Confesso che ho faticato non poco a capire questa ennesima mossa ambientale di Nichi Vendola. Il Governatore della Puglia, cuore di quella Sinistra Ecologia e Libertà che fornisce i contenuti agli ambientalisti del futuro, sottoscriverà il prossimo 7 marzo a Ginevra un accordo con Arnold Schwarzenegger ex governatore della California nell’ambito dell’assemblea generale di R20 per promuovere nel Mediterraneo, come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno:
L’affermazione di un modello di sviluppo durevole basato su nuovi criteri economici con al centro non più lo sfruttamento smodato delle risorse, bensì la sostenibilità.
E ci voleva la benedizione di Schwarzy dalla California? Bè no, ma la collaborazione con l’ex attore austriaco-americano assicura un po’ di visibilità mediatica e titoli anche all’estero: inclusi i 27 Paesi coinvolti anche nell’Arlem Assemblea regionale e locale euromediterranea. Perché l’idea di Vendola è molto più ampia: sostituire il concetto di Green economy con Welfare ambientale. Detto fatto e la sostituzione è stata presentata a Mediterre 2012, evento che si svolge fino al 4 febbraio alla Fiera del Levante definito: cantiere euromediterraneo della sostenibilità. Dunque ancora un contenitore in cui infilare tutti i temi dell’ambientalismo, italiano e mediterraneo che mancano all’appello nel nostro Parlamento e Senato. A maggior sostegno è stato annunciato il Manifesto verde che non visto e né ancora letto poiché non lo trovo in giro.
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L’Ilva è un industria pesante che inquina. Lo sanno in Europa e lo sanno ora anche al tribunale di Taranto. Lo scrivevamo a novembre: secondo l’EEA l’Ilva di Taranto è al 52esimo posto tra le 191 industrie più inquinanti d’Europa. Ma a chiarire il come e il quanto inquini è la perizia di 554 pagine depositata due giorni fa al Gip Patrizia Todisco. Gli indagati sono cinque e risultano essere, come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno:
Emilio Riva, 84 anni, presidente dell’Ilva spa sino allo scorso 19 maggio, Nicola Riva, 52 anni, presidente dell’Ilva dal 20 maggio scorso, Luigi Capogrosso, 55 anni, direttore dello stabilimento Ilva, Ivan Di Maggio, 41 anni, dirigente capo area del reparto cokerie, Angelo Cavallo, 42 anni, capo area del reparto Agglomerato.
Ma perchè è stata disposta la perizia? Perché è in atto un inchiesta disposta dal procuratore Franco Sebastio, dall’aggiunto Pietro Argentino e dal Sostituto Mariano Buccoliero a carico dei cinque dipendenti lva. Le accuse vanno dal disastro colposo e doloso, all’omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, avvelenamento di sostanze alimentari, inquinamento atmosferico, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose.
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Oggi a Monopoli si è tenuto il No triv day, ossia una giornata di protesta contro le trivellazioni nel Mar Adriatico (in alto il video del confronto tra Vendola governartore della Puglia e Clini ministro dell’Ambiente). La Puglia, con Abruzzo e Basilicata è tra le regioni che rischiano direttamente gli effetti devastanti dell’inquinamento causato dalla ricerca di petrolio (dopo il salto il video della D’Orsogna).
A smentire le voci di una vittoria dei cittadini pugliesi avendo le proteste bloccato un articolo sulle trivellazioni data dal Governatore Vendola rispetto a una riconsiderazione del governo in merito alle perforazioni in aree marine pregiate, è Angelo Bonelli presidente della Federazione dei Verdi che dal suo profilo Fb spiega:
Sulle trivellazioni petrolifere avevamo ragione noi: confermiamo quello che abbiamo denunciato ieri e le smentite che sono arrivate suonano come delle prese in giro. Con gli articoli 16 e 17 del decreto sulle liberalizzazioni sarà possibile fare trivellazioni petrolifere nelle aree marine e naturali pregiate, che sono Aree marine protette di prossima istituzione, come l’Isola di Pantelleria, il Canale di Sicilia e gran parte del territorio della Basilicata.
Le trivellazioni off shore in Adriatico prima furono approvate di straforo dall’ex ministro Prestigiacomo e oggi nuovamente riapparse nel decreto delle liberalizzazioni presentato dal governo Monti con un cadeau in più per i petrolieri: anziché a 15 miglia dalla costa possono perforare fino a 5 miglia. In pratica laddove vi è anche un’area marina protetta e non è possibile mettere impianti eolici off shore è possibile mettere piattaforme per l’estrazione di petrolio.
Ne scrivevo molti mesi fa quando l’attenzione fu portata sulle trivellazioni nel mare prospiciente le Tremiti. Un buon approfondimento sui vari articoli con spiegazioni qui. Qui tutti i video con gli appelli contro le trivellazioni.
