
In California, patria del referendum sulla legalizzazione della marijuana, poi perso, viene reso noto uno studio sugli effetti negativi della coltivazione indoor di questa canapa. Infatti, sebbene, non sia legale, i californiani amano coltivare indoor questa pianta il che però, non è proprio sostenibile come si crederebbe: viene usata troppa energia elettrica.
La ricerca ha il titolo di The Carboon footprint of indoor cannabis production ed è stato redatto dal prof. Evan Mills docente alla University of California a Berkeley e ricercatore per l’ U.S. Department of Energy, dove spiega che l’uso massiccio di lampade per favorire la crescita al chiuso della cannabis si rivela una potente bomba ecologica. Spiega Mills:
L’utilizzo di energia elettrica aggiunto è pari al consumo di circa 30 frigoriferi e dunque per far crescere una pianta si emette CO2 pari a 3000 volte il suo peso.
Infatti l’uso massivo di energia elettrica è dovuto alle lampade UV necessarie a far crescere la marijuana. Queste fonti producono circa 500 volte più luce di quanto necessario, ad esempio, per leggere un libro. Inoltre restano accese per moltissime ore. Considerando altri fattori, quali la ventilazione e l’uso di acqua, mediamente una pianta necessita, per crescere, di circa 13.000 chilowattora all’anno. In alcune case sono messe a disposizione della marijuana almeno 10 stanze, il che fornisce in parte la dimensione del problema.
In totale, conclude Mills, l’energia utilizzata per coltivare marijuana in casa è pari all’1% del consumo di elettricità della nazione e al 2% del consumo domestico di energia elettrica - paragonabile alla produzione di 7 grandi impianti di energia elettrica .
Via | News Discovery
Foto | DailyCal

La Scozia e il suo parlamento iniziano a pensare ad una nuova strategia per affrontare il consumo di droghe e alcol e come obiettivo si propongono entro il 2025 di dimezzarne l’uso. E per fare ciò hanno nominato una commissione di esperti, il Scotsland’s Future Forum che nel convegno di ieri Fresh Perspectives on Alcohol & Drugs ha detto, anzi scritto chiaramente, che per arrivare all’obiettivo del 2025 è necessario legalizzare la cannabis, tassandola, e creare delle “camere di consumo” per l’uso delle altre sostanze stupefacenti. Sganciando, così la cannabis dal resto delle droghe che sarebbero da trattare secondo procedure più sanitarie.
Dal rapporto Approaches to Alcohol and Drugs in Scotland emerge che se fino ad oggi la questione droga è stata trattata come una “questione legale” , la nuova prospettiva la dovrebbe riportare in quella che è una “questione per la salute” e per il benessere delle persone, chiedendo che un po’ più di risorse siano assegnate al trattamento di ricerca, monitoraggio e valutazione.
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