Lexus, la divisione Toyota specializzata in auto di lusso, ha lanciato la campagna pubblicitaria per la nuova CT200h. Una sportivetta che mira a rosicchiare quote di mercato alla Bmw serie 1 e all’Audi A3 puntando sulla motorizzazione ibrida derivata dall’esperienza maturata da Toyota con la Prius.
La campagna pubblicitaria è quanto meno strana per una ibrida: tutti i cliché classici della motorizzazione ibrida (rispetto per l’ambiente, basse emissioni di CO2, consumi di carburante ridotti) vengono totalmente ignorati in favore degli stereotipi pubblicitari tipici delle vetture sportive: aggressività, velocità, potenza.
Ne deriva una campagna alla “Fast & Furious” che fa a pugni con il concetto di auto ibrida. Probabilmente alla Lexus avranno avuto il timore che la nuova CT200h passasse per una berlinetta tranquilla da quarantenne ecologista e hanno preferito puntare su concetti più familiari per il cliente medio del brand.
Volete guidare come un tamarro, sgasare al semaforo, far fischiare le ruote e contemporaneamente sentirvi un figo che ha cura per l’ambiente? Avete trovato l’auto che fa per voi.
Enel ha consegnato oggi al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, la prima Smart elettrica prevista dal protocollo d’intesa dello scorso primo ottobre.
L’accordo tra Enel e il Comune di Roma prevede la fornitura di 35 vetture elettriche e l’installazione di 150 colonnine di ricarica (100 per uso pubblico e 50 per uso privato) che integreranno la rete già esistente di punti di ricarica, che oggi conta 96 colonnine.
Alemanno sembra aver gradito, oltre al lato ecologico dell’accordo, anche i vantaggi economici:
Oltre a non inquinare, le auto elettriche sono molto più economiche di quelle alimentate da carburante: un pieno di ricarica elettrica costa il 40% in meno rispetto a un pieno di benzina
Roma, ad oggi, è la città italiana più motorizzata e ne paga le conseguenze sia in termini di emissioni di CO2 e PM10 che in termini di traffico e carenza cronica di parcheggi. Con una massiccia diffusione di veicoli elettrici almeno i primi due problemi potrebbero essere alleviati. In attesa di una moderna flotta di mezzi pubblici elettrici.
Via | Enel, Comune di Roma
Foto | Comune di Roma
Per chi si iscrive ad una scuola guida, arriva l’ecopatente, un percorso di approfondimento sulla guida ecologica, organizzato da Legambiente e Confedertaai.
Accanto alle normali lezioni di scuola guida, necessarie in materia di sicurezza stradale, i futuri automobilisti riceveranno informazioni utili sull’importanza del percorso da scegliere prima di ogni viaggio, sulla partenza pulita, su una guida economica ed ecologica. I giovani impareranno anche a non intestardirsi sui cambi di marcia e a far molta attenzione ai cambi dell’olio.
E voi, lo sapete come si guida ecologicamente? Qualora non vi sentiste pronti a ricevere l’ecopatente, potete consultare i materiali didattici del progetto sul sito Ecopatente e mettervi alla prova con test a quiz, proprio come quando vi siete presentati alla motorizzazione.
via | IlSole24Ore

Dopo quello di Milano, anche l’Assessorato alla Mobilità, Trasporti e Ambiente di Roma ha scelto la causa verde a bordo di quattro Land Rover Stop/Start.
Le quattro Land Rover sono dotate di tecnologia Stop/start, che arresta il motore quando il veicolo è fermo, riducendo le emissioni di CO2 nelle metropoli. Il software valuta automaticamente quando il motore può essere spento senza rischio alcuno per i passeggeri, per poi riavviarsi appena si tocca la frizione.
Fabio De Lillo, assessore all’Ambiente del comune di Roma, ha accolto con entusiasmo la proposta di Land Rover e ha scelto una signora macchina per effettuare i sopralluoghi operativi. Ben venga il sistema Stop/Start, ma non potevano optare per una macchina più piccola?

L’associazione italiana Città Ciclabile ha recentemente consegnato dei premi al salone del ciclo e del motociclo di Milano per i comuni “a misura di ciclista in Italia”: ovvero che applicano politiche a favore delle biciclette e dei loro conducenti.
Al primo posto troviamo Torino, al secondo Firenze. Bypassando la logicità di un tale riconoscimento (una associazione a cui aderiscono i comuni che premia i suoi aderenti…se proprio devo spendere soldi preferirei farlo per un’organo di controllo) più di una perplessità nasce dalla stessa attribuzione: siamo proprio sicuri che città come Torino e Firenze si meritino questo premio?
Avete presente la Prius, l’auto ibrida più venduta al mondo? Beh trasportate il concetto sull’acqua ed il gioco è fatto. Dopo il primo motoscafo ibrido, ecco il primo Yacht di lusso ibrido: come essere ecologisti con stile.
Si chiama Long Range 23 costruito dalla Mochi Craft e sarà presentato al prossimo salone nautico di Genova.
Due motori elettrici da 70 kW per navigare sotto-costa o nelle baie senza inquinare ed emettere rumori con un autonomia di tre ore. Quando serve potenza si può disporre di 2 motori diesel da 588 kW.
Carena con elevate efficienza idrodinamica che le permette di scivolare meglio sull’acqua, le batterie si ricaricano attraverso i motori diesel o, in porto, collegandosi alla normale rete elettrica. Gli interni sono extra-lusso.
Certo manca, come nelle automobili, la potenzialità di ricaricare le batterie in frenata recuperando energia che altrimenti andrebbe persa. Potrebbe essere un’idea installare dei pannelli fotovoltaici sul tetto (come farà la Toyota), per essere veri ecologisti l’energia presa in porto dovrebbe essere prodotta da fonti rinnovabili (come quella di casa mia), ma è comunque un altro tassello verso, a mio parere, l’inevitabile passaggio ad un futuro elettrico.

