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Tutti gli articoli con tag luca zaia

Terre pubbliche ai giovani: la proposta da Ferrara

pubblicato da Marina

Giovani agricoltori crescono

L’agricoltura è necessaria al futuro dell’Italia ed ancor più necessario è coinvolgere i giovani e invitarli a appassionarsi e a coltivare la terra. La vecchia idea cara a Luca Zaia ossia dare terre agricole ai giovani non si sa che fine abbia fatto. Oggi due Senatrici del Pd, ossia Maria Teresa Bertuzzi e Leana Pignedoli entrambe in Commissione Agricoltura al Senato, riaprono la prospettiva con un pacchetto di leggi organizzate ad hoc. Che si spera possano essere approvate.

Sotto il Governo Berlusconi si sono alternati 3 ministri per l’agricoltura che non hanno fatto in tempo a mettere in atto la benché minima riforma o a strutturare strategie anticrisi per il settore. Oggi il Ministro Catania, esperto serissimo del comparto agricolo si trova a fronteggiare le emergenze della crisi che tocca soprattutto l’agricoltura e lo scenario devastante, per l’Italia, che potrebbe apire la nuova PAC 2013 se approvata così com’è.

Dunque le senatrici hanno escogitato un pacchetto di leggi come riporta Il resto del Carlino del 15 gennaio:

Il 40% dei terreni agricoli regionali è gestito da ultracinquantenni e i giovani, pochi, si scontrano con molti problemi, inclusa la difficoltà di ottenere finanziamenti. Il mondo del credito è inadeguato alle nuove richieste dell’agricoltura, per questo siamo favorevoli alla costituzione della Banca della Terra caldeggiata dall’Europa, dice la Bertuzzi, che mette sul tavolo la questione delle terre pubbliche: una chanche per i giovani agricoltori. Ci sono 360mila ettari la cui vendita è stata affidata dalla legge di stabilità all’Agenzia del Territorio, i terreni possono essere alienati con trattativa privata e cambiare destinazione d’uso.

Via | Telestense
Foto | Flickr

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Porto Tolle, Zaia preferisce la centrale a carbone al Parco Regionale Delta del Po

pubblicato da Peppe Croce

Zaia modifica la legge regionale sul Parco del Delta del Po per permettere la riconversione della centrale di Porto TolleIl governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, vuole la riconversione a carbone della centrale termoelettrica Enel di Porto Tolle. Ed è disposto a tutto per averla e per difendere i 3.000 posti di lavoro per cinque anni, e i 2,5 miliardi di investimento, che porta con sé. Zaia è molto meno interessato, invece, al Parco Regionale del Delta del Po all’interno del quale la centrale ricade.

Il governatore, infatti, ha firmato la modifica alla legge regionale che istituisce il parco (risalente al 1997), in modo da evitare “conflitti” come quello certificato recentemente dalla sentenza del Consiglio di Stato, che annullava la Via ai lavori di riconversione della centrale.

Come se non bastasse, poi, il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, alcuni giorni fa ha annunciato un ulteriore escamotage: una legge “ad centralem” per Porto Tolle che inserisca l’impianto in una lista di centrali “strategiche” le cui autorizzazioni non siano concesse dal Ministero dell’Ambiente retto da Stefania Prestigiacomo, bensì da quello per lo Sviluppo economico.

Via | Regione Veneto

Pionati, il video di Exit: "Con Romano sul palco vado a raccogliere ortaggi"

pubblicato da Marina

Un paio di giorni fa annunciavamo la nomina (con qualche problemino) dell’On. Saverio Romano a Ministro per l’Agricoltura e aprivamo un piccolo scenario, rispetto a quella che è l’immensa realtà delle sfide che gli spettano.

