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Tutti gli articoli con tag nanotecnologie

OAM, Organismi atomicamente modificati: 5 raccomandazioni

pubblicato da Marina

Nanotecnologie

Il Centre d’Analyse Stratégique ha pubblicato il rapporto Pour un développement responsable des nanotechnologies, ossia Per uno sviluppo responsabile delle nanotecnologie.

Spesso ne abbiamo scritto su ecoblog del fatto che non attualmente non abbiamo ancora una legislazione di riferimento e che non conosciamo ancora di queste particelle dalle dimensioni di 100 nanometri, le loro conseguenze a medio e lungo termine sugli organismi viventi, né il loro impatto ambientale. Oggi usiamo le nanotecnologie in molti ambiti, incluso quello alimentare, per migliorare le proprietà dei materiali, per rafforzare la loro resistenza, per migliorare la loro adesione. Ad esempio servono a migliorare il trasporto di un principio attivo di un farmaco all’interno delle cellule; servono a migliorare l’efficienza dei pannelli fotovoltaici o a ottimizzare il filtraggio dell’acqua, possono aumentare la durata di una batteria.

Attualmente in commercio già ci sono oltre 1000 prodotti che contengono nanomateriali. Dunque secondo il Centre d’Analyse Stratégique divene necessario stabilire:

  • Un piano d’azione per definire un sistema di sviluppo responsabile;
  • Creazione di un osservatorio europeo o mondiale per il loro sviluppo e il controllo del loro impatto sulla salute, sull’ambiente, etico e sociale. L’ObservatoryNano è sulla buona strada ma non è stato ancora attuato. Sarebbe ideale una struttura simile all’IPCC;
  • Partecipazione di strutture pubbliche a tutte le fasi di progettazione delle nanotecnologie;
  • Creazione di una filiera integrata delle nanotecnologie per assicurare il passaggio dalla ricerca alle applicazioni e per predisporre sin da oggi la competitività nel futuro;
  • Infine messa a punto di una strategia di prevenzione dei rischi sanitari e ambientali delle nanotecnologie, agendo a monte. Obbligare alla rintracciabilità dei nanomaeriali e controllare le conseguenze delle esposizioni.

Via | Bioaddict
Foto | Popsci

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Nanà, pentola in rame e ceramica che consuma metà energia

pubblicato da Marina


Qualche giorno fa a Treviso ho conosciuto Ruggero Canova che mi ha presentato il progetto di Nanà, pentola in rame e ceramica. La pentola è un prodotto interessante, anche se per ora nella fase di concept, perché consente di usare la metà del gas necessaria per cuocere le pietanze.

Il rame è un ottimo conduttore e viene protetto dalla ceramica che lo riveste in film sottile. Mi spiega Ruggero:

La tecnologia che stiamo sviluppando è un film trasparente in ceramica, che ricopre l’intera superficie delle nostre pentole. Questo materiale è altamente biocompatibile e può rimanere a contatto con gli alimenti per lungo tempo senza alcuna contaminazione. Il nostro prodotto è riciclabile al 100% e consuma fino al 50% energia in meno rispetto agli altri materiali. Grazie alla conducibilità termica del rame, questa pentola scalda 24 volte più velocemente di una equivalente in acciaio.  Le maniglie sono ricavate durante lo stampaggio della pentola. Una speciale vernice termoisolante protegge le mani dalle scottature, quando si afferra la pentola calda.

Il progetto si compone grazie a Nanà Innovations S.r.l. un’azienda con forti competenze in nanotecnologie e product design e dal partner tecnico Nanofab S.c.a.r.l. (Venezia), un grande centro di ricerca sulle nanotecnologie. Il brevetto, mi dice Ruggero arriverà a breve e la preserie entrare in produzione tra dieci mesi e conclude:

Le pentole Nanà sono concepite sia per cuocere il cibo, sia per conservarlo.

Nanà, pentola che fa risparmiare energia

Nanomateriali, dal 2010 nei cosmetici dovranno essere specificati in etichetta

pubblicato da Marina

Cosmetici Creme all’ossido di zinco, mascara al titanio, creme al silicio, dal 2010 le industrie cosmetiche dovranno indicare in etichetta quali nanomateriali usano. Una piccola vittoria sulla richiesta di regolamentazione dei nanomateriali richiesta già da tempo dall’Unione europea, battaglia ancora distante dal vedere l’indicazione presente sulle etichette di prodotti alimentari.

In seguito la Commissione europea chiederà al Comitato scientifico dei prodotti di consumo di controllare che i nanomateriali usati non siano dannosi per la salute.

Dal 2013 saranno invece completamente abbandonati i test sugli animali. La LAV oltre ad esprimere soddisfazione indica anche quali aziende italiane e straniere già vendono cosmetici cruelty free.

