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Tutti gli articoli con tag nube radioattiva

Quanti morti ha fatto davvero il disastro nucleare di Chernobyl?

pubblicato da Marina

A 25 anni dall’esplosione del reattore nucleare della centrale di Chernobyl, anniversario che cade proprio oggi, ci si continua a chiedere quanti siano stati realmente i morti. La generazione Chernobyl ha più di 40 anni e ricorda ancora la paura per la nube radioattiva, sa che si è sempre parlato di conseguenze devastanti per l’ambiente e la salute umana a causa delle radiazioni, ma le cifre e le conseguenze sono ancora oggetto di discussione: da allora si continuano a contare i morti e i conti non tornano mai. C’è chi conta i morti diretti, immediati e lo fanno le fonti ufficiali, quelle dell’Onu. Poi, c’è chi conta i morti che ne sono stata la conseguenza di quella prima esplosione, ossia di tutti quelli che poi si sono ammalati, a causa delle radiazioni di tumori e delle leucemie. Ma, a proposito di questi ultimi, che sono la parte più consistente rispetto ai primi, non c’è accordo. Come si dice tecnicamente e anche un po’ ipocritamente: non ci sono evidenze, ossia prove, scientifiche del costo umano.

Le conseguenze delle radiazioni dovute all’esplosione del reattore nucleare a Chernobyl hanno riguardato non solo l’Ucraina, ma anche la Russia e la Bielorussia. Le autorità ucraine hanno stimato che un totale di 5 milioni di persone abbiano sofferto per la castastrofe nucleare. Una buona parte di questi vive ancora nelle regioni contaminate. Secondo Greenpeace la conseguenza della contaminazione radioattiva sono state malattie al sistema immunitario, malattie cardiache, cancro che potrebbero causare ancora tra i 100mila e i 400mila morti nelle tre ex repubbliche sovietiche.

L’Onu riferisce che nel 2005 sono state 4000 le persone morte a causa delle radiazioni. L’UNSCEAR, il comitato scientifico dell’Onu, riconosce solo 31 morti dovute alle radiazioni, avvenute tra tecnici e vigili del fuoco e altre 19 che hanno riguardato i “liquidatori” morti dopo il 2006 per cause diverse.

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Nube radioattiva sull'Italia: niente panico, le dosi sono normali

pubblicato da Marina

le radiazioni di tutti i giorni

    UPDATE:
    Ecco quella che è la dose attesa di radiazioni, così come riporta Viola Blog:

    La concentrazione attesa sulla base di questo modello dovrebbe essere dell’ordine di 0,001 Bq / m 3 in Francia e sul resto dell’emisfero settentrionale. L’Ispra conferma: anche in Italia aumenterà la radioattività, ma in dosi minime.

    Per un confronto basti pensare che, come riporta Scienza Materia

    Quando gli organismi sono esposti alle radiazioni, l’unità di misura utilizzata per valutare la quantità assorbita è il Sievert (Sv). Più spesso viene utilizzato il millisievert (mSV) e la dose massima di assorbimento prevista dalla normativa italiana è di 1 mSv/anno al disopra della quantità annua di 2,4 mSv, alla quale siamo tutti esposti per la radioattività naturale della Terra.

    Dunque, come si nota c’è la differenza di unità espressa per la nube e per quantità assorbita. Per provare a capire i bequerel indicati ossia 0,001 Bq/m3 si consideri che la stessa ISPRA pone come limite di Bq tollerabili in un edificio (in questo caso per radiazioni emesse dal radon) 400 Bq/m3 per edifici esistenti e 200 Bq/m3 per edifici da costruire (come parametro di progetto). Dunque ci si attende una dose decisamente infinitesimale. Ci si aspetterebbe, perciò, dai media italiani (che hanno forze e risorse per sviscerare la questione) una analisi comparativa certamente migliore e più dettagliata e precisa della mia che non ho competenze tecniche e scientifiche per affrontarla appieno. Invece, piuttosto che dare uno straccio di informazione decidono che è meglio urlare alla catastrofe a ri-agitare lo spettro di Chernobyl.

Tra poche ore la nube radioattiva, prodotta dalle esplosioni dei giorni scorsi avvenute alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi in Giappone, sorvolerà i cieli d’Italia (ma anche del resto d’Europa). Per scienziati e esperti in materia nucleare non c’è da allarmarsi, tant’è che in nessuno stato europeo sono state prese precauzioni. Nel video in alto la simulazione fatta dall’IRSN, Institut de Radioprotection et de Sûreté Nucléaire. Gli scienziati francesi (che ribadiamo essere piuttosto attenti alla questione) rassicurano in merito al fatto che la nube non sarà paragonabile a quella che fu emessa dall’esplosione della centrale di Chernobyl nel 1986, non fosse altro per i giorni trascorsi e per i 15mila chilometri percorsi dalla massa d’aria. Spiega Didier Champion dell’ IRSN:

Si stima che le radiazioni della centrale di Fukushima Daiichi siano del 10% rispetto a quelle di Chernobyl; in Europa arriva una nube le cui radiazioni sono più basse di 10mila volte rispetto a Chernobyl. Nessuna misura precauzionale è stata presa.