C’è la PAC da riformare e rivedere nel 2013, ad esempio. L’appuntamento è importantissimo e da quegli accordi dipenderà il futuro dell’agricoltura italiana, oggi schiacciata da quella francese e quella tedesca; la questione quote latte dopo che gli interventi dell’ex ministro Luca Zaia hanno lasciato in Europa il cattivo ricordo degli italiani furbetti; le emergenze quotidiane del comparto che vive una profonda crisi economica, ingigantita dal prezzo dei carburanti. Oggi gli agricoltori non hanno voce, non hanno nel loro futuro una politica che li tuteli e che dunque tuteli una fetta importante del nostro Pil.

Nel video in alto le considerazioni dell’On. Francesco Pionati (Alleanza di centro per la libertà) nel fuorionda di Exit su La7, su Saverio Romano neo ministro all’agricoltura.

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Alluvione in Veneto: la fotogallery del disastro

pubblicato da Peppe Croce

Alluvione in Veneto, le immagini del disastro

Il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, ha messo on line sul sito dell’ente che governa una gallery di foto che documentano il disastro causato dall’alluvione causata dalle incessanti di fine ottobre-primi di novembre. Molte sono foto aeree, che mostrano l’esondazione di fiumi e torrenti. Altre sono fatte da terra, dai cittadini o forse dai Vigili del Fuoco. Alcune sembrano fotogrammi delle televisioni.

In totale sono oltre settanta scatti che documentano una situazione terribile e dimostrano che con l’acqua non si scherza: i danni sono incalcolabili. Insieme alle diffusione delle foto Zaia ricorda anche l’estremo bisogno di aiuto, anche economico, della sua Regione.

Sebbene i veneti abbiano già detto di voler fare da sé, e chiedono solo sgravi fiscali al governo, è sempre possibile contribuire alla ricostruzione facendo una piccola donazione. Tutte le modalità per farlo si trovano sul sito della Regione Veneto.

Alluvione in Veneto, le immagini del disastro
Alluvione in Veneto, le immagini del disastroAlluvione in Veneto, le immagini del disastro

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Nel Parco del Vesuvio i rifiuti avvelenati del Nord: Luca Zaia vieni a riprenderti la tua immondizia

pubblicato da Marina

Qualche giorno fa Luca Zaia, governatore del Veneto espresse la sua opinione in merito a un bando del Comune di Napoli per ricercare aziende capaci di smaltire i rifiuti campani (in alto una video clip del Gruppo operaio i Zezi con il la tammorriata, il rap dei napoletani, a’razza da munnezza). Scrisse sul suo blog:

La spazzatura ognuno se la deve tenere a casa propria.

Giusto, giustissimo, in nome del federalismo più estremo. E proprio per rendere merito a questa linea riporto di seguito l’audizione resa dal generale Mario Morelli, vice di Guido Bertolaso, alla commissione bicamerale d’inchiesta sulle ecomafie. Dichiara Morelli come registra puntualmente Il Mattino di oggi pag. 49 in un articolo a firma di Daniela De Crescenzo:

Quando si parla di un parco si pensa al verde, agli uccellini. Io ho girato l’area in lungo e in largo e mi è sembrata un immenso immondezzaio dove tutti sono andati a buttare spazzatura e dove arrivavano anche rifiuti tossici, molto probabilmente dal Nord.

Meno carinamente, infine, sempre qualche giorno fa al Corriere della Sera, il governatore Zaia ha dichiarato che il Veneto non poteva proprio aiutare la Campania poiché l’immondizia napoletana puzzava:

se lei i rifiuti li lascia per strada, più rimangono a contatto con l’aria, più i processi putrefazione li fanno puzzare. Al contrario, prima si elimina la spazzatura, più in fretta torna il profumo.

Il ragionamento non fa un plissè tant’é che secondo questa logica come ebbero modo di appurare i carabinieri furono sversati fanghi velenosi, (probabilmente profumati?) di Porto Marghera a Acerra.

Che fa caro Zaia, se li viene a riprendere lei o glieli restituiamo noi?

