Il Canale di Sicilia è ancora una volta nel mirino della compagnia petrolifera australiana Audax, già nota alle cronache per il suo interesse a scandagliare i fondali del mare a sud dell’isola. Greenpeace, naturalmente, non ci sta e ha confezionato uno speciale report dal titolo “Le mani sul tesoro” che mostra con dovizia di particolari i risultati di un’esplorazione della zona nella quale sono richieste le autorizzazioni per la ricerca del greggio.
La straordinaria biodiversità e la fondamentale importanza di quel tratto di mare hanno convinto Greenpeace a ribadire la necessità dell’istituzione di una riserva marina che lo tuteli da qualsiasi tipo di sfruttamento. Le immagini sono eloquenti, le potete vedere voi stessi, grazie al lavoro della Rainbow Warrior che ha effettuato una ricognizione nei banchi di Skerki, Talbot, Avventura e Pantelleria, alcuni fra quelli interessati nell’area oggetto delle richieste d’autorizzazioni che Greenpeace chiede vengano bloccate dal ministro Prestigiacomo.
Qui il report in pdf.

Il Sistri, il sistema di tracciabilità elettronica dei rifiuti, non esiste più, cancellato con un improvvido e improvviso colpo di spugna dal Consiglio dei Ministri riunito eccezionalmente lo scorso 12 agosto per affrontare la crisi dei mercati finanziari. Il ministro dell’ambiente Prestigiacomo, presente al momento dell’approvazione del decreto che nulla avrebbe dovuto avere a che fare con il Sistri, ha prima votato il provvedimento e poi scatenato una polemica con dichiarazioni al vetriolo alla stampa:
Gravissima l’inaspettata norma contenuta nella manovra che cancella il Sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti. Un vero e proprio regalo alle ecomafie. Il Sistri avrebbe consentito il controllo e la movimentazione di tutti i rifiuti speciali nel Paese che rappresentano l’80% di quelli prodotti. La tracciabilità dei rifiuti è un obbligo comunitario e tutti sanno che l’attuale sistema cartaceo consente frodi e abusi e non è in grado di fornire in tempo reale, tanto al ministero dell’Ambiente quanto alle forze dell’ordine, un quadro della movimentazione dei rifiuti. I dati nazionali disponibili hanno un ritardo di due anni. A parole sosteniamo di voler risolvere il problema dei rifiuti che vede mezza Italia in emergenza ma poi facciamo i regali alla criminalità organizzata in nome della semplificazione amministrativa che però stavolta obbligherà le imprese, nel terzo millennio, a usare china e carta anziché il computer. Mi appello al senso di responsabilità di tutti affinché si possa correggere questo clamoroso autogol
Tutto giustissimo, in special modo il riferimento all’idea ridicola che il sistema cartaceo possa essere paragonabile come accuratezza e tempestività Sistri, ma il ministro non può sottrarsi alle sue responsabilità visto che alla votazione era presente e non poteva non sapere che approvare un provvedimento in questo clima e poi limitarsi ad esprimere la sua contrarietà a mezzo stampa non è esattamente una linea d’azione incisiva. C’è da aggiungere che secondo alcune interpretazioni la cancellazione del Sistri rischia di determinare un vuoto legislativo rispetto al sistema di sanzioni per quanti commettono reati connessi alla gestione di questi rifiuti. Potenzialmente un autentico disastro.

Ricordate il leghista Maurizio Fugatti? Ebbene l’onorevole per protestare contro Life Ursus progetto di reinserimento degli orsi in Trentino, voluto dal Ministero dell’ Ambiente, ha pensato bene una settimana fa di inscenare una Fiera con banchetto a base di carne d’orso.
La carne proveniva da orsi cacciati in Slovenia, pratica ritenuta legale. A guastare la festa i Nas che hanno bloccato l’aberrante manifestazione. Oggi Fugatti annuncia che il Ministro Prestigiacomo lo riceverà per intavolare un confronto con la Provincia di Trento e gli enti coinvolti per approfondire la questione. Ha dichiarato Fugatti in una nota:
Credo sia arrivato il momento di valutare il rapporto costi-benefici di questa iniziativa e soprattutto di ascoltare le istanze delle popolazioni montane che da tempo sostengono di subire continui disagi.
