Orrore e rabbia a Vittoria, in provincia di Ragusa, per la scoperta di un terribile maltrattamento ai danni di un cane. Sull’episodio ci sono ancora poche notizie, ma le foto che girano da ieri su internet sono inequivocabili: qualcuno ha amputato tre zampe su quattro ad una cagna.
A quanto pare il maltrattamento sarebbe plurimo: non tutte le zampe, infatti, sarebbero state ferite contemporaneamente ma in più episodi distinti. La notizia, come spesso accade per fatti del genere, si è diffusa prima su internet e solo dopo sui media tradizionali.
Nei forum animalisti, già domenica notte, sono apparsi appelli per aiutare la sfortunata cagna, un meticcio di grossa taglia apparentemente non molto grande d’età: “servono antibiotici e garze”, scrive qualcuno, “mi offro di adottare la cagna”, rispondono in molti da più parti d’Italia.
Dopo il salto le foto della cagna maltrattata, riservate a chi ha lo stomaco forte e vivamente sconsigliate a chi è facilmente impressionabile.
Continua a leggere: Tre zampe amputate ad una cagna a Vittoria (Rg)

Il nostro Belpaese è costellato di tradizioni locali. Tra queste vi sono i Pali che, partendo da quello di Siena, si svolgono in tutta la penisola. A Ronciglione, in provincia di Viterbo, si corre ogni anno un Palio molto seguito. I cavalli corrono, su un percorso cittadino fatto di sampietrini. Questa pavimentazione, però, non è ricoperta di materiale quale sabbia o altro, e la cosa diventa particolarmente pericolosa in caso di pioggia. La giunta comunale di Ronciglione, però, tiene particolarmente a questo Palio tanto da ricorrere al TAR quando il Ministero della Salute, aveva chiesto di non correrlo visti i rischi per i cavalli.
Il TAR ha dato ragione al Comune e la corsa è comunque partita. Sabato pomeriggio, però, è accaduto quello che nessuno sperava avvenisse. Sul selciato bagnato dalla pioggia una cavalla è caduta ed è morta. Una giunta di consiglieri (bi-partisan) si era battuta per far riconoscere questa manifestazione tra quelle a contenuto storico e culturale per impedire eventuali stop da parte del Ministero. Come detto, sabato scorso, una cavalla è purtroppo morta in un incidente durante la corsa ed è stato deciso che la finale, prevista per oggi, venisse annullata. Voi conoscete altre manifestazioni del genere? Come la pensate a riguardo? Le tradizioni vanno mantenute vive o dovrebbero essere in qualche modo modificate?

Il professore Carlo Rando dell’Istituto tecnico Molinari di Milano è stato licenziato a causa del suo comportamento in classe: ai primi di ottobre dello scorso anno, infatti, Rando fece una lezione di biologia con vivisezione ai suoi alunni.
I metodi della lezione, vivisezione a parte, a quanto pare non sarebbero stato molto corretti con gli animali (conigli, nello specifico): Rando, stando alle notizie circolate sulla stampa locale, avrebbe ucciso personalmente gli animali in classe a martellate, davanti gli alunni.
Appena si diffuse la notizia e i dettagli (che oggi Rando nega, affermando di aver vivisezionato animali già morti), la Lav fece un esposto alla magistratura e l’On. Paola Frassinetti del Pdl, vice presidente della VII Commissione Parlamentare (Cultura, Scienza e Istruzione) fece un’interrogazione alla Camera dei Deputati. Rando ha annunciato che farà ricorso al giudice del lavoro per essere reintegrato nel suo incarico.

