Comincia oggi a Barcellona il Mobile World Congress, il congresso internazionale dedicato alla telefonia mobile e alle nuove tecnologie. Per questa edizione, la fiera ha intrapreso una serie di iniziative verdi.
La prima è stata la decisione di eliminare completamente la carta dalla sala del Centro Media, preferendo una soluzione di comunicazione virtuale basata su tecnologie online per lo scambio di informazioni e materiali stampa. Per quanto riguarda tutti i materiali promozionali, le stampe sono avvenute in loco e su carta riciclata. Il Congresso invita, inoltre, tutti i visitatori della fiera a scaricare la guida in formato digitale e a eseguire la raccolta differenziata per portare il proprio contributo nella riduzione delle emissioni dell’evento e collaborare con l’ente fiera per lo smaltimento dei rifuti.
Tutti i tappeti usati per gli allestimenti delle corsie della fiera saranno riciclati e trasformati in pannelli per l’isolamento acustico alla fine dell’evento, con una riduzione pari a 20 tonnellate di rifiuti da smaltire. In più, il Congresso s’impegna a presentare e promuovere tutte le soluzioni innovative e a basso impatto nel campo della telefonia mobile.
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Tra pochi giorni, l’11 febbraio, a Salvador de Bahia avranno inizio i festeggiamenti per il Carnevale brasiliano 2010, quest’anno un po’ più attento all’ecologia.
La Petrobas, azienda brasiliana che si occupa dell’alimentazione dei carri, ha annunciato che i generatori elettrici ed i camion che ospitano gli amplificatori, saranno alimentati con biodiesel. Secondo l’azienda, ciò comporterà una riduzione delle emissioni tra le 10 e le 15 tonnellate.
A contribuire all’impatto minore del Carnevale 2010 di Bahia, ci pensa anche l’amministrazione comunale, che ha annunciato che tutti i costumi e le maschere di Carnevale saranno ecologici e realizzati con materiali riciclabili, così come lo saranno i milioni di bicchieri di carta utilizzati nei giorni di festa. Speriamo che qualcuno si occupi anche della raccolta differenziata e di smaltire i rifiuti della festa dei costumi, dei carri e delle luci; noi intanto, apprezziamo l’esempio di Bahia.

Gli italiani sognano una casa ecologica, sostenibile e passiva. Infatti secondo un sondaggio condotto da Casa.it, il 62,9% del campione di 800 persone intervistate negli ultimi mesi del 2009, dichiara che vorrebbe come casa una costruita secondo i principi della bioedilizia e il 68,4% la vorrebbe in legno e calcestruzzo. Ma c’è un dato più generale che sorprende e è il seguente: il 43,6% degli intervistati sceglie i prodotti o i beni in base alla sua ecosostenibilità, fattore determinante per il 53% con il rapporto prezzo/risparmio
Purtroppo la realtà però non premia le buone intenzioni, infatti il 58,4% non abita in edifici ecocompatibili; il 32,8% abita in case parzialmente o integralmente costruite secondo principi di eco sostenibilità, ma il 56,8% prevede di ristrutturare la propria casa per risparmiare energia mentre il 17,5% ha già terminato le ristrutturazioni. Però gli intervistati si dicono attenti all’ambiente, tanto che il il 67,3% dichiara di effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti, il 59,6% di usare lampadine alogene, fluoro-compatte o LED, il 56,3% usa elettrodomestici di classe A, il 47,4% serramenti a elevato isolamento termoacustico e il 40,4% caldaie a condensazione. Sono ritenuti interessanti i prodotti della domotica come interruttori intelligenti, timer ecc. Inoltre il 29,5% punta su articoli di elettronica di consumo ecosostenibili, il 6,6% sceglie tessuti bio mentre il 15,6% sceglie materiali riciclabili o riciclati come come alluminio, vetro e plastica e il 21,3% acquista oggetti ecologici verniciati a acqua.
Infine l’indagine condotta da Case.it ha sondato anche il campo delle certificazione energetiche, obbligatorie dal luglio 2009. Ebbene, risulta che solo il 19,4% degli immobili in vendita ne è provvisto, al 28,8% è stata assegnata la Classe A, solo il 6,6% è dotato di un impianto fotovoltaico, il 5,9% di pannelli solare vetro-vetro e lo 0,8% di un impianto mini-eolico.
