
Dando il benvenuto a Terra, il nuovo quotidiano ecologista che dedica un approfondimento alla pericolosità delle polveri sottili nelle metropoli, rispolvero la questione del Pm10, il killer silenzioso che uccide circa 8000 italiani all’anno, senza che nessuno se ne preoccupi. Diversi studi epidemiologici hanno accertato la correlazione tra le polveri di Pm10 e un incremento dei decessi dovuti a malattie cardio-repiratorie, quali infarti, ictus, casi di cancro al polmone.
Secondo i dati di uno studio dell’Apat e dell’Oms del 2006, che ha analizzato gli effetti a lungo termine dell’esposizione dell’essere umano alla polveri di Pm10, nelle città italiane il Pm10 è la causa della morte di circa 8 mila persone all’anno, stroncate da patologie croniche dell’apparato respiratorio o da improvvisi problemi del sistema cardio-circolatorio: tra i più colpiti, bambini ed anziani. L’inquinamento da polveri sottili uccide, eccome se uccide. Le polveri Pm10 sono molto sottili e rimangono nell’aria per diversi giorni: sono composte da alcune sostanze tossiche e cancerogene che non vengono filtrate dalle narici, finendo nei bronchi e arrivando negli alveoli.
D’altra parte, le stesse ricerche indicano anche il trend positivo, ovvero l’allungamento dell’aspettativa di vita direttamente proporzionale alla riduzione della concentrazione di Pm10: ad ogni riduzione di 10 microgrammi per metro cubo di Pm10, corrisponde un aumento dell’aspettativa di vita di circa sei mesi. Lo stesso dato, visto al contrario dovrebbe far scattare l’allarmismo generale e destare l’attenzione del mondo politico, affinché ci si attenga ai limiti di legge europei e si limitino le emissioni di Pm10, l’assassino a cui nessuno fa caso.
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Seicento ciclisti morti per inquinamento nella città di Roma. Un dato allarmante pubblicato su alcuni giornali dei giorni scorsi, denunicato in primis dall’associazione BiciRoma che punta il dito sull’urbanizzazione speculativa degli ultimi anni, sulla creazione di quartieri dormitorio nelle periferie della città e sulla mancata progettazione di infrastrutture per la mobilità.
BiciRoma chiede che la situazione si affronti immediatamente, proponendo interventi concreti quali il divieto di acquisto delle aziende di trasporto pubblico di nuovi mezzi che siano solo elettrici o a metano. In più BiciRoma denuncia il mancato collegamento ciclabile Roma Litorale e la ripavimentazione della banchina del Tevere, finanziate ma ancora inattuate.
Le voci tra gli studenti della Cittadella di Catania, il polo universitario della città, si rincorrevano, da anni, di bocca in bocca: non bevete l’acqua dai rubinetti, è inquinata.
Ma che si arrivassero a contare 15 morti tutti al di sotto dei 30 anni per tumore ai polmoni o leucemia, in 10 anni e oltre 20 ammalati tra studenti e ricercatori, dell’Edificio 2, quello del Dipartimento di scienze farmaceuriche era una realtà al di sopra di ogni immaginazione.
Cosa accadeva nel Dipartimento degli orrori? Emanule Patané, ricercatore presso la Facoltà di farmacia è morto alla fine del 2003 a 29 anni, dopo aver affidato ad un memoriale, pubblicato da la valle nei templi, quanto accadeva nei 120 mq del laboratorio.