
I segreti della particolare digestione dei ruminanti possono diventare una delle soluzioni della dipendenza energetica dal petrolio e dalle altri fonti fossili? Un team di scienziati scozzesi è convinta di sì. I particolari enzimi presenti nello stomaco delle mucche e degli ovini, enzimi che consentono la digestione delle piante, potrebbero contribuire a produrre in maniera efficace e redditizia energia alternativa.
Scarti della lavorazione del legno e altri rifiuti vegetali vengono efficacemente aggrediti da questi enzimi, al punto da farne immaginare un utilizzo su scala industriale per la produzione di energia rinnovabile. Lo studio è condotto con il coordinamento della Ingenza (un’azienda privata) dal Professor John Wallace dal Rowett Institute di Aberdeen e dalla ARK-Genomics dell’Istituto Roslin di Edimburgo.
Secondo il presidente di Ingenza:
Gli scienziati stanno cercando di ricavare energia da piante e alberi da anni, ma il nostro approccio si limita a riconoscere ciò che la natura fa da migliaia di anni. Riuscendo ad identificare gli enzimi, quelli che permettono ai ruminanti di digerire, e poi replicandoli su larga scala creeremmo enormi possibilità di applicazione su scala industriale di pratiche più sostenibili e rinnovabili.
Manca la parte più complessa del progetto, riuscire a sintetizzare in laboratorio questi enzimi, ma l’approccio è quello giusto, la speranza è che non abbiano torto.
[Via | The Indipendent]
Il Dott. Frankestein (junior) ne sarebbe andato fiero: modificare geneticamente il latte vaccino fino a “umanizzarlo” del tutto, magari per imporlo alla primissima infanzia. E’ un’idea partorita negli State Key Laboratories for AgroBiotechnology della China Agricultural University, dove si sta portando avanti uno studio che dovrebbe consentire, nell’arco di circa 10 anni, la commericalizzazione del latte di mucca ogm adatto ai neonati. Non solo, il prodotto dovrebbe essere funzionale a rinforzare il sistema immunitario e a ridurre il rischio di infezioni nella prima infanzia… esattamente come già fa il latte materno. E sono in molti a domandarsi il perché di una simile iniziativa mentre scendono, nel mondo occidentale, le quotazioni dei prodotti non ogm free. E poi: quali potrebbero essere le possibili conseguenze sulla salute umana e animale?
Più in dettaglio, nel DNA di 300 mucche sarebbero stati inseriti geni umani atti a modificare la composizione del latte di questi animali in modo da renderlo simile - se non addirittura del tutto sovrapponibile - a quello umano. Persino nel gusto e nella percentuale di materia grassa presente! Il tutto grazie all’aggiunta della lattoferrina, dell’alpha-lactalbumina e della lisozima (fondamentale proteina antimicrobica naturalmente presente, come le altre già citate, nel latte materno) essenziali per il sano sviluppo del bambino nei primi mesi di vita.
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Macabro ritrovamento sulle spiagge tra Taormina e Aci Castello, sulla costa ionica della Sicilia: dieci vacche morte arenate, alcune delle quali con la testa mozzata, tutte di razza frisona.
Sul posto sono intervenuti i medici del servizio veterinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Catania, sezione di Giarre, e i militari della Capitaneria di Porto.
I veterinari hanno innanzitutto precisato che non ci sono pericoli di infezione per gli uomini, poi hanno anche ipotizzato la provenienza delle vacche: le cosiddette navi fattorie. Navi, in pratica, che trasportano su e giù per l’Europa i capi di bestiame.
Le spezie, amate o detestate, sono da sempre uno degli infallibili “rimedi della nonna”. Forti delle loro propietà batttericida, antisettiche, digestive e chi più ne ha più ne metta, sono da secoli al centro delle nostre tavole e utilissimi in casi specifici di problemi intestinali o allo stomanco. Ciò che, però, non ci aspettavamo era che potessero influire anche sulla riduzione di gas serra nell’atmosfera specie per quella porzione di esso proveniente dagli allevamenti e dalle deiezioni animali…
Secondo un ricerca dell’Università di Newcastle (Gran Bretagna), capeggiata dal dottor Abdul Shakoor Chaudhry e pubblicata da “Asian-Australasian Journal of Animal Sciences 2010″, infatti, le spezie diminuirebbero il gas metano prodotto dall’organismo di ovini e di bovini.