Si chiama “Cut Cut Boom HD Pro” e ha fatto imbestialire gli amanti degli animali. E’ un videogioco già disponibile da qualche tempo per l’iPhone e ora anche per l’iPad, si compra sull’App Store di Apple e costa 79 centesimi. Scopo del gioco è sferrare colpi di sciabola contro animali di tutti i tipi per poi cucinarli: il protagonista, infatti, non è un feroce cacciatore ma uno chef.
Il gioco sta avendo un gran successo: è al 7 posto delle vendite di app per iPad in Italia e nella Top 100 di USA, Cina, Regno Unito, Germania, Giappone e Francia. Altrettanto grandi sono i dubbi che suscita un prodotto del genere considerando anche il fatto che, tra gli animali spennati, ce ne sono alcuni che non hanno nulla a che vedere con la cucina come gli orsi e le tartarughe.
Se nel tempo libero la gente si mette a giocare con roba del genere non c’è poi molto da stupirsi se i ragazzini si mettono a tirare calci ai gatti…
Via | Geapress
Si chiama Mary Bale, ha 50 anni, ed è la donna che ha gettato la gatta Lola nel cassonetto dei rifiuti a Coventry.
Sono bastate meno di 24 ore per risolvere il caso della misteriosa donna di cui ci eravamo occupati ieri. Le prime notizie sono trapelate dal Sun, che già nel pomeriggio di ieri pubblicava nome e cognome della donna. Facile allora risalire alla sua abitazione tanto, che si è sparsa la voce che la Polizia avesse deciso di mettere sotto protezione la Bale, viste le minacce recapitategli in brevissimo tempo. Notizia poi smentita da SWNS.
Emerge qualche particolare in più sul gatto. Lola è rimasta nel cassonetto per ben 15 ore, prima che il suo padrone Darryl Mann la ritrovasse stremata. Cosa si sa invece di Mary Bale? La madre si dice stupita perchè Mary è una amante degli animali, e a quanto pare dei gatti. Il padre è ricoverato in ospedale e pare che questo abbia scaturito in lei qualcosa: da parte sua Mary dice di non sapere cosa abbia fatto.
Mentre attendiamo gli sviluppi della vicenda, la Polizia dichiara di non averla arrestata perchè non ha commesso alcun crimine. Le autorità di pubblica sicurezza avranno sicuramente ragione, ma forse è il caso che le leggi britanniche che riguardano i maltrattamenti di animali vengano aggiornate al più presto.
C’è da rimanere allibiti di fronte a ciò vediamo in questo video pubblicato sul Daily Mail. Una signora di mezza età trova un gattino, lo accarezza, e con disinvoltura lo getta nel vicino cassonetto dei rifiuti: una persona qualunque, che potremmo incontrare per strada un giorno qualsiasi. Purtroppo per lei una videocamera ha ripreso il tutto, e questo ne fa una delle persone più ricercate di Coventry, in Inghilterra.
La storia ha un lieto fine. Il ventiseienne proprietario di Lola, Darryl Mann, dopo averla cercata invano l’ha sentita miagolare debolmente dal cassonetto. Nonostante la calda giornata di Agosto, è riuscita a sopravvivere. Se non fosse stato per il video, Darryl avrebbe pensato che fosse caduta accidentalmente…

Tutti sanno che cani e gatti soffrono e provano delle emozioni, ed è per difendere gli animali da maltrattamenti e da sofferenze che la maggioranza degli italiani ha votato a favore di politiche di tutela degli animali. Ma non tutti sanno che anche i pesci provano delle emozioni, così come rivela il libro Fish Feel Pain?, della biologa marina Victoria Braithwaite, che solleva questioni etiche relative al comportamento umano nei confronti dei pesci.
Sebbene l’autrice stessa sia una consumatrice di pesce, nel libro la Braithwaite sostiene che anche i pesci possono provare dolore e soffrire e racconta come sono stati condotti gli esperimenti per scoprire se i pesci provano emozioni e per indagare se hanno gli stessi recettori del dolore dei mammiferi e degli uccelli.
Per farlo, la biologa ha però sottoposto i pesci a diversi test, equiparabili a delle torture: ad alcuni pesci è stata somministrata una sostanza di controllo, ad altri un veleno per api. I pesci a cui è stato somministrato il veleno hanno reagito in modi diversi ed alcuni hanno evidenziato segni di irritazione fino alla fine dell’effetto del veleno. D’altra parte, i pesci, considerati spesso solo cibo ed incapaci di apprendere, hanno anche dimostrato di avere una loro intelligenza: uno studio spagnolo ha evidenziato come i pesci rossi memorizzino le vie di fuga.
Se un libro non è forse abbastanza per decretare come e quanto i pesci soffrano, è molto probabile che, come gli altri animali, anche i pesci sentano il dolore e che l’espressione essere muto come un pesce sia stata adottata da chi dei pesci doveva nutrirsene, senza curarsi dell’invasività o della crudeltà dei metodi di pesca, né dell’eventuale sofferenza dei pesci.
via | Treehugger
Foto | Flickr
Sette persone sono state denunciate questa mattina per maltrattamento di animale. Triste protagonista della vicenda è Paco, un toro adulto feritosi gravamente all’arto posteriore sinistro la scorsa settimana mentre si godeva beatamente il pascolo, sui prati di un’azienda agricola del pesarese. I propietari, probabilmente allo scopo di decurtare i costi di un intervento veterinario ritenuto non necessario, hanno preferito evitare di prestare ogni sorta di cura all’animale perché “tanto, destinato al macello” e, non paghi di ciò, hanno evidentemente preferito velocizzare i tempi…
Così, Paco - appartenente ad una specie che nell’immaginario collettivo costituisce l’emblema stesso della forza e della fierezza - è arrivato questa mattina sanguinante e agonizzante in un macello del vercellese dopo un viaggio durato oltre 15 ore in cui, a causa della zampa ferita, frattanto peggiorata, è caduto ferendosi profondamente anche al muso. Poco dopo, però, sono intervenuti i carabinieri del Nas per un normale controllo di routine. Gli agenti, in questo modo, hanno potuto ricostruire la vicenda e denunciare per maltrattamento, sulla base della legge 189/2004, i propietari dell’azienda agricola, la ditta di autotrasporti e i responsabili dello stesso macello…
Via | Altarimini
Foto | Flickr

