Nella trasmissione televisiva “Mi Manda Rai 3”, andata in onda venerdì scorso, mi ha particolarmente interessato un caso di cronaca accaduto circa una decina di giorni fa. In studio si è parlato di una tragedia sfiorata a Casette di Capannoli in provincia di Pisa, dove una pala di un piccolo impianto eolico privato si è staccata all’improvviso cadendo nel giardino di una casa vicina.
La tragedia è stata appena sfiorata in quanto soltanto qualche minuto prima dell’accaduto, nel punto in cui è caduto il rottame dell’aerogeneratore, era passato il proprietario dell’abitazione. Per Simone Togni, segretario generale dell’Anev ed ospite in studio nella trasmissione, quello di Capannoli sarebbe il primo caso al mondo di un incidente di questo tipo.
Togni, inoltre, ha sottolineato come l’incidente sia stato determinato da un guasto anomalo all’impianto frenante e che le possibilità che un simile episodio (ri)accada siano davvero remote. Ma molti degli ospiti in studio, fra cui i protagonisti della vicenda (su tutti il vicino di casa) hanno espresso le loro perplessità. Pomo della discordia ovviamente la questione relativa alle distanze di sicurezza.
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Enelsi e Prestitempo - Deutsche Bank hanno presentato un piano per finanziare impianti mini eolici. La resa, assicurano, è interessante e gli aerogeneratori possono essere installati in villette, agriturismi o barche.
Scrive Lavori in casa:
Gli aerogeneratori più piccoli (qualche chilowatt) hanno dimensioni contenute e si prestano ad essere installati ad altezze contenute (6-9 m). Quelli di taglia più elevata (oltre 50 chilowatt) possono necessitare di altezze di posizionamento dal suolo più impegnative (oltre 30 m).
Ho provato a fare la simulazione, iscrivendomi al portale Enel.si per capire quanto costa un impianto mini-eolico in una zona con fascia vento tra 3.1 m/s e 4 m/s; i costi variano tra i 4500 euro e i 25mila, ovviamente con erogazioni diverse. Si va da un aerogeneratore da 1 kW che produrrebbe 339 kWh/anno e un costo di 45 euro di manutenzione all’anno; mentre un aerogeneratore da 6 kW produce, secondo stima, 3.563 kWh/anno, costa 24mila euro e la manutenzione è di 240 euro all’anno. Ripagati 0,30 cent per ogni kWh ma senza scambio sul posto.
Ricordo che secondo uno studio del Carbon Trust inglese, una sorta di Autorità per l’energia, il mini eolico cittadino spesso non è produttivo e conveniente, anche in termini di riduzione delle emissioni di CO2, come si crede. A chi dare retta?
Foto | Flickr
Mini eolico in funzione a San Giuliano Milanese. Abbiamo trovato per caso questo video e abbiamo deciso di proporlo per la simpatica schiettezza dei partecipanti: “5 volt, cosa vuoi che si accenda?“.
La descrizione del video è un po’ più “imponente”, ovvero “autocostruzione di un generatore eolico da 1 MegaWatt alla Cascina Brera di S. Giuliano Milanese”. Se son rose fioriranno: in bocca al lupo a tutti.

Partono stamattina presso la Fiera di Verona due manifestazioni internazionali, aperte fino al 9 maggio: Solarexpo, giunta alla sua decima edizione e dedicata alle energie rinnovabili e Greenbuilding, mostra e convegno internazionale sull’efficienza energetica e l’architettura sostenibile.
All’interno di Solarexpo, tra mobilità sostenibile e biomasse, tra celle a combustibile e fotovoltaico, segnalo il Job Center, ideato per mettere in contatto sul posto le aziende che offrono posizioni nel settore ed i candidati che cercano lavoro verde. Segnalo, inoltre, la pagina dei corsi di formazione dedicati a chi ha esperienza nel settore del solare termico o a consulenti ed imprenditori del settore energetico. Curioso ed interessante appare anche il corso di formazione “Sviluppo e analisi di un progetto minieolico”, il cui scopo è trasferire i fondamenti professionali per affrontare lo sviluppo di un progetto e indicare gli strumenti per valutare la fattibilità, la realizzazione, i costi, le tecnologie disponibili, la normativa vigente, l’autorizzazione e le sovvenzioni previste in virtù del decreto che conferma l’incentivo per il microeolico a 300 Euro/MWh.
Tra gli stand di Greenbuilding si parla invece di efficienza energetica nell’involucro edilizio (coibentatura, infissi, vetrate, legno, etc.) e di efficienza energetica negli impianti di riscaldamento e climatizzazione. Un’intera area della fiera è dedicata al verde nell’ambiente già costruito, ovvero a tecniche di greening urbano, a strutture di giardini pensili e tetti verdi. Per l’area “Sostenibilità del ciclo dell’acqua in edilizia” segnalo i topic dedicati al risparmio dell’acqua potabile e la sezione riservata al riciclo dell’acqua piovana e delle acque grigie.
Se per caso siete a Verona e andate a visitare Solarexpo o Greenbuilding, tornate su ecoblog a raccontarci cosa ve ne è parso.

La tecnologia avanza e finalmente arriva la realizzazione di un generatore mini-eolico, adatto ai siti con bassi venti. Non si parla di mini-eolico domestico, ma proprio di una nuova concezione dell’uso dell’energia proveniente dal vento, grazie all’ ATBV25 ideato da Terom Wind Energy e prodotto da Sicme Motori, che promette non solo di dimezzare l’impatto ambientale ma anche di avere un alta resa:
ha una potenza nominale di 50 chilowatt e una producibilità annua di 100 mila chilowattora già in un sito, con velocità media inferiore ai 4m/s. Il cuore è il generatore SW07B di Sicme Motori, a magneti permanenti in presa diretta, senza moltiplicatore di giri. Sviluppato in collaborazione con il Politecnico di Torino, questo generatore riduce a zero la necessità di manutenzione e ha notevoli vantaggi da un punto di vista ambientale, garantendo elevato rendimento e massima silenziosità fin dai più bassi regimi di funzionamento.
I risultati e la tecnologia sono il frutto di un test durato tre anni in 14 siti sull’Appennino Tosco-Emiliano dove appunto sono state installate le torri alte, o forse è meglio dire basse 28m, mentre il diametro del rotore è di 26m.
Leggevo qualche giorno fa su Ecoblog una segnalazione fatta da Rolloden relativa alla commercializzazione di una piccola turbina eolica totalmente made in Italy. Partendo da questo spunto mi sono preso la briga di cercare quali aziende italiane producano questo tipo di tecnologia. Oltre alla già segnalata Deltatronic ne ho trovato delle altre che annoverano nella loro gamma di prodotti piccoli aerogeneratori, fra queste: Ropatec, Flexienergy, Jonica Impianti, Blu Mini Power.
La maturità di queste tecnologie è ormai abbastanza elevata e, in condizioni di buona ventosità (di norma luoghi con una media di almeno 4 o 5 m/s), si può avere una buona produzione elettrica, superiore in alcuni casi, a quella che si avrebbe a parità di potenza dai pannelli fotovoltaici. Sopratutto per case isolate, centri commerciali o fabbricati industriali potrebbe essere un’ottima soluzione alternativa. A tal proposito verrebbe da chiedersi il motivo per cui la tecnologia non prenda piede in Italia.
Mettendo per un attimo da parte i noti svantaggi (rumorosità delle macchine, manutenzione, difficile predicibilità del vento), vi è infatti un aspetto che probabilmente più di tutti frena la crescita del settore, ovvero l’immobilità del governo in materia di incentivazione al mini eolico.
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