Dei living wall abbiamo parlato spesso, oggi trattiamo in particolare l’applicazione di queste strutture per ridurre l’inquinamento acustico. L’idea alla base dell’MW soundkiller è semplice: creare un muro ricoperto di piante per attenuare il rumore.
La realizzazione, non eccessivamente complicata, consiste in una intelaiatura riempita con una miscela di terre nella quale vengono fatte crescere specie rampicanti e ricadenti per ricreare in breve tempo un muro vegetale di gradevole impatto visivo. Le altezze arrivano fino a 6 metri con profondità di 60 cm il che rende il soundkiller adatto per svariate realtà private e per l’arredo urbano.
Il muro ha sia proprietà fono assorbenti che isolanti. La ditta olandese che lo commercializza (Mostert De Winter) evidenzia anche come, a differenza di un analogo in cemento armato, la barriera antirumore verde sia più gradevole e scoraggi i writers, dando all’ambiente da proteggere un aspetto più ordinato e pulito.
All’interno del Solar Decathlon, un concorso tra college e università americane per la realizzazione della miglior casa sotto il profilo di design ed efficienza energetica alimentata ad energia solare, c’è stato chi ha ben pensato di riprodurre i benefici effetti del verde pensile anche nelle pareti dell’edificio stesso.
I living wall non sono altro che vere e proprie pareti vegetali che crescono su un substrato solitamente inorganico.