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Tutti gli articoli con tag km0

Mobilità e crisi: un pieno è più caro del pranzo di Natale

pubblicato da Marina

pagheremo di più un pieno di benzina e meno il pranzo di Natale

Per questo Natale spenderemo di più per un pieno di benzina o per il classico pranzo natalizio, magari a Km0 o con prodotti biologici? La risposta non è scontata perché spenderemo di più per la benzina e la stima la fa Coldiretti:

Fare il pieno ad un’auto di media cilindrata con un serbatoio di 50 litri costa ben 85 euro, un importo leggermente superiore a quello che destineranno in media le famiglie italiane per la preparazione del pranzo di Natale.

La manovra Salva Italia perciò potrebbe essere l’occasione giusta per portare un po’ di sobrietà nei consumi di carburante e non solo per l’economia. Roma e Milano hanno già sforato più volte i limiti consentiti di PM10 con le conseguenti giornate interdette al traffico dei veicoli.

Il prezzo della benzina è alle stelle (qui la classifica di petrolio il blog di Debora Billi) causa accise. Peraltro dal 2012 le Regioni potranno destinare una delle accise del valore di 1 centesimo per litro al sostegno del trasporto pubblico. E io continuo a chiedermi: perché non si riprende a usare massicciamente la bicicletta? perché non si ritorna a camminare a piedi?

Via | Teatro Naturale
Foto | Flickr

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Frutta nelle scuole: troppo imballaggio

pubblicato da Marina

frutta nelle scuole troppo packaging

Gianna Ferretti, su Trashfood mette un dito nella piaga delle buone iniziative legate a sviluppo sostenibile e tutela della salute che spesso nascondono contraddizioni altamente inquinanti. E’ il caso del progetto Frutta nelle scuole – Nutrirsi bene, un insegnamento di frutta voluto fortemente dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (MiPAF). Il progetto è veramente importante e ampio: coinvolge 325 mila ragazzi di 1.700 scuole in 10 regioni italiane e in sostanza educa i nostri figli ad una sana alimentazione fatta con spuntini a base di frutta e ortaggi (nella foto in alto una confezione di finocchi).

Ma arrivano i primi dubbi sopratutto in merito all’elevata quantità di bustine di plastica usate per confezionare i frutti o le preparazioni. Non solo: invece di usare frutta locale e dunque a Km0 accade che in Trentino arrivino mele dall’Emilia Romagna. Scrive Ferretti:

Probabilmente questo è accaduto poichè “come buona parte dei progetti portati avanti a livello europeo, il progetto ha portato ad appalti per chi si è aggiudicato la commessa (il progetto è finanziato solo per la parte italiana con oltre 25 milioni di euro). Nel 2010, in seguito al bando di gara del Mipaf in cinque lotti, (1: Piemonte – Valle D’Aosta – Lombardia; 2: Bolzano – Trento – Veneto – Friuli Venezia Giulia – Emilia Romagna; 3: Liguria – Toscana – Umbria – Lazio – Sardegna; 4: Abruzzo – Molise – Campania – Marche; 5: Puglia – Basilicata – Sicilia – Calabria), due erano stati vinti dalla cooperativa Apofruit di Cesena.

Il progetto che è europeo però non ha funzionato bene neanche nel resto degli Stati membri. Nell’anno scolastico 09/10 su 90 milioni di euro di budget ne sono stati usati appena 33milioni di euro. Spiega Ferretti:

la prima ragione è che si tratta di un progetto co-finanziato: vuol dire che lo Stato, o le autorità locali, devono metterci una parte di risorse, e non tutti hanno reputato opportuno stanziare fondi sul progetto. In Germania, per esempio, solo 7 Lander (regioni) su 16 hanno partecipato. Ci sono stati anche problemi di natura burocratica: troppe pratiche amministrative richieste per accedere ai fondi. La Commissione ha già semplificato le procedure per gli anni successivi.

