spesa virtuale” per sapere a quanta CO2 emessa in atmosfera corrisponde la nostra spesa alimentare.

Iniziativa sicuramente curiosa, dal valore scientifico magari non eccelso visto che si va per forza per generalizzazioni e grandi categorie, ma certamente interessante. Specialmente come primo approccio al consumo consapevole ed ecologico, magari per i ragazzi.

In pratica si tratta di una pagina web in Flash con una sorta di giochino: tra le varie categorie trascini nel carrello i prodotti alimentari fino alla fine della spesa. Poi rispondi a poche domande e, alla fine, ottieni il tuo scontrino con la quantità di CO2.

Certamente i dati vanno presi con le pinze, come già accennato, ma uno su tutti è interessante: il dato medio italiano di emissioni dovute alla spesa alimentare che è pari a 1.778 kg di CO2 equivalente a testa. Troppo alto, e questo è sicuro, ma forse ingeneroso: facendo una prova, con prodotti quasi a caso messi nel carrello (ma comunque che rispecchiavano abbastanza la mia alimentazione) ho totalizzato meno della metà di quella cifra.

E, devo essere onesto, a tavola non mi faccio troppi problemi. Forse il buon risultato è dovuto al fatto che, spontaneamente, seguo le poche regole che lo stesso Wwf consiglia: niente sacchetti di plastica al supermercato (in attesa che vengano finalmente eliminati per legge), cibi della zona, verdure e frutta fresche e di stagione, pochi surgelati, carne e pesce locali.

In pratica il mio palato preferisce il cibo a km zero. Ma non era quello che si è sempre mangiato per secoli e secoli in tutto il mondo?

Via | Wwf

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Noma, ristorante a Km zero vince il Premio S.Pellegrino alias il Nobel degli chef

pubblicato da Marina

René Redzepi

Del Noma ve ne avevamo scritto un po’ di post fa. Noma è un ristorante di Copenhagen famoso per usare ingredienti che si trovano solo nella zona danese. Ebbene, il suo chef, nonché filosofo del Km zero alla nordica è René Redzepi (nella foto in alto) che si è aggiudicato il S.Pellegrino world’s 50 bar restaurant, un premio molto prestigioso pari quanto un Nobel. E domani su Style del Corriere l’intervista, anticipata oggi a pag.33.

Come ha fatto a vincere? Usando bacche, radici, piante marine e terrestri che si trovano nei dintorni della regione di Copenhagen. Si muove in bicicletta e usa solo ingredienti freschi, di stagione e locali presi in un raggio al massimo di 100 Km dalla sede del ristorante. Ecco la sua cucina è così molto vegetale ma non vegetariana e contempla 95 tipi di bacche diverse. Qui il libro con le sue ricette, che considerati gli ingredienti credo serva o come ispirazione o da sfogliare.

Spiega Redzepi che per metà è macedone e che dunque arriva dalle sue esperienze culinarie maturare quando era nell’ex Repubblica jugoslava:

D’estate mangiavamo le bacche della montagna.

Foto | Flickr

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Green à Porter, la moda sostenibile in passerella a chilometri zero

pubblicato da Barbara Arlati

La sfilata palermitana di green a porter

Green à Porter è un evento moda in cui sulla passerella sfilano modelle che indossano capi fatti con materiali riciclati e fibre naturali e bio con il fine di valorizzare le risorse locali. Si tratta dunque di una moda a km zero.

Nello specifico Green à Porter, lanciata nel 2009 dall’associazione bolognese Impronta Leggera, ha in progetto una sfilata il 5 dicembre a Catania presso il Centro culture contemporanee Zo nell’ambito del Festival energie alter-native. Sulla passerella creazioni di stilisti siciliani indossate da modelle non professioniste ma sensibili ai temi legati all’ambiente.

Le foto della gallery si riferiscono alla sfilata di Palermo dello scorso aprile.

Sfilata di moda a chilometri zero
Sfilata a Palermo a chilometri zero Sfilata di moda a chilometri zero Sfilata Green a Porter Green a Porter a Palermo Passerella km zero Sfilata di moda a km zero

Via | BlogSicilia
Foto | ImprontaLeggera

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Cucina regionale e sfizi equo solidali: la rivoluzione dei consumi è nella spesa al mercato

pubblicato da Marina

Al mercato si fa la rivoluzione dei consumi

Qualche giorno fa il lettore go-seo, mi lasciava un suo commento al post Io faccio la spesa giusta chiedendomi cose scelgo io: se una spesa a Km 0 o fair trade. Insomma, giustamente nota go-seo se non fosse meglio un caffè d’orzo piuttosto che un caffè tradizionale. Io rispondo: possono in Veneto mangiare le arance?

