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Tutti gli articoli con tag national geographic

Donare i vecchi jeans per il record di jeans riciclati

pubblicato da missunderstanding

jeans

Così come gli abiti si possono rottamare, i vecchi jeans si possono riciclare in diversi modi, ed ecco perchè National Geographic Kids ha lanciato una sfida agli utenti del web per raggiungere il record mondiale di paia di jeans raccolti.

I jeans raccolti saranno donati a Cotton. From Blue to Green, che li trasforma in una fibra di cotone naturale che sarà impiegata per costruire o ristrutturare le case delle comunità bisognose.

Il record di quest’anno verrà dichiarato il 12 Agosto e, mentre aspettiamo, potete dirci di quanti jeans sarà, secondo voi, il record, tenendo conto che nel 2006 sono stati raccolti quasi 90.000 pezzi di jeans, lavorati e riutilizzati per 180 case. Tenete d’occhio il sito per le prossime raccolte di jeans per contribuire a creare un mondo più sostenibile un paio di jeans alla volta.

Foto | Flickr

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Off-Grid, indipendenza energetica: ecco le comunità italiane

pubblicato da Marina

Anche in Italia, come negli Usa esistono diverse comunità off-grid, cioè che vivono senza essere collegate alla normale rete elettrica, ma che si autoproducono l’energia usando fonti rinnovabili. In proposito ho letto un inchiesta su La mia energia (nr.5) riguardo agli ecovillaggi, così si chiamano, presenti un po’ in tutto il territorio, che fanno parte della RIVE (Rete italiana villaggi ecologici) a sua volta legata al GEN (general ecovillage nerwork)

Il servizio è intitolato “Madre Terra, la nostra energia quotidiana” e racconta di come l’esperienza di un ecovillaggio, (non sono né hippie né new age) e dei suoi amministratori abbia contaminato il Consiglio comunale di Vidracco, piccolo comune di circa 500 anime a 30 km da Torino. A Vidracco hanno adottato il “Programma energetico ed economico di comunità” anche attraverso la neo-nata società Vidracco Energia con socio unico il Comune, che favorisce le installazioni di impianti geotermici, fotovoltaici e in genere delle energie rinnovabili. Il sindaco di Vidracco è Antonio Nigro detto Bisonte Quercia, eletto nel 2004, mentre Coboldo Melo, cioè Roberto Sparagio è l’assessore all’Ambiente.

Nella zona, sparsi in diversi comuni, vi sono altri 22 consiglieri i cui nomi ricordano quelli degli elfi ma che in realtà denotano l’appartenenza alla comunità di Dahmanur di Ivrea, i cui 1000 abitanti si dichiarano autosufficienti per il 60% delle acque sanitarie ottenute da pannelli solari; per il 35% per l’elettrictà, ma puntano al 60% entro la fine dell’anno; al 90% per il riscaldamento usando legna potata o raccolta. Possiedono auto a bio-diesel o a gpl. Il giro d’affari della comunità a cui aderiscono 70 cooperative e aziende bio è di 30milioni di euro.

Con Solerà, ad esempio, la società gestita da Gorilla, cioè Walter Marenco, socio fondatore, nel 2007 con l’ausilio degli incentivi alle rinnovabili sono stati realizzati 400 impianti per un fatturato di oltre un milione di euro.

» L’articolo sul National Geographic, Marzo 2009

Foto | Courtesy Comune di Vidracco

Misura quanto sei ecologico con l’indice Greendex

pubblicato da Orangeskies


E’ possibile misurare, in maniera credibile, il proprio impatto sull’ambiente circostante? Il National Geographic dice di sì, dopo aver impiegato due anni per creare il suo indice Greendex, che cerca di verificare se facciamo abbastanza come singoli e famiglie.

Lo studio consiste di due parti: la prima contiene i dati di 19 paesi, tra cui non c’è l’Italia, con una “classifica” guidata da indiani e brasiliani, che hanno un minore impatto sull’ambiente, rispetto ad esempio a spagnoli e inglesi, perché inquinano di meno, bevono meno acqua minerale, comprano prodotti locali e di stagione, usano meno mezzi di trasporto privati, hanno case più adatte all’ambiente circostante e riutilizzano tutto, preferendo regalare gli oggetti piuttosto che buttarli.

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Caraibi: spariscono i grandi predatori, a rischio i banchi corallini

pubblicato da Orangeskies


I grandi pesci predatori degli scogli caraibici – come la cernia Nassau, i Barracuda dai denti affilati e gli squali giganti – sono completamente scomparsi, in molte zone, a causa dell’eccessiva quantità di esemplari pescati.

Lo dice un nuovo studio, secondo cui il problema è più grave nei paesi più popolosi dei Caraibi, dove i pescatori hanno completamente ripulito le scogliere dai grandi predatori.

Qui, i predatori più piccoli si sono già impadroniti dei rifugi lasciati liberi da quelli più grandi, mandando nel caos le barriere coralline.

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Earth Day a Roma, concerto con Ben Harper e i Subsonica

pubblicato da viviana

Earth day 2009 Il 22 Aprile è la giornata della Terra, una di quelle giornate istituite per farci pensare un po’ di più a qualcosa che magari tutti gli altri giorni diamo un po’ per scontato o non ci pensiamo affatto. Le Nazioni Unite hanno stabilito dal 1970 di celebrare madre Terra in questa giornata, per ricordare che le risorse naturali che ci offre sono limitate e vanno protette.