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Mais ogm distrutto dai no global, Coldiretti attacca: le istituzioni dovevano agire tempestivamente

pubblicato da Peppe Croce

Mais ogm distrutto dai no global, Coldiretti attacca: le istituzioni dovevano agire tempestivamente

Coldiretti prende atto della distruzione del campo di mais Ogm di Vivaro, in provincia di Pordenone, distrutto dagli attivisti di Ya Basta e ribadisce che a distruggerlo non dovevano essere dei semplici cittadini, bensì le autorità competenti.

L’associazione professionale dei produttori agricoli, infatti, ammette l’illegalità del gesto dei no global ma afferma che la semina stessa del mais geneticamente modificato era, di per sé, illegale:

E’ chiaro che l’illegalità va condannata sempre anche quando come in questo caso, viene attuata per porre fine ad altra illegalità ma bisogna anche prendere atto che non c’’è stata da parte delle Istituzioni la stessa tempestività avuta nel condannare il gesto dei no global, anche nel contrastare l’illegalità originaria lasciando libere le piante di crescere con il rischio che la maturazione del mais e la conseguente disseminazione di polline possa provocare una contaminazione che avrebbe un impatto devastante sull’ambiente, sulla fauna selvatica, su altri ambiti agricoli e che non potrebbe essere limitato ai confini amministrativi dei comuni o della regione coinvolta, come ha fatto notare la task force di 27 organizzazioni per una Italia libera da Ogm.

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Campi mais OGM, distrutto dai No Global quello di Vivaro

pubblicato da Marina

il campo di mais ogm a vivaro

Un gruppo di attivisti di Ya Basta ha scoperto il campo di mais Ogm di Vivaro, in provincia di Pordenone, pubblicizzato assieme a quello di Fanno sul sito pro Ogm salmone.org e lo ha distrutto calpestandolo.

Noi pubblicammo, a maggio, il video della prima semina svolta in un campo tenuto ben nascosto, proprio per evitare che la coltivazione fosse interrotta. Da allora ci sono state diverse azioni di diversi attivisti volte a intercettare i campi coltivati a mais Ogm.

L’azione ha destato le proteste di Futuragra, l’associazione che si batte per l’introduzione degli Ogm in Italia e che a scopo dimostrativo, dopo il decreto del Ministro Zaia che ha annullato di fatto la sentenza della Corte di Stato che ne introduceva la coltivazione.

Secondo il Ministro Galan si è trattato di un azione di stampo squadrista:

Apprendo ora dell’azione squadristica compiuta a danno di un campo di mais di proprieta’ del coltivatore Giorgio Fidenato. Mi attendo che le forze dell’ordine identifichino al piu’ presto gli autori di un’azione che identifica coloro che l’hanno compiuta come violenti, squadristi della peggior specie, intolleranti da condannare in ogni senso. Confermo che le istituzioni preposte a seguire la vicenda degli Ogm in Friuli Venezia Giulia stanno proseguendo nell’attività di accertamento e a giorni saranno resi noti i risultati di verifiche e analisi. In ogni caso, ogni cittadino italiano, soprattutto in casi del genere, è tenuto a rispettare leggi e regole proprie di ogni civile convivenza.

Per l’ex Ministro Zaia, invece è stata ripristinata la legalità.

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Addio al Mc Italy: il panino di Zaia è un flop e Mc Donald's lo toglie dai menù

pubblicato da Peppe Croce

Addio al Mc Italy: il panino di Zaia �¨ un flop e Mc Donald's lo toglie dai menu

Missione fallita: Mc Italy, il panino made in Italy voluto dall’ex ministro dell’Agricoltura Luca Zaia che avrebbe dovuto portare le eccellenze dello slow food all’interno dei fast food, non lo vuole nessuno. Eppure gli ingredienti del successo c’erano tutti: carni italiane, olio extravergine d’oliva, formaggio asiago dop e crema di carciofi romani. Un po’ pesantuccio ma niente male…

E invece agli italiani non è piaciuto e, di conseguenza, Mc Donalds lo ha tolto dai menù dei suoi negozi. Si torna indietro alla buona e vecchia spalmella americana, con quel sapore un po’ così, quell’odore un po’ così e quell’aspetto un po’ così che hanno tutti i panini che sono stati in una cucina di un fast food.

