Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag mix energetico

Secondo uno studio nel 2030 saremo pronti per un pianeta al 100% di energia verde. Sarà vero?

pubblicato da Simone Muscas

Parco eolico in autostradaIl titolo non tragga in inganno: sarebbe bello che il nostro pianeta fra poco meno di vent’anni vivesse soltanto di energie rinnovabili agli attuali consumi, purtroppo la strada per raggiungere questo sogno probabilmente è ancora tanto lunga. Eppure, nonostante gli evidenti limiti tecnologici che ci separano da un quadro di questo tipo, impazza sull’web questa notizia che alimenta a mio modo di vedere soltanto false speranze. A raccontarcela sono Mark Delucchi dell’Università della California e Mark Jacobson di quella di Stanford che, sulla rivista Enegy Policy, hanno pubblicato i calcoli per una lista della spesa per un mondo alimentato soltanto ad energia verde.

Nel taccuino sono finite circa 4 milioni di turbine eoliche da 5 MW di potenza, 90mila grandi centrali solari da 300 MW, sia del tipo fotovoltaico che a concentrazione e circa 1,7 miliardi di piccoli pannelli fotovoltaici da 3 kW da installare sui tetti delle case del pianeta, praticamente in quasi tutte capanne comprese. A completare il mix energetico contribuiscono anche centrali geotermiche e marine il cui sviluppo al momento per differenti motivi è ancora limitato. I due ricercatori nel loro studio di ricerca pongono in risalto il fatto che se ancora non si è arrivati a questo obiettivo il problema sia attribuibile soltanto alla volontà politica.

Lungi da me pensare che in gran parte del mondo la politica non abbia rappresentato (e continui a farlo) un peso allo sviluppo delle rinnovabili, tuttavia ritengo pure che sia un po’ troppo semplicistico ragionare in questi termini. La ricerca nelle tecnologie verdi inoltre sappiamo tutti che, rispetto a dieci anni fa, ha compiuto importanti passi in avanti e siamo tutti consapevoli che per una loro diffusione si può e si deve fare di più in tutto il mondo. Ipotizzare quindi come unica ricetta l’installazione di un numero definito di impianti nel pianeta e indicare la politica come panacea di tutti i mali sono conclusioni che a mio modo di vedere sanno di demagogia.

Continua a leggere: Secondo uno studio nel 2030 saremo pronti per un pianeta al 100% di energia verde. Sarà vero?

....
condividi 7 Commenti

Energia elettrica: dal Gse la procedura per la tracciabilità delle rinnovabili

pubblicato da Peppe Croce

Energia elettrica: dal Gse la procedura per la tracciabilit�  delle rinnovabili

Il Gse ha reso nota la procedura che dovranno adottare le aziende produttrici di energia elettrica per comunicare la cosiddetta “fuel mix disclosure”. Si tratta, in pratica, dell’obbligo di comunicare ai clienti il mix di fonti utilizzate per produrre l’energia, dal carbone alle rinnovabili, prevista dal decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 31 luglio 2009.

Un decreto che ha il significativo nome di “Criteri e modalità per la fornitura ai clienti finali delle informazioni sulla composizione del mix energetico utilizzato per la produzione dell’energia elettrica fornita, nonché sull’impatto ambientale della produzione”. Una sorta di operazione trasparenza che dovrebbe evitare che alcune società di produzione si vantino di un “parco rinnovabili” che, in realtà, non hanno.

Ma non solo, perchè l’energia rinnovabile si può anche acquistare sul mercato e, in questo caso, la trasparenza è ancor più necessaria. Nel dettaglio, come specifica il Gse stesso, gli obbiettivi sono:

identificare il soggetto produttore e la tipologia di fonte rinnovabile utilizzata per la produzione di energia elettrica da certificare; certificare l’energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili e immessa in rete da ciascun produttore; trasferire dal produttore alle imprese di vendita le certificazioni rilasciate dal GSE, secondo principi di trasparenza e di tracciabilità, in modo da garantire che una certificazione risulti sempre nella titolarità di un solo soggetto

Per ottenere tutto ciò il Gse promette di dotarsi a breve di strumenti informatici sufficienti a gestire questa mole, non indifferente, di dati raccolti dalle società di produzione. Unico dubbio di questa procedura: le società riusciranno a comunicare in bolletta in maniera chiara e comprensibile da dove viene l’energia venduta al cliente?

