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Tutti gli articoli con tag libri

Il caro-libri universitari spinge la fotocopia

pubblicato da PiccoloSocrate

I libri troppo cari? E la fotocopia non rispetta la natura Ogni nuovo semestre, vado nella libreria universitaria a prendere i testi consigliati (obbligatoriamente) dai docenti; non è una novità che l’inflazione in questo settore sia galoppante e quindi noto da diversi anni che nelle copisteria si fa di tutto per risparmiare. Passare dai 30-40 euro (minimo) ai 3 o 4 è pratica ordinaria: la fotocopia su carta non riciclata regna incontrastata!

Per motivi di costo, le copisterie continueranno ad acquistare carta per fotocopie nuova: fin quando il rapporto di prezzo tra carta nuova e carta riciclata sarà 1 a 10, lo spreco sarà immane. Come arginare il fenomeno? L’uso della carta di fibre naturali, ovviamente non è nemmeno contemplato per lo stesso problema, anche se il “carico ambientale” di questa è 5 volte inferiore rispetto alla normale. Intervistando un proprietario della copisteria di ‘fiducia’ ho notato che lo Stato non li sussidia minimamente per l’acquisto di “materie prime” che rispettino l’ambiente, mentre la detrazione per il comparto impiantistico è aumentata.

Non condanno i gestori: per rimanere competitivi (intorno al 0.03 cent a fotocopia b/n) sono obbligati a mantenere al minimo i costi e a pagarne la differenza è sempre l’ambiente. Ecco perché sembra una presa per i fondelli il doppio cassonetto per la raccolta differenziata della carta posto sulla “via delle copisterie” della Sapienza. “Poco o quasi nullo” secondo il gestore di un’importante copisteria, “è l’apporto della raccolta dei toner o le cartucce da rigenerare”. Anche se, a livello privato, conviene sicuramente una cartuccia rigenerata ad una nuova.

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La vita ridotta all'osso di Leo Hickman

pubblicato da Matteo Razzanelli

Copertina de La vita ridotta all'osso - Editore Ponte alle GrazieQuesto libro è il diario in prima persona di Leo Hickman, un giornalista del Guardian che nel 2004 ha coraggiosamente deciso di accettare una sfida propostagli dal suo editore: vivere un anno intero in modo “etico” e renderne conto in un’apposita rubrica del quotidiano.

Prima di cominciare, Leo decide di ascoltare i consigli di tre “esperti della vita etica”: Mike Childs, direttore per il Regno Unito delle campagne di Friends of the Earth; Renée Elliott, consigliera della Soil Association e fondatrice della catena di negozi Planet Organic di Londra ed infine Hannah Berry, dipendente del bimestrale britannico Ethical Consumer.

Leo invita i tre esperti a passare una serata a casa sua e li fa rovistare dappertutto - dal frigo, al bagno, allo stipo dei detersivi, passando per armadio e giardinetto - per consentire loro di conoscere ogni minimo particolare della vita quotidiana di casa Hickman. La famiglia di Leo è il tipico nucleo famigliare londinese di classe media, composto da tre persone (fra cui una neonata) e residente in una casa vittoriana a schiera.

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Formaggio fatto in casa con il latte crudo

pubblicato da lumachina

esperimenti caseari alla portata di tutti

Farsi il formaggio in casa e’ possibile e ho tra le mani un libro di ricette intitolato “Formaggio fai da te” in cui sono spiegati tutti i passaggi necessari.

Il libro di Matilde Calandrelli e Donato Nicastro, ormai alla terza edizione, contiene 40 “ricette” illustrate per farsi in casa formaggi freschi come crescenze, mozzarelle e squaquerone; formaggi semi stagionati come caciotta e robiola a crosta fiorita; stagionati tra cui pecorino, toma e sbrinz, per concludere con qualche escursione tra i prodotti esteri con feta, camembert e quark.