Via | Trashfood
Foto | Gianna Ferretti su Trashfood

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Biodiversità: la festa dei frutti dimenticati

pubblicato da Marina

frutti dimenticati inno alla biodiversità

Si tiene a Casola Valsenio, in provincia il Ravenna, la ventunesima edizione della Festa dei frutti dimenticati. L’occasione per assaggiare marroni, noci, nocciole, sorbe, giuggiole, corniole, mele da rosa, pere volpine, azzeruole, melagrane è fissata il 15 e 16 ottobre prossimi, per un vero e proprio inno alla biodiversità.

Più volte lo abbiamo ribadito: tutelare la biodiversità è un atto pratico e può essere fatto ogni santo giorno. In quanto consumatori possiamo scegliere di acquistare prodotti di stagione e a Km0. Magari se le tante associazioni che si occupano della tutela dell’ambiente provassero a fare meno politica e un po’ più di fatti potremmo avere una Festa nazionale dei frutti dimenticati, per riappropriarci tutti della cultura del territorio legato al buon cibo.

Ecco cosa scrive Comuni Virtuosi (Casola Valsenio lo è da poco) a proposito dell’evento:

Questi frutti rappresentavano gli strumenti della sopravvivenza anche dal punto di vista psicologico: mettere al riparo nei grandi solai noci, avellane, mandorle, castagne, melegrane, nespole, pere, mele e sorbe, in attesa della maturazione o per la conservazione dava sicurezza e permetteva di affrontare l’inverno con la consapevolezza che, in ogni caso, c’era qualcosa da mangiare, così com’era o insieme al pane.

Via | Comuni virtuosi
Foto | ProLoco Casola

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Agricoltura urbana a Il Cairo

pubblicato da Marina

orti sui tetti de Il cairo

In genere siamo un po’ abituati a vedere orti urbani sui tetti dei grattacieli di New York o di Tokyo. In molti casi si coltivano ortaggi biologici e i prodotti sono poi venduti nei negozi al pian terreno. Insomma, l’agricoltura prende una piega urbanizzata. Ma questa necessità non riguarda solo i paesi industrializzati ma anche megalopoli come Il Cairo dove la necessità è di avere cibo non a Km0 ma a costo zero.

Evidenza Almasryalyoum:

Al Cairo, cresce la popolarità dell’agricoltura urbana e sempre più persone cercano di avere un approccio più sostenibile per l’ambiente favorendo l’auto produzione. Ci sono molti laboratori che diffondono le informazioni su come tenere un orto cittadino su tetti, balconi e giardini privati. Una delle maggiori difficoltà, tuttavia, è la mancanza di strutture per i neo agricoltori dove comunicare informazioni.

Ecco nascere una piattaforma che ospiterà i blog dei neo contadini dal nome Ezra3 e che sarà lanciata il prossimo agosto.

Via | GreenProphet
Foto | Almasryalyoum

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A Modena il Comune diffonde il sistema di acquisti a filiera corta

pubblicato da Marina

A Modena si scambiano esperienze su acquisti a filiera corta Si sta tenendo in queste ore a Modena il meeting di chi acquista tutto, ma proprio tutto a Km0. Sono coinvolti, nell’incontro Modena Km Zero, modi e luoghi per acquisti corti, Federconsumatori, Movimento Consumatori ,Adiconsum, Agenda 21 e l’Assessorato alle Politiche economiche del Comune di Modena.

Di fatto i gruppi si scambieranno opinioni e esperienze in merito all’acquisto di abbigliamento, energia e prodotti per la casa che non siano alimentari. Il Comune di Modena sostiene i cittadini verso queste scelte che implicano un uso più razionale delle risorse e un risparmio energetico notevole, oltre a corroborare l’economia locale.

Spiega l’assessore comunale alle Politiche economiche Graziano Pini:

Sensibilizzare i cittadini, le imprese e i soggetti istituzionali sul consumo consapevole come possibile leva per rilanciare l’economia; incentivare la filiera corta come modello di sviluppo sostenibile dell’economia territoriale; rendere pubblica una mappa delle esperienze e dei servizi locali.

Via | Sassuolo2000
Foto | AmbienteMola

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