Via | Gse
Foto | Flickr

....
condividi 0 Commenti

Presto partirà il mercato elettrico europeo comune. Scenari positivi anche per le rinnovabili?

pubblicato da Simone Muscas

Banconote di diversi PaesiÈ di questi giorni la notizia di come le principali Borse elettriche europee abbiano un piano per mettere su una piattaforma comune entro il prossimo anno. Si tratta in sostanza di un meccanismo coordinato di formazione del prezzo dell’energia nei mercati delle regioni nordiche, centro-occidentali e meridionali dell’Europa che coinvolgerà alcune fra le più importanti città europee: Amsterdam, Bruxelles, Madrid, Oslo, Parigi, Lipsia e anche la nostra Roma.

Il progetto è chiamato “Price Coupling of Region” (PCR), ed è finalizzato a porre le basi per la creazione di un vero mercato europeo dell’energia. L’iniziativa, per quanto sperimentale, a mio modo di vedere nasconde un aspetto interessantissimo in ottica di sviluppo della rete elettrica e quindi di regolamentazione delle fonti rinnovabili.

Attraverso l’attuazione di tale proposta si potrebbero finalmente creare le basi affinché i gestori di rete e gli operatori di mercato possano attuare in tempi rapidi una soluzione comune per il processo di formazione dei prezzi (price coupling) nel mercato del giorno prima in tutta Europa. Di questo modo sarà possibile organizzare un mercato più globale, strumento necessario non solo da un punto di vista economico, quanto, e tengo a sottolinearlo, per dare maggiori possibilità di sviluppo alle fonti rinnovabili e alla loro immissione in rete.

Continua a leggere: Presto partirà il mercato elettrico europeo comune. Scenari positivi anche per le rinnovabili?

....
condividi 2 Commenti

Spagna: il Governo di Zapatero scommette sull'eolico come prima fonte di energia

pubblicato da Simone Muscas

Il premier spagnolo ZapateroMi ha particolarmente incuriosito una recente notizia secondo cui il Governo spagnolo di Zapatero avrebbe approvato un particolare piano energetico nazionale. Fra i contenuti più interessanti senza dubbio vi è la parte relativa all’energia prodotta dal vento. Ebbene, secondo gli intenti governativi, l’obiettivo sarebbe quello secondo cui entro i prossimi dieci anni il mix delle fonti energetiche del Paese dovrà essere rappresentato nella percentuale maggiore dalla fonte eolica.

Numeri alla mano l’energia prodotta con il vento dovrà essere costituita, al 2020, da una percentuale di almeno il 22,3%. Cifre da capogiro, in quanto si dovrà arrivare ad una potenza eolica installata di almeno 74.547 MW , ovvero quasi il doppio rispetto agli attuali 39.721 MW istallati che rappresentano senza dubbio già un ottimo risultato.

Se da un lato qui in Italia si guarda agli obiettivi della Spagna con una certa invidia dato l’impegno e l’energia profusa dalle parti competenti in materia di rinnovabili, dall’altro sono molti gli ostacoli che sicuramente dovranno essere superati per arrivare ad una quota percentuale così ambiziosa.

Continua a leggere: Spagna: il Governo di Zapatero scommette sull'eolico come prima fonte di energia

Rinnovabili e nucleare sono in competizione?

pubblicato da Peppe Croce

Secondo l'Ad di Enel Fulvio Conti il nucleare e le rinnovabili non si escludono a vicenda

Non tutti sono convinti che sviluppare le rinnovabili e tornare al nucleare siano due direzioni opposte e in conflitto tra loro. C’è, infatti, chi crede proprio l’opposto e ritiene che entrambe le tecnologie siano indispensabili per la sicurezza energetica del paese e la tutela dell’ambiente. La pensa proprio così, ad esempio, l’amministratore delegato di Enel Fulvio Conti che ha affermato:

Nucleare e rinnovabili sono compatibili. Tutti i paesi intelligenti usano il nucleare, noi ancora lo importiamo. Se lo importiamo, perche’ non farlo direttamente noi? Mi sembra dunque naturale pensare che sia corretto usare anche il nucleare per la generazione di elettricita’. Una fonte non esclude l’altra, tutte sono necessarie

