
Ieri ero in un supermercato e ho notato una cosa che mi ha colpito molto. Oltre a vendere i classici detersivi alla spina vi era una corsia di distributori con dentro gli alimenti più svariati. Si passava dalle classiche caramelle ai confetti, dalla frutta secca a tutti i tipi di cereali per la colazione che esistono in commercio passando per altri cereali non lavorati come l’orzo e il farro e arrivando alla pastina. Di distributori ce ne saranno stati almeno una cinquantina con sotto i loro sacchetti biodegradabili e le loro bilance con la tastiera per il codice. Questa cosa mi ha colpito molto perchè, rispetto ai prodotti di marca, il costo era sensibilmente minore (si parla di circa un 15% per i cereali e di quasi il 20% per le caramelle) e, oltretutto, la mole di rifiuti a prodotto finito era molto più bassa visto che il sacchetto, se aperto correttamente, poteva essere usato per la raccolta della frazione umida. Se prendete poi l’esempio dei detersivi che vedete nell’immagine qui sopra vi rendete conto del reale giro (e conseguente risparmio per le vostre tasche) che vi è dietro e dei benefici per l’ambiente.
Ci sono però delle persone che hanno diversi dubbi riguardo quel genere di prodotti. Anzitutto la scadenza. Su quelle confezioni, parliamo di alimentari ovviamente, non è sempre ben visibile il periodo di scadenza e qualcuno potrebbe obiettare che i prodotti sono messi li ad una breve distanza di tempo alla loro scadenza solo per venderli in fretta. Anche a livello qualitativo sorgono dei dubbi sulla loro reale qualità. Si può pensare che i prodotti messi alla spina siano i classici “primo prezzo” o quelli del marchio del supermercato venditore ma, spesso, hanno le stesse caratteristiche qualitative dei loro concorrenti di marca. Voi come vi comportate in questo caso? Vi affidate ai prodotti alla spina o preferite optare per quelli confezionati con un marchio ben riconoscibile?

Dopo la cronaca dei giorni scorsi relativa alla denuncia da parte del Ministero della Sanità e dell’Istituto Superiore di Sanità di nove casi di escherichia coli che hanno colpito bambini e attribuiti all’uso di consumo di latte crudo, iniziano ad arrivare le prime risposte da parte dei produttori che si sentono ingiustamente accusati di mettere a repentaglio la salute pubblica.
Secondo Fausto Cavalli, agronomo zootecnico di Bevilatte non si tratta solo di legittimi controlli sulla qualità e la sanità del latte crudo, ma di una vera e propria corciata contro questo alimento che da un consumo di nicchia sta iniziando a disturbare i consumi della Gdo.
All’origine della polemica sulla bontà del latte crudo, l’interrogazione fatta dal Sen. Paolo De Castro, ex Ministro per le Politiche agricole nella passata legislatura Prodi, nonché attuale vicepresidente della Commissione Agricoltura al Senato.
Il Ministero della Salute, quello del Welfare e l’Istituto superiore di Sanità stanno pensando di porre un freno alla distribuzione del latte alla spina.
All’indice l’uso del latte: non tutti sanno che essendo crudo va comunque pastorizzato, facendolo bollire per cinque minuti, prima di essere consumato.
Nella conferenza stampa che si è tenuta stamane presso il Ministero del Welfare sono stati denunciati circa 40 casi di sindrome emolitica-uremica (SEU).
Ha detto Francesca Martini Sottosegretario alla Salute:
Abbiamo avviato un’indagine a tappeto per avere stime precise sui distributori, dato che sono stati segnalati alcuni casi di sindrome emolitica-uremica in bambini che avevano consumato questo alimento poco prima di sentirsi male.
E il Sottosegretario Martini pensa che la prima soluzuione da adottare sarà una campagna informativa a tappeto sull’uso del latte crudo e la necessaria dicitura sulle macchinette erogatrici: ” Da consumare previa bollitura”.
Continua a leggere: Latte alla spina, si diffonde la paura per contaminazione da Escherichia Coli
Il tema dei rifiuti è ancora “caldo” dopo la puntata di Report e ci sembra opportuno segnalare l’iniziativa Riduciamo la spazzatura del Comune di Lucca e di altri 9 Comuni limitrofi. Si tratta di un programma che ha l’obiettivo di diminuire la produzione di rifiuti, oltre che fornire una Guida Rifiuti dettagliata per smaltirli correttamente. Si propone, tra l’altro la diffusione dei detersivi e del latte “alla spina” ed il recupero della merce danneggiata o prossima alla scadenza presso la grande distribuzione.