Onestamente fatico a credere che le popolazioni montane del trentino siano contrarie alla reintroduzione dell’orso sulle loro montagne.
»Conosci l’orso bruno in Trentino.
Via | L’Adige
Foto | Ufficio stampa Provincia di Trento. Nella fototrappola una femmina con i suoi tre cuccioli.

Piano piano iniziano a essere svelati i programmi del Governo in merito alla costruzione delle nuove centrali nucleari. Nuove si fa per dire, perché come già avevano dichiarato i Verdi messi a conoscenza dei Vert francesi, tra i siti destinati a produrre energia elettrica dall’atomo ci sono proprio le vecchie strutture che dovrebbero essere in decomissioning.
Ma evidentemente ci sono costi da contenere e dunque ha detto Stefano Saglia sottosegretario allo Sviluppo Economico, che con Stefania Prestigiacomo ministro per l’Ambiente è fino a oggi al meeting ministeriale internazionale sull’Energia Pulita (qui la diretta dei lavori), assieme ai colleghi 23 Paesi:
Non è escluso che le future centrali nucleari italiane possano sorgere negli stessi siti in cui si trovavano le vecchie centrali del passato, ma questo non significa dire che le centrali andranno automaticamente lì.
Il gioco delle tre carte evidentemente, ma allora se non andranno automaticamente lì perché tirare in ballo i vecchi siti nucleari?
Continua a leggere: Saglia da Washington: "Centrali nucleari nei vecchi siti, non è escluso"
L’idea è semplice: togliere punti alla patente di chi non rispetta i blocchi traffico imposti dalle amministrazioni causa smog. La proposta arriva da Rino Nasti, assessore all’ambiente del Comune di Napoli e recepita dal presidente dell’Anci che la presenterà al Ministro Prestigiacomo.
Nasti propone anche che siano le Province a disporre le ordinanze per il blocco del traffico nelle città metropolitane così come propone un fondo che sia a sostegno della rottamazione di impianti di riscaldamento non eco.
Ha detto Nasti:
Marzio Flavio Morini, presidente della Commissione Ambiente dell’Anci, ha fatto propria questa proposta, condividendola con interesse. Ma c’è di più. Su questa mia idea si trovano d’accordo anche gli assessori all’Ambiente di Torino e Milano. Città recentemente coinvolte dal maxi blocco che ha toccato non solo i due Comuni, ma tutta l’area circostante. A noi assessori è stato chiesto di avanzare una piattaforma di richieste. Rispetto alla realtà che vivo e dove opero mi è sembrato giusto individuare questa ipotesi. Occorre pugno duro per chi ignora i divieti e questa idea potrebbe risultare efficace. Sempre che il ministro all’Ambiente e quello ai Trasporti ci seguano.
Via | Corriere del Mezzogiorno
Foto | Flickr
Gianni Chiodi è Commissario per la ricostruzione de L’Aquila e delle zone devastate dal sisma del 6 aprile 2009. Il punto è che Chiodi non ha i medesimi superpoteri che furono concessi per decreto a Guido Bertolaso durante l’emergenza rifiuti in Campania. A L’Aquila probabilmente non c’è neanche ufficialmente un emergenza. Eppure i 4,5 milioni di tonnellate di macerie che sono da trattare come rifiuti speciali per essere smaltiti, rappresenteranno a quasi un anno dal sisma, un emergenza? o no? O forse perché non sono bruciabili in un termovalorizzatore, non interessano?
Intanto Chiodi è da oggi pomeriggio a Roma per incontrare il Ministro Prestigiacomo perché la questione è trovare le deroghe alle leggi europee che assimilano le macerie ai rifiuti solidi urbani per procedere più velocemente alla rimozione.