E’ quasi superfluo ricordare che Enel ha enormi interessi economici tanto nelle rinnovabili, già oggi tramite Enel Green Power, che nel nucleare, in futuro tramite l’accordo con Edf. La pensa nello stesso modo anche la Aie, l’Agenzia internazionale dell’energia che fa capo all’Ocse, cioè l’organizzazione tra i paesi più industrializzati per la cooperazione e lo sviluppo economico. Il direttore esecutivo dell’Aie, Nobuo Tanaka, presentando il Rapporto 2009 sulla politica energetica italiana, ha lodato sia gli sforzi dell’Italia nello sviluppo delle fonti rinnovabili sia l’inizio di una nuova stagione nucleare. Tanaka ha affermato che la nuova stagione nucleare italiana:

consentirà di diversificare il mix energetico, di ridurre la dipendenza dall’importazione di combustibili fossili, e di limitare, almeno su un orizzonte temporale di lungo termine, i livelli di emissione di CO2.

Continua a leggere: Rinnovabili e nucleare sono in competizione?

Ferrovie dello Stato: meno inquini più ti premio

pubblicato da Simone Muscas

Treno Ferrovie dello StatoInteressante iniziativa quella che a partire dall’anno prossimo verrà portata avanti dalle Ferrovie dello Stato. L’obiettivo è quello di cercare di far aumentare i passeggeri del treno rispetto a quelli di aereo e automobile, il tutto facendo ricorso alla carta della sostenibilità ambientale. Sui treni verrà infatti lanciata l’iniziativa delle “Millemiglia Ecologiche”.

Tutti i tagliandi d’accesso sui treni italiani infatti, compresi quelli emessi online, riporteranno, oltre naturalmente alla tratta, alla classe e al prezzo, anche il bilancio ambientale del percorso. Ciò significa che verranno quantificate le emissioni di CO2 e i consumi energetici evitati (espressi in grammi di petrolio equivalenti) rispetto a quelli che si emetterebbero nel caso in cui lo stesso percorso venisse effettuato in auto o in aereo.

Detto questo, ogni passeggero avrà una sorta di tessera personale su cui, viaggio dopo viaggio, verranno contabilizzati l’anidride carbonica e il gasolio “risparmiati”. Tale risparmio darà diritto a dei cosiddetti “punti verdi” il cui accumulo permetterà di vincere dei premi. Questi dovrebbero comprendere biglietti gratuiti, sconti e la possibilità di viaggiare in prima classe. Fra gli obiettivi futuri vi sarà probabilmente pure quello di poter detrarre fiscalmente parte delle spese di viaggio.

Continua a leggere: Ferrovie dello Stato: meno inquini più ti premio

....
condividi 9 Commenti

AEEG: servono nuove regole per le energie rinnovabili

pubblicato da Simone Muscas

Energia eolicaHo letto con una certa curiosità una delibera recentemente pubblicata dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, ovvero la massima autorità che si occupa del mercato dell’energia elettrica in Italia. Nel documento viene proposto di rivedere la disciplina per il dispacciamento dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili non programmabili, in sostanza tutte le energie alternative con esclusione della biomassa.

L’intento, a quanto pare, è quello di superare le criticità riscontrate nell’attuale assetto del mercato e ridimensionare la “priorità” di cui godono queste fonti. Negli ultimi anni infatti si sarebbe registrato in Italia un aumento progressivo delle installazioni di impianti da fonti rinnovabili, soprattutto eolici e fotovoltaici, che per loro natura sono fonti di natura intermittente, quindi con una produzione non programmabile.

Tali impianti, specie quelli eolici, sono concentrati soprattutto nell’Italia meridionale e insulare, situazione che avrebbe portato queste zone a subire nell’ultimo periodo inefficienze in termini di regolazione e controllo della rete. L’AEGG pone all’attenzione il fatto che la non programmabilità di questi impianti, unita allo scarso fabbisogno elettrico che caratterizza le aree in cui sorgono, avrebbe reso particolarmente critico l’esercizio in condizioni di sicurezza delle reti.

Continua a leggere: AEEG: servono nuove regole per le energie rinnovabili

Tuvalu chiede i finanziamenti per diventare energeticamente indipendente

pubblicato da Simone Muscas

Atollo di TuvaluTuvalu è uno dei più piccoli Paesi al mondo (appena 26 chilometri quadrati) ed è con i suoi 11.500 abitanti, dopo il Vaticano, il secondo Stato meno popolato del mondo. Qualche tempo fa su Ecoblog parlammo di questo piccolo paradiso della Polinesia composto da otto atolli e del fatto che il governo locale chiese all’Australia e alla Nuova Zelanda una sorta di “asilo ambientale” in protezione degli effetti di innalzamento del mare che il riscaldamento globale avrebbe creato.

