
A Milazzo il cartellone della pubblicità che vedete in alto ha scatenato decise proteste: “Montami a costo zero”. Lo dice una bella fanciulla messa su un pannello fotovoltaico in posizione pecorina, con tanto di decoltè rosse. In basso a destra viene svelato l’arcano:” Hei, parliamo di fotovoltaico”.
La pubblicità, come era ovvio, ha scatenato le ire delle donne, il cui corpo ancora una volta viene usato per vendere prodotti. La protesta si è aggregata dai blog fino a facebook e l’azienda con mille scuse ha provveduto a ritirare i cartelloni pubblicitari incriminati.
Foto | Femminismo a Sud
Sicilia, terra di raffinerie e di automobilisti inferociti. Il caro benzina non risparmia neanche la regione che ospita i poli petrolchimici di Gela, Augusta-Priolo-Melilli e Milazzo dai quali, litro più o litro meno, esce un buon terzo dei carburanti che girano in Italia. Un tempo si arrivava a superare il 40% ma, ultimamente, con la crisi e con le delocalizzazioni anche questo settore sta abbandonando la Sicilia.
Restano, però, le imponenti raffinerie e il loro impatto ambientale non solo sull’aria ma anche sulle falde acquifere e sui terreni, pesantemente colpiti dall’inquinamento da idrocarburi. Resta anche il fatto che, posti di lavoro a parte, alla Sicilia su benzina e diesel non è mai stato concesso un solo centesimo di sconto e, in questi giorni, si registra persino un aumento rispetto alla media nazionale e ad altre regioni italiane.
Ha fatto due conti il Quotidiano di Sicilia, che riporta qualche prezzo. Ad esempio quello della benzina verde: