Ieri, in occasione dell’incontro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, è stato presentato in anteprima sugli schermi internazionali The Age of Stupid, proiettato in Italia a Roma al cinema Aquila, in contemporanea ad altri 40 paesi per la prima première mondiale.
Il film, di Franny Armstrong, girato in 6 anni con una produzione indipendente e tra mille difficoltà economiche, sostenuto anche da Greenpeace e dal WWF, vuole diffondere un messaggio chiaro e preciso sulle tematiche ambientali, in vista dell’incontro di Copenaghen a dicembre, in cui si dovrà aggiornare il protocollo di Kyoto.
Il film racconta la storia di un uomo solo in un mondo devastato in un futuro non troppo lontano dal nostro: siamo nel 2055 e la domanda che il protagonista si pone, e pone a noi che lo guardiamo con una trentina d’anni d’anticipo è “Perché non ci siamo salvati quando ne avevamo l’occasione?”

Mercoledì scorso, l’UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change), ha pubblicato la prima bozza del trattato che dovrebbe sostituire il Protocollo di Kyoto, sottoscritto nel 1997, che scade nel 2012.
Il documento, di 53 pagine, è stato pensato come base per gli accordi che dovrebbero essere sottoscritti nell’incontro internazionale sui cambiamenti climatici che si terrà a Copenaghen dal 7 al 18 dicembre 2009.
La principale novità consiste nel fatto che il nuovo documento, a differenza di quello di Kyoto, propone significative riduzioni nelle emissioni di gas serra anche per i paesi in via di sviluppo, oltre che per quelli già sviluppati.
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Si è appena conclusa la giornata mondiale dell’acqua e al V Forum di Instanbul, che proprio di acqua parlava e organizzato dalla Banca Mondiale, è stato deciso per ora non tutti hanno ” diritto di accesso all’acqua” ma che si tratta , di un generico “bisogno fondamentale umano”. Dunque se oltre la metà della popolazione umana dal 2030 vivrà in carenza d’acqua non è un problema che riguarda quanti nel mondo gestiranno questa preziosa risorsa.
Ha detto Ban Ki-moon segretario generale dell’ONU:
L’acqua è la nostra risorsa naturale più preziosa. Gestire con attenzione il suo uso e bilanciare le diverse esigenze è pertanto di vitale importanza.
Belle parole, certo, ma di fatto il Forum, come denunciano le ONG ( che non riconoscono la legittimità del Consiglio Mondiale dell’Acqua) protagoniste di un contro Forum incentrato sui temi della salvaguardia del diritto di tutti gli esseri umani a usufuire dell’acqua, ha escluso che vi sia questa possibilità per tutti.
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Il Prix Pictet è il primo premio al mondo dedicato alla fotografia ed alla sostenibilità. I 100.000 franchi svizzeri riservati al vincitore, sono andati quest’anno al fotografo canadese Benoit Aquin per le sue immagini sulla desertificazione in Cina, “causata da cattive pratiche agricole” - sono le parole del vincitore - “che mostrano le tragedie provocate dalla mancanza d’acqua”. Le foto sono state pubblicate per la prima volta l’anno scorso sulla rivista canadese Walrus accompagnate da un reportage del giornalista Patrick Alleyn.
“Fino a 7-8 anni fa, era difficile diffondere dei reportage sull’ambiente nei media - ha detto Benoit Aquin”. “Il nostro lavoro non era valorizzato. Ma questo genere di premi sostiene il lavoro dei fotografi che cercano di sensibilizzare le persone sull’ambiente”. Le foto del Premio sono esposte al Palais de Tokyo, a Parigi. Visto che non è proprio dietro l’angolo, sul sito del Prix Pictet c’è una ricca gallery a cui si può accedere da qui.
Via ⎥ Cyberpresse.ca, FT.com