
GreenMe, magazine ecologico, stila ogni anno la classifica dei personaggi più influenti per quanto riguarda l’Ambiente in Italia. A sorpresa, il Personaggio Ambiente 2009 è Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia.
Al secondo posto c’è Milena Gabanelli, conduttrice di Report, apprezzata per la serietà e l’intraprendenza con cui racconta all’Italia scandali ed inchieste a livello ambientale e non solo. Al terzo posto ci sono i due conduttori di Caterpillar, Massimo Cirri e Filippo Solibello, promotori di M’illumino di meno.
Al sondaggio online per eleggere il personaggio più influente in materia ambientale per il 2009 hanno partecipato 2279 utenti. Giulio Tremonti si è aggiudicato il primo posto con 335 voti, perché avendo in mano le casse dello stato, può decidere quale settore incentivare o finanziare.
Primo il Ministro dell’Economia, mentre al secondo e terzo posto tra i personaggi più influenti per l’ambiente ci sono operatori dei media che vengono ritenuti opinion leader e considerati come i reali portavoce dell’ecologia in Italia. E il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo? Si trova al decimo posto, esattamente a metà della classifica di GreenMe. Anche voi avreste eletto Tremonti Personaggio dell’Ambiente? Pensateci bene, perché domani toccherà a voi eleggere il personaggio più influente del 2009.
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Via mail mi è arrivato l’appello della Redazione di Report, che evidentemente lavora anche d’estate, a proposito della prossima edizione del programma presentatato da Milena Gabanelli. Sono alla ricerca di volontari nelle province di Forlì e Cesena che li aiutino a testare il consumo degli elettrodomestici quando sono in stand-by.
Scrivono nella mail:
Nella prossima edizione, per la rubrica delle goodnews, ci occuperemo di come abbattere drasticamente i consumi elettrici domestici. Grazie al contributo di alcuni tecnici di fiducia abbiamo verificato l’impatto sui consumi globali domestici degli elettrodomestici in fase di stand-by. Non si tratta soltanto del consumo dei vari led, che tutto sommato è piuttosto marginale. Ad esempio abbiamo verificato che un condizionatore spento continua a consumare circa 50W, uno stereo portatile circa una trentina e così via. Adottando le precauzioni necessarie abbiamo verificato come sia possibile ridurre i consumi domestici anche del 30%. Per documentare questa semplicissima fonte ecologica di energia che e’ il risparmio, nel corso dell’estate saremo in giro nella provincia di Forli’ e Cesena con un tecnico di nostra fiducia per monitorare nelle case il consumo degli elettrodomestici in stand by, verificare sulle bollette i consumi energetici passati, dare tutte le istruzioni per ridurli e poi tornare dopo un mese a verificare l’andamento. Cerchiamo volontari disposti ad aprire la porta di casa alla nostra redazione e a collaborare con noi in questa sperimentazione.
Se qualcuno desidera partecipare alla sperimentazione e possiede i requisiti può rispondere via mail a report@rai.it. E nell’attesa che vada in onda la puntata di Report, magari con l’aiuto di qualche lettore di Ecoblog, chi di voi adotta già delle soluzioni di risparmio energetico e in che modalità?
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Archiviata l’edizione 2009 di Report, e in attesa della nuova che partirà su RaiTre il prossimo ottobre, Milena Gabanelli passa alla promozione di Ecofollie (ed. Rizzoli, € 21), un cofanetto con libro + Dvd, di cui ha curato la prefazione e firmato da Sigfrido Ranucci, Paolo Mondani, Michele Buono e Piero Riccardi, autori di tre inchieste (peraltro i video sono disponibili sul sito): L’eredità, L’oro di Roma, Il piatto è servito, che affrontano la questione delle scorie nucleari seppellite in Italia e in attesa di essere smaltite, della questione rifiuti a Roma, inchiesta che causò le dimissioni di Mario Di Carlo assessore all’ambiente alla Regione Lazio e la concezione dell’agricoltura moderna che aumenta la produzione ma non la qualità.
Dice la Gabanelli a proposito delle scorie nucleari:
In Italia si parla di nucleare e non di rifiuti, nel nostro paese sembra impossibile trovare i luoghi dove portare le scorie, nessuno le vuole. Perché in Francia e in Germania li trovano? Perché si muovono coinvolgendo le popolazioni locali, non le escludono dai controlli in modo da rassicurarle. Da noi si mettono in agenda le conferenze Stato/Regioni, è giusto, ma se non vengono coinvolti i cittadini nascono i comitati del ‘no ad ogni costo’, spesso controproducenti.
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Domani sera su Rai3 Milena Gabanelli presenterà una puntata molto particolare di Report, dall’emblematico titolo: “Carne”.
Infatti, Michele Buono e Piero Riccardi affronteranno l’impatto della zootecnia sull’ambiente. Molto di questo impatto dipende dalle nostre scelte alimentari e cioè più mangiamo carne più l’ambiente ne risente. Vi lascio di seguito la sinossi:
In Italia siamo 60 milioni di abitanti e consumiamo circa un centinaio di chili di carne a testa, per lo piu’come in Europa e negli Stati Uniti. E così per soddisfare i nostri appetiti macelliamo circa 500 milioni di polli all’anno, 4 milioni di bovini e 13 milioni di suini, ma siccome non ci bastano il resto lo importiamo. Ma sul pianeta Terra viviamo in 6 miliardi e mezzo e già adesso in molti muoiono di fame, altri che la carne la vorrebbero ma non possono permettersela. Tra qualche anno diventeremo 10 miliardi, si potrà produrre carne per tutti? C’è chi dice che sarebbe il suicidio del pianeta. Fao, Onu, Ipcc avvertono che il 18% dei gas serra che alimentano i cambiamenti climatici sono frutto degli allevamenti, che battono tutte le altre attività umane, comprese le emissioni dell’intero parco auto del pianeta. Per produrre un chilo di carne di bovino si consumano 15.000 litri di acqua e cereali per dieci volte il peso dell’intero animale - cereali che potrebbero sfamare molte piu’ persone - Non basta. Più della metà degli antibiotici prodotti sono usati per uso zootecnico. Le malattie negli allevamenti intensivi aumentano, ma poi aumentano anche ceppi di batteri resistenti agli antibiotici e le malattie umane da benessere come le patologie coronariche, il diabete, l’ obesità che derivano anche da eccessivo consumo di alimenti animali. Senza contare il problema della montagna di liquami ed escrementi che inquinano le acque e non sappiamo più dove mettere.
Il paradosso eè che più si produce carne a basso costo, grazie a questo modello di allevamento industrializzato, e più aumentano i costi per l’ambiente, e l’agricoltura è la prima vittima di un paradigma economico che non regge più. Eppure le soluzioni ci sarebbero, andrebbero peroòattuate subito, prima che sia troppo tardi.
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Sto seguendo con grande interesse la vostra discussione in merito alla puntata di domenica di Report dedicata al nucleare.
A me quello che ha colpito dell’inchiesta è stato il concetto di tarlo energetico: ossia, adottare piano piano delle scelte che lentamente bucano un sistema, espandendosi a macchia d’olio. In fondo oltre tutti i progetti futuri, abbiamo a disposizione soluzioni più semplici e immediate per renderci un po’ più indipendenti dagli idrocarburi, risparmiare e inquinare meno.
Come dice Milena Gabanelli nella puntata in questione:
Per fare tutto abbiamo bisogno di 1000 kW contro i 5000 previsti dal sistema. In mezzo 4000 kW di spreco. Per eliminarli dovremmo cambiare paradigma e passare all’idea del consumo di una merce a quella dell’utilizzo di un servizio.
Rifondare la Società verso una decrescita non legata ai PIL, ma al benessere dell’individuo? Partendo da soluzioni semplici semplici? Ne parlavamo due anni fa, su ecoblog, dell’iniziativa adotta 1 kW e da allora Solare Collettivo ne ha fatta di strada. Dell’esperienza è stato realizzato un documentario che viene portato in giro a quanti ne fanno richiesta.
