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Tutti gli articoli con tag nuova zelanda

Reintroduzione di bombi nel Regno Unito

pubblicato da Luca

Reintrodotti i bombi in Inghilterra dalla Nuova Zelanda. Foto di kaibara87Torniamo a parlare di insetti impollinatori (mi ci sto affezionando). Sono stati reintrodotti dalla Nuova Zelanda al Regno Unito una specie di bombo (Bombus subterraneus) estinto in queste ultime aree. Gli ultimi esemplari inglesi sono stati censiti nel 1988, mentre gli esemplari introdotti in Nuova Zelanda nel tardo XIX secolo hanno continuato a riprodursi.

L’interesse di questi animali sta tutto nel loro ruolo di impollinatori, come e più delle api. Per queste ragioni si sta pensando di ricreare delle aree protette in cui gli insetti possano riprodursi: grazie alla reintroduzione di questa entomofauna la flora locale ne trarrà vantaggio aumentando quindi, in un circolo virtuoso, il numero di bombi.

Via | BBC e Natural History Museum
Foto | kaibara87

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Giornata mondiale del Fair Trade: l'equo e solidale vola sul suono dei tamburi di tutto il mondo

pubblicato da missunderstanding

paul mcCartney per Fair Trade 2009

Oggi 9 maggio è la Giornata Mondiale dell’equo e solidale, di tutte le associazioni Fair Trade che hanno fatto di queste teorie una soluzione e non un dibattito sterile. Il Fair Trade è oggi anziano, compie 60 anni, ma non è mai stato tanto vitale: la campagna di quest’anno invita tutti al “BigBang!, all’inizio di una nuova era di pensiero e a colpire simbolicamente chi ci sta accanto con un cucchiaio, una forchetta, con le mani e con le dita per abbattere simbolicamente la povertà, i cambiamenti climatici e la crisi economica”.

Se il proposito vi sembra troppo alto e irrealizzabile pensate a quanto è cresciuto il Fair Trade in sessant’anni e quanti di noi oggi fanno acquisti consapevoli, scegliendo di favorire economie di nicchia dei paesi sottosviluppati al posto di consumare passivamente ciò che ci viene offerto. Il Fair Trade è stato il passaparola, il tam-tam dei popoli e proprio per questo sarà un tam-tam di tamburi, un inseguirsi di suoni a rappresentarlo oggi. Un percussionista partirà da solo, all’alba, a suonare il tamburo in Nuova Zelanda e il suono pian piano si estenderà per tutta la terra, propagandosi attraverso tutti i continenti, per spegnersi poi al tramonto sull’isola di Samoa, affidato alle percussioni degli indigeni, suono ed eco di suoni portatori di un messaggio di solidarietà e sviluppo.

Ambasciatori dell’edizione 2009 i percussionisti Stomp, che insieme a Paul McCartney, Annie Lennox, Desmond Tutu e altri personaggi, hanno deciso di offrire il loro volto per il commercio equo e solidale. In Italia Agices e Fairtrade Italia lanciano un appello ai candidati al Parlamento Europeo per chiedere loro di sottoscrivere un impegno concreto in vista delle prossime consultazioni elettorali.

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Paul Connett e la strategia rifiuti zero

pubblicato da Roberto Bosio

Paul Connett, oltre ad essere l’ideatore della strategia “rifiuti zero”, è professore emerito di chimica ambientale all’Università St Lawrence di Canton, New York. Negli ultimi venti anni si è occupato di rifiuti, con particolare riferimento ai rischi collegati all’incenerimento, ed allo studio di alternative più sostenibili.

Le sue proposte non hanno nulla di eccezionale e spesso non rappresentano in assoluto una novità. Un esempio è l’estensione di responsabilità del produttore che costringe le imprese a ideare dei beni che siano completamente riciclabili. Ma comunque la loro applicazione in Australia, Nuova Zelanda, California, ed in città come San Francisco - in Italia Capannori - ha portato ad ottimi risultati. Il video è tratto dal documentario “Civiltà bruciata. La terra degli inceneritori” (dicembre 2006) di Zenone Sovilla.

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Mappa mondiale della fine delle lampadine ad incandescenza

pubblicato da PiccoloSocrate

Addio Lampadine ad incandescenza

La lampadina ad incandescenza con la crisi energetica ed i prezzi alle stelle è stata dichiarata tecnologia obsoleta e “sprecona”. In tutto il mondo sono stati avviati i procedimenti legislativi al fine di ridurne l’utilizzo e in molti paesi addirittura a vietarlo in nome del risparmio energetico.L’Italia risparmierà ben 3 milioni di tonnellate di Co2 immesse nell’aria dal 2011 (in viola), quando insieme ad Olanda, Spagna e Gran Bretagna metterà definitivamente al bando le lampadine a bulbo mentre già dal 2010 (in rosso) Argentina, Filippine, Francia, e Nuova Zelanda hanno dichiarato e legiferato in materia.

Nel gruppo purtroppo non si vedono alcune nazioni europee fortemente sviluppate come la Germania, la Danimarca o i paesi scandinavi o alcuni colossi mondiali in espansione come Cina e India o le economie emergenti dell’Est Europa. La domanda energetica mondiale è aumentata e continuerà a crescere: non possiamo prevedere quando queste nazioni legifereranno seriamente in materia.

