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Tutti gli articoli con tag ministero sviluppo economico

Oggi è il giorno dello "sciopero solare": Cgil, Cisl e Uil con gli industriali del fotovoltaico contro il ministro Romani

pubblicato da Peppe Croce

Oggi è il giorno dello Giornata importante, quella di oggi, per l’ambiente in Italia. Primo appuntamento, alle 11:00 di fronte al Ministero dello Sviluppo economico di Paolo Romani, sarà lo “sciopero solare”: Cgil, Cisl e Uil, insieme a molte associazioni di industriali dell’energia fotovoltaica (ci sarà anche il Gifi?) per dire no all’abbassamento degli incentivi statali del conto energia.

Sempre in mattinata dovrebbe essere resa pubblica la bozza definitiva (che già dalla tarda serata di ieri circola tra le notizie di agenzia) degli incentivi. Dovrebbe essere discussa durante la Conferenza Stato-Regioni, che si riunisce proprio oggi con due dozzine di argomenti all’ordine del giorno, dai trapianti di organi sui pazienti malati di Aids al trasporto dei rifiuti radioattivi.

E, a proposito di radiazioni, il Senato voterà il famoso decreto “Omnibus” che finge di chiudere la partita del nucleare. Sempre da voci di agenzia di ieri sera si apprende che il fatidico emendamento che abroga le recenti norme sul ritorno al nucleare potrebbe addirittura sparire. Improbabile, ma è un evidente segno che si naviga a vista e si va per annunci. Prontamente smentiti…

Via | Conferenza Stato Regioni
Foto | Ministero Sviluppo economico

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In Italia calano i consumi energetici: colpa della crisi economica?

pubblicato da Simone Muscas

LampadinaIl Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato il Bilancio Energetico Nazionale (BEN) relativo all’anno 2009. Per quanti i dati non siano sbalorditivi, emerge qualche numero su cui vale la pena fare qualche riflessione. Innanzitutto è importante osservare il segno più della quota relativa alle energie rinnovabili: si è registrato infatti un aumento del 15,7% (sulla parte rinnovabile ovviamente, non naturalmente sul totale) rispetto all’anno precedente.

In generale, il BEN rileva un calo dei consumi energetici nazionali, probabilmente imputabile alla crisi economica che ha colpito soprattutto il settore industriale. Lo scorso anno, rispetto al 2008, è stato infatti utilizzato il 5,7% di energia in meno rispetto al 2008. Un dato che incuriosisce è infine quello della voce importazioni di elettricità: sembrerebbe infatti che, nonostante il calo dei consumi in generale, sia aumentata la quota di elettricità comprata dall’estero per un valore pari al 12,3%.

Un dato quest’ultimo su cui riflettere: troppo caro produrre energia qui da noi o minor capacità per soddisfare la domanda durante i picchi energetici? Ciò che appare certo è che, per quanto pochi lo dicano, c’è la necessità urgente di mettere a punto ed attuare un Piano Energetico che possa migliorare il nostro sistema energetico nel lungo termine. Concludiamo con le note positive; fra queste è importante sottolineare come ci sia stato un aumento del numero degli impianti rinnovabili presenti nella penisola per il 2009 e sino al giugno del 2010.

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Il Ministero dello Sviluppo economico boccia le trivellazioni nel Canale di Sicilia

pubblicato da Peppe Croce

Il Ministero dello Sviluppo economico boccia le trivellazioni nel Canale di SiciliaIl Ministero per lo Sviluppo Economico dice il primo no alle trivellazioni off shore di petrolio e gas. Si tratta di una istanza presentata dalla società Petroceltic, che avrebbe voluto trivellare il fondo del Canale di Sicilia.

Tra le motivazioni del rigetto, il Ministero ha preso in considerazione una nota diffusa dalla Regione Sicilia alcuni mesi fa, in seguito ad alcuni incontri con un ristretto numero di sindaci della costa sud dell’isola, nella quale si esprimeva la netta contrarietà al rilascio di nuove autorizzazioni per le piattaforme petrolifere.