Di macchine a energia solare, prototipi o meno, ne abbiamo parlato più volte. Ma una macchina a energia eolica è possibile? Alcuni studenti tedeschi pensano di si e ci si sono divertiti un po’ nel costruirla. Certo è un po’ azzardato chiamarla macchina, ha più la faccia di una bicicletta, ma per ora rimane un’idea dal nome accattivante, “Ventomobile”.
L’aggeggio (aspettiamo allora a chiamarlo “macchina”) pesa 100 kg e ha un motore eolico che può erogare una potenza di 6kw. Viene definito come “la prima macchina da corsa ad energia eolica”. Infatti parteciperà a una gara tra altri istituti di ricerca che si svolgerà in Olanda, la Aeolus Race, dal 20 al 23 Agosto. Insomma si sta aprendo una nuova frontiera nel mondo dei motori (puliti).
Via | Treehugger
Avrete sentito sicuramente parlare del primo distributore di bioetanolo in Italia. Il distributore si trova a La Spezia presso il distributore Centro Gas degli Stagnoni in via della Concia e fa parte del progetto BeST (Bioetanolo per la Sostenibilità del Trasporto) .
Buona o cattiva notizia? Partiamo dai vantaggi in termini ambientali. Le emissioni inquinanti rispetto alla benzina si attestano su questi valori: monossido di carbonio (-20/25%), COV e HC (-10/15%), benzene (-20/30%), ossidi di azoto (-5%).
Non sono necessarie modifiche sostanziali ai motori a benzina:
Inoltre il bioetanolo è un carburante affine alle benzine per cui non richiede modifiche rilevanti nè ai distributori nè ai motori dei veicoli (può essere usato in miscela al 5 % su tutte le auto e in miscele più elevate sui modelli più nuovi).
Per quanto riguarda la sua produzione, a quanto pare non vengono sottratti all’alimentazione terreni o prodotti agricoli:
Il bioetanolo utilizzato alla Spezia è di seconda generazione: proviene dalla Sicilia ed è prodotto dalle eccedenze alimentari dell’industria vinicola.
Continua a leggere: Il distributore di bioetanolo a La Spezia: una buona notizia?
Il prossimo aereo? Si chiama “Lapcat” è un progetto europeo finanziato al 50 % dall’Europa e somiglia ad un missile senza finestrini. Sarà alimentato a idrogeno e lo sviluppa la REL (Reaction Engines Limited) . Sarà Lapcat l’aereo su cui si imbarcheranno 300 passeggeri che da Parigi arriveremo a Sidney 4 ore dopo.
Viaggerà a 25 km dal suolo a velocità MAC5 MACH 5. Grazie ai 4 motori che sfruttano la propulsione a idrogeno e al ramjet non immetterà nell’atmosfera la C02 e tutti gli altri gas responsabili dell’effetto serra. Il costo del biglietto? Assicurano i progettisti che sarà quello di una normale business class grazie all’uso dell’idrogeno, circa 4000 euro. Ovviamente, dicono alla REL che i costi dopo i primi esemplari sono destinati a scendere. La prima fornitura, nei prossimi 13 anni, sarà di cento aerei.
Lui:”Ciao cara, andiamo al ristorante?”
Lei:” Anche stasera?”
Lui:” E devo fare il pieno!”
Non è il pieno che immaginate voi! Non si tratta né di alcolici né di delikatessen, ma di olio usato per le fritture. Negli Stati Uniti una community da diverso tempo ricicla l’olio delle fritture come carburante delle auto a diesel. Passano al pub, al ristorante, al fast-food, al ristorante cinese con le loro taniche, le riempiono e le versano nel serbatoio della loro auto.
In alcuni casi senza spendere un cent, in altri possono al massimo spendere 90 cent di $, cioè circa 20 cent di €. E la felicità dei ristoratori è immensa, altrimenti devono pagare le ditte autorizzate per il ritiro e lo smaltimento del loro olio. A quanto riferiscono entusiasti gli appartenenti alla community, l’olio vegetale ha delle ottime performance sui motori a diesel e riesce anche a mantenerli meglio. Ovviamente non si tratta di prendere l’olio dalla padella e passarlo nel serbatoio. Bisogna prima depurarlo con filtri speciali che costano circa 10$. E la manutenzione è di routine.