Chiudete gli occhi e pensate al primo animale impollinatore che vi viene in mente. Con molta probabilità i primi sono l’ape e il colibrì. Sono i primi più che altro perchè sono i primi che impariamo a conoscere (basti pensare che l’ape e il fiore sono per antonomasia i punti di riferimento per un’argomento ben più spinoso per molti genitori). Ovviamente la Natura fa il suo corso e non in tutto il mondo ci sono api e colibrì. Ecco che appaiono altri animali in soccorso delle piante che devono diffondere il proprio seme per continuare a vivere.
Foto| National Geographic
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I Gorilla condividono con noi oltre il 97% del loro patrimonio genetico. E gli studi etologici non fanno che sottolineare le nostre somiglianze. Ne è un esempio la recente ricerca sul gioco in questi magnifici primati, effettuata dal team internazionale della dott.ssa Davila Ross, University of Portsmouth, che ha avuto modo di osservare in loro dinamiche, scopi e modalità di divertimento del tutto simili a quelli dei bambini. I gorilla osservati, ad esempio, sono soliti colpire i loro compagni di gioco per poi scappare inseguiti da questi ultimi, salvo poi scambiarsi di ruolo quando l’altro, finalmente, ha la meglio… Inoltre, è significativo che la rapidità della fuga sia direttamente proporzionale alla forza del corpo inferto quasi a voler sottolineare, dichiarono gli etologi, che le grandi scimmie percepiscono la violenza di un proprio comportamento in violazione di una situazione sociale preesistente, ma anche e soprattutto che tendono a modificare il proprio atteggiamento tentando di riparare ad una “ingiustizia” in un’alternanza di ruoli che mira a sperimentare e sviluppare capacità comunicative e sensazioni in modo spontaneo e raffinato insieme… I gorilla, in pratica, imparano a gestire le situazioni di vantaggio e di svantaggio, apprendendo ciò che è lecito all’interno della comunità e sperimentano l’empatia attraverso modalità a noi assolutamente familiari… Concludono i ricercatori:
Le nostre scoperte che dimostrano che i gorilla reagiscono alle ingiustizie durante i combattimenti fatti per gioco costituisce la prima prova empirica, a quanto ci risulta, che gli animali esplorano giocando le ramificazioni delle ingiustizie. Sono necessarie ulteriori ricerche per valutare le ingiustizie durante le interazioni sociali naturali in specie non umane, tali ricerche accresceranno probabilmente le nostre conoscenze sull’evoluzione della competitività sociale, la correttezza e la moralità anche negli esseri umani
Via | biologyletters, cordis
Foto | Flickr

Dopo trent’anni di lavoro, si cominciano a vedere i frutti: le tartarughe della specie Geochelone, diffuse con varie sottospecie nell’arcipelago delle Galapagos, sono un po’ più lontane dall’estinzione.
L’ultimo censimento, infatti, riporta un numero di esemplari pari a circa 1.500, contro i 15 animali degli anni settanta. Decisamente un bel traguardo, anche se limitato al momento alla sola isola di Espanola. Il risultato è stato ottenuto prelevando i 15 esemplari superstiti e iniziando un programma di riproduzioni controllate in cattività.
Le tartarughe, infatti, come molti rettili hanno un grande pregio: incubando le uova a temperatura fissa si può determinare il sesso del nascituro. Ciò permette di immettere in natura, in pochi anni, un gran numero di femmine riproduttive.
Ma questo trucchetto non sarebbe bastato se non fosse stato accompagnato anche da un programma di riduzione delle capre, animale portato dai conquistatori che si è rivelato un concorrente biologico micidiale per le tartarughe: entrambi mangiano erba. Per non parlare, poi, della strage compiuta dai marinai nel corso dei secoli a fini alimentari.
Prossimo obbiettivo: ristabilire l’equilibrio biologico anche nelle altre isole e introdurvi nuovi esemplari di tartaruga gigante per riportare l’ambiente allo stato pre-coloniale.
Via | Modus Vivendi, The Guardian
Foto | Flickr
Una quindicina di consiglieri regionali abruzzesi hanno presentato una richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio regionale dell’Abruzzo. Unico argomento all’ordine del giorno: le perforazioni petrolifere nella regione, in terra e in mare.
La richiesta segue quella, identica, avanzata dalla rete di associazioni Emergenza Ambiente Abruzzo, assai preoccupata per le dimensioni che sta assumendo il business del petrolio nella regione. In una lettera inviata dalla rete di associazioni (che include anche Legambiente e WWF) si legge:
Circa la metà del territorio abruzzese, oltre 5.300 kmq, è interessata da attività inerenti la ricerca, l’estrazione e lo stoccaggio di idrocarburi: 221 sono i comuni coinvolti ed oltre 1 milione i cittadini residenti interessati. Ancora più preoccupante risulta essere la situazione a mare: oltre 6.300 sono i kmq distribuiti lungo l’intera area costiera
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Il concorso Internazionale di fotografia ha consegnato a Marianne Majerus il titolo di Miglior Fotografo Internazionale di Giardini per l’anno 2010 per la foto che vedete in apertura, Layered landascape: a moment captured, scattata in un giardino privato in Lussemburgo.
The International Garden Photographer of the Year è un concorso internazionale dedicato alle più belle immagini di fiori, piante, giardini, orti botanici, che possono essere d’ispirazione di certo a fotografi esperti e principianti, ma anche a chi ama fiori e giardini.
Per ammirare le più belle foto del 2010 dedicate a fiori, alberi, piante e giardini, ma anche ad animali ed insetti dei quali i giardini sono l’habitat naturale, cliccate qui sulla pagina dei vincitori del concorso, per una passeggiata virtuale in mezzo alle meraviglie della natura.