Via | Comunicato stampa
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Il Natale si avvicina e la ricerca dei fatidici regalini si fa sempre più impellente. A tal proposito e per quel che riguarda possibili idee ecologiche per i bambini più piccoli mi ha particolarmente incuriosito l’idea dei giocattoli sostenibili messa a punto dalla Synthesis SCS. Si tratta, fanno sapere i responsabili della società, di giochi sicuri al 100 % e ad alta sostenibilità ambientale. Le linee di produzione sono due: l’arca di Noè e il cavallo a dondolo.
L’arca è realizzata in multistrato di betulla ed è accompagnata da 10 coppie di animali. Si tratta di un giocattolo di piccole dimensioni (h 20 x l 35 x l 15 cm) che viene consegnato montato, con un imballo di cartone ed un sacchetto di stoffa per gli animali. Il cavallo a dondolo è invece realizzato in multistrato di betulla ed adatto ai bambini dai 18 mesi.
Questi giocattoli hanno la particolarità di essere fatti di legno e con vernici all’acqua e atossiche; inoltre la colla utilizzata per l’assemblaggio dei pezzi è senza solventi e formaldeide. Infine, viene riportato, il cartone dell’imballo è interamente riciclabile. Fra gli aspetti degni di particolare attenzione anche il fatto che siano economici e sociali nel senso che nel processo di lavorazione e assemblaggio sono coinvolti soggetti svantaggiati.
Via | Synthesis-scs.org
Foto | Flickr
L’artista canadese Katherine Harvey è molto famosa per aver realizzato opere artistiche ed ecologiche allo stesso tempo. L’oggetto delle sue composizioni infatti, oltre a normalissimi dipinti, sono contenitori di plastica riciclati, con la quale riesce a realizzare installazioni anche di grandi dimensioni.
Recentemente, in onore dell’Earth Week, con centinaia di bottiglie di plastica riciclate e giochi di luce è riuscita a realizzare un maestoso candeliere, alto 21 piedi(circa20 metri) esposto attualmente al Santiago Calatrava Gallery, nella città di Toronto. L’opera vorrebbe essere una critica all’uso eccessivo di plastica nella società moderna.
Katherine nel 2008 era stata l’ideatrice anche di una cascata “artificiale”, intitolata “Nuit Blanche” di 22 metri di lunghezza, composta sempre di oggetti riciclati.
Via | Treehugger
Foto | katharineharvey
Per guardare questo video, vi consiglio di sospendere ogni altra attività e di concentrarvi su questa presentazione, in lingua francese, della nave da crociera Eoseas in costruzione nei Cantieri STX (ex-Chantiers de l’Atlantique) a Saint-Nazaire. Il gigante a cinque ponti sarà varato, se tutto procede come da calendario, tra cinque anni e consentirà di ridurre i consumi energetici del 50%, nonché di abbattere notelvolmente le emissioni di gas serra.
Sui suoi 305 metri di lunghezza troveranno posto 3400 passeggeri a bordo, cinque ponti, sei vele, su una superficie totale di 12.440 mq. Le vele, saranno usate con il vento forte per la propulsione della nave, mentre se c’è poco vento contribuiranno a ridurre il consumo di carburante. I 1000 mq di pannelli solari forniranno l’illuminazione a bordo.
Ci sarà anche un impianto a GPL e un apporto di aria sotto lo scafo, che dovrebbe ridurre l’attrito di acqua del 17% e contribuire al risparmio di carburante carburante. Infine, sarà costruita con materiali riciclabili. Tutto questo ha un prezzo, non trascurabile, Eosas costa circa il 30% in più rispetto ad un classico transatlantico, ma i suoi sviluppatori sono fiduciosi cnel fatto che sul lungo termine riusciranno ad ammortizzare l’investimento ripagato dal dimezzamento del carburante da impiegare.
Via | France-info
Un’automobile fatta con il bambù è uno dei vari prototipi di auto ecologica e sostenibile che si stanno sperimentando, in questo caso in Giappone all’Università di Kyoto.
Ovviamente l’auto non può essere interamente di bambù, fibra vegetale flessibile e abbastanza resistente da essere usata in molti modi (arredamento, tessuti, parti di prodotti elettronici normalmente di plastica, etc), ma questo prototipo dalle forme curiose perlomeno ricorda come si può fare a meno di plastica e altri materiali sintetici più spesso di quanto si possa pensare.
Via | Treehugger