A questo punto bisogna capire a cosa è servito Mc Italy: portare la massa a conoscenza delle eccellenze alimentari italiane? Portare nell’industria del fast food un minimo di coscienza salutista? O a fare campagna elettorale a Luca Zaia, diventato governatore del Veneto esattamente due mesi dopo la presentazione del panino anche grazie ad un corposo appoggio del mondo agricolo e zootecnico?

Via | Newsfood
Foto | Ministero dell’Agricoltura

Quote latte, Coldiretti scende in piazza contro l'emendamento voluto dalla Lega

pubblicato da Marina

Coldiretti in piazza contro la decisione della Lega di non far pagare le multe per le quote latte Storia della fine di un amore: Coldiretti ce l’ha a morte con la Lega sulla questione quote latte. Ieri sono scesi in 3000 a Piazza Montecitorio per protestare contro la decisione del Governo di sostenere le 67 aziende, cioè il 2% delle 4200 in totale, che hanno infranto il regime europeo che assegna le quote e sopratutto rifiutandosi di pagare le multe. Oggi in piazza anche la mucca Onestina e il vitello Vero. La protesta arriverà a Roma, Milano e a Napoli il 26 luglio prossimo.

La questione, fino a qualche giorno fa, sembrava essere di ordine squisitamente politico tanto che anche la poltrona del Ministro Giancarlo Galan, aveva iniziato a traballare, reo, secondo il Senatur di non aver sposato la linea cazzuta contro l’Europa, ma che poi inevitabilmente sarebbe stata scaricata sui contribuenti italiani tutti.

Dunque, ricapitolo l’intricata questione: finché è stato Ministro il leghista Luca Zaia (per ora il suo blog tace sulla questione) si è sempre tenuto, a proposito della questione multe sulle eccedenze di produzione quote latte, una linea alquanto discutibile, cioè le multe si è detto non andavano pagate. L’Europa ha sempre richiamato l’Italia per questo comportamento irresponsabile e gli stessi allevatori hanno più volte sostenuto che era inutile coprire le magagne dei colleghi che avevano sforato.

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In Veneto nuova centrale a idrogeno. Zaia: non c'è spazio per il nucleare, ma per il carbone sì

pubblicato da Peppe Croce

“La centrale a idrogeno di Fusina è la dimostrazione che a noi l’età della pietra non piace”, così l’ex ministro dell’Agricoltura, oggi governatore della Regione Veneto, Luca Zaia commenta la possibilità di costruire una centrale nucleare nel suo territorio.

Il commento, diffuso alla stampa e tramite il suo blog, è chiaro e non ammette interpretazioni ed è stato pronunciato il giorno dell’inaugurazione della centrale ad idrogeno Enel di Fusina.

Un impianto che produce una quindicina di MW di energia bruciando idrogeno. Niente Co2 e pochi ossidi di azoto, molto pulita. Se non fosse che il calore recuperato dalla combustione dell’idrogeno va ad alimentare il ciclo a vapore della attigua centrale a carbone.

Enel la chiama sperimentazione, i malpensanti greenwashing. Poco importa cosa si pensi della centrale ad idrogeno, la notizia (che non è poi una novità) è il contemporaneo sì al carbone e no al nucleare di Zaia. Il governatore, infatti, pur non citando mai sul blog il nucleare lo esclude con un gioco di parole:

Rispetto al fabbisogno del Veneto di 30 Gigawatt con l’avvio del carbone pulito a Porto Tolle il bilancio energetico della regione è in pareggio. Questa è programmazione, ma noi ci troviamo a combattere quotidianamente con chi non vuole programmare e desidera che restiamo all’età della pietra: l’impianto a idrogeno dimostra che a noi l’età della pietra non ci piace

Al Veneto, quindi, basterebbe il buon vecchio carbone che non lascerebbe altro spazio alle grosse centrali nucleari.

Via | Luca Zaia Blog
Video | YouTube

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