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Tutti gli articoli con tag naufragio costa concordia

Un monumento a Schettino

pubblicato da AlterEco

nave crociera venezia

Un monumento a Schettino, no, non sul serio ma per quell’ironia della cattiva sorte, tutta italiana, che ci fa vedere i problemi giganti solo per gli errori dei nani. E così, a seguito del naufragio della Costa Concordia all’Isola del Giglio, il Ministero dell’Ambiente si è accorto che c’erano delle belle e luminose città galleggianti che sfioravano troppo da vicino Venezia, la città galleggiante.

Eppure cittadini e gruppi ambientalisti, con iniziative come Big ship you kill me, se ne lamentavano da tempo, con scarsi risultati. Le navi da crociera fanno scalo a Venezia dal 2000. Chi lo sa se non si può parlare di 11 anni di tragedie sfiorate, perché se alla storia del comandante fuori di testa, ubriaco, megalomane e cieco e chi più supposizioni ha più ne metta, ci crediamo tutti, di sicuro c’è già un’altra storia: la consuetudine di salutare le isole ed i tratti di costa di pregio avvicinandosi troppo era comune a molte navi. Accolta con favore da isolani e sindaci.

Le navi da crociera nel Bacino di San Marco sono andate via via crescendo in lunghezza ed altezza nel corso degli ultimi anni. Oscurano la maggior parte dei campanili veneziani dall’alto della loro stazza imponente, tolgono il respiro alla visuale, sono visibili da terrazzi e tetti. Nel 2000 il numero di passeggeri in transito a Venezia sulle navi da crociera ammontava a 500 mila. Nel 2011 si è sfiorata la soglia dei 2 milioni di viaggiatori.

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L'addio ai mari delle politiche ambientali italiane

pubblicato da AlterEco

addio mare

Perché il grattacielo del mare di Costa Crociere naufraga dove è vietato il passaggio anche a un gozzo?

Se lo chiede Legambiente in una lettera aperta rivolta al Ministro Clini che parte dal naufragio della Costa Concordia per ripercorrere le tappe di un naufragio ben più ampio: quello delle politiche ambientali italiane a tutela del mare. Mari italiani protetti senza protettori, santi senza calendario ma con tante cerimonie che celebrano il successo degli interventi di tutela, un successo di carta.

L’acqua, invece, resta violata ed inquinata, giorno dopo giorno. A dispetto del taglio del nastro di santuari e riserve marine, sopporta la pesca illegale, il passaggio di navi con un carico tossico potenzialmente micidiale ed errori umani come questo, che più che una tragica fatalità somiglia al gesto di un folle che fa rotta di proposito contro uno scorcio di paradiso. Lo scoglio rimasto incastrato nella chiglia della Costa Concordia potrebbe infatti essere un pezzo della zona A del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Un’area a protezione integrale fatta a pezzetti.

In questi giorni se ne sono sentiti tanti di elogi della follia. L’assurda consuetudine di avvicinarsi troppo alle isole è venuta a galla solo ora, dopo il disastro. Prima era una cosa simpatica, vista con favore da isolani e sindaci. Che spettacolo il passaggio di queste città galleggianti tutte illuminate! Grazie, grazie, grazie di essere passati! Peccato che queste navi che salutano il paradiso troppo da vicino per afferrare la bellezza di luoghi incontaminati rischiano di riversare il loro carico infernale nelle acque e sulle coste.

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Clini, no al passaggio delle navi da crociera nel bacino San Marco a Venezia

pubblicato da AlterEco

nave crociera venezia

Dopo il terribile naufragio della Costa Concordia, il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, attivatosi per gestire un eventuale disastro ambientale all’Isola del Giglio, chiede di rivedere la consuetudine del passaggio delle grandi navi in aree sensibili dal punto di vista ambientale.

Non si possono considerare queste città galleggianti alla stregua di semplici vaporetti, fa giustamente notare Clini. I rischi, in caso di incidente, sono troppo alti per luoghi di così alto pregio sul fronte paesaggistico e della biodiversità.

Clini pensa ad esempio ad un percorso alternativo in laguna per le navi da crociera che passano davanti a Piazza San Marco, a Venezia. Spiega Clini:

Questi condomini galleggianti stanno diventando un problema ambientale serio. Poco tempo fa ero già intervenuto sulla questione molto meno pericolosa del passaggio delle navi in bacino San Marco: credo che dobbiamo intervenire rapidamente e decisamente per evitare che queste grandi navi, che sapete non sono dotate di doppio scafo, possano entrare in zone troppo delicate per correre dei rischi. Ci siamo confrontati con il ministro Passera per coordinare le iniziative.

Via | Nuova Venezia
Foto | Flickr

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Naufragio Costa Concordia, Isola del Giglio a rischio disastro ambientale

pubblicato da AlterEco

foto naufragio nave concordia

Il naufragio della Costa Concordia, la scorsa notte, al largo dell’Isola del Giglio, ha causato tre vittime, probabilmente per ipotermia, insorgenza di un malore o annegamento, e numerosi feriti e dispersi. Restano ancora da accertare le cause dell’incidente. Di certo c’è che la nave, con oltre quattromila passeggeri a bordo, era fuori rotta e che il comandante ora rischia fino a dieci anni di carcere.

Mentre i sommozzatori cercano ancora i dispersi, cresce la preoccupazione per l’impatto ambientale del naufragio della nave da crociera Costa. Si teme per la fuoriuscita di carburante. La nave, che ora appare pericolosamente inclinata da un lato, ha infatti un carico di 2380 tonnellate di gasolio a bordo. Spiega il prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi:

Se non si provvede si può rischiare il disastro ambientale. Si stanno attivando esperti per risolvere il problema. Bisogna anche tenere presente che se i serbatoi si svuotano questo potrebbe incidere sulla stabilità della nave.

Dopo il salto il video con la ricostruzione del naufragio del Tg La7.

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