Il suo nome è Malus sieversii, meglio conosciuta come mela di Eva e ha 65milioni di anni portati benissimo. E’ fortissima tanto che non necessita di nessuno dei 35 pesticidi o composti chimici usati per le altre mele. E’ nata nel cuore dell’Asia, in Kazakistan, ai piedi del Tian Shan, le Montagne celesti, vicino la frontiera cinese.
Ma questa meraviglia della Natura dopo aver superato l’impossibile rischia di estinguersi a causa della deforestazione. A lanciare l’attenzione sulla mela fossile vivente una mostra Le jardin d’Eden che si tiene fino al 5 marzo a Parigi al Parc de Bercy. La manifestazione è stata organizzata dall’ Association Alma e da Catherine Peix fotografa e regista che vuole invitare gli scienziati a farsi avanti per tutelare e incrociare la mela con altre varietà. Peix espone perciò le sue splendide foto e viene anche proiettato il suo documentario Les origines de la pomme ou le jardin d’Eden retrouvé.
Via | Blog Paris, Bio addict
Foto | Blog Paris
Ma è veramente privilegio di un’élite usare i detersivi biologici? Oppure si può ripensare un diverso modo di detergere, con un occhio all’economia e uno all’ambiente?
Da queste domande nasce la guida “Detersivi bioallegri” (ed.Emi) dopo che dal 2005 un gruppo di persone, proveniente dalle più disparate esperienze, ha iniziato a scambiarsi idee sul modo di pulire sia l’ambiente sia la persona, partendo dal concetto di rispetto. E iniziando un vero e proprio laboratorio dove sperimentare le “pozioni magiche detergenti”.
Ne è venuto fuori prima un sito biodetersivi che accompagna il lettore e futuro utilizzatore delle “pozioni” alla riscoperta degli ingredienti più umili: aceto, bicarbonato, succo di limone e acqua bollente. Possono sembrare i rimedi della nonna. E in parte lo sono, tranne che per la consapevolezza che è tutto scientificamente provato.
Finalmente un primo esempio in Italia di spesa a Km zero. Lo mette in atto il Politecnico di Torino che per rifornire la sua mensa riservata al personale docente e non, sceglie di acquistare i prodotti presenti sul territorio.
Menu a Km Zero è promossa da Politecnico, CIR food, Coldiretti e riguarda la ristorazione con prodotti tipici regionali e stagionali. E per la presentazione del progetto è stato offerto un menù tipo: risotto al Castelmagno, coniglio al civet e frittata ai porri; mentre Coldiretti ha allestito il tavolo delle mele offrendo mele golden, mele delizia, succo di mela filtrato e non, mele essiccate al naturale e alla cannella.
In questo modo si abbattono i costi di trasporto e logistica dei prodotti agroalimentari, voci che incidono sul fatturato delle imprese di produzione per oltre il 30%. I ristoranti propongono piatti con i sapori della terra d’origine, garantiti e rintracciabili attraverso un’etichetta che ne certifica la provenienza, perché offerti dai produttori agricoli del luogo.
Continua a leggere: Al Politecnico di Torino si mangia a km zero
Nel suo frutteto di 120 ettari nel Michigan, Jim Koan aveva un problema con un terribile scarafaggio, il plum curculio che depositando le uova nella pianta infestava e segnava definitivamente la sua piantagione di mele. Il sistema che ha adottato è semplicissimo e 100% naturale: il maiale mentre grufola, scova le prime mele marce che cadono agli inizi di luglio, periodo in cui le larve hanno 10-12 giorni e vivono tranquillamente all’interno della mela distruggendola completamente prima di uscire e riprodursi. Il lavoro del maiale è quello di pulire la piantagione mangiando quelle cadute, digerendo lo scarafaggio ed evitando l’infestazione.
Il tentativo di Koan è ammirevole, visto che nasce dal veto dell’agenzia Usa per la protezione ambientale verso il Guthion, pesticida molto potente dannoso sia per l’ambiente che per chi lavora nei campi. L’idea dei maiali è stata frutto di un lungo processo: per pulire le mele cadute del frutteto in estate ha provato con i polli, ma i cani del suo vicino li hanno usati come pranzo.
Non si è perso d’animo ed ha provato con una grossa faraona, che ha fatto un ottimo lavoro fino a quando gli uccelli rapaci hanno deciso di farne il loro picnic estivo. Poi però Koan si ricordò dei consigli del nonno e liberò un paio di maiali. Oggi da un cinghiale e tre scrofe ha 27 maiali per pulire il frutteto dalle mele marce. A giugno scorso ha diviso il frutteto in tre settori ed insieme ai ricercatori ha dimostrato che gli animali da salsiccia svolgono con efficienza il loro compito (98% delle mele marce raccolte).
Jim Koan ha 60 anni ed ha rilevato la fattoria del padre dove oggi con i finanziamenti statali porta avanti questo tipo di studi, per permettere anche ai suoi colleghi di offrire prodotti biologici a prezzi contenuti. Il suo esperimento potrebbe rivelarsi una buona idea per tutti gli agricoltori del settore, che potranno beneficiare di concime naturale mentre viene “disinfettata” la piantagione.
Via | Foxnews
Foto | beelden zeggen meer