Assegnate le Bandiere Blu 2010 alle migliori spiagge italiane, secondo i criteri della FEE, la Foundation for Environmental Education. I criteri presi in considerazione, come ogni anno sono: qualità’ delle acque, qualità della costa, servizi e misure di sicurezza, educazione ambientale.
La Bandiera Blu degli approdi turistici, invece, si assegna per: qualita’ dell’approdo, servizi e misure di sicurezza, educazione ambientale ed informazioni.
In totale le bandiere assegnate alle spiagge sono 231, in 117 comuni, in netta crescita rispetto all’anno scorso. Di seguito la lista delle bandiere, divisa per regione e provincia:
Continua a leggere: Mare, assegnate le bandiere blu. Ecco le migliori spiagge del 2010

Durante l’evento della Important Records, tenutosi in Nevada, i partecipanti hanno potuto ascoltare musica prodotta ad energia solare, giunta fino alle loro orecchie grazie ad una installazione di Craig Colorusso.
Sun Boxes è un’installazione di 20 casse che operano indipendentemente l’una dall’altra, su ognuna delle quali è montato un pannello solare: l’ambiente sonoro che viene riprodotto muta naturalmente, seguendo le variazioni di luce per tutto l’arco della giornata.
La sinfonia musicale riprodotta dalle casse cambia al variare della luce del sole, al tramonto la musica diminuisce pian piano, per terminare al calar del sole. Se volete ascoltare questa musica alimentata ad energia solare, trovate qui su Good il video dell’installazione.

Se siete in cerca di idee regalo ecologiche per la festa della mamma, potete provare con il riciclo creativo o con il fai da te, oppure pensare di dedicarle il vostro tempo libero, regalo immateriale che non consuma, non inquina e riempie di gioia.
Se siete per il regalo vero e proprio, ma naturale, invece dei classici fiori potete regalare a vostra madre una pianta in vaso, un set come quello che vedete in foto, acquistabile qui per circa 10euro, o una piccola Minì, una pianta grassa in una capsula di vetro che potrà usare come portachiavi. In alternativa, è carina anche l’idea del biglietto d’auguri che contiene al suo interno dei semi.
Se siete per un regalo particolare, e sempre gradito perché la mamma è anche una donna, potete invece scegliere una linea di prodotti di bellezza naturali nella composizione ed ecologici nel packaging, come quelli di Korres, oppure preparare con le vostre mani una crema idratante per il viso mela e miele e confezionarla riciclando un barattolino di vetro, un pezzo di stoffa ed un nastrino. Qualunque sia la vostra scelta, non dimenticate la dedica!

Quanto terreno l’agricoltura ha tolto alla natura? A quale velocità scompare la foresta in Amazzonia? La piccola camera di Proba-V sarà lanciata in orbita per permetterci di saperlo. Il microsensore dell’Agenzia Spaziale Europea, se mandata in orbita, fornisce ogni giorno una panoramica virtuale della variazione di vegetazione sulla Terra.
Il progetto di monitoraggio costante e quotidiano è già ambizioso per una missione completa, figuriamoci per una piccola piattaforma grande meno di un metro cubo. Il piccolo Proba-V per ora è stato testato in laboratorio, sottoposto a condizioni di temperatura estreme, simile a quelle che il satellite incontrerà nello spazio e ha dato buoni risultati.
Negli scorsi 12 anni la variazione di vegetazione è stata osservata ed analizzata dalle telecamere Spot-4 e Spot-5 del programma francese Vegetation, ma lo scopo di mettere in orbita Proba-V è quello di fornire dati aggiornati costantemente e senza interruzione su base quotidiana. Il micro sensore dell’ESA, il più piccolo ad essere lanciato per una missione del genere, se dovesse superare tutti i test come si spera, sarà in orbita dalla metà del 2012.
Una Minì è una piccola pianta grassa tascabile che vive in una capsula di plexiglass studiata apposta per farla crescere in un microclima adatto.
La capsula, grazie alla facilità d’uso e alla poca manutenzione di cui necessita, permette alla pianta di crescere in modo ottimale per i primi tempi. Quando la capsula diventa troppo piccola per contenere la pianta, la Minì deve essere trapiantata in un vaso, dove continuerà la sua crescita come una normale pianta grassa.
Le Minì nascono da un progetto italo-olandese, tra l’Università di Chieti e la Pentaflor, volto a sviluppare e diffondere un messaggio di sensibilità nei confronti della natura, a partire da una piccola pianta grassa che può essere un gadget per personalizzare il proprio cellulare, la propria penna Usb, la propria scrivania, prima di diventare una pianta in vaso. E, visto che la festa della mamma si avvicina, una Minì potrebbe essere un piccolo pensiero verde adatto all’occasione.