Ha preso la palla al balzo e festeggia il neo assessore regionale siciliano al Territorio e ambiente Gianmaria Sparma che parla di un successo della Regione:

Il rigetto dell’istanza da parte del ministero ponendo tra i motivi ostativi la nota della Regione Siciliana, è la conferma che il governo regionale aveva ben individuato ed evidenziato la problematica legata alle trivellazioni off-shore approvando una delibera, nello scorso mese di luglio, che esprimeva una chiara e netta contrarietà al rilascio dei permessi di ricerca nel territorio siciliano

E’ utile ricordare che dalle trivellazioni off shore la Regione Sicilia non prende neanche un centesimo di royalties mentre qualcosa guadagna da quelle su terra ferma, che non disdegna. Qualche tempo fa il governatore Raffaele Lombardo arrivò a dire che era contrario alle trivellazioni in mare perché sono “pagate due lire”.

Petroceltic, per chi non lo ricorda, è la stessa azienda che ha proposto anche di trivellare il fondale di fronte le isole Tremiti in Puglia.

Via | Comunicato stampa
Foto | Flickr

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Dal Ministero dell'Economia trenta milioni di euro per le rinnovabili al sud

pubblicato da Peppe Croce

Dal Ministero dell'Economia trenta milioni di euro per le rinnovabiliIl Ministero dello Sviluppo Economico ha stanziato 30 milioni di euro per lo sviluppo delle energie rinnovabili e del risparmio energetico al sud Italia.

I fondi rientrano nel POIN “Energie rinnovabili e risparmio energetico” e arriveranno in Sicilia, Calabria, Campania e Puglia. Dal sito del Ministero, ecco la ripartizione:

1) in Sicilia andranno oltre 5,5 milioni di euro per il settore elettrico (fotovoltaico e cogenerazione) e quasi 2 milioni di euro per quello termico (solare termico e biomasse)
2) in Calabria saranno erogati oltre 6 milioni di euro per l’elettrico (fotovoltaico e cogenerazione) e oltre 1,4 milioni per il termico (solare termico e biomasse)
3) in Campania i contributi saranno ripartiti in 4,4 milioni di euro per l’elettrico (solo fotovoltaico) e poco più di 3 per il termico (solare termico, geotermico e biomasse)
4)in Puglia oltre 5,4 milioni di euro per progetti nel settore elettrico (fotovoltaico) e oltre 2 milioni per il termico (solare termico e geotermico)

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Marea nera: il Ministero per lo Sviluppo economico prepara nuove norme per la sicurezza

pubblicato da Peppe Croce

Marea nera: il Ministero per lo Sviluppo economico prepara nuove norme per la sicurezza

Dopo le nuove norme chieste, e ottenute, da Stefania Prestigiacomo in Consiglio dei Ministri, anche il Ministero per lo Sviluppo economico si adegua e promette una stretta sulle perforazioni off shore di petrolio e gas naturale.

Le nuove norme sono state annunciate dal sottosegretario con delega all’Energia Stefano Saglia rispondendo a un’interpellanza alla Camera sulla questione trivellazioni. Saglia ha ammesso che sono allo studio nuove regole più severe ma, contemporaneamente, ha quasi negato che tali norme servano realmente al nostro paese:

Del resto le attuali norme sono già particolarmente garantiste rispetto alla normativa europea e internazionale. Il Governo vuole salvaguardare la salute umana e l’ambiente, evitando imposizioni generalizzate. L’upstream italiano rappresenta un’eccellenza a livello mondiale. Le attività estrattive nei mari italiani si svolgono da 50 anni e, finora, non hanno causato alcun fenomeno di inquinamento marino tale da rendere necessaria l’attuazione di piani di emergenza

Saglia, però, in realtà non la racconta tutta: la più grande piattaforma petrolifera nel Mediterraneo italiano, la Vega di Edison ed Eni, è stata recentemente oggetto di pesanti lavori di “restauro” perchè rischiava di diventare una bomba ecologica (e, tra l’altro, è stata oggetto di due inchieste una archiviata e una ancora in corso).

