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Tutti gli articoli con tag ministro scajola

Umberto Veronesi presidente dell'Agenzia per la Sicurezza nucleare?

pubblicato da Marina

Umberto Veronesi presidente dell'agenzia per la sicurezza nucleare A me sembra un ossimoro: Umberto Veronesi potrebbe essere a breve nominato presidente della neo Agenzia per la sicurezza Nucleare. Veronesi è uno scienziato impegnato nella lotta contro il cancro, nonché Senatore del Pd, nonché fan degli OGM e degli inceneritori. Che messaggio si vorrebbe sdoganare nel nominarlo presidente dell’ASN? Che il nucleare è sicuro?

Ma far passare un messaggio del genere è da irresponsabili: anche se si è a favore di questo tipo di approvvigionamento energetico non si dovrebbe comunque mai sottovalutare che in una centrale nucleare si maneggia materiale estremamente pericoloso anche se protetto nel migliore dei modi e alla presenza di personale altamente qualificato.

Comunque ha dichiarato Stefano Saglia, sottosegretario con delega all’Energia presso Il Ministero per lo sviluppo economico:

Le voci che danno Veronesi, senatore del Pd, alla presidenza sono più che fondate. Sarebbe un elemento di grande garanzia. La nomina del presidente spetta al presidente del consiglio, mentre degli altri quattro componenti, due sono nominati dal ministro dell’Ambiente e due dal ministro allo Sviluppo Economico. Il fatto che non ci sia ancora un sostituto dell’ex ministro Scajola non dovrebbe ritardare i tempi.

Foto | la bellezza è una ferita

Fotovoltaico, Conto energia 2011: se ne riparlerà dopo le elezioni?

pubblicato da Marina

Conto energia 2011: tutto bloccato

L’Italia ha sempre creduto nel fotovoltaico, complice evidentemente il sistema di incentivazione. Il punto è che non basta e che siamo costretti a importare energia dall’estero, il che ci costa tanto e non ci aiuta nello sviluppo. Tra l’altro entro il 2020 il 17% dell’energia totale dovrà provenire da fonti rinnovabili e non sembra ci siano grandi prospettive, nonostante le rassicurazioni del Ministro Scajola.

Il Conto energia 2011 è bloccato il che vuol dire che non ci sono incentivi e che il settore è fermo (qui trovate la bozza con le osservazioni di intellienergia). Fino a quando? Probabilmente fin dopo le elezioni, il tempo di capire chi ha vinto e chi ha perso e di far ripartire la macchina politica tarandola su eventuali rimpasti. Il punto è che l’energia è sì un affare politico ma è sopratutto una filiera produttiva.

Spiega Pmi.it:

Come noto, poi, vista la bozza si preannuncia un Conto Energia più povero dei precedenti, a fronte dei previsti tagli agli incentivi - che si chiedeva non fossero superiori al 4% - e che saranno modulati in base a determinati scaglioni di potenza e temporali. Le ricadute negative per gli imprenditori che intendevano investire nel settore si sommano a quelle per migliaia di posti di lavoro, tra addetti già impiegati e nuove risorse che rischiano di non essere mai assunte. Le Associazioni del Fotovoltaico come Aper, Assosolare e Gifi-Anie stanno cercando di far sentire la propria voce, anche per combattere contro le difficoltà burocratiche per l’ottenimento delle autorizzazioni e dell’immissione in rete dell’energia prodotta, che stanno stroncando sul nascere un settore dal grande potenziale come la Green Industry italiana.

Foto | Flickr

Stop ai Cip6. Sarà la volta buona?

pubblicato da Simone Muscas

Il ministro ScajolaLa notizia è di quelle positive, ma forse ancora da valutare con estrema attenzione. Trionfalismi a parte, poche ore fa, in un comunicato il Ministro Scajola ha dichiarato come gli incentivi Cip6/92 finiranno a partire dal 2010. Con la chisura di questo meccanismo, rimarca Scajola, si avrà finalmente una boccata d’aria per i consumatori sui quali ricadevano i maggiori oneri per questo tipo di finanziamento.

I Cip6/92, per chi non fosse a conoscenza di quest’argomento, è una triste storia all’italiana iniziata nel 1992. Sembrerebbe nascere sotto i migliori auspici avendo l’intento di sovvenzionare i produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili, ma si trasforma in realtà in un aiuto economico rivolto soprattutto agli inceneritori e impianti di raffinazione.