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Niente le lampadine a bulbo in Nuova Zelanda dal 2010

pubblicato da PiccoloSocrate

Nuova Zelanda - no alle alle lampadine ad incandescenza

Stop definitivo per la lampadina a luminescenza in Nuova Zelanda entro la fine del 2009, lo ha annunciato martedì scorso il Ministro per l’Energia neozelandese David Parker, promettendo un taglio agli sprechi energetici del 20% entro il 2015. Ottima iniziativa non solo per l’ambiente, quanto per le tasche dei contribuenti visto che consentirà di risparmiare circa 370 milioni di euro in bolletta entro il 2020.

Lampade fluorescenti compatte e alogene a bassa tensione sono già disponibili sul mercato perché dunque non usarle? Secondo il rapporto del ministro, la domanda nazionale neozalandese di prodotti per sostituire le lampade a bulbo sarà garantita anche dalle importazioni. Insomma a tutti i costi il governo vuole ridurre le sue emissioni nell’atmosfera. Attualmente, solo per garantire l’illuminazione la Nuova Zelanda immette ogni anno 2,65 milioni di tonnellate di gas serra.

L’indipendenza dal carbone e del petrolio è il secondo fine della politica dei firmatari del protocollo di Kyoto della sinistra laburista del governo di Wellington che ha spinto ulteriormente anche sulle energie rinnovabili. Purtroppo il problema neozelandese delle emissioni non può esser ridotto all’osso per via dei 50 milioni tra ovini e bovini che hanno un ruolo chiave per l’economia del paese.

Via | Reuters

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Il boom del prezzo del legname

pubblicato da PiccoloSocrate

Prezzo del legname: fará  il boom? Dopo quello del grano e dei cereali anche il prezzo del legno comincia la sua rapida ascesa sulla spinta del boom dei paesi asiatici. Molti analisti tengono d’occhio il settore, perché in molti caso il prezzo dipende più dal trasporto che dalla produzione stessa.

I nuovi investimenti in legname nella Nuova Zelanda, in Malesia, in Australia e in Papua Nuova Guinea, spinti dalle continue richieste dei consumatori cinesi, non potranno sopportare la domanda, costringendo all’impennata i prezzi di legname e cellulosa. Gli investitori istituzionali (banche, grosse società…) sono attratti da questo mercato perché fortunatamente gli alberi crescono indipendentemente dal ciclo economico o dall’andamento delle borse. Il rendimento annuo medio del comparto oscilla tra il 10 ed il 14% ben oltre un investimento finanziario non rischioso di lungo periodo.

Un problema che avrà forti impatti sui consumatori sarà la volatilità dei prezzi: come è avvenuto per il grano (ed i suoi derivati) nel corso del 2007, i prossimi 3-4 anni saranno delle continue “altalene”. La speranza è che a farne le spese non siano solo i consumatori finali dei paesi industrializzati ed i produttori iniziali nei paesi più poveri, con l’innegabile guadagno di tutta la distribuzione e degli intermediari.

Foto | Ordinary Guy
Fonte | Quotidiano il Sole24ore & FactSet

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Batteri mangia-metano scoperti in aree geotermiche

pubblicato da lumachina

Batteri metanotrofi Methylokorus infernorumNei fanghi vulcanici alle “porte dell’inferno” a Rotorua in Nuova Zelanda sono stati trovati dei batteri capaci di vivere mangiando metano. A differenza delle specie di metanotrofi descritte in letteratura, queste possono crescere e moltiplicarsi in condizioni di pH acido, 2.0–2.5. Questa scoperta potrebbe portare alla costruzione di biofiltri, ovvero di strategie per limitare l’emissione di metano (uno dei gas a più alto effetto serra) in luoghi come le discariche.

Il microbiologo Matthew Stott, del GNS Science, ha raccontato che la scoperta dei batteri era partita come ricerca del “pozzo misterioso” di metano. Gli scienziati sapevano che nell’area geotermica di Hell’s Gate veniva prodotto metano, ma questo metano non raggiungeva la superficie. Spariva.

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Per scongelare un calamaro gigante ci vuole un microonde gigante

pubblicato da Gianluca Pezzi

calamaro giganteVi ricordate la pubblicità del “pennello grande” per una “parete grande”? Ho dovuto cercare più fonti autorevoli perchè non riuscivo a credere a quanto stavo leggendo. Ebbene, dal sito della Bcc, ecco cosa è successo in Nuova Zelanda.

Il mese scorso un calamaro gigante è stato pescato nelle acque non distanti dall’Antartide. Per poterlo studiare è stato ovviamente congelato ma… Siamo sicuri dell’ “ovviamente”?

Perchè ora, vedete, non si sa bene come scongelare il calamaro. Facile, verrebbe da rispondere, basta portarlo fuori dal congelatore. Sbagliato: questo calamaro è lungo 10 metri e pesa quasi mezza tonnellata. Si sono accorti invece che per scongelarlo totalmente, fino all’interno, ci vorrebbe così tanto tempo che la parte esterna marcirebbe.

E quindi? L’esperto di calamari della Auckland University of Technology, Mr. O’Shea, ha proposto la soluzione che non ti aspetti. Per un calamaro gigante, deve essere usato un forno a microonde gigante. Lapalissiano, direbbe qualcuno.

Pare che esistano forni grandi quanto basta per scongelare e studiare il nostro amico calamaro. Si tratta di forni a microonde usati nell’industria del legno. Detto questo, non fatelo però sapere a certi orientali… saprebbero immediatamente come usarli…

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