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Tutti gli articoli con tag mobilità sostenibile

Napoli, 20km di pista ciclabile da Bagnoli a Piazza Garibaldi

pubblicato da Marina

Piste ciclabili a Napoli entro l'estate 2012

Napoli fa sul serio con la mobilità sostenibile: dopo il percorsi che usano le scale, la chiusura al traffico del centro storico ecco la pista ciclabile più lunga del Mezzogiorno. Collega Bagnoli a Piazza Garibaldi (in pratica i due punti estremi della Città di Napoli) sarà pronta tra circa sette mesi, sul finire dell’estate insomma e darà ai napoletani (e a chi vorrà pedalare) 20 km da usare anche come interscambio con le metropolitane. In proposito, infatti la bici sarà benvenuta a bordo dei treni metrò della Linea 6 e il suo trasporto sarà gratuito.

Il costo dell’intera operazione è di un milione e 200mila euro e messo in conto dalla precedente amministrazione. Il che però non deve meravigliare: non sempre le spese previste si realizzano per quello per cui sono state messe in bilancio. Esempio: a Caserta la precedente amministrazione aveva previsto 350mila euro per sistemare le piste ciclabili, ebbene quei soldi sono stati usati dall’attuale amministrazione per acquistare 10 autovetture e 3 motocicli da destinare alla polizia urbana.

L’amministrazione lancia anche un concorso in merito: trovare il nome a questa nuova pista ciclabile:
Ora tocca a voi! Presto, su questa pagina internet, verrà pubblicato un bando pubblico che permetterà a writers e giovani studenti di scegliere il nome del percorso ciclabile e caratterizzare alcune aree di sosta del tracciato con i murales. Il tema centrale sarà la mobilità sostenibile.

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Mobilità sostenibile: l'Italia resta ferma al palo

pubblicato da Simone Muscas

TrafficoChe l’Italia non fosse un Paese particolarmente lungimirante sul fronte della mobilità sostenibile non lo scopriamo certo oggi, tuttavia se negli anni scorsi potevamo segnalare miglioramenti (seppur poco significativi) di alcuni importanti indicatori, per l’anno in corso assistiamo invece ad un vero e proprio quadro recessivo del panorama nazionale per quanto riguarda quasi tutte le soluzioni di trasporto alternativo all’auto privata.

A rivelarcelo è il rapporto 2011 di Euromobility, pubblicato qualche giorno fa, dove emerge una situazione decisamente al di sotto delle aspettative e dagli scenari tutt’altro che positivi. I numeri sono sconfortanti: su tutti il trasporto pubblico locale (ancora inefficiente nella maggior parte delle città italiane) e soprattutto le auto private che continuano a fare la parte del leone nei centri urbani, responsabili, si evince dal rapporto, di più di ottomila morti anno per le polveri sottili (soltanto 13 città su 50 sarebbero in regola con le emissioni di PM10).

A preoccupare, oltre a questi aspetti, sono le sfide per il futuro, quelle stesse sfide che in altre parti d’Europa si stanno rivelando vincenti mentre qui si dimostrano essere degli autentici fallimenti. Il car sharing per esempio i cui numeri erano e rimangono striminziti: 113 auto a Torino, 105 a Roma, 86 a Milano, 73 a Genova, 47 a Venezia, 36 a Palermo. A Bruxelles, giusto per fare una comparazione ci sono 227 auto per 140.000 abitanti, a Brema 167 auto per 547.000 abitanti, a Monaco 345 auto per 841.000 abitanti.

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Treni, da Nord a Sud Italia con l'alta velocità

pubblicato da AlterEco

treni italia

Nessun luogo è lontano. Può forse una distanza materiale separarci davvero dagli amici? Se desideri essere accanto a qualcuno che ami, non ci sei forse già?

Ecco, per andare da Nord a Sud d’Italia e viceversa non ci rimane che affidarci all’alta velocità del nostro pensiero. La soppressione di 21 treni a lunga percorrenza operata da Trenitalia colpirà in particolar modo Calabria e Sicilia, isolandole ulteriormente dal resto del Paese. La filosofia spicciola di Richard David Bach non basta a consolarci per la perdita dei nostri treni a bassa velocità. Sporchi, angusti, maleodoranti e logorati dal tempo eppure ci mancheranno, eccome.

Erano di una lentezza estenuante e ogni dieci minuti te ne lamentavi con i tuoi compagni di carrozza, ma poi in quelle dieci-dodici ore di slow life forzata c’era sempre qualcuno che ti riassumeva la sua vita e quando scendevi ti sentivi diverso, come se ora ne sapessi un po’ di più sul tuo Paese e su chi lo attraversa ogni giorno, stipato in quei vagoni lenti e rumorosi.

C’è sempre qualcosa o qualcuno che ti spinge a partire ma chi sceglie i treni ha più tempo per pensarci su, per soffrire o gioire di una partenza, di un ritorno. A volte sui sedili logori e caldi ci trovavi i pensieri e la nostalgia di qualcun altro, abbandonati lì, tangibili e stanchi per il viaggio.