Ha detto Chiodi:
La ricostruzione sarà lunga fatta la rimozione delle macerie, non si potrà rientrare subito. Sarà un percorso lungo. Bisogna essere leali con la gente. Tutto in dieci anni? Ci metterei la firma.

La televisione italiana ha smesso di parlare d’ambiente e di clima e il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli è all’ottavo giorno di sciopero della fame, mezzo non violento di lotta, scelto per far emergere l’inquietante situazione. Bonelli è confortato nella sua scelta dai risultati di un sondaggio IPR in cui è stato rilevato che:
La maggioranza degli intervistati, senza distinzioni per appartenenza politica e con quote sempre superiori al 60% (ma tra i giovani e gli elettori di centrosinistra si raggiungono punte anche più alte) ritiene che il tema dell’ambientalismo sia sostanzialmente assente dall’agenda politica e meriti una maggiore visibilità sui media.
Il sondaggio, inoltre, ha fatto emergere che solo il 7% degli intervistati conosce l’iniziativa di Bonelli e che per ora nessuna tv ne ha ancora parlato. Ha spiegato Bonelli:
I palinsesti televisivi hanno praticamente cancellato i Verdi e le tematiche ambientali. L’Italia è diventata l’unico Paese in Europa e nel mondo dove discutere d’ambiente, di green economy, di cambiamenti climatici e delle misure di adattamento ha la stessa importanza degli sport minori. L’ecologia è un tema da relegare a una nicchia di cittadini che devono autonomamente informarsi, cercando notizie prevalentemente in Rete. Nelle nostre tv si parla di dissesto idrogeologico solo quando bisogna affrontare i danni di una catastrofe, come le numerose alluvioni e frane che abbiamo dovuto fronteggiare negli ultimi anni. Disastri che un’adeguata informazione avrebbe potuto contribuire a prevenire. Si sottovaluta totalmente il problema smog, inconsapevoli che ogni anno, solo l’inquinamento nelle nostre città causa 7.400 vittime. Si tratta di una vera e propria “omissione d’informazione”. In questi mesi stiamo assistendo all’omicidio politico dei Verdi, probabilmente “responsabili” di non sapere fare gossip, ancora troppo legati a una visione della politica come servizio ai cittadini piuttosto che ai giochi di potere.

Se in Francia Total prevede di riconvertire la raffineria di Dunkerque in un rigassificatore per riportare l’impianto in utile e mantenere l’occupazione, in Italia la situazione si preannuncia molto più drammatica. A lanciare l’allarme è Pasquale De Vita, presidente dell’Unione Petrolifera Italiana, che annuncia tempi duri per le raffinerie e, soprattutto, per i suoi lavoratori:
I consumi di prodotti petroliferi stanno scendendo per quel che riguarda la nostra area e l’export diventa più difficile con la crisi che ha portato ad una riduzione del nostro sistema nel mercato internazionale. Di questo dovremmo occuparci e cioè di un piano per sostenere e difendere il sistema petrolifero italiano ed eventualmente eliminare ciò che è di troppo
E, con quel “troppo” De Vita intende almeno quattro o cinque raffinerie italiane, su un totale attuale di 16, con conseguente sacrificio di 7.500 posti di lavoro. Come si legge nel “Consuntivo petrolifero 2009” presentato oggi a Roma dall’Unione Petrolifera, infatti, i margini di guadagno per le raffinerie sono scesi dai 3,4-5 dollari per barile lavorato della fine del 2007 agli attuali 0,96-1,52 dollari per barile. I valori cambiano in base al tipo di greggio. Allora, con numeri del genere, che fare? La ricetta anticrisi di De Vita è chiara: servono
regole più semplici possibili, regole ambientali in linea con gli altri Paesi e un quadro normativo di riferimento fermo e certo nel tempo
Continua a leggere: Raffinerie: sconti ambientali in cambio di posti di lavoro?