Per non parlare del recente allarme dell’associazione Marevivo che ha parlato di Mediterraneo avvelenato da 600.000 tonnellate di petrolio l’anno.

Via | Ministero Sviluppo economico
Foto | Flickr

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Biomasse: otto associazioni chiedono regole certe al Ministero dello Sviluppo Economico

pubblicato da Peppe Croce

Biomasse: otto associazioni chiedono regole certe al Ministero dello Sviluppo Economico

Aiel, Anci, Cia, Coldiretti, Fiper, Itabia, Legambiente, Uncem: dalle associazioni di categoria dell’agricoltura fino a quelle dei comuni italiani, tutti vogliono un quadro normativo chiaro e incentivi certi e trasparenti per la produzione di energia elettrica da biomassa. E hanno scritto al Mse per ottenerlo.

Nella lettera inviata al Ministero, infatti, si mette in luce la specificità del settore delle biomasse che, non va dimenticato, se lasciato a uno sviluppo caotico potrebbe fare più male che bene:

la programmazione nazionale non può ignorare la specificità di questa fonte energetica indissolubilmente legata all’uso del suolo e al lavoro agricolo (ossia di chi coltiva e raccoglie la materia prima nei campi, nei boschi o nelle aziende zootecniche) e di conseguenza alla produzione di cibo, alla fertilità e agli stock di carbonio nel terreno, alla qualità delle acque di falda e non ultimo al reddito degli agricoltori

La cosa, quindi, è delicata e va gestita bene. Sia dal punto di vista normativo che da quello economico:

chiediamo pertanto al Governo italiano di definire, insieme agli obiettivi quantitativi, un quadro coerente di criteri di priorità e di incentivi per le biomasse che da una parte dia certezze agli operatori e agli agricoltori sugli investimenti da qui al 2020 e che dall’altra premi realmente la produzione agricola e l’efficienza energetica delle filiere

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Ministero Sviluppo economico: dopo Scajola arriva la Prestigiacomo?

pubblicato da Peppe Croce

Ministero Sviluppo economico: dopo Scajola arriva la Prestigiacomo?Stefania Prestigiacomo, attuale ministro dell’Ambiente, potrebbe ricevere il dicastero dello Sviluppo economico che fu di Claudio Scajola e che, in seguito alla bufera mediatica che tutti conosciamo, è tornato nelle mani del presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi.

Lo ipotizza Staffetta Quotidiana, giornale di settore dell’industria dell’energia, specialmente quella da fonti fossili, che è solitamente ben informato sui movimenti interni al Mse.

Il nome della Prestigiacomo deriva dalle lodi espresse dall’attuale ministro dell’Ambiente nei confronti della centrale nucleare di Flamanville, in Francia, che la Prestigiacomo ha visitato ieri.

Parole che, effettivamente sono più consone ad un ministro dello Sviluppo economico che ad uno dell’Ambiente. A Flamanville, infatti, la Prestigiacomo del nucleare ha detto:

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Scajola blocca le autorizzazioni alle nuove piattaforme off shore

pubblicato da Peppe Croce

Scajola blocca le autorizzazioni alle nuove piattaforme off shore

Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha dato mandato alla Direzione Generale per le Risorse minerarie ed energetiche di sospendere ogni nuova autorizzazione alla perforazione di nuovi pozzi petroliferi off shore. La notizia, per certi versi clamorosa, è legata a doppio filo al disastro della Deepwater Horizon nel Golfo del Messico, anche se arriva con forte ritardo rispetto al palesarsi dei rischi per l’ambiente derivanti dalle piattaforme petrolifere.