Il regime che era stato stabilito nel 1992 non è più efficiente rispetto all’odierno mercato liberalizzato e grava sui prezzi dell’elettricità di tutti i consumatori. Il decreto attuativo, come annunciato da Scajola, prevederà quindi una risoluzione facoltativa delle convenzioni in essere con il Gse, altrimenti in scadenza negli anni successivi fino al 2020, salvaguardando la continuità delle produzioni energetiche connesse a processi industriali.

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Il Ministro Scajola: "Vorrei una centrale nucleare nel mio giardino"

pubblicato da Marina

Lo studio del Wisconsin Environment Ha detto ieri Claudio Scajola ministro per lo Sviluppo economico:

Io se potessi scegliere dove mettere una centrale, me la metterei nel giardino di casa, per un semplice motivo: che in tutto il mondo, dove è stata costruita una centrale nucleare, è cresciuta l’economia del territorio e c’è stata una grande salvaguardia dell’ambiente, perché non ci sono emissioni.E’ necessario avere un mix di fonti. Vogliamo diminuire il gas, il carbone e il gasolio; vogliamo aumentare le rinnovabili, compreso l’idroelettrico, ma ci vuole qualcosa in più che dia stabilità: il nucleare.

La battuta del Ministro Scajola, cioè che vorrebbe una centrale nucleare nel suo giardino, giunge all’indomani delle dichiarazioni del Premio Nobel Rubbia in merito alla costruzione di nuove centrali in Italia. Ha detto Rubbia:

Si sa dove costruire gli impianti? Come smaltire le scorie? Si è consapevoli del fatto che per realizzare una centrale occorrono almeno dieci anni? Ci si rende conto che quattro o otto centrali sono come una rondine in primavera e non risolvono il problema, perché la Francia per esempio va avanti con più di cinquanta impianti? E che gli stessi francesi stanno rivedendo i loro programmi sulla tecnologia delle centrali Epr, tanto che si preferisce ristrutturare i reattori vecchi piuttosto che costruirne di nuovi? Se non c’è risposta a queste domande, diventa difficile anche solo discutere del nucleare italiano.

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Protocollo Kyoto: all'Italia multa da 555milioni di euro. A noi consumatori toccherà pagare circa 40 euro in più sulla bolletta

pubblicato da Marina

Il protocollo di kyoto costerÃ�  all'Italia 555milioni di euro Una multa salata pari a 555 milioni di euro: ecco cosa spetta all’Italia a causa della mancata applicazione degli interventi per la riduzione delle emissioni di C02 come conseguenza degli accordi relativi al Protocollo di Kyoto. Multa che potrebbe salire a 840 milioni di euro se i livelli delle emissioni, entro il 2012, continueranno a essere sforate.

L’attuale Governo si affretta a dichiarare che la colpa è di Alfonso Pecoraro Scanio, ex Ministro all’Ambiente nel Governo Prodi, e delle sue illusioni ambientaliste e degli assurdi obiettivi sulle emissioni. Ha detto il Ministro Scajola:

Per l’incapacità di contrattazione del precedente Governo e dei ministri competenti, il conto della bolletta clima-energia in Italia è molto salato.

Stefania Prestigiacomo, attuale Ministro all’Ambiente, ha tentato nei mesi scorsi, con una serie di piagnucolose proteste di rivedere, anzi mercanteggiare, le quote di emissioni del pacchetto clima 20-20-20, portando a casa l’unico risultato di un rimbrotto del Presidente Srakozy che le ha lasciato un laconico “vedremo” e un rimando a dicembre a Copenaghen alla conferenza sul clima.

Intanto le multe sono state comminate e all’Italia non resta che pagarle, o meglio saremo noi a pagarle. Le associazioni dei consumatori hanno già fatti i conti: a ogni italiano spetterà una quota pari a circa 40 euro. Ma per il Ministro Prestigiacomo, la nostra politica energetica è e resta molto efficiente.