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Vivere senza soldi

pubblicato da Admin

Vivere senza soldi, libro edito da AAM Terra NuovaHeidemarie Schwermer e’ una donna tedesca che ha deciso di vivere senza soldi. Vive in modo dignitoso, non e’ una barbona e ottiene tutto quello di cui ha bisogno attraverso scambi e baratti. Ve la propongo come esempio su cui meditare a proposito del “non acquisto“, magari da riadattare in chiave ecologica, decrescente, efficiente. Comunque sia, l’impronta ecologica di questa donna e’ molto sotto la media europea.

Heidemarie ha fatto suo il concetto di ricchezza di molte popolazioni africane. Spesso non esiste un modo di tradurre “ricco o povero” nelle lingue africane perché il possesso materiale non e’ una caratteristica che veniva tradizionalmente misurata e usata per comparare due individui. Manca la parola perché manca proprio il sentimento, il concetto, l’idea. Si dice che e’ “ricco” chi ha molti amici. E’ attraverso la rete sociale che si distribuiscono i beni e l’assistenza. Chi ha molti amici se la cava sempre, in un modo o nell’altro.

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Renna aggredisce Babbo Natale

pubblicato da lumachina

Renna aggredisce Babbo Natale, Sironi editoreAlice Andreoli e’ una zoornalista, ovvero una giornalista specializzata in animali, e ha raccolto alcune delle storie più curiose in un libro: Renna aggredisce Babbo Natale, edito da Sironi.

Alcune delle storie presenti nel libro le abbiamo scritte anche noi di ecoblog: dal rendimento economico dei panda, alle ricette di chi mangia insetti, delle scimmie aggressive di Nuova Dheli e dei micini bonsai fatti crescere in barattoli di vetro.

Quella della renna che ha aggredito Babbo Natale e’ una storia del ‘97 e si riferisce ad un fatto avvenuto in Sud Dakota. Il maschio “difendeva” le sue due femmine in calore dal padrone, Babbo Natale, intenzionato a dar loro da mangiare. Dopo una breve lotta la renna ebbe la meglio incastrandosi al suolo con l’uomo tra le corna.

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Biocarburanti fatti in casa

pubblicato da lumachina

come farsi da soli i biocarburantiBiocarburanti fai-da-te. Conoscere, produrre e utilizzare i combustibili vegetali per la propria auto. Scritto da Roy Virgilio, editore AAM Terra Nuova, il libro è in vendita al prezzo di 14 euro.

Nella scheda di presentazione di questo libro si legge che parla di biocarburanti, di autoproduzione degli stessi, di costi, di modifiche da fare alle macchine e del loro impatto ambientale.

Una parte fondamentale del testo è dedicata all’autoproduzione. Vengono condivisi i risultati delle ricerche e della sperimentazione sviluppate sino ad oggi grazie alla pratica diretta di tante persone che in quasi due anni hanno prima studiato e poi messo “sotto i ferri” le loro auto, moto o tagliaerba per riuscire a respirare aria più pulita, liberarsi dai monopoli e risparmiare.

Io ho smesso di avere una macchina 4 anni fa e non sono molto interessata a fare esperimenti dando da mangiare a quelle di amici, ma sono interessata a sapere se qualcuno di voi ci ha provato e che risultati ha ottenuto.

Via | AAM Terra Nuova

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E se l’uomo sparisse dalla faccia della Terra?

pubblicato da quercia

Immaginate che un giorno inizi come tutti gli altri. Ma con una sola grande differenza. Gli esseri umani sono spariti dalla faccia della Terra. Che cosa accadrebbe allora?

Alan Weisman, giornalista scientifico, ha scritto un saggio provando a fare questo tipo di esercizio mentale, supportato però da immagini e avvenimenti alquanto realistici.

Mi torna in mente l’agente Smith che, nel primo memorabile ‘The Matrix’, spiega a Morpheus la sua visione del genere umano, quasi un’intuizione.
“Voi umani non siete dei veri mammiferi. Voi non avete sviluppato un naturale equilibrio con l’ambiente circostante, ma, al contrario, quando vi insediate, vi moltiplicate ed esaurite le risorse disponibili per poi spostarvi”. Come i virus.