Il coriandolo nella fattispecie, grazie alla sua composizione chimica ricca di acidi insaturi, permetterebbe quasi di dimezzare la produzione di metano, passando da 14ml/g per alimento a 8ml/g, e favorendo un calo nella produzione di gas pari al 40%. La curcuma e i chiodi di garofano invece, prometterebbero riduzioni rispettivamente nell’ordine del 30% e del 22%. A tutto vantaggio dell’ambiente, della salute e delle papille gustative degli animali da allevamento..
Mucche prese a sprangate sul muso, spezzate le code, picchiate selvaggiamente. Vitelli oggetto di paradossali e gratuiti “lanci di forcone”sono il leitmotiv di un filmato che, in questi giorni, sta impazzando sulla rete. Ed è agghiacciante. Girato di nascosto dall’associazione animalista “Mercy for animals” in una fattoria dell’Ohio - la Conklin Dairy Farm - il video testimonia, ancora una volta, la brutalità cui sono sottoposti i bovini nonostante il loro - scomodo - ruolo di procacciatori di redditi affatto trascurabili… Sacri in India e nel passato più volte idolatrati e deificati - come ricorda, tra gli altri, anche Rifkin nel suo noto “Ecocidio” - oggi mucche e company si vedono sempre più spesso negata ogni qualsiasi forma di rispetto…
Il filmato - che, personalmente ho preferito guardare solo in parte, veicolato da Youtube e Facebook, in pochi giorni ha determinato una violenta ondata di reazione che ha consentito di raccogliere oltre 11 mila firme di persone intenzionate a fermare il massacro tra cui anche Jamie Lee Curtis, particolarmente attiva contro Gary Conklin proprietario della Conklin Dairy Farm, meglio nota, ormai, come la fattoria degli orrori…

Le mucche producono più latte se guardano immagini di prati verdi e rigogliosi? Un allevatore russo sta sperimentando questa teoria sulle proprie mucche, la metà delle quali ha la possibilità di ammirare il paesaggio di prati e pascoli alpini per tutto il giorno in loop su 3 televisori Samsung Led 7000, fatti installare apposta per misurare la produzione.
I due gruppi di mucche ora sono sotto osservazione: produrranno più latte le mucche che possono guardare il loro programma preferito in tv o quelle private della forma di intrattenimento più diffusa al mondo?
via | EnglishRussia
Le mucche sono sacre per diversi popoli del pianeta, ma noi “occidentali” ci siamo sempre chiesti cosa mai avessero di speciale dei bovini goffi e silenziosi. Ebbene, qualcosa di speciale ce l’hanno eccome. Un gruppo di scienziati tedeschi e cechi hanno recentemente scoperto - grazie alle immagini ricevute dai satelliti - che le mucche possiedono una bussola interna, che permette loro di riconoscere il nord e di posizionarvisi. Tra le ipotesi avanzate c’è la possibilità che questi animali cerchino di allinearsi ai campi magnetici della Terra per rinfrescarsi.
Fin qui niente di strano - data la grandezza della natura - almeno finché, come al solito, non sono arrivati gli statunitensi. Due ricercatori, infatti hanno da poco presentato al Ministero dell’Agricoltura del New Mexico (Usa) uno strumento tecnologico di loro invenzione. Si tratta di “Ear a round”, un apparecchio rettangolare - fatto di cuffie, chip e sistemi Gps - che trasmette via satellite dei suoni. Non sono melodie per le orecchie delle sacre mucche, ma segnali ben precisi attraverso cui i pastori potranno, dalla poltrona di casa, radunare e guidare il loro allevamento senza il bisogno di recinti o lunghi giri di ricognizione.
La tecnologia di oggi dovrebbe essere finalizzata, più che ad aggiungere, a diminuire elementi ingombranti nella nostra vita, a rimpicciolire strumenti ed eliminare pesi di troppo. Ma se per far questo dobbiamo applicare delle zavorre agli animali, tanto vale tenere i recinti ed i pastori. Soprattutto dato che ognuno di questi apparecchi costa seicento dollari, e ne va installata una sul collo di ogni mucca. Con una mandria di un centinaio di capi, fate un po’ il conto.
A vederla sembra una mucca-palestrata, come se avesse fatto body building: per una mucca con una massa sviluppata più del normale il pensiero corre veloce all’idea del geneticamente modificato. Invece no, questi esemplari sono il frutto di un lavoro di selezione degli spermatozoi e di inseminazione per fornire una specie naturale al 100%. Il video è del National Geographic Channel, in inglese ovviamente, ma s’intuisce chiaramente il messaggio.