Foto | Flickr

Stop al nuclere in Italia: non ci sono soldi

pubblicato da Marina

centrali nucleari senza soldi Dietrofront del Governo in merito alla costruzione delle centrali nucleari sul nostro territorio. Ma non è un problema politico: secondo il Tesoro non ci sono soldi per costruirne. Insomma, fino ad oggi le promesse del Premier e del Ministro Scajola sono state fatte con le tasche vuote degli italiani.

Come riporta La Repubblica, in una lettera inviata dal Dicastero alla Commissione Bilancio della Camera sono 18 le norme che:

metterebbero a rischio l’equilibrio economico dell’intero provvedimento sul nucleare e che allo stato attuale è in contrasto con l’articolo 81 della Costituzione.

Tra le voci non apprezzate della spesa proprio il nucleare che secondo il Ministero sarebbe:

in contrasto con l’orientamento del governo in tema di contenimento delle tariffe, in funzione anticrisi.

E a causa degli ingenti investimenti richiesti alla colletitvità si prefigura:

un aumento di costi delle bollette per cui si esprime la propria contrarietà soprattutto alla luce dell’attuale contesto economico-finanziario.

Foto | Flickr

G8 Energia: la crisi riduce investimenti e risorse energetiche

pubblicato da Marina

Accordo italia-usa per a cattura e stoccaggio di co2

Si investe troppo poco nelle risorse energetiche. E’ questo il succo del discorso del Ministro Scajola fatto ieri all’inaugurazione dei lavori del G8 Energia, che si chiude oggi pomeriggio a Roma, incontro preliminare, in vista del meeting di luglio a l’Aquila, che inizia a tracciare il profilo di quella che è l’attuale situazione energetica mondiale.

Il meeting, durante il quale è stato sancito l’accordo tra il nostro Governo e quello USA per un azione congiunta di stoccaggio e cattura Co2 (nella foto il Ministro Scajola e Steven Chu segretario per l’energia del Governo americano) vede la presenza dei ministri dell’energia di 23 paesi a rappresentanza dell’80% dell’offerta e della domanda planetaria di energia.

Riferisce Radio Cina, che il Ministro Scajola nel suo discorso di apetura dei lavori, ha lanciato un ammonimento sui rallentamenti che stanno subendo gli investimenti nell’approvvigionamnto di risorse energetiche:

sullo sfondo dell’attuale crisi economica, per il calo dei prezzi delle risorse energetiche e la stretta degli investimenti, i nuovi investimenti nelle risorse energetiche e nello sviluppo di nuovi progetti, specialmente nell’energia nucleare e nelle risorse rinnovabili, stanno rallentando, il che, a breve e lungo termine, metterà in pericolo la sicurezza energetica, la lotta al cambiamento climatico e la riduzione della povertà di energia. Tuttavia i governi e le imprese dei vari paesi possono svolgere un ruolo per limitare questo pericolo, trovando piani efficaci di risposta alle sfide attraverso il rafforzamento della cooperazione interdipartimentale e internazionale. Ha osservato che il prezzo del petrolio deve essere equo e ragionevole, senza andare alle stelle, in modo da garantire la crescita economica e la capacità di investimento. Al fine di rispondere all’attuale crisi economica, è necessaria la solidarietà tra i governi e le imprese delle risorse energetiche.

E’ dello stesso parere Nobuo Tanaka direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia secondo cui a causa della crisi economica gli investimenti nel settore delle energie sono destinati a ridursi tanto che la generazone di energia elettrica si potrebbe abbassare ai livelli della seconda guerra mondiale per un valore previsto del 3.5%, e con un calo del 21% degli investimenti relativi all’estrazione delle risorse energetiche, tanto che anch le rinnovabili si contrarranno del 38%.

Foto | G8 Energy

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Scajola: "Dal 2018 useremo energia delle centrali nucleari"

pubblicato da Marina

Claudio Scajola annuncia: "Dal 2018 useremo energia dalle centrali nucleari" Ha detto Claudio Sajola Ministro per lo sviluppo economico, durante un intervista a Canale 5 che:

Il provvedimento sviluppo, approvato al Senato la settimana scorsa, che passa alla Camera per l’approvazione definitiva, riapre la porta del nucleare al nostro Paese: ciò significherà che nel 2010, cioè l’anno prossimo, le imprese potranno chiedere le autorizzazioni. Entro il 2013 porremo la prima pietra della prima centrale nucleare in Italia e nel 2018 avremo i primi kilowattora prodotti dal nucleare in Italia. Il che significa, quando il piano energetico sarà completato, fra nucleare, energia innovabile ed energie fossili, di avere un’energia con il 30% in meno di costo: cio’ significa essere competitivi con gli altri Paesi europei.