Mentre in Svizzera i cittadini sono stati chiamati al referendum sulla tutela dei diritti degli animali, con esito negativo per quanto riguarda l’istituzione di un avvocato d’ufficio, in Italia le principali associazioni ambientaliste hanno indagato la visione del rapporto tra uomo e animali. Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf hanno commissionato all’Ipsos un sondaggio, per scoprire, fortunatamente, che solo il 2% degli italiani ritiene che gli animali debbano soddisfare e sottostare ai bisogni dell’uomo.
Per il 41% degli intervistati, chiamati ad esprimere il proprio giudizio sul rapporto tra animali e uomo, gli animali sono in grado di provare emozioni, di soffrire e di gioire e quindi devono essere tutelati da qualsiasi forma di violenza o maltrattamento, siano essi animali d’allevamento o animali domestici.
Cosa pensano dei maltrattementi gli italiani che consumano carne? Sono d’accordo ad evitare ogni tipo di violenza sugli animali destinati al macello e a tutelare il benessere animale negli allevamenti. Secondo l’indagine la maggioranza degli italiani, indipendentemente dall’appartenenza o dall’orientamento politico, concorda sulla tutela verso gli animali che dev’essere totale e garantita, per proteggere gli animali da soprusi e violenze commessi dall’uomo.
Entusiasti del risultato del sondaggio, i presidenti di Enpa e LAV, Carla Rocchi e Gianluca Felicetti, hanno così commentato:
“E’ davvero un risultato che va oltre ogni nostra aspettativa e che deve trovare una logica e concreta conseguenza nelle decisioni morali, politiche, dei consumi. Gli italiani chiedono sempre di più, e con convinzione, di mettere in atto politiche per la tutela degli animali: le Istituzioni, a tutti i livelli, devono comprenderlo“.
Foto | Flickr

Il 70,5% degli svizzeri ha votato no, attraverso un referendum, all’istituzione dell’avvocato d’ufficio per la difesa degli animali maltrattati. Dunque, l’avvocato non ci sarà. La delusione della PSA, Protezione animali Svizzera è cocente. Per ora l’unico Cantone che lo ha istituito è quello di Zurigo e solo il il 27,5% dei votanti ha espresso il proprio favore, tanto che l’UDC ha detto di voler intraprendere tutte le iniziative necessarie alla sua abolizione.
La votazione ha visto la soddisfazione dell’ UDC, PLR e PPD. Ha detto Dominique de Buman, vice-presidente nazionale del PPD :
Il maltrattamento contro gli animali richiede uno sforzo di prevenzione ed educazione, soprattutto nelle scuole.
Infatti secondo gli oppositori già la legge svizzera di protezione degli animali è giudicata sufficiente mentre sarebbe preferibile puntare alla prevenzione piuttosto che all’avvocato.