L’ENEA ha realizzato un nuovo studio di ricerca, in collaborazione con le Ferrovie dello Stato, per quantificare le emissioni di CO2 con differenti mezzi di trasporto. I risultati, com’è in questo caso lecito attendersi, premiano il treno, non essendo infatti la prima volta che si mettono a punto simili ricerche. Al di là della ovvietà del risultato è comunque curioso leggere i dati e i percorsi di riferimento. La ricerca è stata compiuta sulle due tratte “Napoli-Milano” e “Roma-Venezia” mettendo a confronto il treno, l’aereo e l’automobile.
Sulla base dei dati di traffico dei servizi ferroviari ed aerei è venuto fuori il netto risparmio di emissioni di CO2 se si utilizza il treno rispetto alle altre modalità di trasporto. E’ emerso che sulla tratta Milano-Napoli al viaggiatore in treno sono imputabili appena 31 Kg di CO2 contro, che rappresentano meno della metà delle emissioni dovute con un viaggio in auto (76 Kg) e ben un quarto rispetto ad uno in aereo (115 kg) .
In questa collaborazione ENEA ha inoltre verificato l’efficienza del software EcoPassenger, l’utility delle Ferrovie dello Stato che consente di calcolare e raffrontare online l’impatto ambientale del proprio viaggio in treno rispetto ad un’equivalente tratta percorsa in aereo o auto.
Via | Euromobility
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La fotografia scattata dall’Istat a proposito degli Indicatori sui trasporti urbani 2008 nei 111 capoluoghi di provincia fa emergere una crescita del trasporto pubblico, con un aumento di mezzi pubblici a disposizione, aree pedonali, parcheggi di scambio, isole pedonali e piste ciclabili.
Ecco cosa scrive Istat:
La domanda di trasporto pubblico urbano (numero di passeggeri per abitante) è cresciuta del 2,2% rispetto al 2007. Gli aumenti hanno riguardato, in particolare, il numero di autobus per abitante (+2,9%), i posti-km (+1,3%), ossia il numero di posti offerti agli utenti dai mezzi di trasporto pubblico, la densità delle reti percorse dagli autobus (+1,4) e la densità di fermate (0,6%). Nei comuni capoluogo di provincia sono state create nuove aree pedonali (+2,9% rispetto al 2007) e sono state ampliate le zone a traffico limitato (+2,1%). In aumento dello 0,4% anche la disponibilità degli stalli di sosta in parcheggi di scambio, volti a favorire l’uso del mezzo pubblico nel centro cittadino, mentre sono risultati in calo dell’1,8% gli stalli di sosta a pagamento (Figura 3). Da segnalare , infine, l’incremento, pari all’8,6%, della densità delle piste ciclabili.
La percezione però, per chi vive in una metropoli, è nettamente opposta.
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Acquistare prodotti e alimenti a chilometri zero è una delle indicazioni più importanti data al fine di ridurre le emissioni di CO2. Ecoblog già in altre occasioni ha dato voce a coloro, nel caso la CIA, Confederazione italiana agricoltori, che sostengono che non sia questa la giusta strada per contribuire alla riduzione di emissioni di CO2.
Della medesima opinione la Confeuro che in un comunicato stampa a propositi della paventata iniziativa del Governo di incentivare tutti quei prodotti agricoli commercializzati entro i 70 Km dal luogo di produzione scrive:
La Confeuro ritiene la misura un’ulteriore danno ad un comparto agro-alimentare già duramente colpito dal proseguire della crisi economica. L’iniziativa del Governo porterà l’esecutivo ad aumentare le tasse dei cittadini, fonte economica necessaria per convincere gli imprenditori agricoli ad arare terreni da usare per una vendita di 70 km al massimo. Se l’operazione fosse stata conveniente gli attori del settore l’avrebbero già realizzata, e se ora decidessero di farlo sarebbe solo per ottenere i finanziamenti governativi, ovvero dei cittadini italiani. E’ inoltre importante sottolineare che una procedura di questo tipo incrementerebbe a dismisura la mole di mezzi di trasporto nelle piccole zone rurali, rappresentando un vero e proprio schiaffo al simultaneo vertice ambientale in corso a Copenaghen.