Questa volta però a far balzare agli onori della cronaca Tuvalu è un’iniziativa tutta particolare portata avanti dai governanti dell’atollo. Questi infatti si sono attivati nel chiedere dei finanziamenti per rendere il proprio territorio indipendente da un punto di vista energetico. Nel complesso si tratta comunque di un obiettivo difficile per una piccola economia che allo stato attuale è totalmente dipendente dal petrolio importato dalla Nuova Zelanda.

In uno scenario ideale, Tuvalu potrebbe utilizzare solo fonti energetiche rinnovabili attraverso un mix energetico particolarmente variegato, anche se vi è da dire che i problemi per applicare tale progetto, nonostante la popolazione non sia numerosissima e l’area non sia delle più vaste, sono tantissimi. Il problema dell’indipendenza energetica per quanto l’atollo disponga di sole e vento in grandi quantità non è semplice.

Continua a leggere: Tuvalu chiede i finanziamenti per diventare energeticamente indipendente

Uno studio afferma che l’eolico Usa può soddisfare la domanda mondiale di energia

pubblicato da Simone Muscas

Aerogeneratori eoliciDi studi curiosi ne abbiamo trattato tanti su Ecoblog, tuttavia questo che arriva dagli Stati Uniti merita particolare attenzione. Infatti secondo un importante centro di ricerca sembrerebbe che tutto il fabbisogno di energia nel mondo potrebbe essere soddisfatto dall’energia elettrica prodotta solamente con i sistemi eolici negli Stati Uniti. Questo è quanto stimato in uno studio pubblicato sulla rivista dell’Accademia Americana delle Scienze Pnas da Michael McElroy della School of Engineering and Applied Sciences, Harvard University di Boston.

Secondo il calcolo eseguito dagli esperti sarebbe sufficiente una rete di turbine da 2,5 MW di potenza che operi ad appena il 20% della capacità, per produrre un quantitativo di energia pari ad oltre 40 volte il consumo globale di elettricità, oltre cinque volte il consumo mondiale di energia in tutte le sue forme. Stupiti? Sicuramente lo studio non rivela tutto ciò che dovrebbe, nel senso che l’applicazione di un progetto faraonico di questo tipo genererebbe, oltre che investimenti molto onerosi, soprattutto dei chiari problemi di fattibilità tecnica.

Già qualche tempo fa parlammo su Ecoblog di ciò che in quest’ultimo periodo sta succedendo con i parchi eolici spagnoli i quali, a causa della crisi economica ed alla conseguente riduzioni dei consumi elettrici, stanno venendo scollegati dalla rete. Questo perché l’energia prodotta risulta oltre che più costosa anche di produzione maggiormente incostante rispetto ad altre fonti convenzionali.

Continua a leggere: Uno studio afferma che l’eolico Usa può soddisfare la domanda mondiale di energia

Mix energetico al 100% di energie rinnovabili? Secondo gli spagnoli si può

pubblicato da Simone Muscas

Bandiera spagnolaVi immaginate un Paese industrializzato in cui il mix energetico sia composto da energie rinnovabili al 100%? Secondo gli Spagnoli sarebbe possibile, o almeno lo sarà entro il 2050. Questo emergerebbe dal documento messo a punto dall’APPA (un’associazione per lo sviluppo delle energie rinnovabili in Spagna) e Greenpeace.

Il documento, che è una sorta di progetto preliminare da presentare al governo, ha come scopo quello di recepire la direttiva europea in materia di energie rinnovabili. In sostanza vengono fissate le linee guida per raggiungere l’obiettivo in modo tale da coprire con fonti energetiche pulite i consumi di elettricità nello Stato iberico.

Se venisse applicata una legge come questa, spiega José María González Vélez , presidente della Appa, il Paese sarebbe in grado di creare un forte e serio di sviluppo di autosostentamento energetico. Il raggiungimento di tale modello presupporrebbe un investimento di circa un miliardo di di euro. Gli Spagnoli più avanti noi?

Continua a leggere: Mix energetico al 100% di energie rinnovabili? Secondo gli spagnoli si può