Un modo per celebrare questa giornata è facendo una vera e propria festa in musica. Ce la offre per il secondo anno consecutivo Nat Geo, il canale satellitare del National Geographic, che organizza un concerto gratuito a Roma, in Piazza del Popolo.

Le star della serata sono artisti che a livello italiano e mondiale si sono caratterizzati a vario titolo per sensibilità sociale ed ambientalista. Ci saranno tra gli altri i Subsonica, fermamente schierati contro il nucleare, e Ben Harper che presenterà il nuovo album.

Il concerto sarà, ovviamente, a impatto zero.
Ci vediamo lì.

Via | NatGeo
foto | earthdaynet

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Madre Terra, il National Geographic al Palazzo delle esposizioni di Roma

pubblicato da Francesca Cencetti

Una delle immagini della mostra 'Madre Terra' Dopo il successo della prima mostra organizzata lo scorso anno ‘Terra, acqua e fuoco’, il National Geographic torna a Palazzo delle Esposizioni di Roma presentando Madre Terra, una seconda rassegna fotografica dedicata alla salvaguardia del Pianeta.

Attraverso 101 scatti scelti tra i più straordinari reportages realizzati per il magazine, la mostra permette di viaggiare dall’Africa, alle Americhe, all’Asia, all’Europa, all’Australia fino ai Poli, testimoniando le condizioni di vita di animali protetti e a rischio di estinzione, di habitat minacciati dall’uomo e di culture che rischiano di scomparire vivendo ormai ai limiti della sopravvivenza.

Ecco così che, grazie ad alcune splendide gigantografie fotografiche, si può ammirare il fantastico mondo degli orsi grizzly dell’Alaska ed osservare la quotidianità dei cacciatori inuit canadesi, oppure intimorirsi di fronte alla tigre indiana o dal lupo del Canada in primissimo piano e assicuro in prima persona che il viaggio vale davvero la pena.

Via|National Geographic
Foto|National Geographic

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Google earth 5.0: dagli abissi degli Oceani a Marte in viaggio con la macchina del tempo

pubblicato da Marina

Si rinnova Google Earth e arriva alla sua quinta versione, questa volta arricchita della possibilità di viaggiare nei fondali degli Oceani, con Google Ocean. La ricostruzione di quanto si trova sotto le acque marine di tutto il Pianeta è stata fatta grazie alle collaborazioni con diversi enti tra cui il National Geographic e la Comunità europea.

Qualche mese fa invece fu lanciata la versione google degli abissi, per la protezione delle aree marine. Ad essere stata migliorata, inoltre è anche la visita virtuale su Marte. Mentre con la funzione “macchina del tempo” è possibile visionare i mutamenti che si sono attuati sino ad oggi. I tour, infine, possono essere registrati e salvati.

Via | Downloadblog, Jack Tiscali, ciaopeople

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Wildlife filmmaker: crea il tuo documentario sugli animali con il National Geographic

pubblicato da Marina

National Geographic, crea il tuo documentario

Se avete la passione dei documentari per animali o se ve ne serve qualcuno sulla loro vita da usare come materiale didattico, è possibile crearne uno originale grazie ai video messi disposizione dal National Geographic, dunque di elevata qualità.

L’approccio all’editing è intuitivo e grazie al trascinamento è possibile mettere sulla timeline il video che ci interessa e arricchirlo di musica e didascalie, nonchè eventualmente unirlo ad altri video.

Via| Maestroalberto

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Mangeremo più aragoste grazie al riscaldamento globale e alla pesca

pubblicato da PiccoloSocrate

Piatto a base d'aragosta

Per chi ama l’aragosta, granchi e crostacei in generale il riscaldamento globale ha i suoi pro: è stato recentemente dimostrato da alcuni studenti dell’Università di Rhode Island situata a poco meno di 300 km da New York, che l’aumento della temperatura media dell’acqua e le attività di pesca intensiva ha favorito il proliferare delle “specie di fondale”, soprattutto gli invertebrati.

Se ne parlava la settimana scorsa sul sito inglese del National Geographic sottolineando che si sta perdendo la biodiversità marina perché stanno sparendo sempre più esemplari tipici di acque fredde mentre stanno aumentando pesci e molluschi di zone più calde.

I dati su cui sono stati compiuti gli studi sono stati utili per ricostruire le serie storiche a partire dal 1959 quindi i risultati cui sono pervenuti sono piuttosto affidabili anche se sono localizzati nella baia antistante. Anche se non arriveranno a buon mercato i prezzi delle nostre aragoste, se voi foste al posto degli americani, gioireste per gli effetti del riscaldamento globale o li mettereste all’indice anche questa volta?

Foto | Ozchin

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L'unicorno esiste e vive in Toscana

pubblicato da Marina

L'unicorno capriolo

Come pubblicato dal National Geographic ecco la foto dell’unicorno, in realtà un capriolo dall’unico corno, avvistato nel Centro di scienze naturali di Prato.

Secondo Gilberto Tozzi direttore del centro, l’attuale capriolo dal corno unico dimostra che il mito dell’unicorno probabilmente non è legato solo a leggende, ma che affonda le sue radici in qualche animale come cervo, caprioli o altre specie che presentavano la medesima anomalia morfologica.

Sul sito del Centro di scienze naturali di Prato (CSN) è spiegato a quanti intendano visitarlo che:

Il nostro capriolo, forse consapevole della diversità non si lascia vedere facilmente. E’ utile munirsi di binocolo e con tranquillità si può vedere comparire fra l’erba della pineta con il suo corno nel centro della testa e per chi ama la fotografia anche con teleobiettivo sperando in un immagine più unica che rara.

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