
Una casa letteralmente avvolta dalla vegetazione, ad eccezione della facciata Ovest interamente in vetro. Si trova a Linkebeek (Bruxelles), in Belgio, e fa sia da studio che da abitazione. A progettarla lo studio di architettura Samyn and partners, partendo da un edificio esistente ad un solo piano.
Il progetto iniziale prevedeva di ricoprire i muri di edera e di ultimare la costruzione con un tetto in rame, ma andando avanti con i lavori si è deciso di optare per una full immersion nel verde.
A realizzare le facciate vegetali il botanico esperto di giardini verticali Patrick Blanc, che si è avvalso di un tessuto reticolato come supporto per le piante ed ha dotato la casa di un sistema di irrigazione e fertilizzazione.
Via | Samyn and partners
Foto | Samyn and partners
Il verde che vorremmo è vero e non dipinto. Vivo come le composizioni artistiche dell’Ans group. Noto per aver realizzato un celebre quadro di Van Gogh vivente, con oltre 8mila piante, alla National Gallery di Londra, nel maggio scorso.
Potete ammirarlo in questa gallery insieme al quadro originale, Campo di grano con cipressi, e ad altri piccoli capolavori che respirano in giro per l’Europa.
Foto | Ans group; National Gallery
WollyPocket ricicla bottiglie di plastica e ne fa delle tasche dalle quali ognuno può creare a sua volta il proprio muro vivente, decorando con piante e fiori qualsiasi superficie verticale o orizzontale.
Miguel Nelson, inventore dell’idea, ha preso ispirazione dai muri verdi tanto di moda nell’architettura sostenibile e illustra in questo video perché le piante crescono meglio nelle tasche che nei vasi di plastica.
L’idea è semplice, il processo di produzione della tasca basato sul riciclo, il modo d’uso lascia spazio alla creatività e al pollice verde di ognuno. Vi ha conquistato?
Via | Treehugger
Alla mostra mercato di giardinaggio Orticola ho avuto modo di vedere da vicino il muro vegetale di Cappellini giardinieri. Si tratta di una struttura modulare alta circa 3 metri e larga 160 cm, dotata di un sistema di irrigazione che distribuisce acqua, fertilizzante e disinfettante alla struttura. Alla base vi può essere una vasca per la raccolta e il riciclo dell’acqua.
Le piante sono alloggiate in nidi di feltro e vengono scelte in base al clima e all’esposizione dell’impianto. Ad Orticola ve ne era un esempio con piante aromatiche molto gradevole al tatto. Il muro verde può essere studiato anche per interni, ovviamente prevedendo una base adatta. Il costo si aggira sui 500 Euro a metro quadro, se l’assemblaggio può essere fatto presso i vivai Cappellini, per arrivare ai 700 se le condizioni di lavoro richiedessero particolari cure e tempo.
Non sono state analizzate le proprietà fonoassorbenti o di isolamento termico di questi muri.
Dei living wall abbiamo parlato spesso, oggi trattiamo in particolare l’applicazione di queste strutture per ridurre l’inquinamento acustico. L’idea alla base dell’MW soundkiller è semplice: creare un muro ricoperto di piante per attenuare il rumore.
La realizzazione, non eccessivamente complicata, consiste in una intelaiatura riempita con una miscela di terre nella quale vengono fatte crescere specie rampicanti e ricadenti per ricreare in breve tempo un muro vegetale di gradevole impatto visivo. Le altezze arrivano fino a 6 metri con profondità di 60 cm il che rende il soundkiller adatto per svariate realtà private e per l’arredo urbano.
Il muro ha sia proprietà fono assorbenti che isolanti. La ditta olandese che lo commercializza (Mostert De Winter) evidenzia anche come, a differenza di un analogo in cemento armato, la barriera antirumore verde sia più gradevole e scoraggi i writers, dando all’ambiente da proteggere un aspetto più ordinato e pulito.

I green green screen sono muri temporanei ricoperti di verde. Li hanno usati a Tokyo per nascondere un cantiere dalla vista dei passanti, oltre che per delimitare l’area dei lavori e tenere lontani i non addetti.
All’interno del Solar Decathlon, un concorso tra college e università americane per la realizzazione della miglior casa sotto il profilo di design ed efficienza energetica alimentata ad energia solare, c’è stato chi ha ben pensato di riprodurre i benefici effetti del verde pensile anche nelle pareti dell’edificio stesso.
I living wall non sono altro che vere e proprie pareti vegetali che crescono su un substrato solitamente inorganico.

Lo ha creato un botanico francese (Patrick Blanc) , con l’aiuto di un designer. Le piante del giardino verticale hanno le loro radici in una struttura modulare composta da tre elementi: pannello di PVC, strato di feltro e cornice metallica. Acqua e fertilizzanti vengono forniti capillarmente. Il tutto può anche essere appeso senza bisogno di un muro sul retro.
Scegliendo apposite essenze, il muro verde e’ disponibile anche per interni.