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Stasera non mi perderò per niente al mondo la puntata di Report su Rai3, perché Milena Gabanelli la dedica completamente alle centrali nucleari e alle scorie nucleari con i servizi firmati da Michele Buono e Piero Riccardi . Ecco la sinossi:
Alla fine si tratta solo di riscaldare acqua per far girare delle turbine che devono produrre elettricità. Ma non è che è esagerato mettere in moto una reazione nucleare per fare l’acqua calda? E’ pericoloso? Conviene realmente? Si può fare diversamente? La Storia comincia nel 1953 e le intenzioni erano ottime: atomi per la pace ? diceva Eisenhower ? sottrarre l’atomo al controllo militare e usarlo per fare l’elettricità. Andò tutto bene per molti anni, poi successe quello che non doveva succedere: gli incidenti. Sellafield, Three Miles Islands, Chernobyl. E fu così che cominciò un lento declino del sistema. Nel 2002 l’ultima punta massima di produzione elettronucleare. Nel mondo i reattori sono 436: 8 in meno rispetto al 2002. Stanno invecchiando e nessuno si affretta a rimpiazzarli. Dal 1979 negli Usa non sono state più costruite centrali nucleari. Bush aveva promesso un rilancio dell’elettronucleare ma non se ne fece niente: l’investimento troppo rischioso per le banche e i soldi pubblici in giro ce ne sono pochi per via della crisi. Barak Obama taglia gli incentivi all’atomo e punta su rinnovabili e efficienza energetica. Stessa cosa fa la Germania dove una legge del 2002 stabilisce che non si costruiscono piu’ centrali e i reattori esistenti man mano che giungono a fine vita si spengono. Intanto pero’ si devono ancora fare i conti con le scorie. Di quanto costi poi il nucleare in termini di salute delle persone sembra meglio non parlarne. L’azione dell’Oms è blindata da un accordo del 1959 con L’AIEA (Organizzazione internazionale per l’energia atomica) che a sua volta dipende dal Consiglio di sicurezza dell’Onu: in poche parole quello che sappiamo degli effetti del nucleare sulla nostra salute dipende dagli interessi dell’industria atomica. E la Francia con 58 reattori? Non è per niente indipendente per quanto riguarda l’energia e i problemi sul territorio sono tanti. Ma l’industria nucleare ? francese, americana ? è sempre in piedi e preme da tutte le parti per costruire. In Italia si sta parlando di rinascimento nucleare, ci siamo affidati ai francesi perchè ci hanno detto che le loro centrali sono le piu’ sicure, è vero? E poi quando saranno terminate la nostra bolletta elettrica sarà veramente più bassa?
Qui trovate il promo.
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Dopo il servizio di Report L’oro di Roma di Paolo Mondani, andato in onda ieri sera su Rai tre, Mario Di Carlo Assessore regionale alla casa con delega ai rifiuti è andato dal Presidente Marrazzo a consegnare le sue dimissioni.
Dice Milena Gabanelli nella presentazione del servizio:
Il 24 giugno di quest’anno la regione Lazio finalmente esce da una situazione di emergenza con un piano rifiuti nuovo di zecca. La commissione europea era sul punto si sanzionare l’italia perché l’ultimo piano rifiuti mancante era proprio quello della regione Lazio. Per farlo nel 99, era stato nominato un commissario, e gli era stato dato un anno di tempo. Ce ne sono voluti 9, e sono stati nominati anche un subcommissario, tre vicecommissari e un commissione scientifica. Per finanziare interventi che dovevano migliorare i sistemi di raccolta differenziata e portarla entro il 2003, come previsto la legge, al 35% sono stati spesi 64 milioni di euro, a fine 2007 invece si arriva solo al 14%, contro il 42% della Lombardia. In compenso Roma possiede la discarica più grande d’Europa, e le discariche più sono grandi e più rendono. Paolo Mondani ci racconta chi è il proprietario della discarica e come riesce a farla fruttare.
Di Carlo ha detto:
Oggi alle 17:30 riconsegnerò al presidente Piero Marrazzo la delega sui rifiuti. La situazione non permette che deleghe così importanti siano gestite da un ingenuo. La trasmissione mi dipinge come un volgare maneggione probabilmente anche corrotto. Sono una persona onesta, sono solo un ingenuo.
Via | Provincia di Latina
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