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Le mangrovie stanno male, anzi malissimo: i dati dei satelliti Nasa

pubblicato da Peppe Croce

Le mangrovie stanno male, anzi malissimo: i dati dei satelliti Nasa

Nel mondo ci sono molte meno mangrovie di quanto si pensi. La maggior parte è in pessime condizioni e solo una percentuale minima di esse è sotto una qualche forma di tutela.

Queste notizie, tutt’altro che buone, provengono dalla Nasa e dal U.S Geological Survey che hanno fotografato dallo spazio, con una precisione fino ad oggi mai raggiunta, le foreste pluviali del pianeta e pubblicato i dati su Global Ecology and Biogeography.

Dai dati raccolti risulta che, rispetto alle stime precedenti, mancano all’appello il 12,3% di alberi di mangrovia: la superficie del pianeta coperta da questa pianta così importante per la difesa dell’ecosistema e delle coste (ad esempio dall’impatto dei cicloni) è pari a 137.760 km quadrati. Dal 1980 al 2000, poi, il 30% delle mangrovie è letteralmente sparito.

Quelle che restano sono quasi sempre in balia della cementificazione a scopo turistico o di altre forme di economia poco rispettose dell’ambiente e appena il 6,9% ricade in aree protette. Infine, oltre il 75% di questi alberi si trova in appena 15 paesi.

Via | Science Daily
Foto | Flickr

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Le carrette del mare colpiscono ancora. Nuovo sversamento di petrolio nelle Filippine

pubblicato da alessandra

E’ un’estate tragica per il mare. Mentre ancora si cerca una soluzione alla marea nera al largo della Lousiana, un altro sversamento - per fortuna di entità decisamente minore - è stato segnalato in corrispondenza del villaggio di pescatori Talibayog, Filippine, nella provincia settentrionale di Batangas. Qui, accusano i cittadini, le spiagge sono già ricoperte da una spessa coltre di petrolio. Stando alle analisi effettuate immediatamente sul posto essa sarebbe il risultato di una perdita da parte di una delle 4 navi cargo, battenti bandiera straniera, ancora presenti nella zona interessata. Ancora sconosciuto l’autore del disastro. Saranno le indagini che si stanno volgendo in queste ore a fare chiarezza su questa punto. Già, perché secondo gli esperti lo sversamento sarebbe avvenuto non più tardi del 4 luglio, ma solo ieri la tv locale ha dato l’allarme mentre chi ha prodotto il danno ambientale ha taciuto sperando di farla franca.

Intanto, le mangrovie ripiantate di recente per ripristinare l’equilibrio ecologico dell’area dopo che l’arrivo di orde di turisti aveva indotto, negli anni passati, gli amministratori locali a distruggerle in modo da avere più spazio a dispozione per costruire resort e alberghi di lusso, stanno già “succhiando” il petrolio, rischiando di morire a breve vanificando gli sfozi e gli invesimenti fatti fino ad oggi. Dalla costa, invece, i pescatori guardano preoccupati i lavori dell’environmental protection team della Pfg e dei dipendenti del Department of Environment and Natural Resources di Calatagan sperando riescano al più presto a ripulire il mare e ad evitare che troppi pesci e uccelli possano invischiarsi nel liquido nero….

Via | greenreport
Foto | flickr

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Mancavano le mangrovie per fermare Nargis

pubblicato da lumachina

Foresta di mangrovie schermo naturale per cicloni. Foto WaveBreakerLe foreste costiere di mangrovie avrebbero potuto limitare i danni del ciclone Nargis, se solo non fossero state tagliate. Ad evidenziare il ruolo della vegetazione nella protezione civile e’ stato Surin Pitsuwan, segretario generale dell’ASEAN (Association of South-East Asian Nations) riunita in Singapore.

La forza della tempesta ha sollevato onde di tre metri e mezzo, che abbinate a venti sui 190 km orari hanno spazzato via tutto quello che han trovato sul loro percorso. Dopo lo tsunami ci sono stati molti studi che hanno mostrato come le popolazioni che vivevano con una fascia di mangrovie tra villaggi e l’oceano abbiano subito molti meno danni rispetto a quelle i cui villaggi si affacciavano direttamente sulla costa. In caso di onde di tempesta, l’effetto e’ simile.

L’effetto delle mangrovie e’ massimo nel delta dei fiumi, per impedire all’acqua salata di risalire con forza e inondare le aree fertili dell’entroterra. Le ragioni della scomparsa delle foreste costali di mangrovie sono l’allevamento di gamberetti, la costruzione di villaggi turistici e la pressione demografica.

Via | BBC
Foto | WaveBreaker

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