E’ stata pubblicata dall’International Union for the Conservation of Nature and Natural Resources (IUCN) l’annuale Lista Rossa sulle specie animali ovvero il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali di tutto il globo terrestre.
Il rapporto, com’era lecito aspettarsi, non è dei più confortanti. Secondo i dati più di un terzo delle specie di fauna e flora conosciute nel mondo sarebbe minacciata di estinzione. Questi i numeri: 17.291 specie su un totale di 47.677 studiate sarebbe in pericolo; si tratta in sostanza del 36% di tutte quelle monitorate. Nello specifico il 2% (quindi 875 specie) risulta estinto o estinto allo stato selvaggio in natura.
Queste invece le percentuali delle specie che rischiano l’estinzione per le diverse classi vegetali ed animali: il 21% di tutti i mammiferi conosciuti, il 30% di tutti gli anfibi noti, il 12% di tutti gli uccelli, il 28% dei rettili, il 37% dei pesci di acqua dolce, il 35% degli invertebrati, addirittura il 70% delle piante.
La visione notturna degli animali è rimasto per molto tempo un mistero. Recentemente dei ricercatori tedeschi ed inglesi hanno scoperto esattamente come funziona l’occhio dei mammiferi notturni. Gli studiosi hanno notato una particolare conformazione del DNA che viene sfruttata per migliorare la visione di queste specie.
I nuclei dei bastoncelli di animali diurni svolgono il compito di diffondere l’irradiazione. Viceversa negli animali notturni, i suddetti nuclei si comportano come una lente per consentire di catturare maggiormente la luce residua.
Il nucleo delle cellule dei bastoncelli presentano in queste specie una conformazione invertita e con strutture tali da consentire al fascio di luce di non disperdersi come accade nei bastoncelli convenzionali.
Dal punto di vista evolutivo sembrerebbe che la visione notturna sia apparsa precocemente e che, per quanto in natura venga favorita una struttura convenzionale, ci sono stati diversi momenti in cui alcune specie si sono adattate a scarsi quantitativi di luce per poi tornare ad essere diurni.
Il Congresso annuale dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) ha fatto il tradizionale punto sulle specie a rischio di estinzione nel pianeta.
La nuova lista rossa quest’anno contiene oltre 45.000 specie. Un quarto delle varietà di mammiferi rischia di sparire per sempre, e come avverte uno degli scienziati dell’IUCN, “il numero dei mammiferi a rischio potrebbe salire al 36%”, perché i ricercatori non sono riusciti a classificare il livello di rischio per almeno 836 specie a causa della mancanza di dati significativi.
Sei specie di orso su otto sono minacciate, così come la metà delle specie di primati, e 300 delle 634 specie di scimmie. In totale, circa il 40 per cento di tutte le specie animali e vegetali monitorate sono ”minacciate”. È un vero e proprio grido di allarme che rischia come ogni anno di passare inascoltato.