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Lusso e sviluppo sostenibile: sono incompatibili?

pubblicato da Marina

lusso o ecologia? Il lusso può essere ecologico? Non vi sembri una domanda strana, perché intorno a questo ossimoro sta iniziando a ruotare gran parte del marketing di questi ultimi anni. Fateci caso: il colore della pubblicità degli anni novanta era il blu; oggi è tutto verde, anche solo di facciata, come il greenwashing.

Eppoi abbinare il lusso all’ecologia vorrebbe dire sdoganare, almeno nell’immaginario pubblicitario, quello stereotipo di fancazzisti hippie sconclusionati stile “Love&Peace” e tirarli dentro il consumo. Sostenibile ma consumo e magari di lusso.

Rispetto a questi temi la rivista NeoPlanete (la trovate qui n.25 dicembre) che in Francia è giornale molto letto, dedica un intero numero, quello natalizio. La fotografia complessiva che ne viene fuori lungo le 68 pagine è di una situazione ibrida: da un lato c’è davvero la voglia di consumare meno ma meglio; dall’altra ci si illude di consumare meglio ma si consuma di più.

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Spot Tv: arrivano i detersivi ecologici Winni's. Ma si deve fare di più

pubblicato da Marina

detersivi ecologici
Arrivano sul mercato e in Gdo i detersivi ecologici Winni’s prodotti dalla ravennate Madel. Il dato interessante è che sono partiti spot tv, sulle reti più popolari, che veicolano al grande pubblico il messaggio che i prodotti eco sono validi tanto quanto i tradizionali. Finalmente! Il marketing inizia a riconoscere il segmento dei fissati con l’ambiente: smettiamo di essere isteriche hippie con il pallino di salvare il Pianeta con l’ecologia e entriamo di diritto tra i consumatori. Il che ci auguriamo, dovrebbe far sbucare dalla nicchia in cui sono rinchiusi, le centinaia di prodotti naturali fatti con amore da mani spesso artigiane. Però, c’è un rovescio della medaglia: potremmo finire tutti nel gran calderone del greenwashing, ossia di quella patina di verde corretto, apposta sui prodotti finto ecologici, che di corretto ha solo il marketing.

Come venirne fuori e sopratutto come imparare a capire se ciò che stiamo acquistando è davvero un prodotto sostenibile oppure no? Oltre la presenza di marchi quali l’Ecolabel (ma per qualcuno non sono proprio il massimo) c’è da controllare la lista degli ingredienti usati. No, non dobbiamo laurearci tutti in chimica, ma diventare certamente consumatori consapevoli sì. Dunque gli ingredienti di un prodotto, detersivo o cosmetico, si trovano sempre in etichetta o sui siti dei vari marchi. Tecnicamente la lista è chiamata INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients). Attraverso uno strumento che si chiama biodizionario.it messo in piedi da quel genio della chimica che è Fabrizio Zago si cercano i singoli ingredienti. Da lì si capisce quanto un ingrediente possa risultare dannoso per la salute e per l’ambiente grazie all’uso di pallini: verdi, gialli e rossi.

Nel caso della linea dei prodotti Winni’s, che ha ha la gamma riservata al bucato e la gamma riservata alla pulizia della casa inclusi liquido per piatti, polvere per lavastoviglie e brillantante, non è facilissimo procurarsi l’INCI, poiché è necessario possedere il codice a barre. Comunque, grazie al forum di promiseland (una vera miniera di informazioni, assieme a saicosatispalmi.it per chi desidera conoscere seriamente la chimica dei cosmetici e dei detersivi) mi sono procurata il codice a barre e ottenuto la lista dell’INCI per il detersivo per lavatrice liquido venduto nella confezione da 3l a circa 5,90 euro. I risultati li trovate dopo il salto.

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