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Radici culturali e territorio: una bioregione

pubblicato da lumachina

Libro sul bioregionalismo: La terra racconta  hspace=Una bioregione e’ una porzione di territorio con la sua storia, le sue tradizioni, la sua natura e le sue persone. A chi si viaggia molto o chi vive prestando attenzione solo a certi aspetti del luogo in cui vive (siano essi uffici, negozi, chiese o monumenti), può capitare di perdere il senso di quante connessioni ci siano tra le proprie azioni quotidiane e il territorio.

Lavarsi la faccia la mattina, per esempio, e’ un anello di una lunga catena che inizia con una sorgente d’acqua, si snoda per condotte sotterranee, passa per le nostre mani e ritorna sottoterra fino ad un impianto di depurazione (forse), per poi proseguire verso un nuovo corso d’acqua. Tutti lo sappiamo teoricamente, ma in pochi saprebbero posizionare la propria sorgente e il proprio impianto di trattamento delle acque. Quanto siamo coscienti dei meccanismi di cui facciamo parte? Quanto della natura che ci circonda?

Provate a costruirvi la vostra mappa bioregionale privata, seguendo le istruzioni del libro della foto (La terra racconta, edito da AAM Terra Nuova) o a rispondere alle domande della lista che segue, scritta sulla falsariga di quella proposta da Wendel Berry (contadino, ecologista, pioniere).

  1. Potete citare la specie dell’albero più vicino alla vostra abitazione?
  2. E’ una specie indigena?
  3. A che distanza si trova l’antenna per cellulari più vicina?
  4. Quanti degli oggetti che avete potete fabbricare da voi?
  5. Dove si trova la fonte di energia elettrica più vicina?
  6. Sapete a che ora sorge il sole?
  7. Tra quanti giorni c’è la luna piena?

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Il balcone dell'indipendenza

pubblicato da lumachina

Libro su come coltivare ortaggi sul balcone.Un balcone può bastare a coltivare insalata, a cuocere con un forno solare, a far essiccare frutta e verdura per l’inverno e a riciclare parte dei rifiuti domestici con un minimo impianto di compostaggio.

In questo libretto Marinella Correggia (edizioni Stampa Alternativa) suggerisce tanti trucchetti per sfruttare al meglio gli spazi a disposizione, anche quando questi sono proprio minimi. Ci sono consigli per i balconi in ombra e per quelli che si affacciano sul vie trafficate.

Costa un euro, si legge in un attimo, ci si sogna sopra per ore.

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Dove l'inquinamento costa meno

pubblicato da lumachina

inquinamento e costi economici“Ho sempre pensato che i Paesi sottopopolati dell’Africa siano largamente sottoinquinati. La qualità dell’aria e’ di un livello inutilmente elevato rispetto a Los Angeles o a Città del Messico.”
All’inizio degli anni ‘90 Lawrence Summers (vicepresidente della Banca Mondiale e ministro del tesoro di Clinton) spiegava con queste parole, in una nota interna della Banca Mondiale, le ragioni economiche secondo le quali conveniva inquinare il Sud del Mondo e trasferirvi le industrie inquinanti.

Sto leggendo “Decolonizzare l’immaginario” in cui Roberto Bosio intervista Serge Latouche e mi sono imbattuta in questa nota a pie’ di pagina in cui si spiega come mai “Ci si preoccupa molto di più di un fattore che aumenta in modo infinitesimale il rischio di cancro alla prostata in un Paese dove la gente vive abbastanza a lungo per ammalarsene, rispetto ad un altro Paese dove 200 bambini su 1000 muoiono prima dei cinque anni”.
La logica e’ schiacciante, l’impatto sociale e ambientale dell’ottimizzazione dei costi… anche.

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