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Poco tempo fa uno dei nostri autori riportò un’interessante notizia circa la presentazione, a Roma, di una nuova tecnologia di bus elettrici capaci di ricaricarsi durante le fermate del loro percorso. In riferimento a quel post è interessante la notizia che arriva da Shanghai dove questi mezzi di trasporto, qualche mese fa, sono stati introdotti su una linea di trasporto pubblico della città.
Questi autobus hanno la particolarità di essere alimentati da supercondensatori al carbone attivo, detti ultracapacitor. Andiamo a vedere le caratteristiche. Gli ultracapacitor esistono da una quarantina d’anni, tuttavia, a causa delle loro dimensioni troppo grandi, non si è mai riusciti a trovare applicabilità nel settore trasporti almeno sino a quando il Mit di Boston, dopo un lungo programma di ricerca e sviluppo, ne ha diminuito le dimensioni e migliorato l’efficienza, rendendone di fatto possibile la produzione a livello industriale.
I problemi però non sono stati completamente risolti. Vi è infatti da sottolineare il fatto che la batteria ideale, capace di rispondere a tutte le esigenze possibili probabilmente ancora non esiste, e, quella utilizzata nei bus di Shanghai, non è sicuramente da meno. Basti pensare che gli ultracapacitor non sono in grado di accumulare molta energia avendo una densità energetica circa 40 volte inferiore rispetto ad una normale batteria al litio (la stessa che troviamo nei comuni telefonini), oltre scaricarsi abbastanza rapidamente (basti pensare devono essere ricaricati ogni tre km).
Continua a leggere: A Shanghai un servizio di bus capaci di ricaricarsi alla fermata

A Berlino la prostituzione è legale, e le prostitute dei bordelli tedeschi sono note in tutta Europa per le loro particolari iniziative: prima c’è stata la rivolta per il diritto a guadagnare sull’uso della propria vagina, adesso arriva la rivoluzione verde con lo sconto per i clienti che scelgono mezzi di trasporto ecologici.
La crisi ha colpito anche l’industria a luci rosse, che coglie l’occasione per tingersi di verde, offrendo una versione ecologica del sesso a pagamento: tutti i clienti che si recheranno nei bordelli berlinesi in bici o con l’autobus, avranno diritto ad uno sconto di 5 euro.
Il sistema sembra funzionare alla grande: lo sconto di 5 euro o la promozione dell’uso di mezzi ecologici ha portato 5 nuovi clienti al giorno nelle stanze del circuito a luci rosse. Che con questa virata ecologica le prostitute siano riuscite a conquistare anche gli amanti verdi o semplicemente quelli più al verde?

E’ possibile misurare, in maniera credibile, il proprio impatto sull’ambiente circostante? Il National Geographic dice di sì, dopo aver impiegato due anni per creare il suo indice Greendex, che cerca di verificare se facciamo abbastanza come singoli e famiglie.
Lo studio consiste di due parti: la prima contiene i dati di 19 paesi, tra cui non c’è l’Italia, con una “classifica” guidata da indiani e brasiliani, che hanno un minore impatto sull’ambiente, rispetto ad esempio a spagnoli e inglesi, perché inquinano di meno, bevono meno acqua minerale, comprano prodotti locali e di stagione, usano meno mezzi di trasporto privati, hanno case più adatte all’ambiente circostante e riutilizzano tutto, preferendo regalare gli oggetti piuttosto che buttarli.
Continua a leggere: Misura quanto sei ecologico con l’indice Greendex

Il grafico, realizzato da Sightline, riporta i dati relativi alle emissioni di CO2 dei diversi mezzi di trasporto, dalla macchina all’aereo, passando per l’autobus.