Continua a leggere: No trivellazioni off shore: in 8mila protestano a Monopoli
La Regione Puglia rispetto alla gestione del ciclo dei rifiuti sembra aver abbandonato il criterio della differenziazione e riciclo. Leggo da Altroconsumo Altreconomia (nel numero di dicembre qui la distribuzione) che sono in costruzione sei nuovi impianti per l’organizzazione dell’incenerimento a opera della Cogeam (Gruppo Marcegaglia) che così li descrive:
impianti complessi per la gestione unitaria del ciclo dei rifiuti urbani in ambito territoriale. L’affidamento del pubblico servizio di gestione degli impianti, della durata di 15 anni, riguarderà i seguenti bacini: Bari 4, Bari 5, Foggia, Lecce, Lecce 2 e Lecce 3.
Tratteranno 900mila tonnellate di rifiuti ossia 450mila tonnellate di CDR.
Se per caso vi chiedete cosa abbia da rispondere il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola nonché presidente del partito Sinistra ecologia e libertà vi dico subito che se ne lava le mani. E risponde ufficialmente e bassolinianamente dalle pagine del suo blog:
In relazione all’articolo apparso oggi sul sito www.italiaterranostra.it, dal titolo ‘Vendola autorizza illegalmente l’inceneritore di rifiuti Marcegaglia’, a firma di Isa Antonacci e Maria Rosaria Fergola, il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola sta valutando la possibilità di adire le vie legali a causa della totale infondatezza delle notizie pubblicate. L’impianto, funzionale alla chiusura del ciclo dei rifiuti, nasce nel 2003 (contratto di programma tra Comune e Regione). L’iter per l’autorizzazione è stato caratterizzato dalla più ampia trasparenza ed è stato consentito l’accesso alle conferenze dei servizi a tutti i soggetti che hanno manifestato interesse (ivi compresa l’associazione di giovani che, pur essendo stata invitata, non ha partecipato ai lavori). Sulle conclusioni dell’iter è stato ottenuto il parere favorevole della maggioranza qualificata dei partecipanti ed anche chi ha espresso parere negativo ha apprezzato l’atteggiamento della Regione nella conduzione del procedimento e nell’adozione di numerosissime prescrizioni per la tutela dell’ambiente (è tutto riportato agli atti).
Continua a leggere: Regione Puglia: i rifiuti saranno bruciati da nuovi inceneritori
Il manifesto che vedete a sinistra sta scatenando un putiferio in seno ai Sel, Sinistra ecologia e libertà. L’idea di commemorare Jobs unendo nella mela il logo dei SEL è venuta alla Federazione romana che ha tappezzato ieri i muri della Capitale, con il messaggio di cordoglio 7 giorni dopo la morte di Steve Jobs (qui l’analisi di Polisblog)
E così ha scritto ieri sulla sua pagina Fb:
Il genio di Steve Jobs ha cambiato in modo radicale, con le sue invenzioni, il rapporto tra tecnologia e vita quotidiana. Tuttavia fare del simbolo della sua azienda multinazionale - per noi che ci battiamo per il software libero - un’icona della sinistra, mi pare frutto di un abbaglio. Penso che il manifesto della federazione romana di SEL, al netto del cordoglio per la scomparsa di un protagonista del nostro tempo, sia davvero un incidente di percorso. Incidente tanto più increscioso in quanto proprio in questi giorni nella mia regione stiamo per approvare una legge che, favorendo lo sviluppo e l’utilizzo del software libero segna in modo netto la nostra scelta.

Vietata la vendita di cozze provenienti dal mar Piccolo di Taranto. La disposizione è stata adottata dalla Asl di taranto poiché sono stati riscontrati alti livelli di diossina e Pcb-diossino. La decisione è stata confermata anche dalla Regione Puglia.
Le analisi si riferiscono a mitili prelevati a giugno. Sono sotto analisi mitili prelevati il 19 luglio. Potrebbero cambiare i risultati? Mah! E perché, se le fonti inquinanti restano ancora saldamente presenti nel territorio?
Agenzia radicale ricorda che già lo scorso gennaio furono rilevati valori simili:
13.5 picogrammi di PCB per grammo a fronte di un limite di 8: questo significa che mangiando 100g di cozze una persona di circa 70kg supera di 9 volte la dose di PCB giornaliera tollerabile. E l’uomo non è l’unico essere vivente a nutrirsi di cozze: orate e saraghi, di cui il Mar Piccolo è pieno, sono golosissimi di molluschi.
Continua a leggere: Taranto: cozze alla diossina. La Asl vieta la vendita
Lo aveva preannunciato Nichi Vendola, il 18 giugno scorso all’Assemblea nazionale di Sinistra ecologia e Libertà quando riferì dell’Ilva come di una grande opportunità per Taranto e della sua battaglia per far abbassare i livelli accettabili di emissioni di diossine.
L’A.I.A. l’Autorizzazione Integrata Ambientale approvata dal Ministero dell’Ambiente il 5 luglio perciò è l’atto della discordia che vede in campo le polemiche sollevate da quelle che Vendola, nel suo recente discorso, ha definito:
Forme di minotarismo.