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Meno 60% di emissioni di CO2 entro il 2050 usando la bicicletta

pubblicato da Marina

Trasporto sostenibile stile Copenhagen: in bicicletta si risparmiano emissioni di co2

Se gli europei pedalassero quanto i danesi nel 2050 avremmo il 60% in meno di emissioni di CO2. Ecco il vero segreto della mobilità sostenibile. Potremmo giungere al 50% dell’obiettivo dell’Unione europea di riduzione di gas serra se ogni cittadino degli Stati usasse la bicicletta per almeno 5 Km al giorno. La stima emerge da uno studio condotto dal European Cycling Federation (ECF). Insomma, la proposta è per un modello di trasporto alla Copenhagen.

Spiega Benoit Blondel autore dello studio:

Il potenziale racchiuso nelle biciclette è enorme e richiede poco sforzo. Avere più persone in bicicletta per le strade sarebbe molto più conveniente che avere più auto elettriche.

Dunque, secondo il rapporto il ciclo di vita emissioni (LCA) del ciclismo è di 10 volte inferiore a una comune autovettura considerato anche l’apporto alimentare necessario a chi pedala. E’ vero che i ciclisti consumano più calorie degli automobilisti, ma usano queste calorie per produrre energia. Dunque un bilancio in pareggio. Il problema però è: come convincere gli europei a montare in sella a una bicicletta?

Via | Euractiv
Foto | Flickr

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Mobilità e crisi: un pieno è più caro del pranzo di Natale

pubblicato da Marina

pagheremo di più un pieno di benzina e meno il pranzo di Natale

Per questo Natale spenderemo di più per un pieno di benzina o per il classico pranzo natalizio, magari a Km0 o con prodotti biologici? La risposta non è scontata perché spenderemo di più per la benzina e la stima la fa Coldiretti:

Fare il pieno ad un’auto di media cilindrata con un serbatoio di 50 litri costa ben 85 euro, un importo leggermente superiore a quello che destineranno in media le famiglie italiane per la preparazione del pranzo di Natale.

La manovra Salva Italia perciò potrebbe essere l’occasione giusta per portare un po’ di sobrietà nei consumi di carburante e non solo per l’economia. Roma e Milano hanno già sforato più volte i limiti consentiti di PM10 con le conseguenti giornate interdette al traffico dei veicoli.

Il prezzo della benzina è alle stelle (qui la classifica di petrolio il blog di Debora Billi) causa accise. Peraltro dal 2012 le Regioni potranno destinare una delle accise del valore di 1 centesimo per litro al sostegno del trasporto pubblico. E io continuo a chiedermi: perché non si riprende a usare massicciamente la bicicletta? perché non si ritorna a camminare a piedi?

Via | Teatro Naturale
Foto | Flickr

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Roma, non piace l'albero di Natale riciclabile: tolto da Piazza Venezia

pubblicato da Marina

Roma alberello finto

Leggo dal puntuale 06Blog dell’incredibile polemica sorta intorno all’albero di Natale, finto e riciclabile, installato qualche giorno fa a Piazza Venezia: ai romani non è piaciuto. Per cui si sono sollevate un botto di proteste alimentate dall’opposizione che non ha dimostrato neanch’essa una vocazione ecologista. Nella foto sopra com’era e nella foto sotto com’è oggi.

albero vero a roma

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Mobilità sostenibile: attraversare Napoli salendo le scale

pubblicato da Marina

Il petraio

Il progetto ha il suggestivo nome di Tu scendi dalle scale e prende il via domani e fino all’8 gennaio. In sostanza il Comune di Napoli invita i suoi cittadini a camminare a piedi sfruttando quelle incredibili corsie preferenziali che sono le scale. A Napoli ce ne sono 200, esattamente 138 linee di scale e 64 linee di gradinate che raggiungono tutti i punti della città.

In questa occasione sono state ripulite (grazie a Legambiente e ai suoi volontari) e ripristinate quattro quelle del Petraio (foto a sinistra) , Pedamentina, Moiariello e Principessa Iolanda.

L’iniziativa vede la tenace volontà del Coordinamento del Recupero delle scale di Napoli che si batte oramai dal 1995 per far ritornare le scale ad essere percorsi urbani sfruttati. E per invogliare i cittadini a riscoprirne vantaggi che superando traffico e autovetture consentono di dimezzare i tempi di percorrenza, da un capo all’altro della città (le scale del Petraio portano da Spaccanapoli a San Martino-Vomero NdR) sono stati predisposti eventi lungo le scale.

Dopo il salto il video di presentazione dell’iniziativa.

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Torino, auto elettrica tutta piemontese

pubblicato da Marina

Torino auto elettrica piemontese

Torino è una piccola quadriciclo ma somiglia più a una city car elettrica. Nasce grazie alla sinergia della rete d’imprese Amifevs costituita da sei aziende: Polimodel, Modarte, Ifevs, Istituto Ipm, Rossovivodesign, Integrare e Bitron. Ha 3 posti, uno avanti e due dietro, autonomia di 150 Km, batteria a Litioioni da 11 kw e consuma 70 Wh per chilometro.