Si aggrava sempre più la questione dei rifiuti in Sicilia. Ultimo capitolo di una storia che sembra un dramma è stato quello scritto dalla Commissione ambiente della Camera che, alla presenza del Ministro all’Ambiente, Stefania Prestigiacomo ha fatto capire chiaramente che la situazione appare di carattere emergenziale, sul punto d’esplodere, soprattutto a seguito di quanto emerso da un recente rapporto dell’Agenzia regionale dei rifiuti,l’Amia.Urgono provvedimenti. E in fretta. E una più seria e diffusa politica di gestione e di differenziazione dei rifiuti. In particolare, il ministro Prestigiacomo sottolinea che:
i livelli di raccolta differenziata sono incredibilmente bassi e il tasso di raccolta dell’ultimo rapporto del 2008 è del 6,1%. Inoltre, ci si scontra con l’impossibilità di realizzare i termovalorizzatori nel medio periodo, occorrendo altri 6 anni perché il sistema di smaltimento rifiuti decolli
Tutto questo è stato considerato inaccettabile per il Ministro ritenendo che, per rispondere all’emergenza, sarebbe opportuno che almeno uno degli impianti di smaltimento previsti dal Piano Cuffaro del 2002 - e oggi messo in discussione dall’attuale governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo -entri in funzione nei prossimi due anni e mezzo per evitare, l’altrimenti inevitabile, tracollo. Altro punto non trascurabile di discussione, poi, è stato il riferimento all’azione sinergica con la Direzione nazionale antimafia al fine di contrastare gli interessi delle ecomafie nell’annosa questione dello smaltimento dei rifiuti.
Via | Il giornale di Siracusa
Foto | Flickr
Secondo il WWF, in una lettera inviata ieri, al Procuratore Piero Grasso e Stefania Prestigiacomo, Ministro per l’Ambiente, ci sarebbero ancora troppe inconguenze, tra le dichiarazioni fatte dal pentito Francesco Fonti e relative alla presenza di una nave affondata al largo di Cetraro con un carico di fusti contenenti imprecisati veleni e il ritrovamento del piroscafo Catania avvenuto qualche giorno fa.
Scrive il WWF che le incongruenze riguarderebbero due indagini filmate. Una fu fatta un mese fa dalla Regione Calabria, l’altra è quella nota della Mare Oceano. :
Secondo queste analisi il punto su cui ha operato la ‘Mare Oceano’ sarebbe a tre miglia e mezzo (6,5 km circa di distanza) dal luogo dove era stato individuato dalla Regione Calabria il relitto della sospetta nave dei veleni (le coordinate fornite dalla Regione di quest’ultima sono: 39 gradi 28.50 primi nord, 15 gradi 41.57 primi est; mentre quelle della nave mercantile Catania, come risulta da dati tratti dall’Ufficio idrografico del Regno Unito, sono: 39 gradi, 32 primi nord, 15 gradi, 42 primi est).
La lettera del WWF prosegue:
Siamo stati i primi a gioire delle risposte rassicuranti da voi venute in occasione della conferenza stampa del 29 ottobre scorso, ma siamo convinti che l’unico modo per superare ogni equivoco sia quello di approfondire nel modo più trasparente possibile le analisi dei relitti. Per questo il WWF chiede una perizia pubblica comparata, a cui possano assistere esperti nominati dalle associazioni ambientaliste, tra i due video girati dal ROV della nave ‘Coopernaut Franca’ della società Nautilus cha ha agito su incarico della Regione Calabria e dell’Arpacal (Agenzia regionale protezione ambiente) e dal ROV della nave ‘Mare Oceano’ della società Geolab incaricata dal Ministero dell’ambiente nonché di tutte le informazioni riguardanti le zone di operazione (a partire dalle coordinate) e le caratteristiche tecniche del naviglio rilevato. Con la richiesta di oggi il WWF ribadisce la sua proposta della nomina di un Commissario delegato alla individuazione, messa in sicurezza, e la bonifica, laddove possibile, dei relitti delle “navi a perdere” e dei siti di discarica a terra, con adeguate risorse economiche e tecniche.
Via | Comunicato Stampa
Foto | Forum Cetraro