Via | LAV, loriscosta
Foto | Flickr

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Approfondimenti sul gel fotovoltaico

pubblicato da Simone Muscas

Gel fotovoltaico infissiPoco tempo fa su Ecoblog trattai di una notizia relativa al lancio commerciale di un gel fotovoltaico brevettato dalla Esco Saving Company di Potenza. In virtù dei numerosi commenti che vennero rilasciati ho cercato qualche notizia più dettagliata sul prodotto e, vi garantisco, non con poche difficoltà. Dal sito ufficiale dell’azienda si apprende infatti che il prodotto non può essere spiegato nei minimi particolari in quanto, proprio per la sua originalità, merita di essere raccontato nei dettagli dagli esperti dell’azienda stessa.

Secondo quanto riferisce il sito web si tratta di un prodotto estremamente efficace in quanto permette di metter su un impianto fotovoltaico senza impianti fissi ed ha inoltre l’enorme vantaggio di poter essere applicato su superfici già esistenti come per esempio lo sono gli infissi. Il prodotto, si apprende quindi, sarebbe capace di fornire in adeguate condizioni, almeno 1 kW di produzione di energia elettrica per unità abitativa.

Il vantaggio più importante sarebbe proprio quello di non dover costruire alcuna superficie esterna alla propria abitazione. Il gel obbliga naturalmente alla realizzazione di un sistema di conduttori per il trasporto della potenza elettrica all’unità d’inverter. Il prodotto in generale permettere un enorme abbattimento dei costi sia dal punto di vista della produzione che del “montaggio”, oltre che permettere un sistema a basso impatto applicativo per quel che riguarda i cavi conduttori del sistema.

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Lo sviluppo degli ultracapacitori per le rinnovabili di domani

pubblicato da Luca

Supercapacitori al servizio delle rinnovabili. Foto di Jesus Presley Per poter sfondare veramente, le attuali rinnovabili necessitano di tecnologie atte a consentire lo stoccaggio di energia a basso prezzo. La questione è nota a tutti e le soluzioni ipotizzate riguardano la creazione di una rete che stabilizzi i picchi ed i cali energetici oppure l’immagazzinamento di energia come aria compressa o sotto forma di idrogeno. Tutto questo perchè gli attuali accumulatori non presentano le suddette caratteristiche.

Per risolvere questi problemi, alcuni ricercatori dell’Università del Texas stanno sfruttando le nanotecnologie per produrre degli ultracapacitori formati da sottili strati di grafene. Creando atomi di carbonio disposti su un piano a formare dei fogli, si può aumentare la capacità di carica. Una tecnologia in più per la realizzazione di veicoli elettrici.

Altri studi vanno nella stessa direzione: all’Università di Pechino hanno prodotto dei “nanofiori” costituiti da nanofibre di carbonio e da ossido di manganese, in grado di aumentare la capacità di carica del 50.8% e caratterizzati da un ciclo di vita decisamente lungo: con 20.000 cicli di carica e scarica si ha una riduzione del 3%. Non ci resta che attendere le applicazioni commerciali di queste importanti scoperte.

» University of Texas
» Nanoletters - pdf scaricabile

Foto | Jesus Presley

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Fotovoltaico, inventate le super celle solari 3D da William, dodicenne dell'Oregon

pubblicato da Marina

William YuanIl ragazzino che vedete accanto si chiama William Yuan, ha 12 anni e vive in Oregon e credo che in tanti lo ringrazieremo: ha inventato le super celle solari 3D.

Se ha ragione, i futuri pannelli solari fatti di nanotubi di carbonio per superare le barriere di elettroni, assorbiranno 500 volte più luce (compresa la UV) di quelli attualmente in commercio e nove volte in più degli attuali pannelli con celle a 3D.

William Yuan ha già studiato la fusione nucleare e le nanotecnologie e vuole risovere la crisi energetica. I suoi modelli di celle sono nati dai Lego a cui ha aggiunto l’ispirazione dell’energia nata dal sole.

Intanto in Oregon hanno già realizzato con le celle 3D di William, un prototipo di auto a energia solare e alcuni pannelli per alimentare le luci sulle autostrade. Ma William ora pensa al Mondo. Intanto ha ritirato a Washington una borsa di studio da 25mila $. Un po’ pochini, no?

Dopo il salto l’intervista video a William.

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Nanotecnologie e nanopatologie

pubblicato da Luca

Nanotecnologie e nanopatologie: probabile rischio salute per la scienza dell'ultrapiccolo. Foto di ghutchisNoi di ecoblog di certo non ci stupiamo di una notizia che invece sta facendo tremare le aziende del settore: alcune nanotecnologie sono dannose per la salute creando gli stessi effetti nocivi dell’amianto. Il Project on Emerging Nanotechnology studia i problemi sanitari legati all’utilizzo delle tecnologie dell’ultrapiccolo.

