
I cambiamenti climatici costringeranno milioni di persone a lasciare le proprie case a causa dell’innalzamento del livello delle acque, richiedendo così la gestione dei futuri flussi migratori e la disponibilità di nuovi fondi per far fronte alle prime emigrazioni ambientali.
Secondo la relazione presentata a Bonn durante l’incontro per il post-Kyoto, le migrazioni causate dai disastri ambientali possono diventare un fenomeno difficile da gestire, sia in termini di emergenza, che in termini di vastità dei flussi: la stima è di 200 milioni di migranti, a causa dei cambiamenti climatici e di conseguenti disastri ambientali, entro il 2050.
Tra le regioni più vulnerabili, indicate dallo studio, ci sono le isole Tuvalu e le Maldive che stanno scomparendo, le aree secche come il Sahel in Africa e alcune aree del Messico; il Bangladesh, il Vietnam e l’Egitto su cui si trovano i delta di fiumi a rischio.
via | reuters
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Non solo i nostri amici animali che vivono vicini alle città devono guardarsi bene da smog, inquinamento, industrializzazione , etc. Leggo infatti da 02blog che dalla prossima domenica potranno tornare in azione i circa 12 mila cacciatori della provincia di Milano.
Potranno cacciare 3 giorni la settimana fino al 31 gennaio. Ma non solo: per la caccia da appostamento fisso della selvaggina migratoria nei mesi di Ottobre e Novembre, la Provincia di Milano ha deciso di concedere 5 giorni di caccia settimanali, ovvero due in piu’ rispetto al calendario regionale, come se 3 non bastassero. C’è da dire che la caccia sarà vietata nelle zone destinate al ripopolamento della fauna selvatica e sarà consentita solo per determinati animali.
Quello che lascia l’amaro in bocca è il fatto che nella Provincia di Milano, che oggi è poco più grande dell’area urbana milanese, gli animali anzichè essere maggiormente tutelati, debbano “subire” un allargamento dei giorni di caccia.