Dopo il Piemonte si defilano anche la Toscana e la Puglia e fanno sapere che non vogliono che sul loro territorio siano installate le centrali nucleari.
Ha dichiarato Erasmo D’Angelis, presidente della Commissione Territorio e Ambiente del Consiglio Regionale:
Il Governo sappia che la Toscana non prevede l’installazione di centrali sul territorio regionale che sfruttino l’energia atomica. Il nostro futuro energetico non si costruisce riportando in vita i più pericolosi dinosauri, ma con una politica industriale e per l’occupazione centrata sul ricorso massiccio alle rinnovabili e con la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, che vede nel metano un carburante di transizione. Per questo la Toscana, con il suo Piano Energetico, ha pronunciato un No chiaro a eventuali localizzazioni sul nostro territorio. A ventitré anni da Cernobyl nessuno dei problemi di allora è stato minimamente risolto: dallo smaltimento delle scorie radioattive alla sicurezza degli impianti e ai costi altissimi che lo rendono improponibile e che hanno spinto anche gli Stati Uniti di Obama a farne a meno e a puntare decisamente sull’eolico e il solare.
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Mi è arrivato un Comunicato dalla Regione Piemonte che dice che loro non sono disponibili ad ospitare una centrale nucleare. Scrive la Presidente Mercedes Bresso:
Non vogliamo nucleare in Piemonte. In un quadro nazionale preoccupante sulle culture energetiche, il Governo dichiara di voler costruire 4 centrali nucleari di quarta generazione con la Francia in progettazione paritetica. Il Piemonte non ci sta e mantiene ferma la sua proposta: investire nelle energie da fonti rinnovabili per sostenere lo sviluppo, rilanciare l’economia, ridurre i consumi, proteggere l’ambiente. Oggi infatti, come dimostrano le scelte fatte da tutti i Paesi avanzati nel mondo, che riducono il nucleare e potenziano ricerca ed energie rinnovabili, le soluzioni sono altre. Il nostro no, lo sottolineiamo, riguarda anche lo scenario economico, non solo quello ambientale. Il Piemonte ha iniziato questo cammino un anno fa, producendo così opportunità di lavoro e miglioramento della qualità del nostro territorio.
Sindrome N.I.M.B.Y.? Sembrerebbe di no, infatti aggiunge Andrea Bairati, assessore regionale all’Energia che a questo punto andrebbe rifatto un referendum per conoscere la volontà degli italiani: Dopo il salto la dichiarazione.
Viene consegnato il prototipo di Fiat Phylla a Mercedes Bresso, Presidente della Regione Piemonte tra i finanziatori del progetto. E’ un auto elettrica con pannelli fotovoltaici e sarà in uso come auto aziendale dal 2010.
Un altra Regione, la Sardegna, affronta affanni più preoccupanti: si dimette Renato Soru dalla carica di Presidente a causa di voti contrari, in seno a colleghi di partito, dell’approvazione della estensione della legge salvacoste, che mirava a controllare l’edilizia sull’Isola verde.
E si dimette anche Mario Di Carlo Assessore ai rifuti della Regione Lazio che dopo l’inchiesta di Report e un fuori onda alla sua intervista molto compromettente e non solo per i turpiloqui pronunciati, deve lasciare la poltrona.
Guido Bertolaso, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio in veste di Capo della Protezione civile mette in guardia dal rischio idrogeologico in atto nel 77% dei 1500 Comuni del nostro Paese e chiede che gli Enti locali usino meglio i soldi rinuciando a qualche sagra ma mettendo in sicurezza il territorio.
Infine la Corte Costituzionale riconosce che non si deve pagare la tassa per il filtraggio delle acque reflue se non è presente il depuratore.
Foto | TvBlog
Vi ricordate di Phylla l’auto a energia solare progettata da Fiat? Ebbene oggi c’è stato il primo test drive del primo prototipo.