Speravamo che il problema potesse essere arginato alla sola Cina, le notizie di oggi rivelano invece il contrario.
Raggiunto da Rainews 24 il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia conferma il maxi sequestro di 10 quintali di latte adulterato, avvenuto in un capannone a Napoli dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato. “Si tratta - ha detto Zaia, oggi a Radio Anchi’io su Radio Rai - del più grande sequestro mai fatto di latte cinese in Italia”. “La prudenza è tanta perché l’operazione è in corso, ma si parla di latte, carni, pesce e altre cose che non si potrebbero commercializzare e che avrebbero potuto rappresentare un pericolo per i consumatori”, ha dichiarato Zaia.
Negli ultimi tempi si sono registrati diversi sequestri per frodi alimentari. Diventa importante più che mai essere informati sulla provenienza sia dei cibi, sia dei prodotti con i quali sono preparati. Personalmente, diffido sempre dalle confezioni che riportano genericamente l’indiricazione “Prodotto per” senza alcuna menzione riguardo allo stabilimento. Premesso che, come ovvio, i truffatori non si fanno scrupoli nel taroccare le etichette, voi come cercare di mettervi al riparo da queste truffe? Quali consigli vi sentire di dare agli altri lettori?
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L’Olaf (Ufficio europeo per la lotta anti-frode) ha scoperto che nel triangolo Odessa-Ceuta- Ginevra si svolge una delle più grosse frodi agroalimentari ai danni dei consumatori che ha per oggetto il formaggio. Con una buona mano da parte degli italiani.
Il formaggio avariato, in realtà si tratta di semilavorati che non ricevono alcun controllo, viaggia per tre continenti: Asia, Africa e Europa. Dalla Russia, Cina e India arriva al porto di Ceuta in Spagna, circa 500 tonnellate a settimana e finisce attraverso alcuni grossi marchi sulle tavole degli italiani.
Il cuore economico dei vari maneggiamenti, invece, è a Ginevra dove una società off-shore garantisce una fatturazione pulita di tutti i prodotti che arrivano dall’Asia mentre i contratti sono ripuliti da una società Olandese. La merce, sempre la stessa, ma con documenti puliti arriva così a Ceuta, come se fossero partiti dalla Svizzera.
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Mentre monta l’allarme in tutto il mondo per il latte alla melammina che ha già contaminato 53 mila bambini cinesi e ne ha uccisi 4, in Italia proseguono i controlli su tutti quei prodotti importati illegalmente.
Ma i contorni della contaminazione si stanno allargando anche al latte fresco (ne parlavamo qualche post fa a proposito dello yogurt) che ha visto la presenza di melammina in circa il 10% dei campioni prelevati da China Mengniu Dairy, Bright Dairy & Food e Inner Mongolia Yili Industrial Group i tre gruppi più importanti per la produzione fresca e che coprono il 60% del mercato cinese.
Ad essere sotto accusa, per la contaminazione del latte fresco, sono i fertilizzanti e i pesticidi nelle cui molecole compare proprio la melammina.