I cinque obiettivi di Riduciamo la spazzatura sono: 1) Ridurre le bottiglia di acqua minerale negli uffici pubblici e nella ristorazione; 2) Ridurre i rifiuti di feste e sagre paesane, promuovendo l’uso di stoviglie lavabili; 3) Ridurre la produzione d’imballaggi mediante il coinvolgimento della media e grande distribuzione; 4) Ridurre i rifiuti delle mense pubbliche e private; 5) Ridurre i rifiuti organici e vegetali attraverso l’auto-compostaggio domestico da praticare sia con i classici “composter” in plastica, che con i vecchi sistemi della tradizione agricola e rurale.
Dopo il brutto esempio di Napoli, ci sembra opportuno segnalare questa iniziativa che, puntando sulla collaborazione tra le diverse istituzioni locali, i produttori e la grande distribuzione, riaccende la speranza di veder nascere in Italia una vera politica ambientalista capace di incidere su abitudini consolidate ed interessi corporativi. Aggiungiamo che, probabilmente, la riduzione dei rifiuti diventa anche più facile in periodo di crisi come quello attuale.
Via | Riduciamo la spazzatura
Foto | kimberlyfaye
In passato su Ecoblog abbiamo già parlato di detersivi alla spina e oggi Ice, un collega blogger di Modena, ci segnala che in Emilia Romagna la Coop ha iniziato il progetto di erogazione di detersivi sfusi proprio nella sua città, presso gli ipermercati Grandemilia, I Portali, Mirandola, Borgogioioso e I Gelsi, mentre a fine ottobre sarà attivato a Ferrara a Il Castello e nei supermercati di Argenta e Nuovo Doro.
A sud invece i detersivi sfusi si troveranno tra poco meno di due settimane negli ipercoop di Lecce, Foggia, Taranto e Bari Santa Caterina.
Modena, la coop distribuisce detersivi alla spina
Continua a leggere: Modena, alla Coop arriva il distributore di detersivi alla spina
Se negli Usa c’è chi prova a riciclare tutti i suoi rifiuti, come vi riferisce Simone qualche post più sotto, in Italia c’è un Comune che viaggia verso i rifiuti zero.
Navigando in rete ho trovato questa intervista che vi propongo: è stata fatta a Alessio Ciacci, il giovane assessore all’ambiente del Comune di Capannori (45mila abitanti suddivisi un 40 frazioni) che nel marzo di quest’anno ha raggiunto l’82% di raccolta differenziata e che intende superare questo record giungendo entro il 2020 ad avere zero rifiuti.
Continua a leggere: Capannori, primo Comune italiano a rifiuti zero
Sono stati risolti i problemi che affliggevano alcuni allevatori che vendono direttamente il proprio latte crudo. Nei mesi scorsi - su denuncia della concorrenza - erano stati sequestrati alcuni distributori automatici sparsi sul territorio. Motivo: non erano omologati come macchine metriche.
Sul blog del ministro Di Pietro, il Segretario del Consorzio Tutela Latte Crudo, Giuseppe Invernizzi, informa che il Consiglio dei Ministri del 12 ottobre ha eliminato l’obbligo di omologazione per questi distributori. La cosa era ovviamente assurda, perché è chiaro che se uno va a comprarsi il latte con un contenitore da 1 litro può verificare da solo la quantità effettivamente erogata dalla macchina. Un annuncio della vittoria (vedi foto) appare anche sul sito del Consorzio Latte Montefeltro, che era stato linkato da Beppe Grillo in un suo intervento sull’argomento.
Per festeggiare, il Signor Invernizzi ha annunciato che nella giornata dell’11 novembre, il latte dei suoi consorziati verrà venduto a metà prezzo. Intanto, per sapere dove comprare il latte senza intermediari, vi ricordo che è online una mappa del latte crudo oppure una lista di distributori. Il vantaggio è triplo: si spende meno, si beve latte buono e si diminuiscono i rifiuti!
» Il divertente articolo de Il Resto del Carlino sulla riapertura dei distributori (pdf sul sito del Consorzio Latte Montefeltro)