Secondo gli studi delle Università di Edimburgo e Aberdeen che rientrano nel suddetto progetto, alcuni nanotubi di carbonio provocherebbero il mesotelioma se respirati in sufficienti quantità. I ricercatori sottolineano che gli studi hanno messo in evidenza questo aspetto a seguito di una iniezione diretta nei polmoni di frammenti di nanofibra.

Non è noto, tuttavia, se la formazione di tumori avvenga allo stesso modo anche tramite inalazione. Oltretutto sarebbe complesso sapere se il tumore si sia sviluppato a seguito del filamento incriminato o per altri motivi in quanto potrebbero passare anche decenni tra l’inalazione e lo sviluppo della forma tumorale.

Gli scienziati si dicono tuttavia fiduciosi in quanto hanno scoperto che i nanotubi corti ed ondulati non produrrebbero, a differenza dei filamenti lunghi e sottili, queste problematiche. Sarebbe possibile quindi rendere questa tecnologia non pericolosa per la salute, consentendo lo sviluppo delle nanoscienze, che secondo tutti ormai rappresentano il futuro della ricerca.

Via | Cordis
Foto | ghutchis

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Nanotecnologie, ma siamo sicuri che sono sicure ?

pubblicato da Marina

La copertina del Rapporto sulle nanotecnologieThe Friends of Earth ” hanno pubblicato il 15 marzo un rapporto “Dal laboratorio alle nostre pietanze : le nanotecnologie nell’alimentazione e nell’agricoltura” dove è denunciata l’esistenza di almeno 104 prodotti agricoli e alimentari contenenti dei nanomateriali – o fabbricati attraverso nanotecnologie. Questi prodotti sono attualmente in vendita nell’Unione europea e sui mercati internazionali.

Il punto è che non esiste alcun studio che dimostri l’assoluta atossicità di questi prodotti. Si evidenzia, difatti nel rapporto, come alcuni prodotti nanometrici non testati possano essere potenzialmente pericolosi per la salute umana. E neanche esiste una legislazione in materia né in Europa né negli Usa che possa definire gli standard di utilizzo.

Le ” Nanotecnologie ” sono tecniche di manipolazione della materia a livello dell’atomo e delle molecole. Sono utilizzate per la fabbricazione di complementi nutritivi, film per plastiche alimentari, imballaggi, recipienti, oggetti per la cucina antibatterici, ma soprattutto per la trasformazione della carne. Si trovano anche in agricoltura, bevande al cioccolate e anche nei prodotti alimentari destinati all’infanzia.

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Il super nero per pannelli solari

pubblicato da lumachina

super nero ottenuto con nanotubi di carbonio. Foto Rensselaer Polytechnic InstituteIl colore nero assorbe la maggior parte della luce incidente, ma il super nero arriva a valori di 99,955% di luce trattenuta. Un materiale sottile come la carta, con queste caratteristiche, e’ stato prodotto dai ricercatori del Rensselaer Polytechnic Institute nello stato di New York.

La struttura e’ composta da nanotubi di carbonio allineati verticalmente in maglie lasse. Il professor Shawn-Yu Lin spiega come le micro cavità permettano alla luce di entrare, ma le rendano difficile uscire. Il problema e’ stato evitare di allinearle troppo, per limitare la riflessione superficiale. Un nero standard riflette tra il 5 e il 10% della luce incidente. Il precedente nero da record rifletteva tra lo 0.16 e lo 0.18%. Il super nero appena inventato riflette solo lo 0.045%.

Tra i primi utilizzi per questo materiale ci sono quelli militari; la ricerca e’ stata finanziata dal dipartimento della difesa statunitense, che ipotizza di accoppiare questo materiale in grado di assorbire la luce con altri, in grado di assorbire le onde dei radar, per migliorare l’invisibilità dei propri oggetti. Tra gli usi pacifici ci sono i pannelli solari, dove una maggior quantità di energia potrebbe essere trasformata in energia, le ottiche per telescopi, dove il problema dei fotoni vaganti potrebbe trovare soluzione, e molti altri strumenti di misura, specialmente quelli montati su satelliti.

Via | Rensselaer

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Batterie più efficienti

pubblicato da Luca

Batterie nanotecnologiche. Foto di frcsykSu Nature Nanotechnology uno studio dell’Università di Palo Alto ha rivelato le scoperte del professor Yi Cui. Il suo team ha infatti studiato e risolto un problema notevole per le batterie agli ioni di litio, ovvero l’efficienza della carica.

Infatti nelle attuali batterie l’anodo è costituito di grafite (carbonio) che presenta un rapporto 6:1 nei confronti del litio, ovvero per trasportare uno ione litio c’è bisogno di 6 atomi di carbonio.

La nuova tecnologia, che sfrutta le proprietà del silicio, consentirebbe un rapporto di 1:4 ovvero ogni atomo di silicio cattura fino a 4 ioni litio aumentando di conseguenza l’efficienza di ricarica della batteria.

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