Dicevamo ieri che comunque c’è l’enigma del contenuto della nube e sopratutto se sono presenti particelle derivate dalla combustione del Mox (plutonio e uranio).

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Sui cieli d'Italia la nube radioattiva da Fukushima Daiichi: ci dobbiamo preoccupare?

pubblicato da Marina

i vapori radioattivi di fukushima daiichi

L’annuncio è di quelli che fa tremare: in arrivo sui cieli d’Italia, ma anche d’Europa, tra domani e giovedì la nube radioattiva formatasi dopo che è fuoriuscito idrogeno e altre sostanze dalle esplosioni dei reattori nucleari durante gli incidenti dei giorni scorsi alla centrale nucleare di Fukushinma Daiichi. Che diavolo vuol dire? Che ci dobbiamo preoccupare? La risposta non può essere netta, perché non sappiamo di fatto cosa ci sia nella nube, oltre al vapore acqueo.

Ha dichiarato Giancarlo Torri responsabile del Servizio misure radiometriche del Dipartimento nucleare dell’Ispra:

Il valore della nube dipende da quanto materiale radioattivo é uscito, da quanto sta in alto e da quali fenomeni di diluizione é influenzato”. La dose attesa dovrebbe essere tra mille e 10mila volte meno di quella che arrivò dopo Chernobyl. Ci aspettiamo valori da 100 a 1.000 milionesimi di baquerel per metro cubo di aria.

A sapere cosa ci sia nella nube è un solo organismo internazionale ma che ha il divieto assoluto di pubblicare i dati. Come spiega bene Galileo nel suo post è il Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty Organization (Ctbto) che svela su Nature:

Abbiamo il mandato dai nostri 182 stati membri di rendere pubblici i dati sismici”, spiega a Nature la portavoce del Ctbto Annika Thunborg, “ma non quelli sulla radioattività. Per cui, oggi, non possiamo dire cosa stiamo trovando in Giappone.

Dopo il salto le reazioni dei francesi (un tantinello più esperti in materia nucleare), che rassicurano, ma ammettono che il rischio zero non esiste.

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Allarme nucleare: nuova esplosione a Fukushima all'alba di oggi

pubblicato da Peppe Croce

Allarme nucleare: nuova esplosione a Fukushima all'alba di oggiSecondo quanto riporta l’agenzia Kyodo News, e quanto conferma la Cnn, ci sarebbe stata una nuova esplosione al reattore 2 della centrale di Fukushima alle 6:10 (ora locale giapponese) di oggi.

Tepco, poco dopo, ha dichiarato di aver registrato un picco delle radiazioni pari a 8.217 micro sievert per ora, un valore altissimo che sembra confermare l’ipotesi peggiore: il sarcofago che protegge il reattore potrebbe essersi crepato.

Sempre Tepco ha affermato di aver dato ordine ai suoi tecnici di evacuare l’area, chiedendo di restare solo al personale strettamente necessario a gestire questa nuova emergenza.

Via | Kyodo News
Foto | Brave newt climate

Nucleare Giappone: Legambiente, Greenpeace e Wwf contro Veronesi. Fimiani contro ogni logica

pubblicato da Peppe Croce

Nucleare Giappone: Legambiente, Greenpeace e Wwf contro Veronesi. Fimiani contro ogni logicaChe l’incidente nucleare di Fukushima causato dal terremoto e dallo tsunami di venerdì avrebbero avuto conseguenze sul dibattito italiano sul ritorno al nucleare era scontato. E, infatti, così è stato.

Legambiente, Greenpeace e Wwf, in una nota congiunta, se la prendono con l’Agenzia per la sicurezza nucleare e con il suo presidente, Umberto Veronesi, per come hanno descritto e affrontato la questione giapponese. Secondo le associazioni, infatti, sia Veronesi che gli altri componenti dell’agenzia avrebbero sottovalutato l’incidente per sminuirne le conseguenze.

Chiediamo le dimissioni dei componenti dell’Agenzia per la sicurezza nucleare. Non si può arbitrare una partita, essendo ultrà di una delle due squadre. Mentre l’Istituto francese di Radioprotezione e di Sicurezza Nucleare ha ammesso fin da subito la gravità dell’esplosione nucleare in Giappone, dichiarandosi allarmato, l’Agenzia per la sicurezza italiana si è preoccupata solo di fare propaganda politica, negando addirittura la gravità dell’incidente. E’ il caso del presidente dell’Agenzia Veronesi che dichiara ‘sicure’ le centrali e attribuisce le critiche all’atomo “ad un’ideologia antinuclearista che si basa su dati falsi’ o del commissario dell’Agenzia, Marco Ricotti, secondo cui non è successo niente e questo incidente non è una nuova Chernobyl

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