La questione è molto più complessa di come appare: caffè tradizionale contro caffè d’orzo; arance contro mele. Intanto, Coldiretti ha distribuito il suo menù a Km zero per le mense scolastiche: in Veneto le mele e in Sicilia le arance. Basta trasporti di prodotti non locali, insomma. E questa sembra essere una parte della risposta.

Due: secondo i nutrizionisti il caffè d’orzo è un toccasana, si presta per una splendida prima colazione nonché per una cena leggera. Dunque, se ne bevessimo di più eviteremmo un po’ di effetti collaterali tipici del caffè tradizionale.

Tre: il mio personale compromesso, acquisto regionale e equo solidale gli sfizi e la frutta esotica.

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A Modena il Comune diffonde il sistema di acquisti a filiera corta

pubblicato da Marina

A Modena si scambiano esperienze su acquisti a filiera corta Si sta tenendo in queste ore a Modena il meeting di chi acquista tutto, ma proprio tutto a Km0. Sono coinvolti, nell’incontro Modena Km Zero, modi e luoghi per acquisti corti, Federconsumatori, Movimento Consumatori ,Adiconsum, Agenda 21 e l’Assessorato alle Politiche economiche del Comune di Modena.

Di fatto i gruppi si scambieranno opinioni e esperienze in merito all’acquisto di abbigliamento, energia e prodotti per la casa che non siano alimentari. Il Comune di Modena sostiene i cittadini verso queste scelte che implicano un uso più razionale delle risorse e un risparmio energetico notevole, oltre a corroborare l’economia locale.

Spiega l’assessore comunale alle Politiche economiche Graziano Pini:

Sensibilizzare i cittadini, le imprese e i soggetti istituzionali sul consumo consapevole come possibile leva per rilanciare l’economia; incentivare la filiera corta come modello di sviluppo sostenibile dell’economia territoriale; rendere pubblica una mappa delle esperienze e dei servizi locali.

Via | Sassuolo2000
Foto | AmbienteMola

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Earth Day: le 10 piccole azioni per salvare il Pianeta. Basteranno?

pubblicato da Marina

Fare la spesa in bici, una delle azioni per salvare il pianeta Il WWF elenca in 10 gesti le azioni che contribuirebbero a salvare il Pianeta. Devo dire che sono sostanzialmente d’accordo e per molti di essi si tratta di gesti che oramai appartengono alla mia quotidianità. Lo sconforto però mi assale lo stesso.

Oggi, ad esempio, nel mio giro per la spesa quotidiana: al mercato ad avere la bici eravamo in 4 o 5; sono stata l’unica per la mezz’ora che ho frequentato i banchi a rifiutare le buste di plastica e a riempire le mie sporte con gli ortaggi acquistati; gli ipermercati sono pieni di gente che acquista cibo che nella migliore delle ipotesi è stato prodotto con materie prime che arrivano dall’altra parte del Pianeta.

Avete mai letto le etichette sulle buste incellophanate al banco carne? Vitelli nati in Polonia o Francia ma macellati in Italia… ; la maggior parte della gente che frequento non conosce soia o seitan come sostituiti delle proteine animali.

Comunque, dopo il salto le 10 azioni per voler concretamente bene al Pianeta.

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Biobox, frutta e verdura biologica consegnate a domicilio

pubblicato da missunderstanding

biobox Chi sceglie di mangiare biologico incontra spesso difficoltà nel reperire prodotti biologici o viene fermato dai prezzi esosi di frutta e verdura bio nel reparto dedicato del supermercato. Il km zero ed i mercati non sempre garantiscono il biologico ed ecco quindi che scegliere prodotti biologici, soprattutto per chi vive in città, diventa un’impresa difficile.

Non per gli abitanti di Roma e Viterbo che possono usufruire di Biobox, un servizio di consegna di prodotti biologici a domicilio ogni settimana, grazie ad una formula abbonamento che consente prezzi contenuti e biologico assicurato. I prodotti vengono dall’azienda agricola Arvalia di Viterbo, azienda storica per quanto riguarda il biologico laziale. Arvalia confeziona i pacchi Biobox con frutta e verdura fresche, provenienti da aziende agricole certificate, la cui filiera di produzione completa è tracciabile e certificata.

Chi vuole abbonarsi al servizio che permette di ricevere prodotti biologici a domicilio non deve far altro che andare sul sito di Biobox e scegliere le dimensioni e la composizione del proprio cestino, per poi andarlo a ritirare presso il punto di consegna più vicino. Sul sito, aggiornato ogni settimana, ci sono anche offerte speciali, promozioni e novità della settimana, e oltre a frutta e verdura, si può scegliere di ricevere pasta, pane e caffè bio.

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