Il comunicato stampa diffuso dal Ministero afferma che Scajola ha convocato per il 5 maggio Eni ed Edison, proprietarie delle 115 piattaforme marine presenti nel Mediterraneo di cui vi abbiamo parlato poche ore fa. Ad Eni ed Edison Scajola ha chiesto una relazione sui sistemi di sicurezza ed emergenza dei loro impianti off shore e, in attesa di conoscere queste informazioni, ha disposto il blocco totale di ogni ulteriore autorizzazione a perforare in mare.

Sul tavolo ci sono la richiesta avanzata da Peroceltic Elsa per bucare il fondo del mare di fronte le isole Tremiti in Puglia e la campagna di esplorazione sismica dei fondali di Shel-Northern Petroleum nel Canale di Sicilia che, a detta della stessa Shell, si potrebbe tramutare in un giacimento da 150 mila barili al giorno.

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Nucleare: anche Legambiente punta tutto sulle elezioni regionali

pubblicato da Peppe Croce

Nucleare: anche Legambiente guarda alle regionali Il Governo ha appena licenziato il decreto per l’individuazione dei siti nucleari ma Legambiente è già passata al contrattacco. E se è stato lo stesso Ministro Claudio Scajola a tranquillizzare i presidenti delle Regioni affermando che il loro parere sarà fondamentale per decidere dove impiantare ogni centrale nucleare, l’associazione ambientalista ribatte mettendo in fila, uno per uno, tutti i candidati alle presidenze delle Regioni che hanno già affermato la propria indisponibilità a qualsiasi tipo di ritorno all’atomo.

Legambiente, infatti, ha sottoposto agli aspiranti governatori una semplicissima domanda: “una centrale nella mia Regione sì o no?”. In 23, sia di centro destra che di centro sinistra, hanno risposto con un secco “no” e solo sei governatori hanno accettato il nucleare e, tra loro, ci sono dei distinguo interessantissimi.Uno su tutti quello del lombardo Formigoni che si mostra favorevole agli impianti nucleari ma non sul proprio territorio.

Secondo il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza

Sul nucleare il Governo ha deciso, ma come farà ora a convincere la popolazione se non ha convinto nemmeno i candidati della maggioranza alle regionali?

Una domanda molto interessante che, da una parte, lascia presagire forti conflitti e continui appelli alla Corte Costituzionale mentre, dall’altra, aggiunge un’altra big dell’antinuclearismo italiano tra i soggetti che invitano i cittadini a recarsi alle urne, il 28 e 29 marzo, e scegliere i candidati contrari al nucleare. La stessa strategia è stata presa, pochi giorni fa, da Greenpeace.

Via | Legambiente
Foto | Legambiente

Nucleare: il Cdm licenzia il decreto per la localizzazione dei siti

pubblicato da Marina

Il Cdm licenzia il decreto per l'individuazione dei criteri per i siti nucleari

Il primo passo verso la costruzione delle centrali nucleari in Italia è stato fatto: oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto per l’individuazione dei siti su cui saranno installate le centrali nucleari dal 2013 e il Governo prevede che la produzione di energia possa iniziare nel 2020.

Ha spiegato Claudio Scajola, Ministro per lo Sviluppo Economico:

Il provvedimento si caratterizza per due aspetti: la trasparenza e il rispetto assoluto della sicurezza delle persone e dell’ambiente. La trasparenza vuol dire il coinvolgimento della popolazione e delle istituzioni in tutte le fasi decisionali, di cui verrà continuamente data evidenza. Con il secondo aspetto i nuovi impianti saranno tenuti a rispettare i più elevati criteri di sicurezza relativi alla tutela della salute della popolazione e alla protezione dell’ambiente. Tale assoluto rispetto sarà sottoposto a rigorosa valutazione.

Con il decreto, dunque, sono stati definiti i criteri per la localizzazione e non appena l’organigramma dell’Agenzia per la sicurezza sarà completato saranno fatti i nomi delle regioni che ospiteranno le centrali nucleari.

Dopo il salto i criteri, le procedure, vincoli e benefici per i nuovi impianti nucleari.

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