Il grafico riporta anche i diversi valori, relativi allo stesso mezzo di trasporto, tenendo in considerazione la presenza di passeggeri (macchina solo autista vs macchina con passeggeri), mettendoli in relazione con le emissioni di CO2 per persona per miglio. Considerando che 1 miglio corrisponde a circa 1,6 km, qual è la strategia, e quale il mezzo migliore per ridurre il vostro impatto nei trasporti quotidiani? In alternativa, per calcolare quanto un viaggio può inquinare, potete seguire i consigli di Marina e approfondire l’argomento.

Qualche giorno fa le Ferrovie dello Stato hanno annunciato con una direttiva, che a bordo dei loro treni sarà vietato l’accesso a cani e gatti il cui peso supera i 6 chili. Tutti gli altri animali, di peso inferiore, potranno viaggiare nelle loro gabiette se accompagnati da un certificato che attesti l’assenza di parassitori del loro medico veterinario. Esentati i cani guida per ciechi. (Qui il post di Ecoblog e qui la direttiva FF.SS)
A non essere d’accordo con il criminalizzare gli animali che viaggiano proprio quei veterinari che dovrebbero produrre i certificati sanitari. Ne ho parlato con Gaetano Penocchio Presidente nazionale della FNOVI (Federazione nazionale ordini veterinari italiani) nonché dell’ Ordine dei veterinari di Brescia, che ha risposto alle mie domande via mail.
Il Forest Service di Washington accusa l’associazione Smokey Bear di provocare incendi a causa delle “scintille” che fuoriescono dai loro mezzi di trasporto (ATV o quad). Le accuse sembrano essere pesanti, Don Amador portavoce per il Forest Service ha dichiarato che il modo migliore per la Smokey Bear di prevenire incendi sia quello di starsene a casa invece che salire in sella ai loro quad.
I toni sembrano però smorzarsi ascoltando gli ufficiali del Forest Service, i quali riferiscono che il loro intento non è quello di insinuare che qualsiasi utilizzo dei mezzi ATV causi incendi, ma di limitarne l’utilizzo in quanto le campagne di prevenzione sono molto importanti, soprattutto in periodi ad alto rischio incendi. Jim Bedwell direttore dell’agenzia, comunica che il Forest Service supporta l’uso responsabile di questi mezzi, se utilizzati su strade pubbliche ed inoltre i guidatori dovrebbero utilizzare un arresta scintille.
Via | Boston.com
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Uno dei problemi alla diffusione dei veicoli ibridi è il rifornimento delle batterie. Invece di cercare spazi per i distributori di elettricità per mezzi elettrici o ibridi basterebbe usare la rete già in funzione. In molte città italiane esiste una rete elettrica sospesa sopra le strade, normalmente utilizzata dai filobus. Un mezzo ibrido dotato di pantografo potrebbe connettersi a questa rete per alcuni tratti di strada e sganciarsi per proseguire autonomamente nei tratti non coperti dalla rete.
Il consumo di energia verrebbe contabilizzato da un contatore a bordo del veicolo. L’ideale sarebbe dotare di pantografi i camion delle consegne, che sono dotati di una lunghezza e di una altezza sufficiente ad adagiare lin sicurezza le canne sul tetto del rimorchio quando on le usano. Una vettura per uso privato dovrebbe avere un meccanismo telescopico, non essendo abbastanza lunga per alloggiare sul tetto la canna.
I camion potrebbero anche ottimizzare il loro percorso sfruttando le corsie preferenziali dei mezzi pubblici. Utilizzando un software per calcolare il percorso di questi mezzi si potrebbe arrivare a prenotare le piazzole di carico e scarico, in modo da trovarle libere all’arrivo e da non intralciare la circolazione degli altri mezzi di trasporto pubblici. Vi piace l’idea? Ehehe… l’ho brevettata insieme ad un inventore incontrato alla Agrofer.
Foto | Andreaz