Da un lato c’è la Puglia che Vendola rappresenta e che diffonde un comunicato a firma Lorenzo Nicastro assessore alla Qualità dell’ambiente in cui scrive:
La Regione, anche a seguito dell’approvazione delle leggi regionali anti-diossina e anti-benzoapirene, ha ottenuto, oltre alle già acclarate riduzioni di concentrazioni emissive una data certa per l’avvio del monitoraggio in continuo delle diossine e l’impegno del Ministero a rivedere l’Aia in funzione del monitoraggio diagnostico in corso e del piano di risanamento avviato per la città a seguito degli sforamenti nel rione Tamburi di B(a)P. Siamo riusciti a tenere insieme le ragioni dell’ecologia con quelle dell’economia e del diritto al lavoro.
Continua a leggere: Ilva di Taranto, vince il compromesso di Vendola tra ambiente e lavoro

Nessun taglio del 7% sulle tariffe dell’acqua. E’ un po’ sconcertante la posizione presa da Nichi Vendola Governatore della Puglia a proposito della gestione dell’acqua pubblica a pochi giorni dalla vittoria schiacciante dei SI al referendum abrogativo. Ma anche in merito all’Ilva di Taranto.
Andiamo con ordine e partiamo dal documento audio di Radio Radicale registrato il 18 giugno scorso all’Assemblea nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà, in cui tesualmente Vendola dice (tra il min. 36 e il min. 40):
50 litri di acqua gratis per me significano 80milioni di euro di debiti fuori bilancio, sono una tragedia in una Regione che non ha un goccio d’acqua. L’acquedotto pugliese ha 21mila chilometri di rete senza una montagna, un fiume, un goccio d’acqua. Sono problemi che vanno valutati con un po’ meno di isteria ideologica. Altrimenti c’è sempre l’idea che c’è chi preferisce perdere bene piuttosto che vincere anche nelle considerazioni reali di una battaglia. Il minoritarismo è una brutta malattia e bisogna combatterlo sempre. E una forma di inquinamento. Minoritarismo e opportunismo sono due facce della stessa medaglia troppo spesso. Aver costruito la legge avanzata sulle diossine ha rappresentato un boomerang. Passare da 9 nanogrammi di diossine e furani a 0,4 nanogrammi di diossine e furani ha rappresentato una contraddizione in seno al popolo. Dire: a Taranto vogliamo respirare a pieni polmoni aria pura crepando di povertà oppure vogliamo lavorare e morire di cancro. Questa alternativa è un ricatto inaccettabile.
Al Corriere del Mezzogiorno, Vendola spiega che il taglio del 7% delle tariffe non sarà adottato sebbene i SI schiaccianti al referendum abbiamo abrogato la possibilità per il gestore di ottenere :
profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.
Continua a leggere: Puglia, Nichi Vendola rinnega il referendum sull'acqua: no al taglio del 7%
Nichi Vendola, il presidente della Regione Puglia è un paladino delle rinnovabili. Ma il fatto che si parli di energie a basso impatto ambientale non fa si che queste siano esenti da problemi. Ne scriveva Peppe qualche post fa a proposito dello sfruttamento di operai senegalesi manodopera gratis per impianti fotovoltaici. Secondo la Ugl sono 450 a cui non viene pagato lo stipendio da almeno tre mesi (nella foto un momento del sit in di ieri davanti la Prefettura di Lecce).
Ebbene del caso se ne sta occupando la Prefettura di Lecce che sta cercando di mettere ordine nel fotovoltaico selvaggio in Puglia e sopratutto nella zona del Salento. Ne abbiamo più volte scritto anche su ecoblog. Non ultima la protesta degli operai lasciati senza stipendio da tre mesi da una società spagnola, la Tecnova, che sta installando impianti fotovoltaici in Puglia.
A sostenere le spese degli stipendi ci penserà la Global solar Fund, ossia un fondo d’investimento che interviene nel caso delle ditte inadempienti.
Rileva, però, a la Prefettura di Lecce che gli stipendi non pagati sono solo la punta dell’iceberg in una regione in cui vige l’assoluta deregolamentazione, condizione che fa si che si viva in un vero e proprio far west. Insiste la Prefettura, sulla necessità di un anagrafe pubblica dei cantieri aperti in Puglia. Anagrafe peraltro annunciata ma che evidentemente non trova ancora la sua concreta applicazione.
Via | Lecce Prima
Foto | Lecce Prima
Si apre ufficialmente la campagna elettorale sul referendum del 12 e 13 giugno prossimi, date in cui saremo chiamati a esprimere il nostro parere sul ritorno del nucleare in Italia, sulla privatizzazione dell’acqua e sul legittimo impedimento.
Le armi si affilano, non lo neghiamo e la comunicazione, da qualunque lato provenga, si fa aggressiva. Ieri il flash mob organizzato dal Sel (Sinistra ecologia e Libertà) di Nichi Vendola ha messo in scena l’apocalisse nucleare, con sirene, fumogeni e maschere antigas. La manifestazione si è tenuta di fronte al Senato e in Piazza Navona e il messaggio rivolto agli elettori è stato: non credete alla moratoria di un anno sul nucleare. Esagerano? Forse. Di sicuro da qui alla chiusura della campagna elettorale ne vedremo delle belle.