
Il ragionamento è semplice: se i rigassificatori realizzati saranno in numero adeguato al fabbisogno di gas, allora il prezzo del metano e di conseguenza la bolletta oscilleranno come da mercato. Ma se dovessero essere costruiti rigassificatori oltre la soglia di necessità allora il prezzo del metano aumenterà poiché i costi di mantenimento saranno prelevati dalla bolletta. Ad oggi, in Italia si prevedono 13 rigassificatori, contro i 6 in Europa e i 6 degli Stati Uniti. Come mai questa incessante voglia di rigassificatori?
La denuncia relativa alla richiesta di costruzione di un rigassificatore offshore nelle Marche è anche oggetto di una lettera lunga 23 pagine, inviata al Ministero per l’Ambiente, Ministero per i Beni culturali e Regione Marche, dalle associazioni Comitato Quartiere Villanova Falconara M.,Comitato del quartiere Fiumesino Falconara M. e Ondaverde che vedono nell’art. 13 Titolo IV- incentivi alla realizzazione di nuovi terminali della Delibera 178/05 emanata dall’Autorità per l’Energia, la chiave di lettura, poiché:
assicura, anche in caso di mancato utilizzo dell’impianto, la copertura di una quota pari all’80% di ricavi di riferimento RLC. Tale copertura è riconosciuta dal sistema tariffario del trasporto e ha durata per un periodo di 20 anni.
Che cosa vuol dire? Che se non c’è metano da rigassificare, il gestore incasserà comunque.
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