Rispetto alla individuzione dei siti sui cui andare a costruire le centrali nucleari,ilMinistro Scajola ha sepcificato:

Nel provvedimento abbiamo ritenuto in maniera credo saggia e comunque rispettosa del territorio e del mercato che nei prossimi sei mesi individueremo i criteri che devono essere seguiti dalle imprese che vogliono installare centrali nucleari in Italia. Significa che avremo delle caratteristiche necessarie, obbligatorie, esclusive di sicurezza, di territorio, di tecnologie sulle quali le imprese si confronteranno richiedendo le autorizzazioni e quindi scegliendo i luoghi per loro idonei.

Via | Lineaedppmi
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Bollino (Gse): "Il boom delle rinnovabili porterà 250mila posti di lavoro entro il 2020. Ma ci vuole il nucleare"

pubblicato da Marina

Rinnovabili Vs nucleare Ieri Carlo Bollino, Presidente del Gse (Gestore servizi elettrici) a margine del convegno che si è tenuto a Roma per la presentazione del Rapporto Gse-Iefe Università Bocconi, dove ha presentato lo studio: Prospettive di sviluppo delle tecnologie rinnovabili per la produzione di energia elettrica-Opportunità per il sistema industriale nazionale ha detto:

Il nucleare è complementare alle rinnovabili.

E ha aggiunto che grazie al boom delle rinnovabili arriverà nuovo lavoro:

Ci aspettiamo 250mila nuovi posti di lavoro entro il 2020. Dall’avvio di Conto Energia abbiamo erogato 120 milioni di euro realizzando 37mila impianti tra domestici e industriali, per il 70% di piccola taglia, per un totale di 470 megawatt installate. Dunque mi pare che il sistema funzioni, e che non ci siano difficoltà di finanziamento per chi vuole ricorrere al fotovoltaico. Questo risultato si deve ovviamente anche agli incentivi, che oggi in Italia sono i migliori d’Europa

L’ossimoro rinnovabili-nucleare mostra lospecchio del nostro Paese e Bollino per non scontentare nessuno ha aggiunto:

Il Governo e il ministro Scajola hanno scelto la miglior procedura possibile, partendo dalla gestione condivisa con gli enti locali delle localizzazioni dei siti nucleari. La strada maestra da seguire mi auguro sia quella di annunciare i siti tutti insieme, e non uno per volta, in modo da contribuire ad un dibattito più costruttivo. Con il nucleare la bolletta elettrica della classe meno abbiente scenderà.

Via | Il Giornale, Wall-Street
Foto | Flickr

Scajola: "inizieremo a costruire le centrali nucleari il prossimo anno". Ecco dove.

pubblicato da Marina

La mappa dei siti nucleari

Mentre qualche post più sotto Matteo Razzanelli e piccolosocrate ci danno conto dell’incidente nucleare a Tricastin in Francia, il Ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola in visita ad Ansaldo Energia a Genova, annuncia che entro la fine di quest’anno saranno individuati i siti su cui far sorgere le centrali nucleari italiane e che nella primavera del 2009 sarà indetta la conferenza energetica (organizzata insieme al ministero dell’Ambiente e aperta a tutti gli esperti del settore) con la proposta di un Piano nazionale che sarà poi portato all’attenzione del Parlamento.

Il che, tradotto dal politichese vuol dire che entro la fine dell’anno saranno individuati i siti su cui costruire le centrali e che entro un anno ne sarà richiesta l’approvazione al Parlamento. E secondo quanto riferisce equologia iniziano a girare i primi nomi dei siti che ospiteranno le centrali: Monfalcone (Go), Chioggia (Pd) (Ve), Ravenna, Caorso (Pc), Trino (Vc), Fossano (Cn), Scarlino (Gr), San Benedetto (Ap), Latina, Termoli (Cb), Garigliano (Ce), Mola (Ba), Scanzano Ionico (Mt), Palma (Ag), Oristano.

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