Dunque, mentre la Fiat delocalizza e non crede nella produzione di auto elettriche, i piccoli imprenditori rtorinesi navigano controcorrente e investono in un progetto che si incastonerà nella Smart City del futuro. Entrerà in produzione tra il 2013 e il 2015 e costerà intorno ai 15mila euro. Il sindaco Fassino con l’assessore all’Ambiente Enzo Lavolta che ha partecipato alla presentazione si augura che l’auto rientri nel progetto di mobilità sostenibile della Città di Torino.

Torino auto elettrica piemontese

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Via | Pagina To
Foto | Spazio Torino

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Mobilità sostenibile, da Caserta la conferma: siamo all'anno zero

pubblicato da Marina

stop a bici e pedoni, ma la mobilità sostenibile è una necessità sanitaria

Sono stata ieri pomeriggio all’incontro Muoversi green organizzato da Francesco Apperti consigliere comunale del gruppo Speranza per Caserta e dedicato alla mobilità sostenibile. Presenti Angelo Bonelli Presidente nazionale dei Verdi, Vincenzo Cenname sindaco di Camigliano (il comune sciolto perché si rifiutava di versare le quote della TARSU alla Provincia NdR) e federato con i sindaci della buona amministrazione, Luigi Maffei Assessore Grandi Opere, Trasporti, Mobilità, Innovazione Tecnologica Provincia Caserta nonché ingegnere e docente universitario e Gerry De Concilio, imprenditore del cicloturismo avendo fondato That’s amore che propone mete cicloturistiche in Italia.

L’osservatorio è inevitabilmente quello meridionale anche se il ragionamento sarà poi dipanato su scala nazionale e europea. Ribadisco l’inevitabilmente. Perché le leggi sulla mobilità, ovviamente, riguardano tutti: grandi e piccoli comuni a nord come al sud della Penisola. Ma è noto siamo in epoca di tagli ai trasporti pubblici e le amministrazioni rispondono come sanno e non come possono. La dove vi è cultura del territorio e dell’ambiente avviene che vi sia la risposta più saggia e funzionale; la dove la cultura dell’ambiente è inesistente avviene la messa in atto degli scempi ai danni del territorio con le tragedie annunciate.

Dunque, la sala del convegno era praticamente vuota. Il sindaco di Caserta Pio del Gaudio ha salutato privatamente e non ufficialmente gli intervenuti ed è scappato via. Tutto il contesto la dice lunga sul grado di cultura e sensibilità riservato al momento alla mobilità sostenibile. Sarà che già di per se il termine non è chiaro, forse meglio il binomio coniugato dai francesi: mobilité durable, che dona effettivamente il senso della compiutezza e dell’espandersi nel tempo e nello spazio di un vantaggio grazie alla parola durevole. Comunque, cultura che al momento è praticamente assente nel meridione come anche nel settentrione, non fosse altro che per alcune isole felici.

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Primi timidi segnali per il telelavoro in Italia: si farà davvero?

pubblicato da Simone Muscas

TelelavoroLeggevo un articolo relativo all’ultima manovrina economica che il Governo italiano ha in mente di lanciare. Fra le idee trite e ritrite, ne ho trovata una che mi ha incuriosito, non tanto perché si tratterebbe della pozione magica a tutti i nostri problemi, quanto perché in quest’epoca di appiattimento politico si riuscirebbe finalmente ad intravedere un barlume di originalità. Mi riferisco alle possibili novità in materia di agevolazione economica; in un capitolo di queste si parla infatti di riconoscimento del telelavoro ed in particolare di aiuti economici per tutte quelle imprese che decideranno di ricorrervi.

Di che entità siano gli aiuti (nel senso se saranno incentivi o defiscalizzazione per le imprese) ancora non lo sappiamo, tuttavia, essendo una novità assoluta su scala nazionale, ritengo sia un argomento da seguire con attenzione. Detto ciò, è ovvio che, non essendo tematica molto nota dalle nostre parti, non tutti sappiano di cosa stiamo parlando. Per capirci, si tratta di uno strumento molto utilizzato dalle aziende negli Stati Uniti (mentre è pressoché sconosciuto in Europa) che consiste sostanzialmente nel permettere ai dipendenti, qualora le mansioni dell’impresa lo permettano, di lavorare direttamente da casa con un collegamento in rete.

I vantaggi? Economici sicuramente, dato che l’azienda ne potrebbe giovare in termini di costi (soprattutto per quel che riguarda quelli di locazione o acquisto di locali), ma anche dal punto di vista energetico se pensiamo per esempio ai consumi delle apparecchiature negli uffici. Per quel che riguarda il lavoratore invece i benefici sono soprattutto di natura logistica: si eviterebbero infatti gli spostamenti casa - lavoro - casa, spesso lunghi; insomma una bella mossa di mobilità sostenibile, se pensiamo, come è oramai appurato, che il principale motivo per cui le persone si spostano sia appunto da ricercarsi sulla necessità di recarsi quotidianamente al proprio posto di lavoro.

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